lunedì 26 settembre 2016

I nidi fanno bene SE di qualità.











"I nidi fanno bene se sono di qualità. E' forse questo il nodo cruciale che è emerso durante il convegno organizzato dal Gruppo Nazionale Nidi che si è svolto sabato 24 settembre a Modena", ci racconta Micol Tuzi pedagogista e sindacalista Cgil. La qualità si sa si fa con i soldi, mentre in questi anni lo Stato ha continuato a stringere i cordoni della borsa, le economie  dedicate al welfare sono state tagliata di svariati Miliardi di Euro. I maggiori tagli sono perpetrati dallo Stato alle regioni e ai comuni. Per dare una cifra di esempio teniamo a mente che la regione E-R in un solo anno è passata da un investimento per

sabato 24 settembre 2016

"O mi prendi il bambino al nido o ti sgozzo"












“O mi tieni il bambino o ti sgozzo” così è stata minacciata AnnaMaria Forgelli gestore del nido convenzionato I giardini di Karol Pio a Foggia da un genitore disperato. La Forgelli ci racconta: “la situazione è insostenibile. Si tratta di una vera emergenza sociale e nessuno fa niente. Noi che gestiamo i nidi convenzionati siamo in ginocchio. I pagamenti degli enti pubblici arrivano con dei ritardi spaventosi e i bambini non riescono ad accedere ai servizi”. Il nido della Forgelli sta aspettando i pagamenti della convenzione regionale effettuata e già svolta tra il 2014-15 per oltre 40 mila Euro. “Probabilmente quando

venerdì 23 settembre 2016

Il nido fa bene ai bambini. Un convegno a Modena














Il nido conta per il presente e per il futuro. E’ il titolo dell’intervento del Professor Valerio Belotti sui nidi d’infanzia. Il libro “I bambini tra cittadinanza e investimento. Partecipazione al nido d’infanzia ed effetti di lungo periodo” nasce da una puntuale ricerca condotta a Bassano del Grappa che dimostra, in modo chiaro e univoco, come i bimbi che hanno frequentato i nidi (tra l’89 e il 94) oggi abbiano migliori risultati scolastici. (per approfondimenti leggi qui). La presentazione del libro si svolgerà il 24 settembre a Modena presso l’Aula Magna, in viale Vinci 300, dove si aprirà un’intera giornata dedicata ai più piccoli che ha per titolo: “Il diritto di tutti i bambini a servizi 06 di qualità”. Un appuntamento ricco di temi e spunti organizzato dal Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia e dal Comune di Modena. Si parlerà di bambini, di cultura pedagogica, di qualità educativa ma anche di leggi. Lorenzo Campioni farà un quadro rispetto alle modifiche legislative che si prospettano all’orizzonte sia a livello nazionale che regionale. Oltre all’ascolto ci saranno momenti di confronto, quando ci si dividerà in gruppi per discutere 5 tematiche che spaziano dalla qualità garantita nei servizi al coinvolgimento e partecipazione dei genitori. Per iscrizione leggi qui.

giovedì 22 settembre 2016

Fertility Day: un'occasione persa.

Due cartoline del Fertility Day











Cara BolognaNidi,
sono una vostra associata da qualche mese e seguo con piacere il vostro blog.  In questi giorni mi sono meravigliata di non aver trovato un solo articolo sul Fertility Day. Mi permetto alcune osservazioni su questa iniziativa che ho trovato molto interessante ma comunicata in modo del tutto errato. Sono grafica pubblicitaria da oltre 20 anni, il mio pane quotidiano è la comunicazione e questa campagna, come ovvio, mi ha fatto riflettere molto. Non voglio in questa mia tentare di dare un'alternativa valida, una campagna, soprattutto sociale va approfondita, studiata, pensata in maniera "scientifica"…. La comunicazione che ci è arrivata è fallimentare ed ha affondato del tutto l'obbiettivo che era l'informazione. Il nostro paese come molti altri sta invecchiando in modo preoccupante e i problemi d'infertilità crescono in maniera spaventosa. Ad ora non ci sono certezza sui reali motivi perché questo accada, ma studi e ricerche, si. Questi studi ci indicano che i problemi sono tanti, e sono dovuti all'inquinamento, all'alimentazione, alla cattiva informazione e poche visite mediche. Questi temi sono importanti e difficili ma non impossibili da comunicare! La campagna è stata forte e d'impatto, provocatoria ma si è basata sulla provocazione sbagliata. In Italia stiamo vivendo un problema molto serio e grave e lo Stato punta il dito su noi cittadini, come fa il bambino in ombra accompagnato dalla scritta "Il rinvio alla maternità porta il figlio unico. Se arriva". Noi cittadini siamo descritti come egoisti e meschini, paurosi e ansiosi. Aspettiamo troppo tempo, perché non abbiamo le possibilità economiche in giovane età di far figli e perché lo Stato ci ha abbandonato non dandoci servizi e tutele (ne in giovane età ne dopo). E ora il maggior colpevole invece di dirci perché e per come invece di dire "è grave facciamo qualcosa tutti insieme" ci getta addosso la colpa, ritraendosi in responsabilità. Questo messaggio sbagliato sottolinea, ancora una volta, come politica e cittadini siano divisi, e in guerra, uno contro l'altro, anche quando il problema è comune.      

Elena F.

mercoledì 21 settembre 2016

Vaccinate i bambini contro la meningite

Immagine di Anne Geddes



Per prevenire la meningite ad oggi c'è un solo sistema: il vaccino. Per favorirne la diffusione, parte la campagna Win for meningitis, campagna voluta e sostenuta dall'azienda farmaceutica GsK. Le immagini sono affidate alla fotografa Anne Geddes e sono bellissime e spiazzanti. La celebre artista, nota per i ritratti di neonati vestiti da fiori o animaletti, ci mostra qui foto molto diverse, dirette e anche provocatorie. Cinque atleti delle Paraolimpiadi hanno posato a favore di Winformeningitis. Tra le atlete troviamo anche l'Italiana Beatrice Vio, che nelle Parolmpiadi di Rio ha portato a casa due medaglie con il fioretto: un oro nel singolo e un bronzo in squadra.  
La meningite è una malattia che colpisce nel mondo ogni anno 500mila persone, in 65 mila casi è mortale e in 1 caso su 5 lascia segni indelebili: ritardi neurologici, cecità, sordità o l'amputazione degli arti. Beatrice Vio ha perso avambracci e gambe dopo aver contratto la malattia nel 2008.
La campagna è partita per sensibilizzare i genitori, perché la meningite, colpisce sopratutto i bambini e i giovani. Speriamo sensibilizzi anche il nostro Ministro della salute perché ad oggi in molte regioni, il vaccino non è disponibile e non è gratuito.             

lunedì 12 settembre 2016

Un educatore per 20 bambini? Lettera di un papà

















Cara BolognaNidi, 
sono un vostro associato da oltre due d’anni ed è la prima volta che vi scrivo. Lo faccio per raccontarvi cosa succede nel mio nido, un nido di Bologna, un nido prestigioso per la sua elevata qualità educativa e in cui fino ad oggi ci siamo trovati molto bene. Ciò nonostante sono preoccupato per l’anno che sta per iniziare, da quest’anno infatti nella sezione di mio figlio, la sezione dei grandi, (che ospita bambini tra i 24 mesi ed i 36 mesi di età) alle educatrici tra le 13.30 e le 16.30 dovranno badare a moltissimi bambini: fino a 21 se sono tutti presenti! L’educatrice in quel tempo dovrà addormentarli tutti, svegliarli tutti, mettere le scarpine e cambiare loro il pannolino a tutti entro le 16. Mi è stato raccontato che i bambini sono messi a letto vestiti per fare la nanna, perché non si farebbe in tempo a rivestirli poi. Forse la mia è una domanda ingenua ma continuo a chiedermi: come sveglierà quei bambini? Come li cambierà? Riuscirà a concentrare la sua attenzione su tutti? Saranno visti veramente tutti, o per la fretta imperante saranno svegliati, gli saranno messe le scarpine e cambiati come in una catena di montaggio? Quello che mi ha dato più da pensare è che tutto questo è ritenuto assolutamente “normale”. Le educatrici mi hanno spiegato che da quando il rapporto numerico educatore-bambino in regione è cambiato (dal 2008) c'è un’educatrice ogni 10 bambini, le cose funzionano così. In tutto questo non riesco comunque a capire perché nell’orario tra le 13,30 e le 16,30 il rapporto sia tanto diverso. Mi è stato spiegato anche che i pedagogisti del devono gestire anche 10 tra nidi e scuole…. Come padre a questo punto, penso che forse le telecamere nei servizi educativi e di cura siano utili per mostrare le condizioni di lavoro a cui le educatrici e le maestre sono sottoposte, telecamere che possano mostrare un così elevato numero di bambini che hanno necessariamente tante e tante richieste e come queste ultime tutti i giorni devono fare i salti mortali per garantire qualità, che personalmente ho trovato ma mi chiedo e chiedo a voi: fino a quando può reggere? Grazie per l'attenzione e il vostro costante lavoro.
Paolo

giovedì 8 settembre 2016

Controlli nei nidi: preventivi e senza telecamere






 


“E’ mia intenzione individuare e mettere in atto degli strumenti efficaci al fine di far emergere i  cosiddetti eventi ‘sentinella’ che permettano di evidenziare possibili situazioni di rischio, nell’ambito di quelle strutture, dove gli operatori lavorano in stretto contatto e al servizio di persone in condizioni di fragilità quali bambini, anziani, persone non autosufficienti” Lo dichiara l’assessore al Reddito di autonomia e inclusione sociale della Regione Lombardia, Francesca Brianza. L'assessore, che rilascia l'informativa sul sito delle regione, non indica possibili tempi di realizzazione, o modalità di gestione, ma fa riferimento a modelli del mondo anglosassone. L'idea generale è quella di "Prevede l'esistenza di organi di controllo incaricati di valutare indicatori standard l’efficienza e l’efficacia della risposta ai bisogni educativi e, più in generale, il benessere degli utenti”. E' la prima volta che un politico annuncia  controlli nei nidi (e non solo) rispetto a quelli che già dovrebbero essere effettuati ( e non sempre lo sono) non  solo con il semplice uso di telecamere, ma realizzati tramite personale formato e responsabili di una procedura organizzativa apposita duratura e permanente.