lunedì 28 febbraio 2011

I costi dei nidi a livello nazionale

bimbi che giocano














Questi dati si riferiscono all'anno 2006-07 quindi sono un po' stagionatelli, ma hanno ancora qualcosa da dire.

venerdì 25 febbraio 2011

Privato a concessione

asilo d'infanzia










Abbiamo parlato molto brevemente dei nidi privati convenzionati. Ma c'è un altro tipo di privato che sta prendendo piede e non solo a Bologna. Il privato a convenzione è sotto la legge 1/2000 della regione e ha una durata, come un contratto d'affitto di 4 anni + altri 4. (Questo in linea di massima ci sono casi anche 3+3 o 5+5). Una volta scaduta la convenzione il nido ritorna al comune, a questo punto si stabiliscono i termini per una nuova gara d'appalto e via di seguito. Il privato a concessione invece ha tempi più lunghi, molto più lunghi, tra i 25 e i 30 anni (anche qui di media). Il privato che vince la gara, arriva costruisce fisicamente la struttura, la cooperativa di turno o l'ente che sia, gestisce il servizio educativo e la struttura rimane al privato per il tempo detto. Il comune rimane proprietario dell'immobile e del terreno, che inizialmente ha fornito. Al privato il tempo di gestione. Un rapporto che sta avendo un notevole successo e una rapida diffusione. La domanda, per quanto polemica è: ma dopo venticinque anni di gestioni, quando con ogni probabilità lo stabile richiede nuovi interventi di ristrutturazione, il comune è così sicuro di volerlo indietro?  

giovedì 24 febbraio 2011

Cosa fa il collaboratore?










Si parla sempre degli educatori, ma ai nidi ci sono più professioni che collaborano alla buona permanenza dei piccoli . Se l'educatore si occupa della cura e dell'apprendimento dei bimbi, altrettanta importanza hanno i collaboratori. A loro si pensa come ai cuochi ma questo è davvero riduttivo. I collaboratori seguono tutta la struttura del nido. Si occupano della pulizia, del lavaggio biancheria (ogni giorno si cambiano le lenzuola, le bavaglie e  teli vari) mantengono il giardino in ordine, cambiano lampadine, aggiustano i piccoli inconvenienti di tutti i giorni, insomma fanno le casalinghe. Si premurano anche della spesa, rifornendo frigoriferi e dispensa e facendo attenzione a non far mancare nulla. Ma oltre a tutto questo i collaboratori, formati in uno specifico percorso, sanno anche relazionarsi con più piccoli intessendo un rapporto davvero molto speciale.  

mercoledì 23 febbraio 2011

Pubblico e privato

a scuola












Pubblico da una parte e privato dall'altra. Quali le differenze? Prima di rispondere definiamo che il pubblico in questione è gestito dal comune, mentre il privato di paragone è il privato convenzionato. Le similitudini sono molte più delle differenze, che pur nella diversità dei singoli casi rimangono grosso modo due: la pappa e la busta paga degli educatori. Perché la pappa? Se la quasi totalità dei nidi comunali ha la mensa interna, servita da collaboratori formati e competenti, i privati, nella quasi totalità, si servono di  mense esterne. (capirete che le spese di gestione sono molto inferiori). Altra differenza è la busta paga, secondo dati dei sindacati rdb c'è una differenza in media di 380 euro lorde tra dipendenti comunali e dipendenti di cooperativa, grosso modo, per avere un'idea di massima. Va da se che ad un peggiore trattamento retributivo, corrisponde una maggiore turnazione e una maggiore turnazione rende il rapporto bimbi-dade più irregolare e fragile.   

martedì 22 febbraio 2011

Meno dade meno ore

la pappa












Approfondiamo un argomento che forse è poco chiaro. Il rapporto numerico. La compresenza delle educatrici in una classe è di alcune ore nell'arco della giornata e più precisamente durante le ore centrali. Quindi mentre si consuma la pappa e si svolgono attività adibite all'educazione vera a propria. Per attività intendiamo quel tempo dedicato a laboratori tattili, piccoli percorsi di manipolazione e altro ancora. Capite allora perché con l'aumento del rapporto si sta parlando anche di diminuzione delle ore? Se il nido viene gestito con altro personale (esterno o no, ancora non ci è dato sapere) dopo le 16.30, significa che si hanno più ore di compresenza (o almeno pari a quelle attuali). Le educatrici possono così continuare il loro lavoro con maggior attenzione agli importanti aspetti educativi e non solo di cura del bambino. Di questo doppio taglio fanno le spese sopratutto i piccoli, che devono confrontarsi con altre figure, i genitori con una nuova retta aggiuntiva, ma inevitabilmente anche il personale a cui non viene rinnovato il contratto.

lunedì 21 febbraio 2011

Rapporto numerico in regione











Bologna per ciò che concerne i nidi ha una situazione molto diversa dal panorama regionale. Infatti nel nostro comune il rapporto oggi esistente, di 1 educatore ogni 6 bimbi e un educatore ogni 4 nelle sezioni lattanti è minore rispetto alla media complessiva. Come dicevamo un un precedente post, è la regione che sancisce le regole, diritti e doveri, in cui si muovono le linee basi di educazione, alimentazione rapporto numerico, igiene e quantità e qualità degli spazi da adibire e la sicurezza in generale all'interno delle strutture. Nel 2000, anno in cui è stata legiferata la 1/2000, i sindacati a sostegno dei lavoratori sono riusciti a mantenere questo rapporto maggiormente favorevole a Bologna. Rapporto che oggi, con i tagli ipotizzati, sembra quasi certo compromesso, e quello che fino a ieri veniva chiamato diritto dei lavoratori oggi è sconfessato come spreco. 

venerdì 18 febbraio 2011

Fiaccolata in piazza

fiaccolata











Questa sera fiaccolata in piazza re Enzo. Ore 17,30: Il tempo sembra a svantaggio ma forse può essere un incentivo in più. Una cosa ho notato, la nostra fiaccolata cade nel giorno m'illumino di meno. Cos'è m'illumino di meno? Una manifestazione lanciata da Radio due in favore di una giornata con meno sprechi energetici. Forse così a luci spente o quasi, le fiaccole saranno ancora più luminose. E chissà che qualcuno a Palazzo D'Accursio senta la nostre voci e prenda, non dico paura, ma prenda atto che i genitori dicono no a tutti questi stravolgimenti.

La voce di un'educatrice

 
 
 
 
 
 
 
Crediamo nel lavoro fatto in tanti anni, nella coesione di un gruppo di lavoro, nella forza data da tanti genitori contenti che passano a salutarci dopo tanti anni,nella capacità di adattamento a tante evoluzioni organizzative,crediamo...credo...sia una esperienza importante perché stabile. ........meglio non distruggere ciò che si è creato nel tempo e che col tempo ha acquisito valore.

Otto nidi in chiusura

bimbo al nido










Sono otto i nidi in chiusura. Quasi uno per quartiere. Per un numero di bimbi di 400 circa e di lavoratori molto alta. Elenco: Coccheri, Allende, Rosselle, Vestri, Marsili, Tovaglie, Turrini. A tutti i genitori, educatori, collbaoratori ma anche a tutti i cittadini che magari in anni passati hanno transitato in questi asili chiedo di sostenere queste strutture, che non sono fatte da muri, ma da persone e bambini, da pianti e risa, da affetto ed educazione. Facciamo sentire la nostra voce. Lasciate un messaggio.

Si fa presto a dire privato

un nido comunale











Un discorso un po' lungo, forse noioso, ma vi chiedo pazienza, perché c'è molta confusione, almeno mi pare, su cosa possa essere un nido a gestione privata. Chiariamo il punto di partenza. Non c'è un privato, o meglio non esiste una forma di privato ma molte. Due grandi categorie: privati convenzionati e privati diciamo privati. I privati convenzionati, come quelli comunali stanno sotto le regole della legge 1/2000, legge regionale, poi modificata nel 2004 e 2006. La legge stabilisce il rapporto numerico esteso alla regione, che ormai conosciamo bene 1/7 e 1/5 per i lattanti. I privati-privati invece pur avendo delle rigide regole da seguire e controlli igienici e altro, non stanno sono sotto il controllo del comune. Poi altra cosa ancora sono i servizi sperimentali e integrativi, come i pge Piccoli gruppi educativi dove, cinque bimbi in un  spazio debitamente qualificato sono seguiti di un educatore. O ancora l'educatore a domicilio: tre famiglie si mettono in accordo per avere a disposizione un educatore che viene in casa a prestar servizio. I micro-nidi sono invece nidi, con un numero inferiore di bimbi circa 15-20 e sono in classi miste (non divese per età. Altra cosa ancora le dade formate dal comune dopo un corso formativo che prestano un servizio di Baby sitter. Tutto questo me ne scuso è una brutale semplificazione.