martedì 18 dicembre 2012

Modena e Bologna: due sistemi a confronto

imelenchon













Fare paragoni e confronti è sempre un buon modo per capire e valutare. Certamente confrontare, significa anche identificare le differenze di partenza. Così come ci possono esserci tra Modena e Bologna che hanno numeri davvero diversi. Per tracciare il profilo del sistema modenese abbiamo incontrato Massimo Terenziani, responsabile servizio diritto allo studio.

venerdì 14 dicembre 2012

Valentina Castaldini e i nidi a Bologna















Valentina Castaldini è consigliere al comune di Bologna con il Pdl. Ha iniziato la sua attività politica quando era ancora studente.Il suo impegno politico è cresciuto con

giovedì 6 dicembre 2012

L'impegno dei cittadini per i referendum

 









Iniziamo questo racconto dai numeri. Tredicimila sono le firme raccolte e consegnate ieri presso gli uffici comunali, diecimila di queste sono già state convalidate dai

martedì 4 dicembre 2012

La festa della 1044

Adriana Lodi













Una festa sentita e condivisa, una festa piena di voci e di risate. La celebrazione della 1044, la legge, che nell'ormai lontano 1971, portò all'apertura dei primi nidi

giovedì 29 novembre 2012

mercoledì 28 novembre 2012

Ugo Mattei e i beni pubblici










Ugo Mattei fa tante cose. La sua attività è incessante. Alterna la cattedra di diritto internazionale all'Università di San Francisco, alla cattedra di diritto civile a Torino

venerdì 23 novembre 2012

Seribo incontra l'Osservatorio delle mensa











Un'aula davvero gremita quella di ieri a Palazzo D'Accursio. Si sono presentati in tanti per conoscere i quesiti che l'Osservatorio delle mense ha formulato e le risposte che Seribo, l'azienda che gestisce i pasti nelle scuole bolognesi, avrebbe fornito.

martedì 20 novembre 2012

Alimentazione e refeziona scolastica


scottliddell











A Bologna c'è un comitato nato spontaneamente è  l'Osservatorio delle mensa. L'Osservatorio si occupa di alimentazione e della qualità dei cibi serviti nelle mense

sabato 17 novembre 2012

martedì 13 novembre 2012

Un comitato nazionale

emily simagery















Venerdì sera a Bologna si è svolta una serata di confronto e discussione sui nidi e le scuole dell'infanzia. Presenti i rappresentanti di comitati e associazioni di lavoratori provenienti da Milano, Torino, Napoli e ovviamente Bologna.

giovedì 8 novembre 2012

Un'altra chiave di lettura

kconnors










L'avvocato Silvia Nicodemo è professore di diritto pubblico nell'università di Bologna. Dopo una lettura del documento, prodotto dall'amministrazione e girato online, l'avvocato si è prestata gentilmente ad una lettera e ad un commento. Per i distratti ricordiamo che il documento è un'analisi sulla situazione  in cui nidi e scuole del bolognese e si ipotizzano strade alternative di gestione.

Ci sono dei passaggi poco approfonditi nel documento. Quali?
Il documento è poco approfondito su alcuni passaggi fondamentali. Intanto non si distingue tra funzione pubblica e servizio pubblico. La funzione pubblica è ciò che rimane a soggetto pubblico, mentre è l'ente locale ad individuare il servizio pubblico, in relazione al contesto ed alle esigenze della collettività che rappresenta. E’ poi necessario distinguere tra i servizi a rilevanza economica o a rilevanza non economica. Importante poi sarebbe differenziare tra nidi e scuole dell'infanzia. I due ordini educativi sono disciplinati in modo diverso. I nidi sono servizi a domanda individuale, mentre le scuole dell'infanzia sono riconosciute come scuola, pur non rientrando sotto la scuola dell'obbligo, ciò determina una possibile retta di frequenza. In fine nulla è detto sulla gestione immobili che è un capitolo notevole della vicenda anche per i costi. 

Perché sono importanti queste distinzioni?
Faccio un esempio: nel documento si parla di regia forte del pubblico, ma cosa si intenda per regia non ci è dato sapere e mancando distinzioni tra funzione pubblica e servizio pubblico la cosa si fa ancora più incerta. Si intende forse che il pubblico coordina la filiera? Queste che sembrano ai non addetti ai lavori, delle questioni trascurabili non lo sono affatto. A seconda delle specifiche, le vie da percorribili sono differenti e sono regolate da normative differenti. E ancora nel documento si individua come soluzione più sicura quella dell'appalto e poco dopo si parla di convenzioni. Le due espressioni sono utilizzate in modo non consapevole. Non è chiaro se per “appalto” il documento voglia intendere la gara d'appalto e quindi ha una gara tra più soggetti o il “contratto d'appalto”. In ultimo la trattazione degli istituti giuridici quali istituzioni, Asp, aziende speciali, fondazioni sono analizzate in modo manualistico e poco approfondito. Da ultimo, la soluzione individuata, di procedere verso l'appalto o la convenzione, che sia, getta le fondamenta su basi fragili, nell'analisi di partenza.

venerdì 26 ottobre 2012

Scuole e nidi secondo Stefano Aldrovandi


Stefano Aldrovandi

 










 

Stefano Aldrovandi ha concorso come candido sindaco alle ultime elezioni. Oggi è consigliere con la lista civica Bologna 2016. Uomo d'affari ha iniziato al sua attività lavorativa nell'azienda

mercoledì 17 ottobre 2012

La strada più sicura? La convenzione.

Un documento del comune corre online senza controllo...e di nuovo si tratta di uno scritto arrivato per vie traverse in mail a moltissimi in città. All'attenzione si impone  la mancata sicurezza a cui è assoggettato palazzo D'Accursio. Ma più interessante è sapere cosa si scrive nel documento.

lunedì 15 ottobre 2012

Nidi e scuole dell'infanzia: parola a Mirco Pieralisi

 

Mirco Pieralisi lavora come maestro alla scuola primaria e ancor prima ha lavorato alla scuola d'infanzia. Il suo interesse politico al tema nasce al tempo dell'università all'interno di movimenti cittadini. Oggi siede in consiglio comunale e presiede la commissione scuola e istruzione.


Come si trova a lavorare dall'altra parte della barricata, quindi dalla parte della politica?
Mi trovo in pieno conflitto di interessi, di sentimenti e di emozioni. L'istruzione e l'educazione rappresenta non solo una grande parte dell'impegno di bilancio del Comune ma decenni della mia vita. Non è facile governare la passione... o almeno io in questo ho una pessima "cultura di governo"


I nidi e le scuole d'infanzia a gestione comunale si trovano in una situazione di difficoltà senza precedenti, i problemi sono i soliti: impossibilità a spendere e ad assumere. Quest'anno si è passati ad una gestione asp per ovviare i vincoli normativi e si è arrivati ad un'apertura straordinaria per 144 posti che andranno ad alleggerire la lunga lista di quasi 400 bambini esclusi dalla scuola. Una soluzione per tamponare. Vede a livello nazionale sono in atto delle strategie per salvaguardare nidi e scuole con un progetto che guarda al futuro?
La situazione è molto grave ancora di più per questioni politiche che economiche. Direi che ci troviamo di fronte ad gruppo di potere (comprendendo in questo molta parte di chi aspira a governare il paese) che per interesse o per incapacità, per lucido disegno o per subalternità culturale, non ha un progetto di futuro proprio a partire da dove il futuro si costruisce. La crisi esiste in tutta Europa perché è la crisi di un modello economico sociale, ma in alcuni paesi la scuola e le politiche per l'infanzia non sono state oggetto di tagli che per qualità e quantità aggrediscono il patto costituzionale sul diritto universale all'istruzione. Questo fa ancora più male se pensiamo, ad esempio, a come abbiamo costruito creativamente i nidi facendo tesoro delle esperienze dei paesi del nord Europa e a quanto abbiamo insegnato a quegli stessi paesi che cosa significhi una scuola dell'infanzia come primo ingresso nel mondo dell'istruzione.


L'articolo 33 sta portando avanti un referendum per chiedere ai cittadini bolognesi di esprimersi sui finanziamenti alle scuole paritarie. Nel mentre l'Amministrazione e il Partito democratico  contestano il referendum oltre al tema. Lei cosa pensa: è giusto porre la questione ai cittadini? Sarebbe bene togliere i finanziamenti al privato che garantiscono comunque dei posti?
 Pur avendo la consapevolezza che l'oggetto del referendum è una piccola parte di un tema (anzi di un problema) molto più grande, vedo l'utilità del referendum non per togliere qualcosa a qualcuno (all'atto pratico alcune scuole private, senza i finanziamenti comunali diretti, potrebbero aumentare le loro rette di qualche decina di euro, ma le stesse scuole potrebbero concorrere all'acquisizione di nuove risorse presentando progetti specifici e sperimentazioni). Penso che ANCHE il referendum possa stimolare una riflessione sull'intero sistema e sul tema della sussidiarietà, che, in particolare nella scuola, non può essere sostitutiva del pubblico. Ma se non si riapre un reale processo partecipato sull'intero sistema dell'educazione e dell'istruzione anche il referendum sarebbe poca cosa. Io credo che ci sia una grande necessità di riappropriarci dal basso, come comunità, dei preziosi beni comuni. Le attuali convenzioni danno per scontato che stato e comuni non riusciranno a garantire la quantità e la qualità della richiesta di scuola comunale e statale. Non basta un referendum ma a volte anche una piccola "pubblica espressione di opinione" può servire per costruire un giusto ordine del giorno.


La voce dei cittadini sul tema scuola e nidi è molto attiva, oltre al comitato cittadino di nidi e scuole che ha presieduto in udienza conoscitiva di recente, ci sono anche l'articolo 33, già citato, e l'osservatorio delle mensa che chiede da tempo udienza e confronto con i gestori del servizio mensa Seribo. In un momento storico in cui i partiti sono al minimo della popolarità. Secondo lei da queste attività si potrebbero gettare fondamenta per una politica che tenga presente i cittadini non solo nel momento del voto?
La libertà è partecipazione, che è fatta di domande, osservazioni, indignazione, protesta, rivendicazione, proposte, disponibilità e pazienza. Sarebbe opportuno che tutte queste cose convivessero e che la politica istituzionale smettesse di scegliere tra partecipazione buona (costruzione di consenso) e cattiva (messa in discussione di equilibri consolidati). Certo, a volte l'interlocutore, nella sua anche legittima parzialità, non aiuta la politica istituzionale a... ribellarsi a se stessa, ammesso che sia possibile. A volte invece ci sono dei preziosi tentativi che vanno coltivati, come l'esperienza di qualche anno fa del movimento di genitori e insegnati delle scuole primarie o la vostra esperienza all'interno dei nidi e della scuola dell'infanzia. Se permetti però, visto che avremo altre volte la possibilità di tornate sui rapporti tra amministrazione e "popolo della scuola", mi preme fare una considerazione sulla costruzione partecipazione in un territorio... ad alta intensità affettiva, dove i soggetti che si incontrano sono genitori, insegnanti e "dade" che ruotano attorno alla crescita delle bambini e dei bambini. Quello che mi è piaciuto osservando alcuni incontri tra voi e le maestre, è stato il condividere uno spazio comune di costruzione. Non è facile. Le bambini e i bambini che abbiamo in casa come genitori non sono gli stessi che abbiamo in sezione o in classe come insegnanti/educatori. Modi di vivere e modi di vedere sono diversi e questo può alimentare l'umana tentazione di "insegnare" l'uno all'altro il mestiere invece che accettare fino in fondo l'irriducibile individualità e la graduale separazione del bambino dalle proprie guide naturali e affettive. Lo sforzo comune e la sfida della partecipazione è quello di costruire un ambito e un ambiente dove le diverse sensibilità adulte trasformano un prezioso "limite" ("il mio bambino", "il mio alunno") in una risorsa. Se questo patto funziona tra genitori e chi fa scuola, si è molto più forti nel rapportarsi all'amministrazione e alle sue fallibili regole e politiche, non solo per far pesare il proprio voto ogni qualche anno ma per mettere reciprocamente a disposizione i propri punti di vista. Non esiste una formula magica che renda una regola più democratica di un'altra, in astratto. Esistono modi per rendere le scelte politiche e amministrative più consapevoli.

 

venerdì 21 settembre 2012

Francesco Errani: apriamo un dibattito


foto di: Michele Orsi

Francesco Errani è Consigliere comunale con i democratici. Ha basato la sua campagna elettorale sulla partecipazione puntando su alcuni temi: la scuola, il sociale e il lavoro. Alla fine di giugno ha promosso un momento di condivisione e partecipazione sulla scuola, presenti ai tavoli di discussione sia genitori che tecnici del mestiere.


Che risultati ha prodotto questo dibattito e che futuro avrà questo momento di discussione?
A giugno ci siamo trovati per parlare di scuola. L’incontro è stato realizzato con l’intento di far partecipare attivamente non solo esperti, personale scolastico e genitori toccati dalle difficoltà che la scuola sta vivendo, ma tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra società. Attraverso le discussioni nei tavoli, il World Cafè ha permesso di individuare e condividere gli aspetti che definiscono la qualità della scuola: la scuola non ha solo un valore educativo ma anche sociale, ed è una straordinaria occasione per formare buoni cittadini, pensanti e capaci di scegliere anche criticamente. In merito al rapporto pubblico privato, i partecipanti allo sQuola Cafè hanno sottolineato, in considerazione della funzione sociale, civica e politica riconosciuta alla scuola, l'importanza di un forte ruolo di regolazione e controllo da parte del Comune di Bologna.
Sul mio sito è possibile scaricare il Report con i risultati del World Cafè. Inoltre, il World Cafè è stato l'occasione per condividere un nuovo modo di fare politica. Un punto di partenza che spero possa portare il Comune di Bologna a promuovere un percorso di partecipazione che coinvolga tutta la città, da realizzare nei prossimi mesi in tutti i Quartieri.
In città molti cittadini tra associazioni e comitati che si stanno muovendo sul tema infanzia . Tra i diversi gruppi c'è anche il coordinamento dei presidenti dei genitori, organo istituzionale votato alla partecipazione dei genitori. Nell'anno in corso il coordinamento ha avuto due incontri con l'Amministrazione e classe politica, del quale uno, l'ultimo, senza risposte per via di sommovimenti, tempi e altro. Lo stesso comitato dei nidi, in alleanza con altri presidenti delle scuole dell'infanzia, ha proposto un progetto di modifica per regolamentare in modo più snello gli incontri. Non sono pervenute risposte in merito ed è stato avanzata una richiesta di udienza conoscitiva che ha avuto esito, per ora, solo a livello informale, quindi con un si, ma senza una data. E' prevedibile che questo progetto che non è una rivendicazione ma proposta di partecipazione possa venire accolta? E in che tempi?
La richiesta di udienza conoscitiva promossa dal Comitato e dai Presidenti delle scuole dell'infanzia deve essere accolta e sono naturalmente disponibile a studiare la proposta perché possa trovare una risposta in tempi brevi, soprattutto se diretta a favorire la partecipazione dei genitori alla vita della scuola.
Tra i vari comitati cittadini c'è il nuovo l'articolo 33 che dopo molte battaglie e alleanze, è riuscito ad arrivare al referendum rispetto al tema sovvenzione finanziamenti pubblici alle scuole paritarie private. Come giudichi il referendum? Cosa potrebbe accadere se le sovvenzioni che oggi il Comune eroga alle scuole paritarie private fossero dirette alla scuola pubblica?
E' una tema complesso che richiede quindi una risposta articolata.
La questione dei finanziamenti alle scuole dell'infanzia, sul tavolo da anni e che la riduzione delle risorse ha riportato in primo piano, dovrà finalmente trovare una soluzione. Come? Le leggi e il controllo della qualità dei servizi scolastici. Occorre definire gli indicatori riguardo a cinque aspetti irrinunciabili definiti dalla Costituzione: la vita materiale delle scuole, le competenze del personale scolastico, la partecipazione dei genitori al progetto educativo, la collaborazione inter-istituzionale con i servizi sanitari e sociali del territorio, e l'attenzione all'eterogeneità degli alunni. Con il referendum, allo stato attuale, temo il rischio di una competizione poco utile per la nostra città, che costringe il cittadino a esprimersi votando con un sì o un no. Continuo ad augurarmi che sia possibile sedersi attorno ad un tavolo (amministratori, insegnanti e genitori) per studiare insieme le possibili soluzioni e proposte, tutti disposti ad ascoltare e liberi da dogmi. Detto ciò, il referendum consultivo è uno strumento prezioso di partecipazione democratica e conosco la preoccupazione dei genitori che lo hanno promosso. Non contrasterò l'uso di uno strumento democratico, a maggior ragione in questo momento di difficoltà fra cittadini e politica. Per rispetto al mio ruolo istituzionale e per garantire il diritto di partecipazione, pur avendo un'idea diversa, mi voglio rendere disponibile a certificare le firme. In modo altrettanto democratico, voterò al referendum per sostenere il valore del sistema scolastico pubblico integrato, nato proprio a Bologna nel 1995 dall'Assessore alla Scuola Rosanna Facchini, ed esprimo alcune considerazioni:
- la quota del 61% di scuole d'infanzia gestite direttamente dal Comune, percentuale unica in tutta la Regione e eguagliata in Italia solo dal Comune di Milano, purtroppo non è più sostenibile;
- con i tagli dal centro alle periferie e i limiti all'assunzione imposti dal patto di stabilità agli Enti Locali, non sarebbe possibile assumere comunque nuovo personale scolastico e risolvere il problema delle liste di attesa, che rischiano di diventare un ostacolo per l'accesso al mondo del lavoro delle donne e di limitare la libertà di scelta delle famiglie fra scuola pubblica e privata;
- il finanziamento alle scuole paritarie private, che corrisponde al 3% della spesa comunale sulle scuole dell'infanzia, può e deve permettere di migliorare il sistema scolastico pubblico integrato, punto centrale della legge di riforma Berlinguer del 1997. In pratica, dobbiamo essere capaci di costruire un sistema integrato con criteri comuni e controlli effettivi e rigorosi, per verificare la qualità del servizio scolastico.
Credo che individuare gli indicatori e il sistema del sostegno alle scuole per farli propri e dei controlli da parte dell'Amministrazione nel rispetto degli stessi non sia troppo complicato. A Bologna, una possibile risorsa è sicuramente la presenza dell'Università e della Facoltà di Scienze della Formazione, mentre il percorso di partecipazione dovrebbe permettere di studiare, migliorare e condividere un nuovo progetto educativo per Bologna, da concretizzare e costruire in modo trasparente insieme a tutte le forze culturali e professionali presenti nella nostra città.
Altro gruppo attivo e che chiede di essere ascoltato è l'Osservatorio della mensa. Un gruppo di cittadini che si è attivato in modo partecipe per valutare la qualità degli alimenti serviti nelle scuole dell'infanzia e di primo grado. La richiesta di partecipazione non è seguita ad una effettiva valutazione, né dalla parte Amministrativa, né dalla parte politica e nemmeno da Seribo, l'ente che gestisce il servizio mensa. Tu hai accolto e portato avanti una loro richiesta specifica di maggior utilizzo di cibo biologico e un maggior controllo della qualità. A che punto è questa pratica? E come è prevedibile che proceda una partecipazione dell'Osservatorio rispetto al tema pappa?
Grazie anche al lavoro dell'Osservatorio, il 12 marzo 2012 ho presentato ed è stato approvato all'unanimità dal Consiglio comunale un Ordine del giorno che chiede di aumentare i cibi biologici e tipici nelle mense scolastiche, così come potenziare gli aspetti di educazione alimentare e orientamento ai consumi nel servizio di refezione scolastica e di costruire un regolamento per il funzionamento delle Commissioni mensa. Il 29 marzo 2012, abbiamo svolto un’udienza conoscitiva sulla refezione scolastica con i Dirigenti di Comune e Provincia, l'Ausl e i promotori della petizione per l'introduzione di prodotti biologici nelle mense scolastiche, mentre era assente l'Azienda pubblica Seribo. In quella sede, l'Assessore alla Scuola Marilena Pillati ha preso impegni precisi per valorizzare la partecipazione dell'Osservatorio e delle famiglie. A ottobre, è prevista una nuova udienza conoscitiva in Comune con il nuovo Presidente di Seribo per capire in concreto quando e come sarà possibile iniziare ad aumentare la percentuale di biologico e definire il regolamento di funzionamento delle Commissioni mensa.




domenica 5 agosto 2012

Spariti 142 precari nido-scuola dell'infanzia dalle assunzioni di Asp Irides

Mi chiamo Costanza Storaci, ho 34 anni e sono una delle amminstratrici e la fondatrice del Gruppo Facebook Personale Nidi Materne Bologna- http://www.facebook.com/groups/personalenidimaterne/- che ha attualmente 478 iscritti.Il gruppo raccoglie parte del personale che lavora attualmente per le scuole dell'infanzia ed i nidi comunali bolognesi, e nasce da un'esigenza:quella di informarci e supportarci a vicenda oltre che organizzare iniziative. Da Aprile 2012 inizia infatti il calvario:viene ipotizzata l'esternalizzazione per i nidi e le scuole dell'infanzia bolognesi.A Giugno si arriva invece a questa soluzione:far assumere parte del personale dei nidi e delle scuole dell'infanzia comunali ad Asp Irides, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona con una promessa, sbandierata dall'Amminstrazione Comunale e dall'Assessore Pillati:tutti  i  precari a rischio licenziamento sarebbero stati assunti dall'Asp suddetta. Sembra che questa promessa non possa essere mantenuta:il 3 Agosto sono comparse le convocazioni dell'Asp Irides del personale precario, e da queste convocazioni mancono all'appello 142 persone. L'anno scorso furono convocati-le convocazioni sono per personale a tempo determinato a cui si chiede di lavorare annualmente,o con un contratto che viene rinnovato e rinnovabile-150 educatori di nido, quest'anno 105. Sempre nell'anno precedente furono convocati 125 collaboratori di nido, quest'anno 80 e, sempre in Settembre 2011 furono convocati 107 collaboratori di scuola dell'infanzia, quest'anno 55. Ribadisco, sono sparite dalle convocazioni di fine agosto 142 persone. I numeri non tornano.Può essere che io stia gridando: ''Al lupo!Al lupo!'' ma mi sembra, a naso, che l'anno prossimo verranno assunte molte meno persone, e la domanda che molte di noi si fanno è questa:''Come si potrà garantire un servizio e la qualtà del servizio con molto meno personale''?E: è un sospetto fondato?Quanti saranno esattamente i precari assunti quest'anno? La nostra speranza è che l'Assessore Pillati, o chi per lei, possa rispondere a dubbi e perplessità che, per l'ennesima volta, sono sorte sul suo operato e l'operato dell'Amministrazione Comunale, e che possa garantire l'occupazione del personale precario a cui si erano fatte molte promesse.Si era infatti assicurato che il non apprezzabile smantellamento di interi gruppi di lavoro educativi, con una gran parte di collaboratori ed educatrici di nido di ruolo che perdevano ed erano obbligati a cambiare la loro sede di lavoro, spesso decennale, per far si che interi nidi e scuole dell'infanzia comunali potessero essere interamente gestiti da un punto di vista tecnico-organizzativo da Asp irides, era stato fatto per garantire il lavoro di 500 precari. Se così non è si sono smantellati interi gruppi educativi senza un motivo, se non quello di risparmiare e tagliare sul personale.

venerdì 27 luglio 2012

Molte questioni e una novità dalla regione

wallyir












Nonostante l'estate, il caldo e i ritmi ormai rallentati, il mondo dell'infanzia non si ferma. I vari comitati cittadini attivi sul tema, continuano a portare avanti

martedì 24 luglio 2012

Nuova gestione Asp: alcuni aspetti legali

La gestione di 20 scuole d'infanzia e 13 nidi da parte di Asp Irides comporta non poche perplessità e non solo da parte dei lavoratori. Ciò significa uno spostamento

domenica 22 luglio 2012

LE (POCHE) CERTEZZE DEL NIDO DE’ GIOVANNI

Un nido comunale con 40 anni di storia dichiarato in chiusura, l’impegno di tanti genitori e lavoratori, tante lettere, telefonate, scambi di e-mail, incontri, la chiusura della sezione lattanti, 2000 firme raccolte, tante promesse, tante speranze. E poi quel 21 giugno, con la notizia della mobilità di 5 collaboratori di ruolo e la sostituzione con personale ASP IRIDES.
Questi in sintesi gli ultimi 18 mesi al De’ Giovanni.
Lo scorso 17 luglio la Presidente del quartiere San Vitale Naldi e l’Assessore Scuola Pillati hanno incontrato una delegazione di genitori e lavoratori del nido per fare il punto. Presenti anche direttore settore istruzione Pepe, direttore di quartiere Mignani e responsabile servizi educativi di quartiere Manferrari.
All’incontro hanno partecipato, nonostante alcune resistenze della parte politica, anche i presidenti dei comitati di gestione dei nidi Anna Frank, Arcobaleno e Betti.
Il nido De’ Giovanni non chiuderà e questa sembra una certezza. È previsto lo spostamento nel plesso delle scuole Giordani (via Libia), un po’ più periferico rispetto all’attuale sede, dove sono già presenti scuola d’infanzia Giordani, centro Più Insieme, centro psicomotorio,  centro 0-5 (consultorio per genitori), centro socio educativo per bambini delle primarie. Non sarà possibile riaprire la terza sezione, lo spazio per la cucina c’è, ma non è detto che si farà. Il trasferimento è previsto da settembre 2013 e ci sono già il parere positivo dell’ASL e l’agibilità. L’utenza del centro storico verrà in parte servita con il nuovo plesso nido e scuola d’infanzia in progetto in via Filippo Re in collaborazione con l’Università, a gestione privata, ma che avrà alcuni posti in convenzione.
E questo è un punto.
Sulla questione ASP IRIDES invece non si torna indietro. Sono state poste tante domande, e innanzitutto si è cercato di capire quali sono stati i criteri per la scelta dei nidi e delle scuole d’infanzia destinate alla gestione ASP IRIDES. Ci è stato risposto:1) numero di posti vacanti; 2) equa distribuzione tra quartieri; 3) vicinanza di plessi scolastici.
Applicati al quartiere San Vitale danno il risultato paradossale di nido De Giovanni, con 5 collaboratori tutti di ruolo e scuola d’infanzia Zamboni ad 1 km di distanza, nido Arcobaleno, con 4 collaboratori, anch’essi tutti di ruolo, scuole Arcobaleno, Marighetto e (appunto) Zamboni. Insomma, pare che per il De’ Giovanni i criteri non siano stati pedissequamente applicati. Avremmo preferito un sorteggio, sicuramente più equo e trasparente.
È stato chiesto perché questa riorganizzazione con ASP IRIDES non permette la coesistenza nello stesso nido/scuola di personale collaboratore comunale e ASP IRIDES. È stato risposto che è una fattispecie tassativamente vietata dalla normativa (la legge Biagi), e che il Comune sarebbe passibile di denuncia per intermediazione di manodopera . Un giurista presente in sala ha ribattuto che con opportuni accorgimenti giuridici sarebbe stato possibile: nessuna risposta.
È stato aggiunto che una condizione posta da ASP IRIDES per poter accettare il servizio è stata la gestione diretta di interi gruppi di collaboratori nei nidi e scuole: pretesa che francamente ci pare un po’ azzardata per un’azienda detenuta al 96% dal Comune. Insomma, giochi già fatti e poca voglia (o possibilità) di approfondire ulteriormente la questione. Nemmeno un impegno sul futuro degli educatori del De’ Giovanni: “toccherà a noi il prossimo anno?” è stata la domanda; “il futuro è incerto per tutti, anche se l’obiettivo non è quello” è stata la risposta.
Sullo sfondo il complesso quadro di vincoli normativi dettati dal governo centrale, illustrato con chiarezza e lucidità dall’Assessore.
Il nido De’ Giovanni (forse) non chiuderà, ma pagherà un prezzo altissimo. Lo pagheranno i bambini che in 12 mesi perdono 3 educatori e 1 collaboratore per effetto della chiusura della sezione lattanti, e 5 collaboratori per il passaggio ad ASP IRIDES. Lo pagherà il gruppo di lavoro, che viene smantellato, con buona pace della continuità educativa e della valorizzazione delle professionalità e competenze del personale. Lo pagheranno le famiglie, che vivranno questa rivoluzione, con nuove relazioni e dinamiche da capire e costruire. Lo pagherà -crediamo- l’intera città, perché ogni nido ed ogni scuola comunale porta in sé un insieme di valori e saperi che rendono unico il patrimonio dei servizi educativi di Bologna.
E allora: abbiamo volato troppo alto, sperando fino all’ultimo in una decisione diversa?
Ebbene, raccogliamo con fiducia i frutti di questi mesi intensi: tante relazioni costruite, una rinnovata coscienza di cittadini impegnati per la difesa dei servizi essenziali, un iniziale ed embrionale percorso di partecipazione della cittadinanza alla politica ed una fragile quanto importante certezza: il nido De’ Giovanni (almeno per ora) non chiuderà.

venerdì 20 luglio 2012

Un diario lungo un'estate

Questo post è diverso da tutti gli altri. Questo post vuole essere commentato, discusso e scritto dai lettori che vagabondando online si ritrovano qui in una spazio condiviso e partecipato. Vuole essere un diario aperto, uno spazio in cui insegnati, educatori, genitori, nonni, collaboratori e cittadini... lasciano traccia di una  testimonianza di vissuto personale. I servizi educativi stanno cambiando: raccontiamoli. Raccontiamo come li ricordiamo, come li abbiamo vissuti, come li immaginiamo e come li vorremmo. Sappiamo le difficoltà che il comune sta affrontando nel tentativo di continuare a gestire i servizi. Capiamo i numeri imposti dal patto di stabilità e dai limiti di assunzione, ma questo spazio vorrebbe registrare qualcosa che va al di là della ragione e dei calcoli. Allora spazio alle emozioni. Postate e raccontate in una sorta di diario condiviso. Buona scrittura a tutti.

venerdì 29 giugno 2012

Anita di Giuseppe: una voce fuori dal coro


Anita Di Giuseppe













Anita Di Giuseppe siede in parlamento per l'Italia dei Valori,  iscritta alla commissione infanzia e adolescenza è stata tanto gentile da incontrarmi per un'intervista. Ha risposto a tre corpose domande che fanno riflettere.
In 40 anni di attività lo Stato ha sempre investito pochissimo nei servizi educativi rivolti all'infanzia. Nel 1966 nel piano di sviluppo economico del paese (piano Pieraccini) si ritenevano necessari 10mila asilo nido.

mercoledì 27 giugno 2012

Scuola dell'infanzia paritarie: nuova convenzione

clarita











All'incontro sul tema scuola dei quartieri Porto e Saragozza sono intervenuti l'assessore Pillati e la responsabile alla scuola Miriam Pepe. E' stato un incontro scarsamente frequentato ma non per questo meno interessante. Il tema era centrato sulla nuova convenzione alle scuole dell'infanzia paritarie private.
A grandi linee: si ipotizza di inserire nuovi parametri di misurazione dell'attività e dell'offerta di frequenza scolastica per meglio modulare i finanziamenti e migliorare la qualità di accesso e frequenza. Quindi se la scuola accoglie bambini stranieri o bambini portatori di handicap o se avvia progetti di qualifica rispetto all'offerta formativa riceverà incentivi. Ogni anni verrà riformulato la cifra di capitale d'investimento anche in base al bilancio. Saranno introdotte penali possibili fino a 5000 euro. Insomma l'intento è di avviare un finanziamento più trasparente che possa garantire maggiore equità, agli oltre 1700 posti che le scuole paritarie private offrono sul nostro comune.
A livello cittadino si aprirà una discussione sul servizio educativo 0-6, un servizio che sta cambiando in modo vistoso per tutte le difficoltà ormai note. I modi sono ancora da definire l'avvio è in previsione per l'autunno.
Il dibattito in quartiere si è poi avviato anche su altre tematiche. L'assessore ha ribadito la volontà di continuare a chiedere allo Stato di prendersi carico in modo più consistente delle scuole dell'infanzia, questo non per cercare di disfarsi del servizio, ma per una questione di principio. E il principio è che il comune è sempre più impossibilitato a gestire il sistema per norme che continuano a porre veti e confini di azione, tra patto di stabilità e limiti all'assunzione. Ciò nonostante l'ente deve rispondere alla domanda di posti perché un diritto dei bambini che lo richiedono e garantirne l'offerta. Per semplificare: il comune non può spendere, non può assumere il personale ma deve garantire i posti. Un bel problema!
Oggi il sistema a Bologna è dipartito così per competenza ed amministrazione: le scuole d'infanzia statali offrono quasi 1500 posti, le paritarie oltre 6800 posti che si dividono circa in 5100 per le comunali e altri 1700 per le private. Per intenderci la legge non distingue tra scuole gestite dagli enti e scuole private, le mette tutte sotto lo stesso cappello: scuole paritarie. Per questo motivo l'Amministrazione e la politica insistono sul fatto che entrambe vanno sostenute per azzerare, o almeno tentare, le liste d'attesa. Come già detto 20 scuole e 13 nidi saranno gestiti da settembre da Asp IRIDES. Il personale a tempo determinato sarà quindi assunto con contratti, paragonabili agli attuali, da Asp. Questa gestione si attuerà per un anno. Per una questione tecnica non possono sovrapporsi due gestori (comune e Asp) che stipulano contratti per lavoratori che svolgono la stessa mansione, nel medesimo luogo di lavoro. Questo determina una dispersione dei collettivi e una mobilità di sede per il personale che si occupa del sostegno e per i collaboratori nei nidi che svolgono a tutti gli effetti anche un ruolo educativo. Questa soluzione per l'anno scolastico 2012-13 nel mentre si deciderà la strada da percorrere per una soluzione alternativa che possa gestire l'intero pacchetto 0-6 e consentire di aggirare patto di stabilità e i limiti alle assunzioni.              

martedì 26 giugno 2012

L'importanza della dada













Quando entriamo al nido tante piccole cose ci raccontano il lavoro quotidiano dei collaboratori. Si tratta di dettagli: una tappezzeria nuova applicata al bordo della

lunedì 25 giugno 2012

Lettera aperta alla cittadinanza


Bologna, giugno 2012


Veniamo a sapere con rammarico e tramite le nostre insegnanti ed educatrici delle modifiche a proposito della gestione del personale dei nidi e delle scuole dell'infanzia.
Così ci è chiaro un punto, che ci coglie alla sprovvista e ci sgomenta: nei 13 nidi e nelle 20 scuole dell'infanzia interessati dalla modifica di gestione di ASP IRIDES i collettivi di lavoro saranno smembrati, tutti i collaboratori saranno trasferiti in altre strutture e tutti i servizi ausiliari faranno capo ad ASP IRIDES.
Un vero peccato. Alcuni collettivi lavorano in modo affiatato da oltre 30 anni.
Capiamo che la situazione è complessa e difficilmente gestibile, ma crediamo oggi più che mai dopo una riunione urlata (il 20 giugno in sala Biagi) che la partecipazione dei genitori a questi mutamenti debba essere accolta e sostenuta. L'intera città ha bisogno di poter discutere il tema e la voce dei genitori, consolidata nel comitato dei presidenti cittadino, dovrebbe essere articolata con maggiore forza. Vorremmo dare la parola di chi i nidi li vive da dentro: la parola e il pensiero delle mamme e dei papà.
Abbiamo bisogno di partecipare, abbiamo bisogno di dialogo. Crediamo che le cuoche, le dade e le collaboratrici siano figure di riferimento davvero speciali per i nostri bambini. Sono loro che vestono, servono e preparano la pappa e si occupano di tutta la manutenzione delle sezioni, un po' come delle mamme. Un dibattito violento e urlato non rende giustizia all'informazione, non rende giustizia a nessuno e sopratutto, in ultima istanza, non rende giustizia ai bambini.

Il comitato cittadino dei presidenti dei nidi

giovedì 21 giugno 2012

Un dibattito senza risposte











L'incontro del comitato cittadino dei nidi e delle scuole dell'infanzia con l'amministrazione e l'assessore, si è risolto in un incontro caotico e poco proficuo.

giovedì 14 giugno 2012

martedì 12 giugno 2012

Rita Ghedini: il costo del welfare














La riforma del lavoro è passata al senato con la fiducia. E' una riforma controversa che sicuramente ha visto un dispiego di grandi energie. I fini sono diversi. Stimolare

mercoledì 6 giugno 2012

Nidi e servizi all'infanzia: Emma Bonino risponde













Ho avuto il piacere di incontrare e intervistare il vice presidente al Senato Emma Bonino. La sua fama la precede e non ha certo bisogno di presentazioni. Ciò che

lunedì 4 giugno 2012

domenica 3 giugno 2012

venerdì 25 maggio 2012

Tanto rumore per tutti

cohdra












Sembra una storia di spionaggio. C'è un documento trafugato, un politico insultato, lavoratori giustamente arrabbiatissimi, e qualcuno che manovra dietro le quinte.
Cosa sta succedendo?

mercoledì 23 maggio 2012

Manifestazione giovedì 24 maggio 2012


                     Alle ore 17.30 corteo da P.zza XX Settembre – BOLOGNA

                          Genitori – Collaboratori - Insegnanti – Educatrici

No alla privatizzazione dei nidi e delle materne
No agli appalti alle coop e privati
No alla fondazione

Difendiamo il diritto al nido e alla scuola pubblica per i bambini di Bologna
Per un chiaro no alla fondazione , senza se e senza ma
Contro l'esternalizzazione e gli appalti nei nidi e scuole dell'infanzia
Per il diritto di tutti i bambini/e ai nidi e a scuole pubbliche per l'infanzia per lo sblocco dei vincoli di spesa per tutti i servizi e scuole per l'infanzia perché i soldi pubblici devono andare alle scuole pubbliche

Promuovono: Comitato genitori nidi e materne contro i tagli e privatizzazioni

lunedì 21 maggio 2012

Quanti gruppi in città?


emilymccloy











Venerdì si è svolta una riunione allargata a tutti, o quasi, i gruppi che in città si stanno spendendo sul tema nidi e scuole dell'infanzia. L'incontro è stato un momento di primo contatto e confronto. Ognuno dei partecipanti si è presentato e ha spiegato che tipo di lavoro sta svolgendo.

La solidarietà del movimento di cooperazione educativa


La scuola, palestra di democrazia, contro la violenza e il terrore

Nel momento del dolore e della sofferenza per la morte di una giovane studentessa, Melissa Bassi, avvenuta a Brindisi davanti all’Istituto che frequentava, emerge nelle coscienze di noi tutti l’importanza che ha la scuola come presidio democratico e palestra di formazione civile.

La risposta migliore a chiunque sia stato a commettere questo atroce attentato e per qualsiasi motivo l’abbia fatto è stata la presenza in massa dei giovani e dei cittadini alle manifestazioni ed ai presidi organizzati nel giro di poche ore.
Indietro non si torna! La scuola continuerà a lavorare per affermare una nuova etica dell’impegno civile e per far valere l’esigenza della partecipazione dei giovani alla vita della società.
L’istruzione e una politica che sappia lavorare per la cultura della legalità e per sconfiggere l’ingiustizia sono i due capisaldi che ci possono permettere di vincere su chi usa la politica per il proprio tornaconto e su chi usa il terrore e la paura per cercare di dominare.
Chiunque voglia intimidire la scuola intesa come luogo dove i ragazzi imparano a discutere, confrontarsi sui conflitti e cercare soluzioni accettabili per tutti, deve trovare una ferma risposta da parte di tutta la società.
Fin dal primo giorno di rientro a scuola, discutiamo con i ragazzi di quello che è successo e cerchiamo insieme iniziative che non siano unicamente solidarietà a parole, ma che prevedano l’individuazione di progetti e azioni concrete per un futuro senza mafia, terrorismo e ingiustizia sociale.

Il Movimento di Cooperazione Educativa aderisce alle iniziative di solidarietà organizzate in tutta l’Italia che si terranno nei prossimi giorni per ricordare la strage di Capaci e per esprimere solidarietà alla città di Brindisi
robertolova@alice.it



 berto Lovattini tel 334 3156348 robertolova@alice.it


domenica 20 maggio 2012

Un urlo per rompere il silenzio

Lunedì tutte le scuole d’Italia devono chiamarsi Morvillo Falcone

Lunedì 21 maggio in nessuna scuola della città, in nessuna scuola di questo paese si dovrà fare lezione normalmente. In qualsiasi forma, dentro e fuori dalle aule, nei corridoi, nelle strade e nelle piazze, i gesti, le azioni, le parole pronunciate o scritte dovranno servire per piangere le nostre vittime, per esprimere la nostra collera, per ragionare sulle nostre responsabilità. Nessun insegnante può chiamarsi fuori, nessuno studente deve guardare da un'altra parte. Solo così il dolore e la collera potranno esprimersi. Poi si tornerà al lavoro quotidiano, duro, invisibile e profondo che già da tempo persone libere come i ragazzi e gli adulti di LIBERA  stanno facendo e che si sta estendendo, classe dopo classe in tante scuole italiane, anche nella nostra città. Cerchiamo, noi tutti, di essere all'altezza di questo momento.  La mafia è morte. Dimostriamo di essere vivi.            


Associazione "una nuova primavera per la scuola pubblica" 
www.urlodellascuola.it 
info@urlodellascuola.it

venerdì 18 maggio 2012

Servizi educativi alla ribalta

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Mai come in questi giorni i servizi educativi sono discussi. Le questioni che bollono il pentola sono tantissime e gli interrogativi si sommano. La città sembra in

mercoledì 16 maggio 2012

Fondazione partecipata e servizi educativi

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kevinrosseel














Molto si discute attorno al tema della fondazione. Un tema entrato nella cronaca dei quotidiani da quando Modena per difficoltà varie, ha creato Cresci@mo, una fondazione

giovedì 10 maggio 2012

A Modena si procede

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 Modena fa un passo avanti sul tema fondazione. Ieri sono state scelte le strutture che entreranno a farne parte, quattro, e si è dato anche un nome: Cresci@mo. Dopo

lunedì 7 maggio 2012

I nidi e i servizi d'infanzia oggi


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Le cifre sono imponenti. Sono oltre 400 i bambini solo nel comune di Bologna, che nell'anno 2012-13 non troveranno posto presso le scuole dell'infanzia. E se siamo

domenica 29 aprile 2012

Un disegno di legge senza discussione

bosela











Qualche anno fa, ai tempi della Gelmini per intenderci, fu presentato un disegno di legge a firma di Valentina Aprea. Il disegno ritenuto inopportuno e squalificante anche dal Pd fu dimenticato in un cassetto fino ad oggi. La legge aggiornata titola Autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche. Entriamo in merito agli articoli, per cercare di capire di cosa stiamo parlando. Il tema è complesso, richiede sintesi e purtroppo semplificazione. Certo quello che fa riflettere è che la legge va a modificare importanti questioni (poi vedremo quali) ma è fatta passare come una "legge tecnica", e una legge tecnica procede in modo più spedito nei passaggi d'approvazione e con poca discussione. Tra i firmatari troviamo anche l'Onorevole De Torre del Pd che dopo anni, sembra cambiato parere sul tema, mentre l'Italia dei valori lancia una petizione. La proposta punta sull'autonomia, ogni scuola per se, con l'accesso a finanziamenti di soggetti pubblici e privati che rientrerebbero anche in consiglio. Sono molte le modifiche, troppe per spiegarle tutte. Tra le tante: dal consiglio d'istituto si passerebbe ad un consiglio autonomo. Questo nuovo organo esclude gli ata (ausiliari tecnici amministrativi) e coinvolge soggetti esterni da individuare tra realtà culturali, sociali, professionali di servizi, in un massimo di due presenze con criteri d'accesso non ancora stabiliti. Nell'art 6 invece c'è un altro interessante cambiamento la sovranità didattica, oggi del collegio docenti, sarebbe condivisa con genitori e studenti, nel rispetto del raggiungimento degli obiettivi. Si introduce anche un'autovalutazione della qualità scolastica varata anche da membri esterni, approfondiamo gli "esterni" con con l'art 10 che risponde anche ad una domanda centrale: dove reperire i finanziamenti? Anche da fondazioni, pubbliche e private, associazioni genitori, organi no profit che poi sarebbero presenti in consiglio. I pensieri attorno alla scuola e all'educazione possono essere molti, moltissimi e invece di discutere in tante sedi dentro e fuori della scuola, tre politici, cittadini o enti si sta facendo è un'imposizione verticale di scelte davvero stravolgenti. Senza alcuna discussione e con grande urgenza un modello davvero lontano dalla democrazia.
 

giovedì 26 aprile 2012

La fondazione di Modena: i genitori raccontano









Abbiamo già incontrato il comitato “Giù le mani dagli asili” dei genitori di Modena in precedenti occasioni. Oggi ci troviamo con loro per approfondire un tema di cui molto si sta parlando anche a

lunedì 23 aprile 2012

Intervista a Sandra Soster




Raccontare i nidi e le scuole dell'infanzia significa toccare molti temi, temi che ci riguardano da vicino anche se a prima vista potrebbero sembrare lontani.

mercoledì 18 aprile 2012

Iscrizione scuole dell'infanzia a Bologna

Si trasmette nota dell'assessore alla Scuola Marilena Pillati:

"Nonostante  gli sforzi messi in atto ad inizio anno scolastico 2011/12 per  ampliare  

Torino rischia 10 nidi


quidp










Torino sta ragionando su un grande problema: come scampare alle difficoltà del momento? Le difficoltà sono le solite che si respirano quasi ovunque:

lunedì 16 aprile 2012

Cosa succede a Ferrara?

La nostrascuola il canale di informazione dei genitori di Reggio Emilia hanno raccolto la testimonianza dei genitori di Ferrara. E una rete d'informazione prende il via, link dopo link, ci teniamo in contatto. Francesca racconta

mercoledì 11 aprile 2012

1700 genitori chiedono più biologico















E' nato spontaneamente il 26 marzo. Ha un nome lungo e chiaro negli intenti, si chiamano: osservatorio cittadino sulle mense scolastiche. Si tratta di

martedì 10 aprile 2012

Piatti di plastica? No, grazie

marguefile















Ad una delle prime riunioni dei genitori nostro figlio si è affacciato quest'anno alla materna, mia moglie ed io, abbiamo sollevato la questione piatti usa-e-getta: come mai vengono usati? Chi

giovedì 5 aprile 2012

L'ASSESSORE INCONTRA IL NIDO DE GIOVANNI









Il collettivo e una delegazione di genitori del nido De Giovanni sono stati ricevuti venerdì scorso 30 marzo dall’Assessore Pillati, assieme ai responsabili scuola (Pepe e Iacucci), alcuni politici del quartiere San Vitale (presidente Naldi, direttore Mignani, coordinatore commissione scuola Tosiani) e due consiglieri comunali (Errani e Pieralisi). Le difficoltà che sta vivendo il nido sono uniche. La struttura è in affitto e le voci sulla chiusura, certe durante il commissariamento Cancellieri e poi sempre più sfumate durante l’attuale amministrazione, hanno fatto raccogliere in poche settimane oltre 2000 firme tra i cittadini per non chiudere il nido che vanta 40 anni di servizio.
In premessa il Direttore settore istruzione Miriam Pepe ha fatto un quadro dell'attuale situazione: il contratto d’affitto è scaduto il 31-12-2009. INPDAP, proprietario dello stabile, ha fatto una proposta di rinnovo con un incremento del canone che salirebbe da 45000 a 70000 euro, compreso il canone d’affitto del giardino, che ora è di proprietà del condominio. L'amministrazione ha stimato un costo a bambino pari a 1800 euro, una cifra definita non sostenibile. Al momento non c’è contratto, si è in regime di indennità di occupazione, una sorta di proroga nei fatti.
La valutazione che si sta facendo è restare un altro anno alle stesse condizioni, con l’intenzione di mantenere il servizio individuando un’altra sede, quella della scuola d’infanzia statale Giordani (via Sante Vincenzi 43), creando un nuovo polo scolastico con nido, scuola infanzia, spazio Più Insieme, con cui il nido condividerebbe il piano primo, e scuola elementare (sede in Via Musolesi, 22). Lo spostamento avverrebbe nel settembre 2013, per dare modo di fare i necessari adeguamenti.
Nel corso dell’incontro lavoratori e genitori hanno sollevato diverse questioni, a cui gli interlocutori hanno dato risposte:
Cosa succede l’anno prossimo? L’intenzione è chiudere tra un anno? Chiediamo di ragionare in prospettiva a medio-lungo termine per difendere un servizio.
L’intenzione è dare stabilità alla struttura, creando un altro contenitore per il nido De Giovanni.
La chiusura dell’attuale sede del nido determina un notevole impoverimento dell’offerta nidi nel centro storico all’interno del quartiere San Vitale (l’unico nido dentro le mura resterebbe il Betti, senza sezione lattanti)
C’è una prospettiva importante per il quartiere San Vitale, che soddisferebbe le richieste del centro storico: l’apertura di un nuovo polo 0-6 in via Filippo Re, per i dipendenti universitari; il nido avrebbe il 50% dei posti in convenzione, la scuola d’infanzia avrebbe il 100% dei posti in convenzione. L’apertura sarebbe prevista per il 2013, si tratterebbe di un project financing, con gestione privata.
L’eventuale spostamento nel plesso scuola Giordani significherebbe assenza della cucina, con smembramento del gruppo di lavoro (perdita collaboratori), diminuzione della qualità del cibo, perdita della valenza educativa della cucina e del personale collaboratore.
I locali delle Scuole Giordani si potrebbero prestare all’installazione di una cucina, perché c’è un piano seminterrato; si sta valutando la possibilità.
Quanto costa la messa a norma delle scuole Giordani per conformarsi alle prescrizioni dell’ASL?
Sono lavori minimi, i costi non sono quantificati al momento. Comunque la struttura ha già ospitato il nido Betti mentre era in ristrutturazione.
Quale sarebbe la durata dei lavori di messa a norma?
Meno di un anno.
Perché resta una sezione vuota? Perché non aprire almeno una sezione “lattantoni” (nati tra settembre e dicembre), che costano meno dei “lattanti piccoli” (sono svezzati, non richiedono latte artificiale, e/o un’alimentazione particolare) e rispondere così all’esigenza dei genitori di tornare al lavoro?
Ci sono vincoli precisi, non è possibile aumentare l’organico, al massimo si potrebbe pensare a inserire qualche lattantone nella sezione medi, ma per ora è stato valutato che le strutture dell’attuale De Giovanni non lo consentono (e anche il personale del nido non sarebbe d’accordo). Nel nuovo polo delle scuole Giordani potrebbe essere valutata la possibilità di inserire una nuova sezione, ma ci sono sempre i vincoli di bilancio, impossibilità di assumere, blocco del turn over ecc.
Ricordiamo gli impegni assunti dal sindaco in campagna elettorale (nessuna chiusura, tutti i nidi pubblici restano pubblici) e gli impegni della presidente di quartiere Naldi (salvaguardare il nido e, se possibile, riportarlo alla sua capienza originaria, priorità di rientro per perdenti sede).
Il piano di chiusura ipotizzato dalla gestione Cancellieri è stato azzerato, l’impegno della Presidente Naldi sulla priorità di rientro resta.




Buone notizie e buone intenzioni per il nido De Giovanni, dunque. Restano da chiarire alcuni aspetti e dettagli che ci auguriamo possano essere approfonditi in piena collaborazione e trasparenza tra nido e istituzioni.

mercoledì 4 aprile 2012

Il privato e il pubblico


La necessità aguzza l'ingegno. L'idea viene dalla provincia ed esattamente dal comune di Pianoro, dove Marchesini group ha sottoscritto un accordo con la pubblica amministrazione. L'intesa è interessante e alternativa a quelle fino ad ora varate. L'accordo prevede che ai dipendenti della società venga garantito un posto al nido gestito dal comune e le spese che normalmente sono a carico dell'ente vengano sostenute dall'azienda. In tempo di crisi quando le forbici sui servizi si allargano di continuo è certamente un solido aiuto. L'idea è garantire ai dipendenti un posto al nido al di là della residenza, e tutti noi genitori capiamo l'importanza di poter avere il figlio vicino. E' un modo di dar valore ad un buon servizio pubblico, il nido, sostenendolo economicamente. La regione appoggia e veicola l'iniziativa, estendibile all'intero territorio.

venerdì 30 marzo 2012