domenica 29 aprile 2012

Un disegno di legge senza discussione

bosela











Qualche anno fa, ai tempi della Gelmini per intenderci, fu presentato un disegno di legge a firma di Valentina Aprea. Il disegno ritenuto inopportuno e squalificante anche dal Pd fu dimenticato in un cassetto fino ad oggi. La legge aggiornata titola Autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche. Entriamo in merito agli articoli, per cercare di capire di cosa stiamo parlando. Il tema è complesso, richiede sintesi e purtroppo semplificazione. Certo quello che fa riflettere è che la legge va a modificare importanti questioni (poi vedremo quali) ma è fatta passare come una "legge tecnica", e una legge tecnica procede in modo più spedito nei passaggi d'approvazione e con poca discussione. Tra i firmatari troviamo anche l'Onorevole De Torre del Pd che dopo anni, sembra cambiato parere sul tema, mentre l'Italia dei valori lancia una petizione. La proposta punta sull'autonomia, ogni scuola per se, con l'accesso a finanziamenti di soggetti pubblici e privati che rientrerebbero anche in consiglio. Sono molte le modifiche, troppe per spiegarle tutte. Tra le tante: dal consiglio d'istituto si passerebbe ad un consiglio autonomo. Questo nuovo organo esclude gli ata (ausiliari tecnici amministrativi) e coinvolge soggetti esterni da individuare tra realtà culturali, sociali, professionali di servizi, in un massimo di due presenze con criteri d'accesso non ancora stabiliti. Nell'art 6 invece c'è un altro interessante cambiamento la sovranità didattica, oggi del collegio docenti, sarebbe condivisa con genitori e studenti, nel rispetto del raggiungimento degli obiettivi. Si introduce anche un'autovalutazione della qualità scolastica varata anche da membri esterni, approfondiamo gli "esterni" con con l'art 10 che risponde anche ad una domanda centrale: dove reperire i finanziamenti? Anche da fondazioni, pubbliche e private, associazioni genitori, organi no profit che poi sarebbero presenti in consiglio. I pensieri attorno alla scuola e all'educazione possono essere molti, moltissimi e invece di discutere in tante sedi dentro e fuori della scuola, tre politici, cittadini o enti si sta facendo è un'imposizione verticale di scelte davvero stravolgenti. Senza alcuna discussione e con grande urgenza un modello davvero lontano dalla democrazia.
 

giovedì 26 aprile 2012

La fondazione di Modena: i genitori raccontano









Abbiamo già incontrato il comitato “Giù le mani dagli asili” dei genitori di Modena in precedenti occasioni. Oggi ci troviamo con loro per approfondire un tema di cui molto si sta parlando anche a

lunedì 23 aprile 2012

Intervista a Sandra Soster




Raccontare i nidi e le scuole dell'infanzia significa toccare molti temi, temi che ci riguardano da vicino anche se a prima vista potrebbero sembrare lontani.

mercoledì 18 aprile 2012

Iscrizione scuole dell'infanzia a Bologna

Si trasmette nota dell'assessore alla Scuola Marilena Pillati:

"Nonostante  gli sforzi messi in atto ad inizio anno scolastico 2011/12 per  ampliare  

Torino rischia 10 nidi


quidp










Torino sta ragionando su un grande problema: come scampare alle difficoltà del momento? Le difficoltà sono le solite che si respirano quasi ovunque:

lunedì 16 aprile 2012

Cosa succede a Ferrara?

La nostrascuola il canale di informazione dei genitori di Reggio Emilia hanno raccolto la testimonianza dei genitori di Ferrara. E una rete d'informazione prende il via, link dopo link, ci teniamo in contatto. Francesca racconta

mercoledì 11 aprile 2012

1700 genitori chiedono più biologico















E' nato spontaneamente il 26 marzo. Ha un nome lungo e chiaro negli intenti, si chiamano: osservatorio cittadino sulle mense scolastiche. Si tratta di

martedì 10 aprile 2012

Piatti di plastica? No, grazie

marguefile















Ad una delle prime riunioni dei genitori nostro figlio si è affacciato quest'anno alla materna, mia moglie ed io, abbiamo sollevato la questione piatti usa-e-getta: come mai vengono usati? Chi

giovedì 5 aprile 2012

L'ASSESSORE INCONTRA IL NIDO DE GIOVANNI









Il collettivo e una delegazione di genitori del nido De Giovanni sono stati ricevuti venerdì scorso 30 marzo dall’Assessore Pillati, assieme ai responsabili scuola (Pepe e Iacucci), alcuni politici del quartiere San Vitale (presidente Naldi, direttore Mignani, coordinatore commissione scuola Tosiani) e due consiglieri comunali (Errani e Pieralisi). Le difficoltà che sta vivendo il nido sono uniche. La struttura è in affitto e le voci sulla chiusura, certe durante il commissariamento Cancellieri e poi sempre più sfumate durante l’attuale amministrazione, hanno fatto raccogliere in poche settimane oltre 2000 firme tra i cittadini per non chiudere il nido che vanta 40 anni di servizio.
In premessa il Direttore settore istruzione Miriam Pepe ha fatto un quadro dell'attuale situazione: il contratto d’affitto è scaduto il 31-12-2009. INPDAP, proprietario dello stabile, ha fatto una proposta di rinnovo con un incremento del canone che salirebbe da 45000 a 70000 euro, compreso il canone d’affitto del giardino, che ora è di proprietà del condominio. L'amministrazione ha stimato un costo a bambino pari a 1800 euro, una cifra definita non sostenibile. Al momento non c’è contratto, si è in regime di indennità di occupazione, una sorta di proroga nei fatti.
La valutazione che si sta facendo è restare un altro anno alle stesse condizioni, con l’intenzione di mantenere il servizio individuando un’altra sede, quella della scuola d’infanzia statale Giordani (via Sante Vincenzi 43), creando un nuovo polo scolastico con nido, scuola infanzia, spazio Più Insieme, con cui il nido condividerebbe il piano primo, e scuola elementare (sede in Via Musolesi, 22). Lo spostamento avverrebbe nel settembre 2013, per dare modo di fare i necessari adeguamenti.
Nel corso dell’incontro lavoratori e genitori hanno sollevato diverse questioni, a cui gli interlocutori hanno dato risposte:
Cosa succede l’anno prossimo? L’intenzione è chiudere tra un anno? Chiediamo di ragionare in prospettiva a medio-lungo termine per difendere un servizio.
L’intenzione è dare stabilità alla struttura, creando un altro contenitore per il nido De Giovanni.
La chiusura dell’attuale sede del nido determina un notevole impoverimento dell’offerta nidi nel centro storico all’interno del quartiere San Vitale (l’unico nido dentro le mura resterebbe il Betti, senza sezione lattanti)
C’è una prospettiva importante per il quartiere San Vitale, che soddisferebbe le richieste del centro storico: l’apertura di un nuovo polo 0-6 in via Filippo Re, per i dipendenti universitari; il nido avrebbe il 50% dei posti in convenzione, la scuola d’infanzia avrebbe il 100% dei posti in convenzione. L’apertura sarebbe prevista per il 2013, si tratterebbe di un project financing, con gestione privata.
L’eventuale spostamento nel plesso scuola Giordani significherebbe assenza della cucina, con smembramento del gruppo di lavoro (perdita collaboratori), diminuzione della qualità del cibo, perdita della valenza educativa della cucina e del personale collaboratore.
I locali delle Scuole Giordani si potrebbero prestare all’installazione di una cucina, perché c’è un piano seminterrato; si sta valutando la possibilità.
Quanto costa la messa a norma delle scuole Giordani per conformarsi alle prescrizioni dell’ASL?
Sono lavori minimi, i costi non sono quantificati al momento. Comunque la struttura ha già ospitato il nido Betti mentre era in ristrutturazione.
Quale sarebbe la durata dei lavori di messa a norma?
Meno di un anno.
Perché resta una sezione vuota? Perché non aprire almeno una sezione “lattantoni” (nati tra settembre e dicembre), che costano meno dei “lattanti piccoli” (sono svezzati, non richiedono latte artificiale, e/o un’alimentazione particolare) e rispondere così all’esigenza dei genitori di tornare al lavoro?
Ci sono vincoli precisi, non è possibile aumentare l’organico, al massimo si potrebbe pensare a inserire qualche lattantone nella sezione medi, ma per ora è stato valutato che le strutture dell’attuale De Giovanni non lo consentono (e anche il personale del nido non sarebbe d’accordo). Nel nuovo polo delle scuole Giordani potrebbe essere valutata la possibilità di inserire una nuova sezione, ma ci sono sempre i vincoli di bilancio, impossibilità di assumere, blocco del turn over ecc.
Ricordiamo gli impegni assunti dal sindaco in campagna elettorale (nessuna chiusura, tutti i nidi pubblici restano pubblici) e gli impegni della presidente di quartiere Naldi (salvaguardare il nido e, se possibile, riportarlo alla sua capienza originaria, priorità di rientro per perdenti sede).
Il piano di chiusura ipotizzato dalla gestione Cancellieri è stato azzerato, l’impegno della Presidente Naldi sulla priorità di rientro resta.




Buone notizie e buone intenzioni per il nido De Giovanni, dunque. Restano da chiarire alcuni aspetti e dettagli che ci auguriamo possano essere approfonditi in piena collaborazione e trasparenza tra nido e istituzioni.

mercoledì 4 aprile 2012

Il privato e il pubblico


La necessità aguzza l'ingegno. L'idea viene dalla provincia ed esattamente dal comune di Pianoro, dove Marchesini group ha sottoscritto un accordo con la pubblica amministrazione. L'intesa è interessante e alternativa a quelle fino ad ora varate. L'accordo prevede che ai dipendenti della società venga garantito un posto al nido gestito dal comune e le spese che normalmente sono a carico dell'ente vengano sostenute dall'azienda. In tempo di crisi quando le forbici sui servizi si allargano di continuo è certamente un solido aiuto. L'idea è garantire ai dipendenti un posto al nido al di là della residenza, e tutti noi genitori capiamo l'importanza di poter avere il figlio vicino. E' un modo di dar valore ad un buon servizio pubblico, il nido, sostenendolo economicamente. La regione appoggia e veicola l'iniziativa, estendibile all'intero territorio.