lunedì 27 maggio 2013

Vince la A

Ha vinto l'opzione A, ha vinto la scuola pubblica e nonostante questo il Pd continua a ripetere che i cittadini non hanno capito, che non immaginano che valore e potenzialità abbia la sussidiarietà per tutti noi  o ancora che c'è stata bassa affluenza ai seggi. La cosa strana è che forse ci credono.
Sussidiarietà significa sostenere, questo è quello che leggiamo sul dizionario. Sussidiarietà per molti economisti, tra i quali in nostro bolognese Stefano Zamagni, significa mantenere un bene comune con l'aiuto e il lavoro di tutta la comunità: privata, pubblica, volontaristica. Una teoria affascinante e molto condivisibile, tante forze a sostengo della società. Peccato che nei fatti non vada esattamente così. Il termine sussidiarietà oggi, e sempre più, sarà accostato ad un'altra parola: welfare. Il Welfare offre servizi nei momenti più delicati della nostra vita e sostengono i più deboli: poveri, handicap, fragilità sociali, malati di mente....
Questi servizi pubblici praticamente non esistono più o esistono. Al loro posto si sono creati servizi a gestione privata ma ad offerta pubblica. I perchè sono molti e tutti o quasi di origine economica. Peccato che molto spesso questi servizi siano privati nella gestione e nel comportamento. Offrono servizi dietro compenso e devono necessariamente guadagnare. Così troviamo asili nido che chiudono perché non ci sono abbastanza iscritti, case di correzione che trattengono le persone per lucrare sulla loro permanenza ecc ecc
E se c'è qualcuno che ancora difende la scuola, nulla o poco si fa per le fasce dei più deboli. Invito tutti ad osservare in un qualunque giorno, in una qualunque città, un cassonetto della spazzatura nell'arco di una giornata. Mettetevi lì davanti e prendere nota di chi ci si avvicina e quali abitudini abbia maturato le tante per non dire tantissime persone che vi si accostano, nel prelevare o meglio estrarre i cibi. Il welfare sta affondando, i poveri aumentano, il mal contento anche. E la politica? la politica non capisce e si consuma in domande e spiegazioni che non aderiscono in nessun modo alla realtà. Se ha vinto la A perché va ascoltata la posizione A. La cittadinanza si è espressa in modo chiaro. Tutte altre spiegazioni sono da tralasciare anche perché il Pd sta di fronte ad una scelta. Da qua è obbligata a maturare un profondo ripensamento o è destinata a morire. Ma la domanda è: è possibile che un partito ormai trasformato in tutti i modi, con labili confini tra i "generosi" privati che offrono sostegno al welfare e il welfare stesso, abbia la forza di cambiare?

giovedì 23 maggio 2013

Nadia Bonora: la scuola per tutti è pubblica














Ha un'aria gentile si presenta vestita in rosa e parla lentamente con un filo di voce. Nadia Bonora è docente supervisore presso l'Università di Bologna. E'

mercoledì 22 maggio 2013

Marco Revelli racconta: povertà e welfare

Marco Revelli











Il welfare è in crisi. Un welfare in crisi pone serie difficoltà a tutti ma sopratutto ai più bisognosi, quelli che chiamiamo con un po' di difficoltà i poveri.

lunedì 20 maggio 2013

ASP o non ASP?

Premessa 1: in questo post ci sono posizionie e riflessioni personali in quanto non ho avuto modo di condividerle con il comitato zero-sei infanzia bene comune
Premessa 2: sono un genitore di 2 bimbi che frequentano asilo e scuola materna del comune di Torino, comune che l'anno scorso ha esternalizzato 9 asili nido comunali.

Per non rendere la lettura troppo pesante provero' a condividere con voi sotto forma di punti, alcune riflessioni e pensieri che mi sono fatto dopo che ho seguito la vicenda di Torino l'anno scorso e dopo che da lontano sto cercando di seguire la vostra. I punti vogliono essere spunti di riflessioni, magari di discussione, basi di partenza per provare a fare una discussione sul problema a 360 gradi. Lungi da me dare giudizi, sopratutto su una situazione che come detto non conosco cosi' bene.

1) Esiste il problema del patto di stabilita'. Se si vuole risolvere il problema dello smantellamento dei servizi comunali dell'infanzia a livello nazionale e quindi anche a livello locale, bisogna provare a portare l'attenzione a Roma, sia per quanto riguarda il problema puramente economico di soldi investiti nell'assessorato di competenza, sia per quanto riguarda il problema del personale che lavora in questo settore (non entro nello specifico perche' sarebbe troppo lungo.)
2) Gli asili sono sotto il ministero del welfare e sono considerati servizi essenziali e per legge sono gestiti a livello comunale. le scuole dell'infanzia non sono sotto il ministero del welfare e la competenza per legge e' statale. In  entrabi i casi si parla di PUBBLICO e io ritengo che tali servizi debbano essere e rimanere PUBBLICI, sono un bene comune che non si puo' e non  si deve privatizzare!.
3) E' un servizio su cui si deve investire e non ci si puo' guadagnare nell'immediato. Su qualunque componente il privato vada ad agire per ottimizzare e guadagnare, a rimetterci sara' la qualita' del servizio stesso. Per componente intendo risparmi nelle paghe del personale, aumento delle ore lavorative, diminuzione del rapporto numerico educatrici\bambini, aumento delle rette o aumento ricettivita' delle strutture.
4) L'Azienda Pubblica Speciale e' un organo giutidico che PUBBLICO che da sentenza della corte dei conti sembra poter gestire i servizi dell'infanzia zero-sei anni senza dover rispettare quei vincoli che il patto di stabilita' invece impone. Secondo me e' da valutare se ha senso inserire sotto un'unica ASP sia i servizi educativi che i servizi socio-assistenziali come mi sembra aver capito si voglia fare a Bologna.
5) A livello salariale e non solo e' comprensibile l'incazzatura delle insegnati di ruolo che se ho capito bene passerebbero da un contratto Scuola a un contratto della pubblica amministrazione comunale. Per questo il sindacato di categoria partecipa attivamente alla battaglia. Pongo pero' qui la domanda: Vi state battendo per difendere diritti contrattuali o per difendere l'esistenza di un servizio che e' un Bene Comune dell'intera cittadinanza e non appartiene solo ai lavoratori o alle lavoratrici del settore e che deve rimanere sotto il controllo e sotto la gestione pubblica?
6) Questione precariato: La creazione dell'ASP potrebbe in qualche modo consentirne l'uso nella speranza di prossime e future stabilizzazioni. In caso di esternalizzazione, cosi' come e' avvenuto qui a Torino, quello che potranno ottenere i precari sara' quello di essere assunti dalle cooperative che prenderanno in gestione il servizio. Il comune avra' di fatto eliminato il precariato del settore e gli ex precari di un settore pubblico si troveranno a lavoarre in  un settore privato (non entro nel merito delle condizioni)
7) Qui a Torino per garantire il personale di ruolo aspettando che la maggior parte esca o fuori esca tramite la forma del pensionamento, per non avere il coraggio di affrontare il problema, per un gioco di tessere, per un legame "profondo" tra forze sindacali e forze politiche al governo della citta' si sta accompagnando a una dolce morte il sistema pubblico dell'educazione 0-6 anni e la scelta, da voci abbastanza fondate. sembra che vada verso la creazione di una Fondazione. Quanto pubblica e quanto privata ancora non si sa..sicuramente banche e sponsor avranno il loro peso.
8) Anche se le cose sono legate consiglierei di non accumunare la battaglia che giustamente a Bologna si sta facendo contro il finanziamento pubblico alle scuole private e paritarie con la battaglia per cercare di capire come gestire nel modo piu Pubblico possibile e piu' coretto possibile il sistema asili\scuole dell'infanzia.
9) Ultimo punto ma il piu' importante:dovete essere uniti: genitori, precari, insegnati di ruolo e assistenti educativi. Stiamo parlando di  un Bene Comune, bisogna trovare una soluzione Comune. Solo questi soggetti possono elaborarla. Per limiti che non sto qui a elencare non potra' essere proposta ne' dai sindacati ne' dalla politica, anzi questi soggetti saranno causa di divisioni, questi soggetti porteranno avanti i loro interessi che non sono quelli di difendere il Bene Comune. Sempre ritornando al concetto di ASP, io vi consiglieri di rivolgervi a un giurista ( noi ci eravamo appoggiati a Ugo Mattei ) per esaminare bene che cosa vuol direr ASP sotto l'aspetto giuridico, i pro e i contro (per quanto riguarda l'erogazione del servizio, i contratti e i diritti del personale di ruolo e  i contratti e i diritti  dei precari che lavorano nel sistema) e se dividere i servizi socio assistenziali da quelli educativi  in due ASP diverse potrebbe portare ad avere qualche valutaziuone piu' positiva di questa proposta.

In bocca al lupo. La battaglia so che e' difficile ela mia speranza e' che la conclusione non sia quella a cui siamo arrivati, purtroppo qui a Torino.
Luca

venerdì 17 maggio 2013

Notte bianca: buone nuove

Thijmen198











A volte capita che dai conflitti nascano buone pratiche. A volte capita che pur essendo passato del tempo, le cose migliori tornino a farsi sentire.

giovedì 16 maggio 2013

Nuove tariffe mensa

sideshowmom












Oltre al danno la beffa. Oggi a palazzo D'Accursio la commissione scuola ha votato la delibera per la nuova tariffaria della mensa. L'osservatorio della mensa, organo di coordinamento dei comitati e recentemente riconosciuto

martedì 14 maggio 2013

Cosa succede nei nostri nidi?

bluekdesign














"Cos'è il nido dell'infanzia? È un luogo educativo che offre ai più piccoli opportunità ed ambiente di qualità, contribuendo ad aumentare la civiltà di una nazione. La sua gestione è delicata perché il bambino è piccolo: il personale

sabato 11 maggio 2013

ASP: tre città a confronto

annika












Un'intera giornata per parlare di ASP. Due tavoli e tante voci che si sono succedute tra mattina e pomeriggio. Ma partiamo da principio. ASP sta prendendo piede in diverse città, e in tutte si sta ipotizzando di mettere in