martedì 30 luglio 2013

Il consiglio boccia il referendum


dravenh












Iniziata lunedì scorso in consiglio si è conclusa oggi la discussione sull'esito del referendum. Iniziato fiacco il dibattito ha proseguito peggio.

lunedì 22 luglio 2013

Referendum si esprime il consiglio...

hotblack











La prima seduta al consiglio comunale rispetto all'esito del referendum ha portato a nulla di fatto. Occorre aprire bene gli occhi e le orecchie per capire un concetto: se aspettiamo che i cambiamenti arrivino dalla politica o la

martedì 9 luglio 2013

Roberto Farnè: a proposito di scuola paritaria, dopo il referendum…

lisasolonynko











A distanza un mese e mezzo dal referendum consultivo che si è tenuto a Bologna domenica 26 maggio, dove i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi sull’abolizione del finanziamento erogato dal Comune alle scuole

sabato 6 luglio 2013

Istruttoria infanzia: parola al presidente Lembi

pannan














Simona Lembi è presidente del consiglio comunale di Bologna. A lei il compito istituzionale di indire l'istruttoria sull'infanzia, un tema che le sta particolarmente a cuore. L'abbiamo incontrata  per farci raccontare la sua esperienza e il suo punto di vista.


Istruttoria pubblica: da quanto mancava a Bologna?
L'ultima l'abbiamo avuta durante il commissariamento nel 2010, indirettamente ha riguardato anche l'infanzia essendo concentrata sul welfare. Ne abbiamo avuta una ancor prima nel '97 con tema specifica sull'infanzia con l'allora presidente Flamigni e il sindaco Vitali. L'istruttoria credo sia uno strumento molto prezioso per la vita sociale della città. In un momento di grandissima disaffezione alla politica, in consiglio si sono succedute le voci di oltre 100 soggetti di questi 100, 70 erano esponenti in rappresentanza di comitati, associazioni, gruppi che in città si occupano di bambini e bambine, tutti i giorni con diverse competenze e tanta passione. Questo è un risultato davvero notevole e restituisce il ritratto di una città viva.
Trova consono che in un momento tanto delicato per servizi e scuole,  il punto di partenza dell'istruttoria sia un documento debole e generico da un punto di vista politico? E ancora trova corretto che l'istruttoria e il percorso partecipato abbiano per fine la riscrittura della carta dei servizi?
Intanto ci tengo a sottolineare che l'istruttoria è stata votata all'unanimità dal consiglio, quindi tutti i gruppi dei partiti presenti, si sono espressi in senso favorevole. Non è scontato. In secondo luogo non credo affatto che la carta dei servizi sia un documento qualunque. E' un patto tra genitori, cittadini amministratori e lavoratori rispetto al funzionamento, alle pratiche e ai valori che si esprimono nei servizi. Ad oggi esiste solo la carta che regola i nidi e quindi trovo molto corretto scriverne una anche sulle scuole dell'infanzia. Credo anche che un argomento circoscritto sia doveroso per finalizzare dei risultati.
Il documento di partenza è stato definito con coraggio dal Professor Farné buonista ...
Intanto vorrei rimanere nell'ambito che mi compete, quello di presidente. Il mio compito è stato indire l'istruttoria e seguirla. Detto questo il documento è generico e migliorabile, tutto si può criticare e tutto è perfettibile. Ne capisco i limiti, ma non sarei così nagativa. Ciò detto vorrei anche aggiungere che trovo svilente e davvero insufficiente che in città si parli solo di contratti, che sono una parte importantissima del problema, nessuno lo nega, ma non è che una parte del tutto.     
Quali gli altri problemi urgenti?
Certo la stabilizzazione del personale e non solo per i lavoratori che molto giustamente pretendono di avere certezze, dopo anni di precariato, ma sono importanti anche per la continuità educativa. Si dovrebbe ripensare con forza alla qualità, una qualità che comprenda lo 0-6. Si dovrebbe ripensare ad un'alleanza strategica per un dibattito serio e lungo che non si può risolversi in poche settimane. L'istruttoria è un punto. Così sottolineiamo ancora una volta che Bologna ha una storia lunga 40 anni di eccellenza. Qui sono nati i nidi, qui abbiamo un importante fiera dell'illustrazione del libro per bambini e a mio sapere Bologna è l'unica città in cui c'è una cattedra dedita alla letteratura d'infanzia...
Ciò nonostante ci sono profondi conflitti non riconosciuti o senza controllo. Una città dove si celebrava il febbraio pedagogico...           
Il conflitto è alto, su questo non c'è molto da dire. Mi pare però che si sottolinei sempre e solo questo, mentre c'è molto altro, ci sono progetti bellissimi, di vera qualità, progetti piccoli ma importanti per i bambini e per la qualità educativa che non vengono mai davvero valorizzati. Bologna ha ancora molto da dire. Si sta trovando in un momento difficile ma voglio guardare al futuro con fiducia e la massiccia partecipazione all'istruttoria sono un dato significativo.   

giovedì 4 luglio 2013

La competizione fa bene

authormichellehughes














"Quando due bambini si incontrano uno chiede all'altro: vieni a giocare con me? Così inizia il gioco. In genere il bambino che perde chiede la rivincita e il gioco continua. ciò che si innesca è la competizione, una sana competizione che sta alla base della crescita e dell'individuo."

lunedì 1 luglio 2013

Post referendum: un commento da Giorgio Tassinari


E' passato poco più di un mese dal referendum sulla scuola pubblica che si è consumato a Bologna. Nonostante molta divulgazione e ampio spazio da parte dei media, ancora oggi sono molte la questioni, che la discussione ha avviata, ad essere aperte a volte sfocate. A votazione effettuata e con vittoria della soluzione A, quindi per la scuola pubblica, rimane un risultato da accogliere e capire nella sua complessità. Giorgio Tassinari uno dei componenti del nuovo Art 33 ha spiegato la sua visione dei fatti. 
Sgombriamo il campo da fraintendimenti di varia natura. Ci spiega i perché del referendum in pochi punti.
Sarò schematico. Il sistema delle convenzioni iniziato a Bologna da Walter Vitali è fallito. Le liste d'attesa si succedono tutto gli anni. In questo contesto sottrarre risorse alla scuola di  tutti per destinarli alla scuola di pochi è un errore grave, molto grave. Il referendum ha l'obiettivo di restaurare il primato della scuola pubblica. Il voto dei cittadini ci ha dato ragione.
Come mai un tema così specifico sulla città di Bologna ha avuto tale risonanza a livello nazionale?  
Perché il tema della scuola è un grande tema della democrazia contemporanea, che mobilita le coscienze. Perché la reazione del PD e della Giunta è stata così fuori misura da calamitare sul Comitato Art33 la simpatia generica della cittadinanza. Perché i cittadini, non solo a Bologna, hanno colto l'importanza della difesa della Costituzione . La lotta per la scuola é stata anche una lotta per la Costituzione e la Repubblica. Non a caso i partiti avversi al referendum sono tutti a favore della revisione costituzionale.
Un commento sui risultati in fatto di numeri. E' un risultato che rappresa la città nonostante la bassa l'affluenza alle urne?
 3. Il risultato è rappresentativo se contestualizzato. 86.000 cittadini sono una marea, tenuto conto che si votava in un solo giorno, e che con la numerosità e dislocazione dei seggi il Sindaco ha di fatto boicottato la partecipazione al voto. Va messa in conto la generale disaffezione alla politica (il Sindaco di Messina, al secondo turno, eletto dal 30% degli elettori).  
Il sindaco commentando in consiglio il referendum ha dichiarato che per accogliere il voler dei cittadini vuole rimettere mano ai finanziamenti alla privata paritaria. Ci sono margini di trattativa e accordi con il nuovo ART 33? Se si come?   
Il termine trattativa è improprio, a mio giudizio, perchè un comitato referendario non è abilitato a "trattare". Ci aspettiamo che il Consiglio Comunale, come suggerito dal presidente Prodi, accolga il risultato e accetti che l'ipotesi di lasciare tutto invariato non è praticabile. Noi vogliamo che sia rispettata la volontà dei cittadini, espressa in forme istituzionalmente regolamentate, ovvero che tutti i fondi comunali vadano alle scuole pubbliche. Farlo è responsabilità dei consiglieri comunali, che ne risponderanno davanti all'opinione pubblica e ai loro elettori (assai contendibili, in verità).
Nel nostro blog molti comitati di altre città hanno accolto il referendum con favore. Come suggerite loro di agire per proporlo in altri contesti?
Auspichiamo che l'esperienza di Bologna si ripeta in altre città. Tuttavia,other rooms , other voices, come scriveva Truman Capote. La vicenda di Bologna ha le sue peculiarità che non possono essere trascurate. Per farla breve, il bravo giardiniera annaffia le piantine per farle crescere. Se le tira, si spezzano.