martedì 29 ottobre 2013

A Parma non si fa politica

bluekdesign














Da settembre prossimo Parma avrà una nuova struttura che ospiterà oltre 130

mercoledì 23 ottobre 2013

Parma: parola al comitato famiglia


sideshowmom













I nidi e le scuole dell'infanzia a Parma sono un vero banco di prova per politici e amministratori. I problemi che la città sta affrontando sono quelli comuni a molti altri comuni tra aumenti delle tariffe e lunghe liste d'attesa. In opposizione si è costituito un comitato famiglia e dopo l'intervista con l'assessore Paci li abbiamo incontrati per farci raccontare il loro punto di vista.

giovedì 17 ottobre 2013

Parma è in cattive acque? risponde l'assessore Paci

Nicoletta Paci











I servizi educativi 0-6 a Parma navigano in cattive acque. Una situazione complessa che ben rappresenta lo scenario Nazionale. Molti bambini in lista

martedì 15 ottobre 2013

lunedì 14 ottobre 2013

Asilo e fatture gonfiate


alvimannalia













In questi giorni Bologna fa parlare di sé con notizie che riguardano corruzione e gare d'appalto truccate. Il processo o meglio i processi, che riguardano Gianluca Muratori, ex-presidente di Cipea (consorzio di cooperative) ne sono un buon esempio. Le indagini sono quattro e coinvolgono politici, enti

lunedì 7 ottobre 2013

Se ti stringi ci sto anch'io...


tcatcarson













La regione Toscana ha di recente messo mano al regolamento sui servizi d'infanzia. Una modifica valuta e discussa per due anni che è giunta a maturazione, come spesso accade, durante l'estate e più precisamente a fine luglio. Il regolamento introduce alcune interessanti novità e nel complesso punta ad offrire più posti per tutti. Partiamo da qui. Offrire più posti ha significato una contrazione degli spazi (circa un metro in meno per bambino) e un aumento del rapporto numerico che da 1 educatore ogni 5 lattanti (i bimbi al di sotto dei 12 mesi) è arrivato a 1 ogni 6 e cresce con 1/10 per i bambini più grandi (dai 24 ai 36 mesi). Si è anche aggiunta la possibilità di accogliere fino al 20% di utenti in più, rispetto alla capienza massima degli spazi. Questo 20% lo si ricava dalle forti assenze registrate durante l'anno. E così viene spontaneo domandarsi se: maggiore offerta significa minore qualità? Stella Targetti, assessore  regionale all'istruzione non ha dubbi, così viene garantita un'assoluta qualità, una maggiore flessibilità anche grazie ad un innalzamento dei titoli di studio richiesti al personale. (All'educatore è richiesta una laurea specifica). Torniamo ora alle modifiche. Si introduce un coordinamento comunale o di zona, per meglio armonizzare i servizi in qualità e offerta, per i servizi a gestione diretta e indiretta. Ogni servizio dovrà poi dotarsi di una carta dei servizi (dove viene scritta l'identità educativa, gestionale, di frequentazione del servizio) per dare maggiore informazione rispetto all'offerta ai genitori. Maggiore impulso ai nidi domiciliari, di costi certamente inferiori, ad ispirazione tagesmutter e infine si renderà disponibile un elenco di educatrici qualificate per consentire prestazione di servizi privati. Nel complesso la modifica sembra in linea con i contenimento dei costi, che sappiamo essere una grande necessità, ma in questo modo i conti si fanno ancora una volta, sui bambini e i lavoratori.