giovedì 25 dicembre 2014

Auguri di Buon Natale: per sorridere e riflettere


lunedì 22 dicembre 2014

"Se piango...ascoltami". Sindrome del bambino scosso: informare per prevenire



Stavo vagando con il mio bambino in braccio nella sala d'attesa del pediatra quando la mia attenzione è stata attratta da un volantino verde pallido appoggiato su una piccola cassettiera.
"Se piango...ascoltami" e "non scuotermi mai!", l'invito e il monito, rivolti direttamente alle mamme e ai papà dei neonati, spiccano sulla copertina di un pieghevole che contiene al suo interno piccoli ma preziosi consigli su come gestire il pianto dei più piccoli. La campagna informativa è stata realizzata dalla onlus L'isola che c'è  in collaborazione con il centro specialistico multiprofessionale contro gli abusi sull'infanzia dell'Ausl di Bologna Il faro.
Nel leggere il volantino mi torna alla mente la fatica nel far fronte ai pianti, generati dalle famose colichette o da chissa cosa, dei miei bimbi nelle nostre prime settimane insieme,pianti che spesso solo il seno, un massagino o una coccola riuscivano a placare. Nella mia esperienza di mamma i pianti inconsolabili non sono stati tanti , ma seppur pochi mi hanno insegnato quanto le "urla" di un neonato possano, talvolta, essere difficili da gestire serenamente.
 La fatica e la paura davanti al pianto di un neonato accompagnano molti neo-genitori ed è proprio a loro che si rivolge il progetto "Se piango...ascoltami".
Nato dalla riflessione di pediatri, psicologi e ginecologi dell'associazione L'Isola che c'è, attiva dal 2008 a Bologna per la tutela dell'infanzia maltrattata e l'aiuto alle famiglie, il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di informare i neo genitori circa i rischi relativi alla sindrome del bambino scosso e fornire informazioni utili a gestire il pianto dei neonati. Numerosi studi hanno mostrato, infatti, la portata positiva di interventi di prevenzione basati sul fornire ai neo genitori informazioni educative e comportamentali sul pianto inconsolabile, sul ritmo sonno-veglia e sulla relazione tra i genitori. Il progetto nasce dalla convinzione che una corretta informazione unita ad una sensibilizzazione dei professionisti, affinchè affrontino la questione in occasione dei controlli di salute dei bambini, possa contribuire a modificare comportamenti potenzialmente, anche se inconsapevolmente, pericolosi.
"In Italia l'entità della sindrome del bambino scosso è poco conosciuta poichè spesso non viene diagnosticata. Indipendentemente dai numeri però, vista la gravità, si deve fare informazione" spiega Isa Ruffilli, pediatra e referente del progetto.
Il progetto informativo educativo "Se piango...ascoltami" è il primo nel suo genere ad essere messo in campo sotto le due torri: oltre alla produzione e alla distribuzione dell'opuscolo, verranno organizzati incontri tra pediatri, psicologoi e piccoli gruppi di genitori. Il materiale informativo, tradotto anche in inglese, francese, arabo e cinese, è stato distribuito nei punti nascita, negli ambulatori pediatrici, nelle strutture di accoglienza madre-bambino, e negli ambulatori vaccinali. Le azioni messe in atto finora verranno potenziate in futuro: a breve verranno realizzati dei manifesti che verrann affissi nei luoghi frequetati dai neo-genitori e verranno coinvolti i corsi pre-parto. Alla diffusione del materiale informativo contribuiscono anche le ostetriche del punto nascita dell'ospedale Maggiore e presto potrebbero essere coinvolte anche le loro colleghe di altre strutture del territorio.

La sindrome del bambino scosso
Definita dagli autori anglosassoni Shaken baby syndrome, la sindrome del bambino scosso è una 
grave forma di lesione celebrale causata dallo scuotimento violento di un neonato o un bambino. I muscoli del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a reggere la testa.Anche solo cinque secondi di scuotimento possano provocare gravi danni oculari e celebrali. Tra le conseguenze dello scuotimento vengono annoverate disabilita motorie ed intellettive ed anche la morte. Le lesioni sono più frequenti in bambini con meno di due anni di età.
La sindrome del bambino scosso costituisce una grave forma di maltrattamento di cui spesso i genitori non sono consapevoli: il genitore non ha intenzione di fare del male al bambino. Il genitore, arrabbiato, impotente o frustrato, per il suo pianto inconsolabile, scuote il neonato.
Per gli esperti esistono situazioni potenzialmente più a rischio: nuclei familiari monoparentali, situazioni di isolamento sociale, assenza di reti parentali,condizioni socio-economiche precarie ed instabili.

Quando il pianto è inconsolabile
Come viene spiegato nel pieghevole i neonati possono piangere a lungo e a volte il pianto, anche in assenzadi problemi di salute, può essere accompagnato da movimenti di diverso tipo. Nei primi mesi di vita il pianto è un modo di comunicare bisogni e malesseri. Spesso per calmare un neonato e aiutarlo a stare meglio può essere utile prenderlo in braccio. Vale dunque la pena sfatare il luogo comune, duro a morire, secondo cui chi tiene spesso in braccio il proprio bambino corre il rischio di viziarlo. "Oggi gli psicologi sostenuti dai neuroscienziati affermano che prendere in braccio i neonati calma il dolore attraverso una importante serie di effetti neuro ormonali che partono dal contatto" spiega la pediatra.
Per calmare un bambino che piange dunque lo si può prendere in braccio senza il timore di viziarlo, lo si può accarezzare, si può cantare piano. Altri "trucchi" per calmare il pianto spaziano dalla passeggiata in carrozzina al giretto in auto. Anche l'offerta del ciuccio può rivelarsi utile.
A volte però nonostante i tanti tentativi i piccoli sembrano non volerne sapere di smettere di piangere e i genitori possono sentirsi stanchi e ansiosi. A questo punto, come spiegato ancora nel pieghevole, può essere utile affidare il bambino ad una persona di fiducia o lasciarlo nella culla disteso a pancia in sù e cercare di rilassarsi parlando con una persona cara, concedendosi un po' di musica o una lettura per poter poi tornare più serenamente dal piccolo.
In caso di dificoltà i genitori non dovrebbero esitare a chiedere aiuto. " Penso che i genitori in difficoltà - spiega ancora Isa Ruffilli - debbano rivolgersi prima di tutto al pediatra a cui possono e debbono chiedere la verifica dello stato di salute del bambino per escludere la presenza di "motivi organici" del pianto, come ad esempio le banali ma fastidiosissime coliche gassose dei primi mesi". Inoltre - conclude il medico - "il pediatra dovrebbe essere sufficientemente attento a cogliere i segnali di disagio" ed indirizzare opportunamente i genitori.














































mercoledì 17 dicembre 2014

Retta alle scuole d'infazia? Si, grazie



jazzmikele













Bologna. Il sindaco annucia nuovi tagli alle casse del comune dovuti a possibili emendamenti del patto di stabiltà. Questi tagli andrebbero, tanto per cambiare, a ripercuotersi sui servizi sociali. I più a rischio? Nidi e scuole d'infanzia. Ma nonostante le gravi difficoltà Merola resta fermo nella scelta di non avviare una retta. Oggi infatti, al contrario dei nidi, le scuole non prevedono rette, eppure ci sono tanti se e tanti ma...

martedì 16 dicembre 2014

Ferrara 0-6: parola al sindaco

greyerbaby














Ferrara ha un sistema educativo davvero complesso e diverso da tante altre realtà. I servizi 0-6 sono gestiti da un'istituzione che raduna sotto di sé nidi, scuole ma anche centri genitori, un buon sistema di documentazione altro ancora. In città ci sono servizi prevalentemente pubblici e di buon qualità. Le cucine sono interne e fino a poco fa, la mensa garantiva materia prima quasi esclusivamente biologica. Ferrara ha un sistema che guarda e compete con i migliori modelli Europei. Alla base del sistema c'è tanto impegno che si declina in tante forme: politico, gestionale, lavorativo e cittadino. Oggi si è scelto di esternalizzare due scuole, altre due hanno preceduto nel 2010. I motivi? I soliti: i conti non tornano e le economie non bastano. Di rencente abbiamo incontrato la mamma di questo sistema, l'ex dirigente Loredana Bondi per capire. Oggi per addentrarci nelle motivazioni politiche abbiamo incontrato il sindaco TizianoTagliani .

giovedì 11 dicembre 2014

Roma: Onda Gialla una protesta pacifica


gosia79










Roma. I nidi stanno attraversando un momento difficile, un momento difficile anche da raccontare, stanno succendendo molte cose: in questi giorni le educatrici dei comunali sono in protesta, mentre qualche tempo fa i genitori scendevano in piazza contro l'aumento delle rette...ma anche i nidi in convenzione hanno qualcosa da raccontare sempre nel segno della protesta. Di oltre 450 servizi, circa la metà, sono in convenzione, alcuni di questi soggetti, si sono uniti sotto il nome di Onda Gialla, un'associazione che nasce nel 2004 e che ha come scopo una protesta pacifica. Abbiamo incontrato Rosy Cammarotta titolare del servizio "Il centro delle coccole" per capire da vicino.  

martedì 9 dicembre 2014

Scuola d'infanzia: si cambia contratto











Bologna. Nuovi disagi in vista sul comparto nidi e scuola. Settimana scorsa l'assessore Pillati ha confermato la volontà e la disponibilità dell'amministrazione ad assumere oltre 150 insegnanti. La notizia è buona anzi eccellente in un panorama nazionale in cui di assunzioni non si fa cenno, in nessun dove, men che meno, nel pubblico. Ma come vociferato da tempo e da molti, i nuovi contratti saranno diversi da quelli già stipulati.

sabato 6 dicembre 2014

Allattare al seno ma...

andyk














In Italia solo un bimbo su tre è allattato al seno. Il dato non è completo: é un bimbo su tre ad essere allattato esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita. A questo punto toglierei il SOLO. Ma continuamo con la notizia: il latte materno è un alimento eccezionale per tanti motivi, tutti giusti e condivisibili. A difesa di questa pratica nasce dall'unione di pediatri, genitori, enti e associazioni un sintetico manifesto (cianb=coalizione italiana alimentazione neonati e bambini) che ne tutela e difende la pratica. E' un documento breve, diviso in 11 punti di chiara lettura.

martedì 2 dicembre 2014

Adriana Lodi e i nidi

Adriana Lodi













Oggi si festeggiano i nidi e più esattamente si festeggia la legge che li istituzionalizò nel 1971 la 1044. Come spesso succede dietroalla legge c'è una grande storia fatta di proteste, scontri e vittorie. Ma prima di ogni altra cosa, oggi vorrei ricordare la "mamma dei nidi" e una grande donna: Adriana Lodi. Nel tempo Adriana è diventata un'amica e un punto di riferimento. Una persona che ha sempre saputo accogliermi,sostenermi e confrontarsi con me, una mamma-giornalista che aveva voglia di capire e non sapeva niente.

lunedì 1 dicembre 2014

2 dicembre, giornata nazionale dei servizi educativi. Ddl 1260 al centro


Sono passati 43 anni da quando il 6 dicembre del 1971 il Parlamemnto Italiano ha approvato il "Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato". Più conosciuta come legge 1044, la normativa istituiva i nidi d'infanzia. Da qualche anno il 2 dicembre si celebra la "Giornata nazionale dedicata ai servizi per la prima infanzia". Promossa dal Gruppo Nazionale Nidi Infanzia , quest'anno la giornata avrà come filo conduttore il ddl 1260. Il Disegno di legge, passato in Senato dovrà ora essere discusso dalla Camera dei deputati. Se approvato, questo disegno di legge, regolamenterà a livello nazionale i servizi da zero a sei anni.
Tra i sostenitori del disegno di legge, che ha come prima firmataria la senatrice Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del Pd, ci sono numerose associazioni tra cui il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia, nato nel 1980 su impulso di Loris Malaguzzi.
In occasione del 2 dicembre il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia ha lanciato "Una legge da prendere al volo", un'iniziativa che ha tra i suoi obiettivi la promozione del disegno di legge. In Tutta Italia saranno organizzati eventi, conferenze e momenti d'incontro dedicati a questo. Inoltre fino al 10 dicembre proseguirà la raccolta firme a sostegno della nuova legge.
A Bologna, il ddl 1260 sarà al centro di un incontro rivolto a geniotori ed educatori che si svolgerà alle 18 presso la Sala Imbeni di Palazzo d'Accursio.

Il ddl 1260 in pillole
. Il disegno di legge istituisce il sistema integrato dei servizi educativi e di istruzione per i bambini tra i tre mesi e i sei anni e la continuità educativa tra i nidi e le scuole dell'infanzia.
Il primo articolo del ddl afferma che tutti i bambini e le bambine hanno diritto ad avere pari opportunità di educazione, istruzione, relazione e gioco.
. I nidi vengono collocati all'interno del Miur ( Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca)
. I nidi non saranno più considerati servizi a domanda individuale ma servizi di interesse generale a cui viene riconosciuta una funzione fondamentale per tutti i bambini e le bambine e in quanto tali dovranno essere esenti dal patto di stabilità.
. Il ddl fissa i livelli essenziali per i nidi: questi dovranno accogliere il 33% dei bambini tra i 0 e i 3 anni. Questo livello è quello indicato dall'Unione Europea. Attualmente l'Italia appare lontana dall'obiettivo fissato da Consiglio Europeo di Lisbona per il 2020: in media nel nostro paese riesce ad accedere ad un servizio pubblico il 18% dei bambini al di sotto dei tre anni. Esistono forti disparità tra le diverse regioni e solo alcune tra cui l'Emilia Romagna hanno raggiunto e superato quota 33%.
. La scuola dell'infanzia viene definita come primo livello del sistema di istruzione a cui hanno diritto tutti i bambini e le bambine tra i tre e i sei anni.
. Il personale educativo di tutti i servizi del sistema integrato dovranno essere in possesso di una qualifica universitaria.
. La partecipazione economica delle famiglie alle spese di funzionamento dei nidi non potrà superare il 20% del costo medio regionale.
. Le aziende pubbliche e private potranno erogare  "ticket nido" spendibili nei nidi comunali e in quelli accreditati.
. Viene stabilito un sistema di cofinanziamento per il raggiungimento dei livelli essenziali del sistema integrato e lo Stato dovrà garantire il 50% dei costi di gestione attraverso la gestione diretta o trasferimenti indiretti agli enti locali.

sabato 29 novembre 2014

Ferrara: perde un altro pezzo di pubblico?


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Per il momento si tratta solo di un'idea, anzi di un annuncio, fatto ai genitori ferraresi la scorsa settimana. Il motivo è legato a difficoltà economiche che l'istituzione dei servizi educativi e scolastici sta attraversando. Ma vediamo di cosa si tratta più da vicino. Due scuole e un nido rischiano l'esternalizzazione a soggetti privati e una scuola comunale potrebbe passare allo Stato. I genitori si sono dimostrati attenti al problema e molto preoccupati. Non è la prima volta che succede, nel tempo Ferrara, ha esternalizzato alcuni servizi (come la mensa e le pulizie) e due scuole nel 2012. Cerchiamo di addentrarci nel fitto della questione con Loredana Bondi, già responsabile dei servizi e che nel 2007 ideò e realizzò l'attuale l'istituzione.

venerdì 28 novembre 2014

Pippo e Coco, a Bologna arriva un fumetto per conoscere il diabete infantile


" Potrà giocare?". E se mangia qualcosa che gli fa male?". "E se sta male?". Probabilmente in tanti davanti ad un bambino diabetico ci siamo posti, forse con un pò' di timore, queste domande. Domande e timori che i disegnatori Disney hanno posto in bocca a Pippo quando Coco, una scimmietta affetta da diabete di Tipo 1, si unisce al gruppo di amici con cui sta per festeggiare il suo compleanno. Saranno Coco e la sua mamma a chiarire i dubbi di Pippo e spiegare a tutti che Coco può fare tutto ciò che fanno gli altri adottando dei piccoli ma importantissimi accorgimenti. E andrà a finire che Coco insegnerà al golosissimo ed ingordo Pippo anche i benefici di una sana e corretta alimentazione.

Coco e la festa di Pippo, il primo fumetto Lilly Disney dedicato al diabete infantile farà tappa a Bologna mercoledì 3 dicembre e sarà al centro di un percorso ludico-didattico che coinvolgerà gli alunni di otto classi di terza e quarta elementare. Ad ospitare l'evento, promosso da AGDI con il contributo di Eli Lilly e realizzato in collaborazione con SIEDP, sarà la scuola primaria Carducci. Quella bolognese è una delle tante tappe di un viaggio iniziato nel 2013 e che ha già toccato altre sette regioni. Un viaggio che proseguirà anche il prossimo anno.
I bambini leggeranno il fumetto e ascolteranno i commenti degli specialisti in diabetologia pediatrica del policlinico S.Orsola Malpighi.
Il fumetto, inoltre, sarà a disposizione dei piccoli pazienti e delle loro famiglie in tanti reparti di diabetologia pediatrica.

Il fumetto e i suoi messaggi
Due i messaggi veicolati: i bambini con il diabete possono fare le stesse attività dei coetanei e uno stile di vita sano porta benefici a tutti. Il fumetto, linguaggio da sempre amato dai bambini, viene considerato uno strumento di comunicazione importante che può contribuire a facilitare diversi aspetti della gestione della patologia. "Con il fumetto - ha spiegato - Gian Luigi Curioni, presidenteA.G.D. Italia - si può comunicare in modo semplice cosa significa affrontare il diabete, far capire ai bambini che ne soffrono che non sono soli e a tutti gli altri che i bambini con diabete sono come loro e possono fare tutto".
Coco mostra a Pippo che deve fare attenzione a cosa e quanto mangia ma che può farlo insieme agli altri e che può partecipare a tutti i giochi che animano una giornata all'aperto. Coco può dunque trasformarsi in un prezioso alleato dei piccoli pazienti: può infatti aiutarli a meglio condividere e raccontare ai coetanei la loro malattia.
Il fumetto però potrà essere utile anche per comunicare la diagnosi ai bambini e aiutarli a comprenderne i sintomi e come gestirli. Inoltre il fumetto potrà aiutare genitori ed insegnanti a gestire gli aspetti quotidiani della malattia.

Scuola, famiglia, sanità : un'alleanza fondamentale
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune e l'organismo di chi ne soffre non è in grado di produrre l'insulina.
I farmaci, una corretta gestione e uno stile di vita sano fanno sì che i bambini affetti da questa tipologia possano condurre una vita normale. Resistono però vecchi luoghi comuni che possono essere alla base di discriminazioni. Come Pippo,qualcuno può pensare che non potendo mangiare dolci sia meglio non invitare i bambini diabetici alle feste di compleanno o che sia meglio far loro saltare l'ora di educazione fisica. Per superare questi pregiudizi, dove ancora sopravvivono, anche la scuola può fare molto. I bambini trascorrono tanto del loro tempo in classe e una collaborazione tra famiglia, scuole e operatori sanitari si rivela fondamentale per aiutare il bambino a conquistare auna maggiore autonomia nella gestione della malattia. La collaborazione e uno scambio corretto di informazioni risultano importanti per la gestione di aspetti quotidiani come la misurazione della glicemia o la somministrazione dell'insulina. Questo tipo di collaborazione, inoltre, può agevolare gli insegnanti a far fronte ad eventuali crisi ipoglicemiche, uno dei disagi che più spaventa chi si trova a prendersi cura di un bambino che soffre di diabete.
L'esperienza - come ha spiegato Daniela Turci, dirigente scolastico della scuola primaria Carducci -ha mostrato l'importanza di una corretta informazione e della collaborazione tra famiglie, insegnanti, collaboratori scolastici ed infermieri. La presenza di un bambino diabetico in classe, inoltre, può rivelarsi molto utile per aiutare tutti a capire l'importanza del movimento e di una corretta alimentazione

Bambini e diabete in Emilia Romagna: in quindici anni raddoppiati i casi
Dagli anni'90 ad oggi, in 15 anni - come ha illustrato Stefano Zucchini, medico pediatra del policlinico S.Orsola - in Emilia Romagna sono raddoppiati i nuovi casi di diabete infantile. A Bologna si è passati da circa un nuovo caso al mese a 25 casi l'anno. In regione sono circa 1000 le persone tra 0 e 20 anni affette da questo tipo di diabete.


Coco in giro per il mondo
Nata nel 2011 negli Stati Uniti, dalla collaborazione tra Lilly e Disney, Coco è una scimmietta affetta da diabete. Le sue avventure saranno presto disponibili in 50 paesi. In tutto il mondo si stima siano circa 500.000 i giovani che convivono con questa malattia e che ogni anno ne vengano diagnosticati 78.000 nuovi casi.

giovedì 27 novembre 2014

Istituzione 0-6: come procede?














A settembre è partita l'Istituzione 0-6. Dentro questo contenitore troviamo nidi, scuole dell'infanzia e i centri genitori. Arrivati quasi a dicembre ci chiediamo come stanno andando le cose?
Apparentemente non si sono verificati troppi cambiamenti. Eppure ci sono arrivate tante piccole segnalazioni che abbiamo approfondito con maestri, educatori, collaboratori, pedagogisti e genitori indagando su tutti i territori cittadini. Ed ecco il quadro d'insieme sulle problematiche emerse.

mercoledì 26 novembre 2014

Il diritto di sporcarsi

kakisky











I bambini giocano al parco e toccano tutto: sassi, terra, mozziconi di sigaretta, cacca di cane, se la trovano, erba, tronchi di alberi e sabbia. I bambini annusano e leccano le catene dell'altalena, provano che gusto ha lo scivolo,

venerdì 21 novembre 2014

Scipero-mensa: un panino è per sempre?



richard_b











Bologna. Sciopero della mensa atto secondo: a distanza di qualche mese ci risiamo. Il primo sciopero a suon di panino, è stato consumato all'aria aperta, era primavera, e la cosa è riuscita molto bene. I bambini che non hanno aderito sono rimasti in aula a consumare il pasto normale e gli altri

giovedì 20 novembre 2014

La giornata dei diritti: parola ai bambini

diritti ai bambini














"Cosa sono i diritti?" Chiediamo ad una piccola platea composta da bambini, anzi di bambine, tra i sei e gli otto anni, e al piccolo Leon di quattro. Le mani si alzano e inizia un vociare confuso. Francesca sette anni capelli biondi e

mercoledì 19 novembre 2014

Una firma per Dopo di noi

imelenchon










Ho conosciuto l'Onorevole Ileana Argentin a Roma. Sono rimasta colpita dalla sua libertà d'espressione e lucidità di pensiero. Il suo impegno è legato alle tematiche della disabilità, tematiche complesse e non solo da affrontare, ma anche da raccontare. "So parlare di sfiga -mi dice con un sorriso- su tutto il resto non saprei" La Argentin sta portando un ddl sul Dopo di noi tramite una petizione. Poi spiegheremo cos'è e i suoi perché ma fin da ora invitiamo tutti a sostenerlo. 

I diritti dei bambini

octaviolopez













Il venti novembre del 1989 l'assemblea delle Nazioni Unite approvava la carta dei diritti dell'infanzia. Attualmente sono 43 gli Stati aderenti e il testo si articola in 54 Articoli. Si tratta di un documento importante che ha più caratteristiche di novità anche dal punto di vista giuridico. 

Sciopero mensa, una mamma tra i comunicati




Manca ormai poco all'incontro tra i genitori e il sindaco di Bologna Virginio Merola sul tema caldo dello sciopero della mensa. Se i social sono uno specchio, seppur piccolo, del clima che si respira tra chi ha figli che frequentano primarie e scuole dell'infanzia, credo che l'incontro di oggi pomeriggio non distoglierà chi ha già aderito a rinunciare allo sciopero del panino di venerdì. O almeno questo è quello che percepisco  a giudicare, senza nessuna pretesa statistica, dai post e dai commenti con cui in tanti hanno fatto rimbalzare di bacheca in bacheca i comunicati fatti circolare ieri pomeriggio dall'amministrazione e dall'Osservatorio mensa.

Ieri era prevista l'assemblea dei soci di Seribo. Quando provo a capire cosa sia 


stato deciso è ormai sera e la mia giornata è trascorsa lontana da qualsiasi strumento tecnologico. Non appena apro la posta elettronica mi trovo davanti ad una valanga di messaggi che recano nell'oggetto le parole " comunicato", "sciopero mensa" e "Seribo". Tanti genitori dei compagni e delle compagne di classe delle mie figlie hanno inoltrato nelle mailing list i tre comunicati emessi nel pomeriggio. Provo a seguire un ordine cronologico.

Il primo è un comunicato congiunto di Comune e Campanella Partecipazioni, soci di Seribo. L'amministrazione e il socio privato ( Campanella riunisce Camst ed Elior Ristorazione) " concordano sulla necessità di procedere al più presto all'ammodernamento del centro pasti di Casteldebole e alla realizzazione ex novo di quello previsto al Lazzaretto, come elementi prioritari per innalzare gli standard qualitativi del servizio di refezione scolastica. "Per avviare al più presto il piano di investimenti " Campanella Partecipazioni si è resa disponibile all'accantonamento a riserva dell’utile 2013 di Se.Ri.Bo".
Seguono informazioni circa il nuovo centro pasti Lazzaretto: il comune ha individuato e inserito nel PUA ( Piano Urbanistico Attuativo), che sarà approvato ad aprile, l'area dove sorgerà la nuova struttura. Il progetto dovrebbe essere approvato a giugno e i lavori dovrebbero iniziare a novembre. 

L'assemblea dei soci, prevista ieri, è stata rinviata con l'obiettivo, viene spiegato, " di approfondire il piano di investimenti".  Un ultima parte del comunicato è dedicata alla nuova gara per la ricerca di un nuovo socio di Seribo. Il Comune e Campanella Partecipazioni - si legge - sono impegnate " alla definizione degli aspetti necessari per la cessione delle quote del socio privato" affinchè la gara possa essere bandita entro il prossimo gennaio.
Fin qui mi sembra di capire che ci sia l'intenzione di accantonare gli utili del 2013 e di costruire in tempi definiti un nuovo centro pasti. 
Il secondo comunicato che apro è quello dell'Ossevatorio Mense Scolastiche. I toni sono accesi e le intenzioni chiare. Il rinvio dell'assemblea dei soci viene definito come una " mancata assunzione di responsabilità" . Per l'organizzazione che riunisce i genitori esiste un' unica soluzione : l'uscita da Seribo del'utile 2013 e la sua destinazione ad un fondo vincolato del comune per la costruzione dei nuovi centri pasto. Inoltre la cessione delle quote dei privati deve avvenire a costo zero per la città.
Insomma quello che per l'amministrazione è un passo in avanti per l'Ossevatorio è un nulla di fatto. Ragion per cui viene ribadito lo sciopero del 21 novembre.
Noto che il comune parla di un solo nuovo centro pasti, mentre l'Ossevatorio usa il plurale.
Infine apro il comunicato contenente le dichiarazioni del Sindaco. Virginio Merola consiglia ai  genitori di "  sospendere  il  giudizio"e  di partecipare all'incontro di questa sera. L'intenzione è quella di rispondere punto per punto alle "osservazioni del comitato mensa". Per il sindaco gli impegni presi saranno ratificati dall'assemblea dei Soci di Seribo e " sono dunque impegni presi". "Nessuno vuole impedire lo sciopero, mi  auguro  solo  che  da  parte  del Comitato mensa non ci siano posizioniassunte per partito preso" conclude Merola.
A questo punto abbandono i comunicati e mi sposto su Facebook. Molti tra i miei contatti genitori sposano la tesi dell'Osservatorio. Molti andranno all'incontro con il sindaco a cui i miei impegni familiari mi impediranno di partecipare.Non mi resta che aspettare questa sera per capire cosa decideranno e se le risposte a viva voce risulteranno più convincenti di quelle stampate su carta.

lunedì 17 novembre 2014

Il rispetto dei bambini

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Mattina ore otto e trenta. Percorro una delle strade più trafficate della città. sono in macchina in fila per tre e aspetto il verde al semaforo. Mi guardo attorno e vedo la seguente scena: c'è un bambino di quattro anni circa che sta

venerdì 14 novembre 2014

Mensa e proteste: la replica di Palazzo D'accursio


I genitori attaccano il comune risponde. Il tema è ancora quello della mensa scolastica, al centro da tempo di proteste e polemiche. Nei giorni scorsi i genitori dell' Osservatorio Mense hanno annunciato per il 21 novembre un nuovo sciopero del pasto accusando l'amministrazione guidata da Virginio Merola di non aver tenuto fede agli impegni assunti all'indomani della protesta dello scorso 5 maggio.
Accuse riassunte in otto questioni a cui Palazzo d'Accursio risponde punto per punto invitando a distinguere gli obiettivi a breve termine da quelli a lungo termine. 
L'amministrazione sostiene di aver messo in atto tanti miglioramenti e definisce la prossima gara “un obiettivo strategico dell’Amministrazione per lo sviluppo del servizio e per l’implementazione degli investimenti nei centri pasto”

Biologico 
Secondo i genitori a Bologna non viene rispettata la soglia del 70% di materie prime provenienti da agricoltura biologica fissata dalla normativa regionale. Il comune, invece, sostiene che " se confrontata con realtà simili per dimensione produttiva nella ristorazione scolastica, Bologna risulta essere oggi una delle realtà che utilizza la più alta percentuale di prodotti biologici a livello nazionale e regionale".  Promessa mantenuta, insomma. La battaglia viene giocata sui numeri. "Sulle materie prime - si legge nel comunicato del Comune - l'impegno era quello di innalzare al 70% la percentuale minima dei prodotti promossi dalle normative regionali, cioè biologici, dop, igp, a lotta integrata, equosolidali e filiera corta o di origine locale" . Il nuovo contratto di servizio - scrive ancora l'amministrazione - prevede che almeno il 71% delle materie prime rientri in queste tipologie e almeno il 51% sia proveniente da coltivazioni biologiche.  In merito vengono citati i dati di settembre in base ai quali il biologico ha  raggiunto il 61%. Quota a cui l'amministrazione aggiunge un ulteriore 10% di prodotti dop e igp per un totale del 71%.
Di fronte a questa discrepanza di vedute  non resta che andare a controllare la normativa regionale. Il secondo comma dell''articolo 9  della legge 29-2002 stabilisce che "che i prodotti forniti per la preparazione dei pasti siano costituiti in misura complessivamente non inferiore al 70 per cento da prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, integrate e da prodotti tipici e tradizionali, riconosciuti ai sensi della vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale, dando priorità a prodotti provenienti da coltivazioni biologiche e a prodotti di cui si garantisca l'assenza di organismi geneticamente modificati.". Poco più avanti viene specificato che  " per i servizi di ristorazione collettiva dei nidi d'infanzia, delle scuole materne ed elementari le condizioni contrattuali relative agli appalti di cui al comma 2 prevedono che i prodotti forniti per la preparazione dei pasti siano costituiti da prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, per tutte le tipologie merceologiche reperibili sul mercato".
Chi ha ragione? 

Eliminazione dei piatti di plastica
Secondo l'Osservatorio in alcune scuole primarie i bambini mangiano ancora nei piatti di plastica e in nessuna materna è avvenuto il passaggio ai piatti di ceramica. Per l'amministrazione l'eliminazione dei  piatti di plastica costituisce  un obiettivo importante che può essere raggiunto solo con gradualità. Palazzo d'Accursio scrive che a settembre solo 7 scuole su 56 non utilizzavano la lavastoviglie e che per 3 di queste i problemi di natura logistica o di impiantistica sono in via di risoluzione. Più complessa risulta, invece, la questione dei 90 plessi di scuola dell'infanzia. L'installazione delle lavastoviglie - si legge nel documento -  dovrebbe essere avviata a partire da gennaio, mentre entro il 21 novembre si dovrebbe completare il passaggio alle stoviglie eco-compatibili. Inoltre il Comune afferma che  Seribo sta lavorando per la sostituzione dei contenitori per il trasporto dei pasti e delle vaschette per le diete speciali.

Trasparenza
Il Comune sottolinea i miglioramenti avvenuti in materia di trasparenza con la pubblicazione sul sito di Seribo delle schede tecniche dei prodotti e delle nuove stoviglie ecocompatibili. Operazione che vedrà presto anche la pubblicazione delle schede tecniche relative alle stoviglie in plastica utilizzate finora.

Clausola di salvaguardia

Secondo i genitori il sindaco avrebbe ritrattato la clausola di salvaguardia che permetterebbe alle singole scuole di sperimentare forme diverse di fornitura dei pasti. Per il Comune si tratta di una possibilità non facilmente praticabile. Si legge nel comunicato : " Nel corso dell’incontro di giugno con i Presidenti dei Consigli d’Istituto si è chiarito che l’impegno a realizzare i nuovi centri non è compatibile con l’introduzione di una clausola che rende incerto il numero dei pasti da produrre. Peraltro anche la proposta di limitare a poche scuole questa opportunità non è stata condivisa da tutti."

Accantonamento utili Seribo
L'amministrazione ribadisce la volontà di accantonare gli utili in vista di investimenti futuri, ma spiega che la situazione appare più complessa dopo il parere negativo dell’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici sulla possibilità di rinnovare il contratto. Ulteriori aggiornamenti saranno possibili solo dopo la prossima riunione del l'assemblea dei soci di Seribo, prevista per il 18 novembre. L'amministrazione afferma che "si stanno  ricercando soluzioni condivise sollecitando il socio privato a scelte ispirate a un principio di responsabilità sociale d’impresa".

Tariffe
Il comune sottolinea che la valutazione in merito a nuove tariffe deve essere inserita all'interno della discussione sulla nuova Isee che entrerà in vigore a gennaio e che sarebbe impraticabile procedere a due revisioni in pochi mesi. Il Comune inoltre spiega che le maggiori entrate derivanti dal passaggio alla tariffazione a consumo ammontano a 98.000 euro, cifra inferiore a quella ipotizzata inizialmente. Tale somma sarà destinata alle famiglie, specie quelle numerose, attraverso sconti sulle tariffe.

Regolamento delle Commissioni mensa.
L'amministrazione si impegna a trasformare il Regolamento delle commissioni mensa, approvato poco più di un anno fa, in uno strumento che preveda una "dimensione collaborativa più ampia ". Ciò dovrebbe avvenire attraverso un confronto sul nuovo testo che "coinvolga nella fase istruttoria di stesura le scuole, i genitori, la Commissione Mensa Cittadina". Il testo verrà discusso nella commissione consiliare competente entro il prossimo dicembre per poi approdare in Consiglio Comunale.

Il documento verrà inviato alle famiglie. Famiglie che in questi giorni stanno ricevendo le informazioni per partecipare allo sciopero. Chi avrà la meglio?

giovedì 13 novembre 2014

Giochiam con la voce in sala bebé


Visto che gli impegni e l'organizzazione familiare lo permettono, ogni tanto mi piace prendermi una mattina per il più piccolo della famiglia. L'agenda mi ricorda che in sala bebè, lo spazio dedicato ai bambini da zero a tre anni della Sala Borsa, c'è un appuntamento adatto ad Ascanio e ai suoi quasi 16 mesi.
"Bi bo be, giochi vocali in sala bebè", questo il titolo dell'incontro gratuito organizzato dall'associazione Quantobasta
Quando arriviamo la Sala Borsa è ancora chiusa. Davanti al portone ci sono cinque o sei mamme con i rispettivi pargoli. Rapidamente se ne aggiungono altre, qualche bimbo arriva accompagnato dalla nonna o dalla baby sitter. All'apertura dei portoni il gruppo si è infoltito e poco dopo l'inizio dell'incontro la sala avrà raggiunto la capienza massima.
Indossati i calzini antiscivolo ci accomodiamo sui cuscini e i tappeti morbidi dello spazio bebè. A condurre l'incontro è Silvia Testoni, cantante la cui esperienza spazia dalle polifonie rinascimentali alle arie liriche passando per molti altri generi. Silvia ci accoglie con un  saluto di benvenuto la cui melodia incontra subito l'attenzione dei bambini. L'ora trascorre piacevolmente tra canzoni e melodie dai ritmi diversi. Mamme e nonne sono invitate a proporre canzoncine e filastrocche. Brani come "44 gatti" e " Il coccodrillo come fa" servono da spunto per esperimenti e giochi vocali che lasciano incantati grandi e piccini. Accompagnata da semplici strumenti musicali, una piccola maracas, un barattolino pieno di semi e un tamburello, Silvia ci accompagna in un piccolo viaggio  tra suoni e canzoni, melodie sudamericane e ritmi africani. C'è perfino il tempo di improvvisare un canone e danzare in cerchio. Mi accorgo che il tempo è volato quando una ninna nanna ,che racconta di dame e cavalieri ,annuncia la fine dei nostri giochi vocali.
Sono ormai diversi anni che l'associazione Qb Quanto Basta, nata a Bologna nel 2008, promuove questi incontri in Sala borsa. L'idea alla base del progetto è quella di promuovere esperimenti vocali che coinvolgano mamme e bambini. Quello proposto non è un corso ma una serie di incontri in cui, condotti da diversi cantanti, si gioca con la voce e ciascuno può ampliare il proprio repertorio personale. Filastrocche, canzoni e suoni insoliti invitano mamme e bambini a esplorare la propria vocalità senza preoccuparsi del risultato finale.
Iniziati a settembre gli incontri proseguiranno fino a dicembre. Per consultare il calendario dei prossimi incontri clicca qui








Bologna città dei bambini


VIRGINIAMOL











Cooperative, associazioni, biblioteche, servizi educativi, case editrici comune provincia di Bologna e tanti altri soggetti, hanno costruito La città dei bambini e delle bambine. Una manifestazione che si svolgerà in molti luoghi della città  con diverse attività che avranno per file rouge un diritto.

mercoledì 12 novembre 2014

Mille nidi in mille giorni?











E' un vero peccato che l'Onorevole Bindi non si sia resa disponibile ad un'intervista. "Non tratta più l'argomento" mi risponde la segretaria che con cortesia respinge la richiesta. Eppure sono certa che sarebbe stato interessante riprendere il filo da ciò che è accaduto nel 2007. Cercheremo di tracciare una breve cronistoria rimandando le domande ai lettori. Perchè la confusione a questo punto è davvero troppa per rimanere inespressa. Ma partiamo dalle certezze, quindi dal passato.

martedì 11 novembre 2014

Bologna, torna lo "sciopero della mensa"


Il 21 novembre, per la seconda volta in meno di un anno, le famiglie rifiuteranno per protesta il pasto offerto da Seribo. Era il 5 maggio quando tantissimi genitori decisero che per quel giorno i loro figli non avrebbero consumato il cibo preparato nei centri pasti cittadini ma avrebbero mangiato un panino portato da casa. Il nuovo sciopero del panino è stato annunciato dall'Osservatorio mensa cittadino e le ragioni della protesta appaiono pressoché identiche a quelle di otto mesi fa. Come a maggio chi aderirà allo sciopero lo farà per chiedere: tariffe più basse, il reinvestimento degli utili di Seribo e un nuovo bando che possa garantire una mensa migliore.
Stando ai dati forniti dall'Osservatorio mense, negli anni in cui Seribo ha gestito la refezione scolastica in città, i soci privati hanno incassato 5,6 milioni di utili. Cifra definita dall'Osservatorio “ oltre ogni ragionevole livello di settore”. Sempre secondo i numeri forniti dall'Osservatorio, Camst (socio privato di maggioranza) avrebbe incassato tramite la partecipata bolognese un sesto di tutti i suoi utili. A fronte di queste cifre però – sostengono i genitori – non è stata migliorata la qualità del cibo ne sono stati realizzati i nuovi centri pasti.
“ Le famiglie di Bologna – si legge nel comunicato – sono in credito verso Seribo e hanno 5 milioni di motivi per aspettarsi un netto cambiamento nel servizio che dovrà essere ridefinito ora con il nuovo bando di gara”. I segnali ricevuti finora, però, non sembrano andare nella direzione sperata.
Secondo all'organizzazione dei genitori l'amministrazione, guidata da Virginio Merola, si prepara a ridefinire il bando di gara per l'assegnazione del servizio, che avrà durata decennale, senza “voler , nei fatti, condividere un percorso sul futuro della refezione scolastica bolognese con coloro che pagano il servizio”. L'Osservatorio ha ripetutamente chiesto di far “partecipare i genitori all'elaborazione del capitolato di servizio” senza però ricevere risposte.
Tra i temi caldi alla base della nuova protesta resta anche quello delle tariffe considerate tra le più care d'Italia. Ad esempio la tariffa massima sotto le due Torri ammonta a 6,60 euro, mentre nelle altre città capoluogo ,a parità di Isee, il pasto ha un costo massimo che spazia dai 3,40 euro di Napoli ai 4,90 di Trieste e Firenze.

Otto promesse non mantenute
Nei giorni seguenti al primo sciopero i genitori ottennero dal sindaco promesse e aperture sul futuro del servizio. Otto promesse che, sostiene l'Osservatorio, non sono state però mantenute.
Biologico – Tra le richieste dei genitori c'è sempre stato il rispetto della legge regionale che fissa al 70% la percentuale di materie prime provenienti da agricoltura biologica. A Bologna attualmente la percentuale di biologico raggiunge il 50%.
Limite agli utili di Seribo – Tra le richieste non soddisfatte figura anche quella di porre dei limiti agli utili di Seribo.
Eliminazione della plastica -I genitori avevano chiesto la completa eliminazione delle stoviglie di plastica ma ad oggi – denunciano -in diverse scuole primarie il pasto viene ancora servito nei piatti di plastica e in nessuna scuola dell'infanzia è avvenuto il passaggio ai piatti di ceramica.
Trasparenza –Dito puntato contro l'amministrazione e contro la presidenza di Seribo. La prima, nonostante le ripetute richieste, non avrebbe mai fornito i dati analitici relativi alla composizione delle tariffe; la seconda avrebbe rifiutato di fornire i bilanci analitici della società.
Clausola di salvaguardia _Il sindaco Virginio Merola viene accusato di aver ritrattato la concessione della clausola di salvaguardia, meccanismo che permetterebbe alle scuole di sperimentare altre forme di fornitura pasti
Conguaglio tariffe. - Al momento nulla si sa in merito alla “restituzione dei soldi pagati indebitamente dalle famiglie” dopo l'introduzione in via sperimentale della tariffazione a consumo.
Accantonamento utili Seribo - I genitori avevano chiesto che l'utile realizzato da Seribo nel 2013 non venisse spartito tra i soci ma investito per la realizzazione di un nuovo centro pasti, al momento però l'assemblea dei soci non ha ancora deliberato in merito.
Modifica del regolamento comunale delle commissioni mense Ad oggi - spiegano i promotori della protesta – non è stata approvata nessuna modifica del regolamento. I genitori avevano chiesto un maggiore potere di vigilanza e controllo sul servizio.

Foto gentilmente concessa da Michele Gigliotti

lunedì 10 novembre 2014

Mamma ho i pidocchi!

sideshowmom













Lunedì mattina. Si inizia come sempre DI CORSA. Le bambine non vogliono, nell'ordine: alzarsi dal letto, fare colazione, vestirsi, lavarsi i denti e uscire di casa. Nel mentre: traungugio il caffè quasi denso e penso ad un modo per prendere in pungo la situazione! Arriva il non-marito tutto fresco e profumato di doccia che mi dice: "Hai visto le ultimi mail dei genitori? Pare ci siano ancora i pidocchi"

venerdì 7 novembre 2014

Conta fino a 5, semplici mosse per la sicurezza in auto


"Lo tengo in braccio, tanto arriviamo tra 5 minuti", "Dobbiamo arrivare solo fino a scuola, non c'è bisogno di allacciare le cinture". In tanti probabilmente abbiamo pronunciato queste frasi almeno una volta. Quando si ha uno o più bambini salire in auto non sempre è un'operazione semplice e rapida. Il tempo impiegato per assicurare i bambini ai seggiolini però è tempo ben speso perché può evitare gravi conseguenze anche in caso di brevi spostamenti.
Stando ai dati elaborati dall' ACI 6 bambini su 10 non viaggiano sul seggiolini e le norme di sicurezza vengono trascurate soprattutto per i brevi spostamenti in città. Un dato quest'ultimo che stridé con le statistiche: il 75% degli incidenti stradali avviene in città e il 40% di quelli mortali si verifica su percorsi inferiori a 3 km.
La campagna "Conta fino a 5 ", promossa da Opel in collaborazione con l'Aci e la fondazione dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, nasce proprio per sensibilizzare i genitori sul l'importanza della sicurezza in auto.
Come recita il titolo, la campagna propone 5 semplici regole per viaggiare sicuri con i bimbi a bordo.

1 Mai in auto senza seggiolino e attenzione all'airbag
I bambini devono viaggiare sempre allacciati su un seggiolino omologato adatto al loro peso e alla loro altezza. Se il seggiolino di un lattante viene posizionato sul sedile anteriore l'airbag deve essere disattivato.
I sistemi di ritenuta riducono fino al 90% il rischio di gravi lesioni. Le cinture di sicurezza offrono garanzie che le braccia di mamma e papà non possono offrire. Nel caso di un impatto ad una velocità di 56km orari un bambino del peso di 15 kg produce una forza d'urto pari a 225kg: un peso impossibile da trattenere con le braccia.

2 Scegli il seggiolino giusto ed installalo correttamente
Il seggiolino deve essere scelto in base al peso e all'altezza del bambino. Prima di utilizzarlo occorre leggere le istruzioni del seggiolino, se questo viene comprato usato occorre chiederle al venditore oppure cercare su Internet.
Il posto più sicuro dove installare il seggiolino è il sedile posteriore.

3 Dai il buon esempio: allaccia la cintura
Mamma e papà devono sempre allacciare le cinture di sicurezza, in questo modo anche per i bambini sarà più semplice imparare il rispetto delle regole: i bambini tendono a ripetere i comportamenti messi in atto dai genitori.

4 Non lasciare oggetti sul ripiano posteriore
La fretta e il disordine possono spingerci a gesti apparentemente innocui come lasciare qualcosa appoggiato sulla cappelliera o giochi sparsi sul sedile posteriore. In caso di una brusca frenata a 50 km orari un oggetto di 3kg lasciato sulla cappelliera può colpirci con una forza di 90kg e produrre traumi e lesioni anche molto gravi.

5 Non distrarti alla guida
Non distrarsi alla guida diviene un imperativo ancora più importante quando in auto ci sono anche dei bambini.
Parlare al cellulare, cercare una stazione radio o voltarsi per dare qualcosa al bambino sono comportamenti comuni quanto pericolosi che dobbiamo imparare ad evitare.

Esistono poi alcuni accorgimenti per evitare o almeno minimizzare il rischio di abbandonare i piccoli in auto o investirai mentre si fa manovra.
La cronaca periodicamente ci racconta di bambini morti per essere stati dimenticati in auto dai genitori che magari si sono scordati di portarli all'asilo o dai nonni. Abbandonare un bambino in auto potrebbe capitare a chiunque.
Al momento non esistono strumenti tecnologici in grado di avvertirci ma alcuni piccoli accorgimenti, come lasciare in auto un giochino o un altro oggetto del bambino, che ci ricordi la sua presenza a bordo. Un altro piccolo stratagemma potrebbe consistere in un promemoria, magari sullo schermo del computer dell'ufficio, che ci chieda se abbiamo ricordato di portare il bambino al nido o da chi deve prendersi e cura in nostra assenza
Sempre la cronaca ci pone di fronte ad un altro rischio da cui nessuno è immune: quello di investire il proprio bambino mentre facciamo retromarcia o facciamo manovra. Per evitare quella che viene definita bye bye sindrome è meglio far salire i bambini in auto prima di accendere il motore e, in caso vogliano salutarci mentre andiamo via, fare in modo che con loro ci sia sempre un altro adulto.



giovedì 6 novembre 2014

Sindacati in piazza per il lavoro pubblico

Cgil, Csil e Uil l'otto di novembre sarranno nuovamente in piazza. La manifestazione si svolgerà a Roma con un tema molto delicato: il lavoro pubblico. "Andremo in piazza per difendere il lavoro e il paese che deve ripartire dal servizio pubblico" Racconta Micol Tuzi, pedagogista di Bologna e membro del direttivo nazionale della Cgil. Questa manifestazione si collega a quella del 25 ottobre scorso, che ha portato in piazza oltre 1 milione di persone. Per l'occasione bandiere rosse hanno sfilato in corteo e il tema principale era l'art 18 (art che tutela il lavoratore da un licenziamento discrezionale). La cosa che fa riflettere è che oltre dieci anni fa e precisamente nel 2002, sempre la Cgil, ha portato in piazza 3 mln di persone per lo stesso motivo: la difesa dell'Art 18.
Fa un po' paura l'idea che le cose, governo dopo governo, non siano cambiate e che di nuovo i lavoratori tornino in piazza con lo stesso mal contento e con tanti posti di lavoro in meno. Parlare di nidi l'abbiamo più volte scritto, significa parlare anche di lavoro, di diritti e tutele. Un nido pubblico costa di più perché i lavoratori sono meglio restribuiti e più tutelati. La differenza in termini economici è anche la differenza di diritti che spesso nel privato sono latenti e non contano maternità,  ferie o malattie ecc ecc.
Il 25 ottobre non c'è stata una svolta. C'è stato un incontro, un momento di grandissima partecipazione e confronto ma ci fa capire quanto il dibattito politico sia infossato e come nonostante il governo sia cambiato, da Berlusconi a Monti, da Monti a Letta, e da Letta a Renzi (senza andare al voto peraltro!) i nostri governatori non si accolgano delle esigenze dei lavoratori e del lavoro. "Il centro del problema è l'occupazione e non il potere di licenziare - racconta la Tuzi - Si sposta sempre il baricentro del problema per legittimare le disuguaglianze. Ora i sindacati sono chiamati a rispondere. siamo stati lenti a rispondere ma ora sarà difficile fermarci". L'otto novembre sarà il lavoro pubblico ad essere difeso "Il paese che deve ripartire dal servizio pubblico" continua la Tuzi. E mentre si difendono questi valori il nuovo ddl di stabiltà non pare andare nella stessa direzione, almeno con il testo attuale. Non ci sono grandi risorse da destinare ai servizi pubblici e mentre le associazioni protestano e chiedono più investimenti, i lavoratori riprendono le proteste da un altro versante: dateci gli aumenti che sono fermi da troppi anni, facciamo ripartire i servizi. Ma i come della politica e del fare fino ad ora, non si sono ipotizzati, mentre spunta un nuovo taglio dalla legge di stabilita sull'infanzia.            

mercoledì 5 novembre 2014

Valutare la qualità del sistema educativo 0-3: cosa accade in Emilia Romagna


Recentemente la regione ha annunciato , nel corso di un seminario svoltosi a Bologna il 20 ottobre, l'avvio della fase di applicazione delle Linee guida per la valutazione della qualità dei servizi educativi per la prima infanzia. Si tratta della seconda fase di un percorso avviato due anni fa, con l'emanazione delle “Linee guida per la predisposizione del progetto pedagogico e della metodologia di valutazione nei servizi educativi per la prima infanzia” e che nei prossimi anni dovrebbe permettere di mettere a regime il sistema di regolazione della qualità nel settore 0-3.
La notizia ha attirato l'attenzione di BoNidi e così abbiamo pensato di provare a capire qualcosa in più questo progetto che coinvolge gli addetti ai lavori, ma che avrà ricadute importanti anche sulle esperienze di chi, come genitore o educatore, frequenta quotidianamente i nidi del sistemaregionale integrato.
Il progetto si inserisce all'interno di un percorso più ampio volto alla definizione di una direttiva regionale sull'accreditamento dei servizi.
Il tema non è dei più semplici e, per cercare di offrirne una sintesi comprensibile, anche a chi ha poca dimestichezza con i tecnicismi del settore, abbiamo chiesto l'aiuto di Sandra Benedetti, responsabile u.o. dell'area infanzia e genitorialità del servizio politiche familiari, infanzia e adolescenza della regione, che, con pazienza, ha accettato di rispondere alle nostre domande e chiarire i nostri dubbi. Ciò che leggerete vuole essere soltanto una sintesi di quelli che, come genitori, ci sono apparsi i punti chiave di un discorso lungo e complesso.

Il nido
Per capire l'impatto che l'intero progetto avrà sul sistema educativo occorre fare un passo indietro e cercare di capire di cosa parliamo quando facciamo riferimento al nido. Quando pensiamo ai nidi, in cui i nostri figli trascorrono parte della loro giornata, abbiamo in mente due cose:il nido come luogo fisico, struttura, ambienti e il nido come realtà educativa e pedagogica, una realtà quest'ultima fatta di attività, relazioni, proposte nelle quali va rintracciata e resa evidente la qualità della cura educativa e degli apprendimenti offerti ai bambini. La qualità e l'idoneità del luogo fisico ad ospitare i bambini può essere e viene valutata sulla base di criteri e parametri fissati da norme e direttive applicative. Si tratta per lo più di rispettare i parametri strutturali e organizzativi basati su coefficienti oggettivi. Valutare l'offerta educativa e pedagogica non è altrettanto semplice perché occorre indagare gli stili relazionali, il modo come si comunica, e l'idea stessa di bambino a cui fa riferimento il servizio, tutti aspetti di natura culturale e quindi rappresentati da un alto tasso di soggettività e di discrezionalità.

La necessità di paradigmi comuni
Il sistema dei servizi per la prima infanzia è un sistema integrato che vede la compresenza di pubblico e privato e la coesistenza di realtà fondate su diverse ispirazioni e approcci pedagogici. Una realtà così complessa deve poter essere valutata sulla base di paradigmi condivisi, punti considerati irrinunciabili da qualsiasi prospettiva pedagogica li si osservi. Tra questi compaiono, ad esempio,: l'organizzazione degli spazi, le modalità con cui si scandiscono le attività tra routines e proposte più o meno strutturate nel tempo quotidiano, le modalità di relazione tra gli adulti e tra adulti e bambini, le relazioni con le famiglie e la possibilità di assumerle come dirette interlocutrici.

Valutazione della qualità: un concetto complesso
L'intero processo di valutazione si fonda sul concetto di qualità come processo negoziato e dinamico in cui progettazione e valutazione dei servizi sono strettamente intrecciati. In quest'ottica la valutazione costituisce un'importante occasione di miglioramento e formazione: ciò che emerge dalla valutazione, ciò che essa restituisce, può essere reinvestito nella progettazione. Non si parla dunque di una valutazione di natura ispettiva ma di una forma di valutazione partecipata, formativa, ricorsiva e dialogata . La sperimentazione condotta in regione si basa su un sistema integrato che prevede azioni di auto ed etero-valutazione fortemente correlatele une alle altre. L'etero-valutazione riguarderà anche le famiglie che verranno coinvolte attraverso indagini sulla qualità percepita nella relazione con il servizio di cui sono utenti.
Fin dal suo avvio il percorso ha coinvolto i coordinamenti pedagogici provinciali, i servizi, il personale educativo e quello ausiliario.
Sulla base di uno studio di sostenibilità ipotizzato dal Coordinamento Pedagogico Provinciale di Forlì-Cesena (che ha avviato l'intero percorso in anticipo per offrire un parametro assunto come base per definire il budget necessario a mettere in moto la seconda fase della sperimentazione) il percorso prevede complessivamente un impegno economico di 400.000 euro all'anno per un totale, in 4 anni (tempo ipotizzato per coprire l'intero numero di servizi nella nostra regione), di un milione e seicentomila euro, cifra necessaria a portare a compimento l'intero percorso.
L'attuale seconda fase attuativa delle linee guida è sostenuta dalla regione con un finanziamento nell'anno educativo 2014-2015 di 400 mila euro, fondi che serviranno alle province per formare i coordinatori pedagogici, individuati su un campione di servizi, per svolgere il ruolo di eterovalutatori nei servizi appartenenti allo stesso territorio provinciale in cui solitamente operano. Il coordinatore investito del ruolo di etero valutatore ovviamente non eserciterà tale funzione nei servizi da lui coordinati.
Quella del coordinatore pedagogico, è una figura chiave coinvolta, con compiti differenti, sia nella fase di autovalutazione che in quella di eterovalutazione.

Due fasi: auto ed etero-valutazione
Alla prima fase, quella di autovalutazione, hanno aderito su base volontaria, numerosi servizi pubblici e privati convenzionati con i rispettivi coordinatori operanti su tutto il territorio regionale. Ciascun servizio educativo ha: redatto un proprio progetto pedagogico e costruito il proprio strumento di valutazione (attraverso quanto indicato dalle linee guida, funzionali ad offrire un supporto metodologico alla realizzazione dello strumento secondo paradigmi comuni a tutti i servizi nel panorama regionale) e realizzato a posteriori il proprio report come documento che sintetizza quanto prodotto dall' autovalutazione.
La seconda fase, che entrerà nel vivo a gennaio, coinvolgerà, sempre su base volontaria, il 10% dei nidi esistenti in ogni provincia e vedrà professionisti appartenenti ai coordinamenti pedagogici provinciali impegnati nella riedizione di una ulteriore tranche del processo in cui auto ed eterovalutazione saranno associati all'interno di nidi appartenenti a comuni o privati della medesima provincia.

In conclusione
Come ho scritto all'inizio, credo che conoscere, anche se a grandi linee, il progetto messo in campo dalla regione possa essere utile anche a noi genitori. La qualità dei servizi frequentati dai nostri bambini è uno dei temi che più ci sta a cuore. L'estensione e la qualità dei servizi per la prima infanzia sono uno dei pilastri del sistema educativo e di welfare della nostra regione. L'attenzione che negli anni è stata dedicata a questi servizi è strettamente correlata alla storia del territorio ed assume una grande rilevanza in una congiuntura sociale ed economica non certo semplice come quella che stiamo attraversando. Il discorso ha mille sfaccettature che qui non possono essere richiamate ma vale la pena sottolineare che l'esistenza di un sistema di valutazione della qualità dei servizi possa esserci utile anche come singoli. Anche il solo conoscere l'esistenza dei criteri che tutti i servizi devono presentare ci può aiutare ad orientarci nell'universo dei nidi e a capire quali siano i punti di forza e le criticità sui quali esercitare azioni di miglioramento utili a garantire un'offerta di qualità per i nostri bambini.

martedì 4 novembre 2014

Una pappa senza diritti

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Hanno chiesto di reinvestire gli utili per migliorare il servizio. La richiesta viene dall'Osservatorio delle mense di Bologna ed è stata inoltrata a Seribo, l'azienda che fornisce i pasti nelle scuole bolognesi e al sindaco, durante un incontro ufficiale avenuto a giugno. Il sindaco si è detto disponibile.
Ma alla regolazione dei conti i soci privati, Camst e Elior, si sono detti impossibilitati a procedere per motivi burocratici. Domani i csm e l'osservatorio si riuniranno per capire come procedere.

domenica 2 novembre 2014

La disabiltà secondo Nelson Bova


Nelson Bova


Lavora in Rai dal 1988, ha scritto più libri, ha girato parecchi video e da qualche anno è presidente dell'associazione di genitori e figli con disabiltà Il Tesoro Nascosto. Nelson Bova ha una vasta esperienza nel campo del sociale, predilige da sempre il mondo delle disabilità anche prima di averne avuto esperienza diretta. Ha costruito un nuovo modo di raccontarlo senza pietismo e sensazionalismi ma con discrezione nel tentativo di integrare storie straordinarie nell'ordinario. L'abbiamo incontrato per farci raccontare il mondo dei disabili e del welfare. Alcune risposte sono sorprendenti e al limite del politicamente corretto.

lunedì 27 ottobre 2014

Oggi ci pensa papà, la campagna della regione per promuovere i congedi parentali paterni

Quando in casa arriva un bambino cambiano immediatamente tante cose. La nascita, l'adozione o l'ingresso in famiglia di un bambino in affido modifica i ritmi e le abitudini di vita dei neo-genitori. Quando poi, per le mamme, arriva il momento di tornare a lavorare le cose si complicano ulteriormente, specie se non si hanno i nonni o questi non possono occuparsi dei nuovi arrivati. Nel nostro paese ogni anno, stando ai dati ISTAT, 4 donne su 10 abbandonano il lavoro per occuparsi dei figli. Se a questo dato aggiungiamo quello relativo ai congedi parentali, utilizzati da una mamma su due e da appena il 6,9% dei papà, appare evidente che, anche quando lavorano, la cura dei figli grava prevalentemente sulle madri.
Per contribuire ad un cambiamento culturale in direzione di una genitorialità più condivisa, la Regione Emilia Romagna ha lanciato la campagna "Oggi ci pensa papà", finanziata dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'obiettivo è quello di sensibilizzare i padri e promuovere i congedi parentali paterni, ancora poco utilizzati in Italia. "Puntiamo a diffondere il concetto di genitorialità estesa, di una cultura in cui entrambi i genitori si dedicano ai figli – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – : il bambino è una dote della famiglia e anche i padri devono prendere in considerazione la possibilità di dedicargli del tempo"
Il congedo parentale paterno è stato introdotto dalla Legge 92/2012. Il congedo obbligatorio consiste nella possibilità, da parte dei padri dipendenti del settore privato, di avvalersi entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino di un giorno di congedo obbligatorio completamente retribuito e coperto da contributi previdenziali, riconosciuto anche se uno o l’altro genitore decidono di usufruire delle altre forme di congedo previste. Per utilizzarlo è sufficiente comunicare per iscritto al datore di lavoro la data scelta, con almeno 15 giorni di anticipo. Il congedo facoltativo, invece, può essere richiesto da un padre dipendente del settore privato e sempre entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino. In questo caso le giornate sono 2, sempre retribuite e coperte da contributi previdenziali, a patto che la mamma non utilizzi per sé le stesse giornate di congedo. Anche in questo caso la scelta deve essere comunicata per iscritto al datore di lavoro con 15 giorni di anticipo indicando le date stabilite e, a entrambi i datori di lavoro, la rinuncia al congedo, per quelle giornate, fatta dalla madre.
 Una o due giornate in cui " ci pensa papà" non costituiscono di certo un cambiamento epocale, possono però rappresentare un segnale verso quel mutamento culturale di cui si parla da anni. Un mutamento a cui ha contribuito anche un altro strumento, probabilmente poco utilizzato: la possibilità per i neo papà di usufruire di una riduzione d'orario, il cosiddetto allattamento, fino al primo anno di vita del bambino. Una possibilità di cui i papà possono avvalersi, godendo di due ore giornaliere retribuite, se la mamma non ne ha diritto perchè lavoratrice precaria o libera professionista. Tornando alla campagna "Oggi ci pensa papà" tra gli auspici dei promotori c'è anche quello di sollecitare i padri ad una più ampia partecipazione alla quotidianità dei figli. “Contrastare la divisione dei ruoli in base al genere è importante, anche se si tratta di 1 solo giorno è già un inizio, per promuovere un cambiamento culturale ed evitare di intervenire solo in emergenza – afferma Donatella Bortolazzi, assessore regionale alle Pari opportunità – Anche per questo preferisco parlare di ‘condivisione’ anziché di ‘conciliazione’".
 " Non un mammo, e nemmeno un super eroe. Solo un papà che decide di vivere in pienezza il suo ruolo, all’interno di una famiglia dove i pesi sono distribuiti meglio" così recita il comunicato di Viale Aldo Moro, un'immagine dei papà contemporanei su cui vale la pena di riflettere.

Per saperne di piùhttp://sociale.regione.emilia-romagna.it/oggicipensapapa/campagna-informativa

Pubblico e privato?
















In Italia c'è un lungo dibattito attorno ai servizi sociali. La domanda delle domande pare essere: pubblico o privato? Ma le cose non sono così semplici come potrebbero apparire e molte questioni vengono semplificate a tal punto che si perdono i contorni del problema. E mentre il dibattito si inasprisce, di soluzioni, o proposte, se ne vedono poche.

giovedì 23 ottobre 2014

Vado e non evado...ma che fatica!


Sono passati quasi due mesi da quando, il 25 agosto, a Bologna è divenuto obbligatorio validare i titoli di viaggio, abbonamenti annuali e mensili compresi, ogni volta che si sale su un autobus Tper. La regola, sancita da una legge regionale e valida in molte altre città italiane ed europee, ha generato non pochi malumori. Tra gli scontenti figuro anche io, titolare di un abbonamento mensile, acquistato per evitare di prendere l'auto e muovermi facilmente in città con tre bambini al seguito. Tra i motivi che mi hanno spinto a scegliere l'abbonamento c'è sempre stato il non dover tirare fuori dalla borsa il biglietto ogni volta che salivo o cambiavo autobus. Una comodità svanita con le nuove regole antievasione. Il problema di per se può essere confinato a quelli di poco conto e facilmente risolvibili, ma credo che la qualità dei servizi sia fatta anche di dettagli.
Devo ammettere che alla ex studentessa di comunicazione la campagna “Io vado e non evado” è piaciuta moltissimo. La cittadina utente, forse un po' disillusa, però fatica a capire come la validazione ad ogni titolo di viaggio possa convincere gli evasori, che finora, nonostante le sanzioni, se ne sono infischiati del biglietto, a rispettare le regole. Comunque dal 25 agosto ad oggi, fosse anche solo per fornire dati utili ad un miglioramento del servizio, ho sempre convalidato il mio abbonamento ogni volta che sono salita sul bus. E dopo quasi due mesi vi posso assicurare che con tre bambini, di cui uno sul passeggino, la cosa non sempre è semplice come recita la campagna delle buone regole.
Quando si ha un passeggino si può salire sull'autobus, e neppure su tutti i mezzi, dalla porta centrale e ci si deve sistemare in un'area riservata. A questo punto la mamma, per convalidare il biglietto deve “mollare” il pargolo nel passeggino e raggiungere le macchinette validatrici ai due estremi dell'autobus. L'alternativa consiste, facendo affidamento sulla gentilezza degli altri passeggeri, nell'attivare un passamano affinché il biglietto raggiunga la validatrice e da qui torni indietro. Che si opti per raggiungere la macchinetta da soli oppure ci si affidi agli altri bisogna, inoltre, mettere in conto una maggiore difficoltà nelle ore di punta (quando i bambini vanno a scuola) o nelle giornate di pioggia (quando è più difficile prendere la bicicletta e il traffico è più consistente). Una soluzione potrebbe essere quella di installare una macchinetta validatrice anche al centro dei mezzi predisposti al trasporto dei passeggini aperti. Una validatrice facilmente raggiungibile da tutti, anche da chi sale dalla porta centrale senza violare le regole, renderebbe più agevole l'uso dei mezzi pubblici in una città che sa avere un occhio attento verso i bambini e le loro famiglie.

martedì 21 ottobre 2014

BoNidi cambia

menken















BoNidi si rivoluzione e sopratutto si arrichisce di altre due mani, o meglio di un cervello, o forse meglio ancora, di un altro cuore palpitante e scrivente. Arriva con noi Francesca Mozzi giornalista professionista dalla lunga esperienza televisiva oltre che gioranlista. Francesca è mamma di tre diavoletti scatenati che vanno dai quindici mesi ai sette anni. Ha uno sguardo profondo sull'infanzia e l'educazione e una sensibiltà che imparete a conoscere. Con questo nuovo arrivo cambieranno un po' di cose nel blog, le cambieremo anche a seconda delle vostre preferenze di lettura. Ma nessuno si preoccupi continueremo a parlare di politica, economia, cultura dell'infanzia, oltre a questo apriremo nuovi  spazi a nuovi contenuti un po' più leggeri e quotidiani.

venerdì 17 ottobre 2014

Il posto dei bambini

hilarycl














Carico la piccola sull'auto, allaccio cinghie e cinghiette che l'assicurano al seggiolino e parto. Parto lenta nel traffico ruggente delle otto del mattino.

lunedì 6 ottobre 2014

Genitore per un giorno


Diego ha grandi occhi azzurri contornati da ciglia lunghe e incurvate. Uno sguardo limpido e attento, pelle chiara e un profilo delicato. Diego ha sette anni ed è un bambino autistico.
Ho passato una giornata con lui e la sua famiglia, per poter conoscere questa sindrome di cui spesso si parla a sproposito. Ho aderito così all'iniziativa  “Genitore per un giorno” lanciata dall'associazione genitori di soggetti autistici.

mercoledì 10 settembre 2014

Inserimento al nido che fatica!

anitapeppers 














Come ogni anno a settembre aprono i nidi e i fortunati che hanno trovato un posto iniziano l'inserimento. E' un momento complesso e difficile per tutti: bambini, educatrici e genitori. E' un momento importantissimo e delicato, formativo e bellissimo. Il bambino debutta in società, esce  quindi dalla sfera domestica e incontra il mondo estraneo e affascinante e gli altri. Tanti altri. Bambini e adulti estranei. Tutto è da scoprire ed è nuovo, il mondo così come lo conosceva cambia rapidamente, ci sono nuovi orari, nuovi giochi, nuove regole...