giovedì 25 dicembre 2014

Auguri di Buon Natale: per sorridere e riflettere


lunedì 22 dicembre 2014

"Se piango...ascoltami". Sindrome del bambino scosso: informare per prevenire



Stavo vagando con il mio bambino in braccio nella sala d'attesa del pediatra quando la mia attenzione è stata attratta da un volantino verde pallido appoggiato su una piccola cassettiera.
"Se piango...ascoltami" e "non scuotermi mai!", l'invito e il monito, rivolti direttamente alle mamme e ai papà dei neonati, spiccano sulla copertina di un pieghevole che contiene al suo interno piccoli ma preziosi consigli su come gestire il pianto dei più piccoli. La campagna informativa è stata realizzata dalla onlus L'isola che c'è  in collaborazione con il centro specialistico multiprofessionale contro gli abusi sull'infanzia dell'Ausl di Bologna Il faro.
Nel leggere il volantino mi torna alla mente la fatica nel far fronte ai pianti, generati dalle famose colichette o da chissa cosa, dei miei bimbi nelle nostre prime settimane insieme,pianti che spesso solo il seno, un massagino o una coccola riuscivano a placare. Nella mia esperienza di mamma i pianti inconsolabili non sono stati tanti , ma seppur pochi mi hanno insegnato quanto le "urla" di un neonato possano, talvolta, essere difficili da gestire serenamente.
 La fatica e la paura davanti al pianto di un neonato accompagnano molti neo-genitori ed è proprio a loro che si rivolge il progetto "Se piango...ascoltami".
Nato dalla riflessione di pediatri, psicologi e ginecologi dell'associazione L'Isola che c'è, attiva dal 2008 a Bologna per la tutela dell'infanzia maltrattata e l'aiuto alle famiglie, il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di informare i neo genitori circa i rischi relativi alla sindrome del bambino scosso e fornire informazioni utili a gestire il pianto dei neonati. Numerosi studi hanno mostrato, infatti, la portata positiva di interventi di prevenzione basati sul fornire ai neo genitori informazioni educative e comportamentali sul pianto inconsolabile, sul ritmo sonno-veglia e sulla relazione tra i genitori. Il progetto nasce dalla convinzione che una corretta informazione unita ad una sensibilizzazione dei professionisti, affinchè affrontino la questione in occasione dei controlli di salute dei bambini, possa contribuire a modificare comportamenti potenzialmente, anche se inconsapevolmente, pericolosi.
"In Italia l'entità della sindrome del bambino scosso è poco conosciuta poichè spesso non viene diagnosticata. Indipendentemente dai numeri però, vista la gravità, si deve fare informazione" spiega Isa Ruffilli, pediatra e referente del progetto.
Il progetto informativo educativo "Se piango...ascoltami" è il primo nel suo genere ad essere messo in campo sotto le due torri: oltre alla produzione e alla distribuzione dell'opuscolo, verranno organizzati incontri tra pediatri, psicologoi e piccoli gruppi di genitori. Il materiale informativo, tradotto anche in inglese, francese, arabo e cinese, è stato distribuito nei punti nascita, negli ambulatori pediatrici, nelle strutture di accoglienza madre-bambino, e negli ambulatori vaccinali. Le azioni messe in atto finora verranno potenziate in futuro: a breve verranno realizzati dei manifesti che verrann affissi nei luoghi frequetati dai neo-genitori e verranno coinvolti i corsi pre-parto. Alla diffusione del materiale informativo contribuiscono anche le ostetriche del punto nascita dell'ospedale Maggiore e presto potrebbero essere coinvolte anche le loro colleghe di altre strutture del territorio.

La sindrome del bambino scosso
Definita dagli autori anglosassoni Shaken baby syndrome, la sindrome del bambino scosso è una 
grave forma di lesione celebrale causata dallo scuotimento violento di un neonato o un bambino. I muscoli del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a reggere la testa.Anche solo cinque secondi di scuotimento possano provocare gravi danni oculari e celebrali. Tra le conseguenze dello scuotimento vengono annoverate disabilita motorie ed intellettive ed anche la morte. Le lesioni sono più frequenti in bambini con meno di due anni di età.
La sindrome del bambino scosso costituisce una grave forma di maltrattamento di cui spesso i genitori non sono consapevoli: il genitore non ha intenzione di fare del male al bambino. Il genitore, arrabbiato, impotente o frustrato, per il suo pianto inconsolabile, scuote il neonato.
Per gli esperti esistono situazioni potenzialmente più a rischio: nuclei familiari monoparentali, situazioni di isolamento sociale, assenza di reti parentali,condizioni socio-economiche precarie ed instabili.

Quando il pianto è inconsolabile
Come viene spiegato nel pieghevole i neonati possono piangere a lungo e a volte il pianto, anche in assenzadi problemi di salute, può essere accompagnato da movimenti di diverso tipo. Nei primi mesi di vita il pianto è un modo di comunicare bisogni e malesseri. Spesso per calmare un neonato e aiutarlo a stare meglio può essere utile prenderlo in braccio. Vale dunque la pena sfatare il luogo comune, duro a morire, secondo cui chi tiene spesso in braccio il proprio bambino corre il rischio di viziarlo. "Oggi gli psicologi sostenuti dai neuroscienziati affermano che prendere in braccio i neonati calma il dolore attraverso una importante serie di effetti neuro ormonali che partono dal contatto" spiega la pediatra.
Per calmare un bambino che piange dunque lo si può prendere in braccio senza il timore di viziarlo, lo si può accarezzare, si può cantare piano. Altri "trucchi" per calmare il pianto spaziano dalla passeggiata in carrozzina al giretto in auto. Anche l'offerta del ciuccio può rivelarsi utile.
A volte però nonostante i tanti tentativi i piccoli sembrano non volerne sapere di smettere di piangere e i genitori possono sentirsi stanchi e ansiosi. A questo punto, come spiegato ancora nel pieghevole, può essere utile affidare il bambino ad una persona di fiducia o lasciarlo nella culla disteso a pancia in sù e cercare di rilassarsi parlando con una persona cara, concedendosi un po' di musica o una lettura per poter poi tornare più serenamente dal piccolo.
In caso di dificoltà i genitori non dovrebbero esitare a chiedere aiuto. " Penso che i genitori in difficoltà - spiega ancora Isa Ruffilli - debbano rivolgersi prima di tutto al pediatra a cui possono e debbono chiedere la verifica dello stato di salute del bambino per escludere la presenza di "motivi organici" del pianto, come ad esempio le banali ma fastidiosissime coliche gassose dei primi mesi". Inoltre - conclude il medico - "il pediatra dovrebbe essere sufficientemente attento a cogliere i segnali di disagio" ed indirizzare opportunamente i genitori.














































mercoledì 17 dicembre 2014

Retta alle scuole d'infazia? Si, grazie



jazzmikele













Bologna. Il sindaco annucia nuovi tagli alle casse del comune dovuti a possibili emendamenti del patto di stabiltà. Questi tagli andrebbero, tanto per cambiare, a ripercuotersi sui servizi sociali. I più a rischio? Nidi e scuole d'infanzia. Ma nonostante le gravi difficoltà Merola resta fermo nella scelta di non avviare una retta. Oggi infatti, al contrario dei nidi, le scuole non prevedono rette, eppure ci sono tanti se e tanti ma...

martedì 16 dicembre 2014

Ferrara 0-6: parola al sindaco

greyerbaby














Ferrara ha un sistema educativo davvero complesso e diverso da tante altre realtà. I servizi 0-6 sono gestiti da un'istituzione che raduna sotto di sé nidi, scuole ma anche centri genitori, un buon sistema di documentazione altro ancora. In città ci sono servizi prevalentemente pubblici e di buon qualità. Le cucine sono interne e fino a poco fa, la mensa garantiva materia prima quasi esclusivamente biologica. Ferrara ha un sistema che guarda e compete con i migliori modelli Europei. Alla base del sistema c'è tanto impegno che si declina in tante forme: politico, gestionale, lavorativo e cittadino. Oggi si è scelto di esternalizzare due scuole, altre due hanno preceduto nel 2010. I motivi? I soliti: i conti non tornano e le economie non bastano. Di rencente abbiamo incontrato la mamma di questo sistema, l'ex dirigente Loredana Bondi per capire. Oggi per addentrarci nelle motivazioni politiche abbiamo incontrato il sindaco TizianoTagliani .

giovedì 11 dicembre 2014

Roma: Onda Gialla una protesta pacifica


gosia79










Roma. I nidi stanno attraversando un momento difficile, un momento difficile anche da raccontare, stanno succendendo molte cose: in questi giorni le educatrici dei comunali sono in protesta, mentre qualche tempo fa i genitori scendevano in piazza contro l'aumento delle rette...ma anche i nidi in convenzione hanno qualcosa da raccontare sempre nel segno della protesta. Di oltre 450 servizi, circa la metà, sono in convenzione, alcuni di questi soggetti, si sono uniti sotto il nome di Onda Gialla, un'associazione che nasce nel 2004 e che ha come scopo una protesta pacifica. Abbiamo incontrato Rosy Cammarotta titolare del servizio "Il centro delle coccole" per capire da vicino.  

martedì 9 dicembre 2014

Scuola d'infanzia: si cambia contratto











Bologna. Nuovi disagi in vista sul comparto nidi e scuola. Settimana scorsa l'assessore Pillati ha confermato la volontà e la disponibilità dell'amministrazione ad assumere oltre 150 insegnanti. La notizia è buona anzi eccellente in un panorama nazionale in cui di assunzioni non si fa cenno, in nessun dove, men che meno, nel pubblico. Ma come vociferato da tempo e da molti, i nuovi contratti saranno diversi da quelli già stipulati.

sabato 6 dicembre 2014

Allattare al seno ma...

andyk














In Italia solo un bimbo su tre è allattato al seno. Il dato non è completo: é un bimbo su tre ad essere allattato esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita. A questo punto toglierei il SOLO. Ma continuamo con la notizia: il latte materno è un alimento eccezionale per tanti motivi, tutti giusti e condivisibili. A difesa di questa pratica nasce dall'unione di pediatri, genitori, enti e associazioni un sintetico manifesto (cianb=coalizione italiana alimentazione neonati e bambini) che ne tutela e difende la pratica. E' un documento breve, diviso in 11 punti di chiara lettura.

martedì 2 dicembre 2014

Adriana Lodi e i nidi

Adriana Lodi













Oggi si festeggiano i nidi e più esattamente si festeggia la legge che li istituzionalizò nel 1971 la 1044. Come spesso succede dietroalla legge c'è una grande storia fatta di proteste, scontri e vittorie. Ma prima di ogni altra cosa, oggi vorrei ricordare la "mamma dei nidi" e una grande donna: Adriana Lodi. Nel tempo Adriana è diventata un'amica e un punto di riferimento. Una persona che ha sempre saputo accogliermi,sostenermi e confrontarsi con me, una mamma-giornalista che aveva voglia di capire e non sapeva niente.

lunedì 1 dicembre 2014

2 dicembre, giornata nazionale dei servizi educativi. Ddl 1260 al centro


Sono passati 43 anni da quando il 6 dicembre del 1971 il Parlamemnto Italiano ha approvato il "Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato". Più conosciuta come legge 1044, la normativa istituiva i nidi d'infanzia. Da qualche anno il 2 dicembre si celebra la "Giornata nazionale dedicata ai servizi per la prima infanzia". Promossa dal Gruppo Nazionale Nidi Infanzia , quest'anno la giornata avrà come filo conduttore il ddl 1260. Il Disegno di legge, passato in Senato dovrà ora essere discusso dalla Camera dei deputati. Se approvato, questo disegno di legge, regolamenterà a livello nazionale i servizi da zero a sei anni.
Tra i sostenitori del disegno di legge, che ha come prima firmataria la senatrice Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del Pd, ci sono numerose associazioni tra cui il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia, nato nel 1980 su impulso di Loris Malaguzzi.
In occasione del 2 dicembre il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia ha lanciato "Una legge da prendere al volo", un'iniziativa che ha tra i suoi obiettivi la promozione del disegno di legge. In Tutta Italia saranno organizzati eventi, conferenze e momenti d'incontro dedicati a questo. Inoltre fino al 10 dicembre proseguirà la raccolta firme a sostegno della nuova legge.
A Bologna, il ddl 1260 sarà al centro di un incontro rivolto a geniotori ed educatori che si svolgerà alle 18 presso la Sala Imbeni di Palazzo d'Accursio.

Il ddl 1260 in pillole
. Il disegno di legge istituisce il sistema integrato dei servizi educativi e di istruzione per i bambini tra i tre mesi e i sei anni e la continuità educativa tra i nidi e le scuole dell'infanzia.
Il primo articolo del ddl afferma che tutti i bambini e le bambine hanno diritto ad avere pari opportunità di educazione, istruzione, relazione e gioco.
. I nidi vengono collocati all'interno del Miur ( Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca)
. I nidi non saranno più considerati servizi a domanda individuale ma servizi di interesse generale a cui viene riconosciuta una funzione fondamentale per tutti i bambini e le bambine e in quanto tali dovranno essere esenti dal patto di stabilità.
. Il ddl fissa i livelli essenziali per i nidi: questi dovranno accogliere il 33% dei bambini tra i 0 e i 3 anni. Questo livello è quello indicato dall'Unione Europea. Attualmente l'Italia appare lontana dall'obiettivo fissato da Consiglio Europeo di Lisbona per il 2020: in media nel nostro paese riesce ad accedere ad un servizio pubblico il 18% dei bambini al di sotto dei tre anni. Esistono forti disparità tra le diverse regioni e solo alcune tra cui l'Emilia Romagna hanno raggiunto e superato quota 33%.
. La scuola dell'infanzia viene definita come primo livello del sistema di istruzione a cui hanno diritto tutti i bambini e le bambine tra i tre e i sei anni.
. Il personale educativo di tutti i servizi del sistema integrato dovranno essere in possesso di una qualifica universitaria.
. La partecipazione economica delle famiglie alle spese di funzionamento dei nidi non potrà superare il 20% del costo medio regionale.
. Le aziende pubbliche e private potranno erogare  "ticket nido" spendibili nei nidi comunali e in quelli accreditati.
. Viene stabilito un sistema di cofinanziamento per il raggiungimento dei livelli essenziali del sistema integrato e lo Stato dovrà garantire il 50% dei costi di gestione attraverso la gestione diretta o trasferimenti indiretti agli enti locali.