giovedì 24 dicembre 2015

Auguri da BolognaNidi



Auguri a tutti nostri lettori, lontani e vicini, piccoli e grandi, genitori e nonni, insegnanti e educatori...Auguri a tutti e tutte. La redazione chiude fino al sette gennaio. Intanto ci diamo ai festeggiamenti, al mangiare, al cucinare, ai brindisi, alle dormite, al gioco, ai baci di amici e parenti, alla lettura...e all'ordine tra appunti, idee, libri, disegni, immagini e sogni. Torneremo per il 2016 con tante novità editoriali che speriamo vi saranno gradite. Auguri da Laura e Francesca

mercoledì 23 dicembre 2015

La priorità dell'infanzia? Investire.














Capire quanti soldi la regione assegna ai bambini significa capire se la politica guarda al futuro. Nel nostro caso significa capire che direzione ha preso la giunta Bonaccini che da oltre un anno è a capo della regione Emilia Romagna. Per addentrarci nella questione abbiamo incontrato la vicepresidente e assessore al welfare Elisabetta Gualmini. Ha risposto alle tante domande che le abbiamo rivolto che toccano tanti argomenti, sia generali, economia e sociale, che specifici, come gli orari dei servizi. Il quadro che ne emerge nel complesso è duro: da una lato ci sono le tante difficoltà dei cittadini, che sono sempre più poveri, dall'altra un grande impegno politico al cambiamento. Solo il tempo ci dirà se tanto lavoro frutterà un buon raccolto.

martedì 22 dicembre 2015

Cambia la legge per nidi e scuole d'infanzia

BoNidi











Cambia la legge per i servizi educativi. L'ha annunciato l'assessore al Piemonte Gianna Pentenero durante un seminario dedicato ai Servizi alla prima infanzia svoltosi giovedì scorso a Torino. La legge regionale risale al 1973 e come spiega l'assessore e va modificata, anche tenendo presente i contenuti, inerenti il tratto 0-6, che sono presenti nella Buona Scuola.

lunedì 21 dicembre 2015

Nidi: in arrivo 100 mln dell'anno passato

BoNidi










Due buone nuove per il mondo nidi. Due notizie e una domanda che vaga da tempo e non trova risposta. Iniziamo dalle notizie: "Entro l'anno verranno erogate risorse relative al Fondo nazionale infanzia e adolescenza e al Piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia" ci racconta la vicesindaco di Firenze Cristina Giachi che è anche presidente dell'istruzione per associazione nazionale dei comuni (Anci).
Quanti soldi?
In soldoni: ci saranno 29 mln da distribuire su 15 comuni. Tra i comuni ricordiamo: Milano, Roma, Bologna, Catania, Firenze, Torino, Palermo, Venezia. (Molte di queste città si trovano in serie difficoltà, come abbiamo di recente scritto, e queste economie potranno essere una boccata d'ossigeno anche se si tratta di economie ridotte). Ma le notizie non finiscono qui.
Legge di stabiltà 2015
Si affiacciano nuovamente sul panorama i 100 mln erogati l'anno scorso dalla legge di stabiltà per il 2015 di cui avevamo perso traccia. La Giachi annuncia "Si tratta di risorse che i Comuni attendono con urgenza, avendole già previste nei propri bilanci". (E dato che l'anno è quasi concluso ci apre anche abbastanza ovvio). Le risorse erano dedicate al rilancio e all'innalzamento dei livelli di copertura territoriale delle domanda dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. le coperture rimangono modeste con circa un 2% in Sicilia e in Calabria, e un 27% nella regione messe meglio, pecentuale che è comunque rimane inferiore al 33% che ci chiedeva l'UE.
Per riassumere 
A fronte di un impegno di oltre 100 mln di euro per il 2015 i risultati sono stati : continuao calo delle iscrizioni e tante chiusure. Ora c'è da chiedersi ma sono i soldi che non bastano o sono spesi male? Indagheremo su entrambi i fronti.

giovedì 17 dicembre 2015

Infanzia: quanto investe lo Stato?


BoNidi

















Abbiamo rivolto alcune domande all'Onorevole Maria Cecilia Guerra, senatrice e professoressa all'UniMoRe, esperta di economia. La Guerra ha la rara capacità di tradurre temi difficili, e apparentemente astratti, in un linguaggio semplice e nella pratica quotidiana. Ci siamo concentrati sui finanziamenti previsti nelle legge di stabilità (che è una sorta di piano programmatico di spesa dello Stato) per capire come intende muoversi lo Stato a proposito d'infanzia e famiglia per il 2016 . 

Mensa scolastica e lamentele su facebook, a Nichelino licenziate due dipendenti

archivio


Immaginiamo che nostro figlio trovi un insetto in una delle pietanze servite alla mensa scolastica. La notizia salterebbe rapidamente di genitore in genitore e rimbalzerebbe di bacheca in bacheca su facebook e probabilmente anche su twitter. Immaginiamo ora che a condividere il post di lamentele sia una mamma che oltre ad avere un figlio che mangia in mensa sia anche dipendente della ditta che prepara e distribuisce i pasti nelle scuole. Lamentele di un genitore preoccupato e arrabbiato per la qualità del cibo o condotta lesiva dell’immagine dell’azienda per cui si lavora? A Nichelino, in provincia di Torino, sembra prevalere la seconda ipotesi. La storia, raccontata dai quotidiani locali, è quella di Daniela Ciampa, licenziata da Euroristorazione, per aver condiviso su Facebook un post in cui i genitori si lamentavano per la presenza di un insetto nel cibo servito ai propri figli. Il licenziamento è arrivato dopo una sospensione di 5 giorni. La donna ha spiegato di aver agito da genitore e non da dipendente, ma la giustificazione non ha convinto l’azienda.

mercoledì 16 dicembre 2015

Se non paghi: chiudo scuola e mensa


BolognaNidi












Chiusa la mensa scolastica per 500 alunni e per quasi 50 posti tra nido e scuola d'infanzia. Il sindaco di Corsico, comune in provincia di Milano, ha deciso di chiudere le porte ai bambini delle famiglie che non pagano rette e bolletini.
Il problema non è da poco, c'è un ammanco per oltre 1,2 mln di euro di riscossioni. E Filippo Errante, il primo cittadino, dopo aver attivato gli amministratori, per verificare le situazioni irregalari, dopo aver rastrellato i ritardari, dopo aver proposto un piano di rientro, scaglionato in tre rate , ha scelto di passare alle maniere forti. Delle mille raccomandate, circa 300, non hanno  avuto esito, non sono state ritirate “Un atteggiamento inaccettabile- ha commentato Errante- e di assoluta mancanza di rispetto verso le istituzioni e coloro che, invece, pagano regolarmente”. E così al rientro a scuola, il 7 gennaio, molti bambini non troveranno un posto in mensa e non troveranno posto al nido (22) o alle scuole d'infanzia (24). Molti sono stati i commenti di protesta di fronte a questa scelta. Il sindaco ha ribattuto che "i soggetti interessati non sono cittadini attenzionati dai servizi sociali, sono soggetti obbligati a pagare che invece in maniera scientifica non pagavano". Non tutti i morosi hanno ancora i figli a scuola "per loro -continua Errante- partirà il fermo amministrativo del veicolo o il pignoramento dell'immobile".

martedì 15 dicembre 2015

Parkinson: una malattia non solo da vecchi. In Italia 20.000 bambini hanno i genitori malati.


Una bimba bionda che gioca con un puzzle di legno, accanto a lei una frase che suona come un pugno nello stomaco: “Anche io ho il Parkinson”. È volutamente provocatoria l’immagine scelta da Parkinson Italia Onlus per la sua campagna di sensibilizzazione attiva da alcuni giorni su facebook.  Tra gli obiettivi della Onlus, che riunisce le associazioni di volontariato che si occupano delle persone malate e delle loro famiglie, c’è quello di modificare l’immagine più diffusa di questa malattia. È convinzione comune che il Parkinson sia una malattia che colpisce solo gli anziani, i numeri però mostrano una realtà differente. Nel nostro paese il Parkinson, per il quale non esiste una cura, riguarda almeno 250.000 persone, cifra che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe raddoppiare nei prossimi 15 anni. L’età media di insorgenza della malattia è 58 anni ma il 25% dei malati ha meno di 50 anni e il 10% meno di 40.  In non pochi casi si tratta di persone che hanno figli o genitori anziani da assistere. Nel nostro paese – questa la stima della Onlus – sono almeno 20.000 i minori, bambini e ragazzi in età scolare, che hanno un genitore con questa malattia degenerativa che incide anche sulla loro qualità della vita. Il Parkinson, infatti, porta alla perdita dell’autonomia e all’impossibilità di svolgere anche le più semplici attività quotidiane.  « Non esistono studi scientifici sull’impatto sociale di questa malattia e infatti Parkinson Italia ONLUS sta per lanciare il progetto di un “Libro Bianco sulla MdP” che indagherà anche questo aspetto» annuncia il presidente pro tempore dell’associazione Antonino Marra.  
Secondo la confederazione, l’Italia sta vivendo una “situazione di vera emergenza” dovuta all’idea sbagliata che il Parkinson sia “una malattia dei vecchi”, un’immagine che rischia di offuscare molti dei risvolti sociali e delle ricadute che la malattia ha sui nuclei familiari. «Nella nostra campagna di sensibilizzazione – spiega Gianguido Saveri, coordinatore nazionale e responsabile della Comunicazione di Parkinson Italia ONLUS – abbiamo deciso di evidenziare un aspetto particolare del fenomeno, la ricaduta sui figli dei malati di Parkinson, perché è un dato emblematico di quanto grave sia l’impatto della malattia su queste famiglie”.
Tra gli aspetti meno noti di questa malattia la Onlus sottolinea anche l’aumento dell’incidenza del Parkinson Giovanile, che colpisce le persone al di sotto dei 40 anni. Un fenomeno che, secondo la Onlus, richiede interventi legislativi per “frenare il più possibile la perdita del lavoro” e far sì che i malati, almeno nella fase iniziale, “possano restare attivi e contribuire all’economia del Paese, invece di diventare anzitempo degli “assistiti” a carico della collettività.”


lunedì 14 dicembre 2015

Firma la petizione: più nidi per tutti i bimbi

BoNidi











Nel dicembre 1971 si approvò la legge 1044 che istituì i nidi d'infanzia. E' passato molto tempo e purtroppo oggi i servizi educativi 0-3, non stanno affatto bene. Per festeggiare il 44 compleanno della 1044 e per portare attenzione su questo delicato settore educativo, la nostra associazione, lancia una petizione tramite charge.org che potete leggere qui. Preghiamo tutti i nostri lettori di firmare e condividere quanto più possibile. Nella petizione chiediamo un sostegno economico da parte dello Stato, che in oltre 40 anni di attività ha finanziato i nidi, solo in due occasioni, mentre per l'anno prossimo non c'è un Euro. E' un disimpegno che arriva in un momento estremamente difficile. I nidi stanno chiudono e si impoveriscono per tanti motivi, perché la crisi del lavoro lascia a casa tanti genitori e sopratutto tante donne, ma anche perché le nascite diminuiscono... Stiamo perdendo un pezzo importante della nostra storia, ma anche qualcosa che ha saputo dare tante risposte vere e concrete.
I nidi hanno contribuito in tanti modi a miglirare le vite degli italiani. Lo hanno fatto in modo diretto ed evidente: si sono presi cura dei bambini e hanno permesso alle mamme di continuare a lavorare. Ma lo hanno fatto anche in modo meno evidente ma altrettanto reale e concreto. Hanno saputo integrare bambini stranieri o in difficoltà economica e sociale, hanno contribuito indirettamente ad incrementare il pil del paese... Con tante firme possiamo fare capire quanto siano importanti questi servizi.  

venerdì 11 dicembre 2015

Mamma torni al lavoro?

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La crisi del lavoro non è uguale per tutti. A rimetterci di più sono le donne e i bambini. Lo sanno bene tutte le donne che tentano di lavorare e avere una famiglia, ormai pare un lusso avere entrambre le cose. Mentre il carico del lavoro spesso non è equamente diviso in famiglia (lo è mai stato?) Ma ora abbiamo una consolazione, possiamo confermare ciò che viviamo quotidianamente  trale parete domestiche con dati nazionali freschi di stampa. I dati che riportiamo sono stati presentati ieri a Roma e derivano da una articolata ricerca condotta dall'istituto per lo sviluppo della formazione dei lavoratori (isfol ). Il titolo della ricerca è chiarificatore: Lavoro e crisi economica: evidenze, riforme e prospettive.

giovedì 10 dicembre 2015

Integrazione fa rima con prevenzione


jdurham









Manca integrazione, informazione e cura. Tante disparità ci sono tra le donne e dividono le giovani italiane, dalle giovani straniere che non sono integrate nemmeno nel sistema sanitario e in particolare quello ginecologico. Durante la presentazione del congresso "Salute al femminile tra sostenibiltà e società multietnica" della società italiana ginecologia e ostetricia (sigo) che si terrà a Roma molti relatori hanno presentato dati, hanno aperto riflessioni e ipotizzato soluzioni. Soluzioni che si sono ricondotte tutte ad un ragionamento: ci vuole più informazione sia sessuale che affettiva, da sviluppare e praticare in diversi luoghi. 

mercoledì 9 dicembre 2015

Un fondo per abbattere le tariffe del nido

BolognaNidi










Succede a Predamano, il comune in provincia di Udine, dove si istituisce un fondo "salva famiglie" che potrebbe rivelarsi nel tempo un efficace fondo "salva nidi". Le famiglie potranno far domanda entro oggi, presso gli uffici comunali

lunedì 7 dicembre 2015

Nidi di Venezia: aumentano le rette, calano gli iscritti


BolognaNidi




















A Venezia per la prima volta dagli anni '90 c'è un sindaco di destra: risponde al nome di Luigi Brugnaro è imprenditore e dirigente sportivo ed è stato eletto il giugno scorso. Brugnaro arriva dopo un periodo di commissariamento durato circa un anno, sotto il controllo del prefetto Zappalorto che ha sempre dichiarato “di non dover fare scelte politiche” ma traghettare Venezia verso il nuovo sindaco. Non si capisce bene cose significhi “non fare scelte politiche” visto che spendere i soldi pubblici, significa necessariamente fare scelte politiche, ma sorvoliamo e arriviamo al centro del nostro discorso che sono i servizi educativi. Come se la cavano i nidi a Venezia?

giovedì 3 dicembre 2015

Welfare : Lidl e Unicredit, nidi aziendali che fanno notizia



In Italia, quando si parla di nidi aziendali viene immediatamente in mente l’esperienza di Camillo e Adriano Olivetti. Il nido inaugurato nel 1941 ad Ivrea per i figli dei dipendenti viene spesso citato come un modello pionieristico di servizi per l’infanzia tesi a conciliare le esigenze familiari e lavorative delle dipendenti. Nel nostro paese però i nidi aziendali hanno conosciuto alterne fortune. Negli anni’70, contemporaneamente al Piano quinquennale per l’istituzione di 3800 nidi pubblici,  molti nidi aziendali vennero rilevati dallo Stato e affidati ai Comuni. In questi primi quindici anni del nuovo millennio si è assistito ad una sorta di riscoperta di questi servizi per l’infanzia. L’apertura di nuove strutture non passa inosservata alla stampa, locale e nazionale. Tra i nuovi nati uno dei nidi di cui più si è parlato è stato il Centro per l’infanzia realizzato da Lidl, colosso della grande distribuzione, non lontano dal suo quartier generale italiano ad Arcole in provincia di Verona. Ampia anche l’attenzione dedicata dai media al nido Mini Tree, all'interno dell’Unicredit Pavilion di Milano.

Costruito dove prima sorgeva un supermercato della stessa catena Il magico mondo di Lupilù, che ospita un nido e una scuola per l’infanzia, è stato inaugurato, alla presenza del management aziendale e delle autorità locali, compreso il sindaco della vicina Verona Flavio Tosi, all’inizio dell’anno scolastico. Celebrato come modello per l’architettura e le ispirazioni pedagogiche, il centro può ospitare 120 bambini tra i tre mesi e i sei anni. Costato due milioni di euro, il centro è totalmente privato ed ospita soltanto i figli dei dipendenti del gruppo. Con i suoi 3200 metri quadri di giardino la nuova struttura viene considerata all'avanguardia anche per la sostenibilità ambientale. Tante le attività proposte, a seconda dell’età: dalla cura dell’orto e della serra agli atelier creativi.

L’altro nido a trovare spazio sui media nazionali è il nido aziendale voluto da Unicredit all'interno del Pavilion di Piazza Gae Aulenti a Milano. Progettato secondo l’ispirazione pedagogica di Reggio Children il nido può ospitare 60 bambini tra i 3 e i 36 mesi.  Il nido, come detto, trova spazio nel Pavilion realizzato dall’archistar Michele de Lucchi: alla base di questa scelta l’idea di uno scambio e di un’interazione continua tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli. Voluto per i figli dei dipendenti il nido, il quarto in Italia del gruppo bancario, si apre anche alla città: alle famiglie della zona è, infatti, riservato il 20% dei posti disponibili.  Nel nido i bimbi hanno a disposizione un grande schermo touch screen, un tavolo multimediale e spazi dedicati alla cucina e al giardinaggio.


Il nido Lidl e quello di Unicredit sono due esempi di welfare aziendale. Un tema al centro dell’attenzione di molti economisti che trova spazio anche nella nuova legge di stabilità. 

mercoledì 2 dicembre 2015

Contro il calo delle vaccinazioni l'Australia sceglie la via del portafoglio



L’Australia ha scelto la linea dura contro chi sceglie di non vaccinare i figli. Annunciata ad aprile è stata recentemente approvata la legge che mette uno stop ai sussidi statali per le famiglie che scelgono di non vaccinare i bambini.  La nuova norma entrerà in vigore il primo gennaio 2016.

martedì 1 dicembre 2015

Adriana Lodi: la mamma dei nidi

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La Fondazione Del Monte ha dedicata una serata in onore di Adriana Lodi, che con orgoglio, ricordo essere anche nostra associata. Amici vicini e lontani sono stati raccolti ieri all'oratoria di San Filippo Neri a Bologna per la proiezione di un breve documentario a lei dedicato e ad un dibattito. Per chi non conoscesse questa straordinaria donna credo doveroso spendere due parole di presentazione.

giovedì 26 novembre 2015

Violenza assistita: l'altra faccia della violenza contro le donne



Ieri è stata la giornata contro la violenza sulle donne, ricorrenza che ogni 25 novembre, da quando nel 1999 la giornata internazionale è stata istituita dall'ONU, porta il mondo politico e la società civile a riflettere su un fenomeno bollato dalle Nazioni unite come "una seria minaccia per il progresso".
Un fenomeno che ha tante facce e spazia dai crimini atroci commessi contro le donne e le ragazze nelle zone di conflitto agli abusi domestici. La giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne è stata anche il primo dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, 16 giorni che termineranno simbolicamente il 10 dicembre, giornata per i diritti umani.  Nel mondo una donna su tre ha subito nel corso della sua vita violenza fisica o sessuale, percentuale che sale drasticamente fino a raggiungere in alcuni paesi il 70% della popolazione femminile. 
Tante sono le forme di violenza contro le donne, tante quelle che, anche da noi, si celano dietro le mura domestiche, gravi e drammatiche le conseguenze. Maltrattamenti che spesso si ripercuotono sui bambini vittime di quella che viene definita violenza assistita. Un fenomeno che si verifica ogni volta che un minore assiste ad atti violenti tra familiari.



martedì 24 novembre 2015

A proposito di crisi....












"La crisi economica, politica ed istituzionale di questi anni ha avuto, tra gli altri effetti, quello di creare un profondo disorientamento nel delicato settore dei servizi destinati alla donna e al bambino..." Susanna Mantovani e Rita Perani da "Un nido Educativo" 1982.


   

lunedì 23 novembre 2015

Bambini senza. Mettiamoci in ascolto












Il rapporto sull'infanzia di Save the cildren sull'infanzia ha fatto riflettere. Per qualche giorno tutti i media ne hanno parlato e nonostante ci siamo anestetizzati alle cattive notizie, questa ha fatto presa. Colpisce il fatto che nel nostro paese, un paese ricco, ci siano tanti poveri (1,8 mln minori sono in povertà assoluta).
Il documento li chiamo "bambini senza". Sono senza tante cose che riteniamo indispensabili l'abbiamo già scritto. In uno dei paese più ricchi al mondo stanno affiorando profonde crepe, in un sistema che pensavamo fosse destinato a crescere all'infinito, in una continua ricchezza per tutti. Ma non è così e forse non lo è mai stato. Oggi è evidente quello che tanti economisti hanno denunciato e continuano a denunciare cioè il fatto che si allargano le "forbici sociali": molti più ricchi, ricchi, molti più poveri poveri. Bambini Senza ci ha mostrato la parte più sgradevole, i poveri esistono e spesso sono i nostri vicini di casa.
Ma cosa possiamo fare noi tutti i giorni? Come approcciarci?

sabato 21 novembre 2015

Parigi, il terrorismo e il diritto dei bambini all'informazione.



Ieri si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dei bambini. Nessuno degli articoli della  convenzione  può essere tralasciato e tutti i diritti sanciti nella carta approvata dalle nazioni unite il 20 novembre del 1989 meriterebbero un approfondimento. Tanti sono quelli ancora non o poco rispettati nel mondo.

Mi soffermo sul diritto a ricevere informazioni adeguate è contenuto nell'articolo 13 della convenzione, quello che sancisce la libertà di espressione. Qui e ora, gli attentati di Parigi, hanno portato genitori ed educatori ad interrogarsi sul diritto dei bambini a ricevere un'informazione adeguata su fatti e immagini che tv, computer e smartphone hanno portato anche sotto gli occhi dei più piccoli.
In questi otto giorni ci si è interrogati sul come spiegare ai bambini quello che sta accadendo e tutti i grandi giornali, almeno qui da noi, hanno dedicato spazio a psicologi e psicoterapeuti per capire come affrontare un tema così delicato con i più piccoli a seconda delle età. Tra i tanti articoli apparsi ne ho scelti due: i consigli della neuropsichiatra Antonella Costantino e il messaggio, rimbalzato sui social, di Alberto Pellai.

venerdì 20 novembre 2015

Come rispettare i diritti dei bambini?


NDPetitt


















Oggi la Carta dei diritti dei bambini compie gli anni. La carta è un documento complesso e firmato praticamente da tutto il mondo. Per raccontarla, capirla e sentirla più vicino a noi, abbiamo incontrato Vanessa Niri pedagogista e autrice per la rivista Wired. La carta è lunga e conta oltre 50 articoli ma può essere sintetizzata in 4 grandi aree tematiche. Abbiamo chiesto alla Niri, di aiutare noi genitori a rispettare questi diritti nella vita quotidiana.

giovedì 19 novembre 2015

Bambini senza...senza scarpe, senza libri, senza feste, senza mense...



BolognaNidi

E' stata presentato ieri in Senato il documento redatto da Save the Children dal titolo "Bambini Senza". In oltre 200 pagine e attraverso la voce di tanti rappresentati della Onlus, si è fatto un ritratto inquietante del nostro paese. Un paese che presta poca cura ai suoi bambini. Sono state messe sul piatto più questioni, molte delle quali economiche. Vediamole insieme.

mercoledì 18 novembre 2015

Dove sono i soldi per i nidi?

BolognaNidi











Ci sono delle volte che non riesco a capire bene le regole del gioco. Questo post contiene più domande che informazioni. O forse è meglio dire, che queste le domande che genera premettono informazioni e che le informazioni a nostra disposizione colgono grandi confusioni putroppo non solo della sottoscritta.
Le domande nascono dopo un ragionamento e il ragionamento, abbiate pazienza, parte da un comunicato stampa della scorsa settimana della regione Veneto.
La giunta regionale del Veneto annuncia di aver richiesto di maggiori economie rispetto alle politiche educative al Ministero per il lavoro e delle politiche sociali. Ecco e qui si concentro la mi confusione: le economie per i servizi educativi rivolti all'infanzia oggi da quale ministero dovrebbero essere sborsate? Dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali? O dal Ministero dell'istruzione? Così ci indicava in una recente intervista l'On Vanni Iori. 
Il fatto è che da entrambi i Ministeri  di finanziamenti non se ne vedono.
Le regioni che dovrebbero ben sapere chi finianzia, cosa, non hanno pare ancora capito bene e se non è chiaro a loro, figuriamoci  noi giornalisti che dovremmo dare informazioni o ai cittadini. E mentre le regione e i diversi ministeri si rimbalzano le responsabiltà economiche i nidi chiudono...

lunedì 16 novembre 2015

Integrazione scolastica: non ci sono scorciatoie














Si è svolto a Rimini per la durata di tre giorni un convegno sull'integrazione scolastica, il decimo organizzato del Centro Studi Erikson. Il discorso si è concentrato esattamente sulla qualità dell'integrazione, l'integrazione vista a 360 gradi. In tre giorni, dal 13 al 15 novembre, sono passati quasi cinquemila insegnanti, hanno parlato 200 relatori, si sono consumati 80 workshop e svolte  3 sessioni plenarie. Ai microfoni si sono succedute voci illustri, come quella del sociologo Bauman Zygmunt (l'inventore della modernità liquida), dello psicoterapeuta Massimo Recalti e del filosofo Edgar Morin

sabato 14 novembre 2015

Chiusi due nidi nuovi

BolognaNidi














Cosa succede nei nidi di Trani? Cose strane che però all'amministrazione pubblica non sembrano tanto strane viste le risposte che ci danno a domande informali e generiche  che rivolgiamo al telefono.
"Mi scusi a Trani ci sono nidi comunali?"
"No- mi risponde la centralinista- hanno chiuso quest'anno: Però ora ce n'è uno  privato bilingue"

venerdì 13 novembre 2015

Individuati i presunti responsabili del rogo al Gaia: tutti minorenni, avrebbero agito per divertimento




Avrebbero agito senza secondi fini per puro atto di vandalismo i ragazzini, tutti minorenni, ritenuti responsabili dell’incendio che lo scorso 3 novembre ha danneggiato una sezionedel nido Gaia in via Felice Battaglia. I presunti responsabili del rogo sono stati individuati dalla Squadra Mobile: si tratta di un gruppo di tre, forse quattro, ragazzini tra i 14 e i 15 anni.  Il gruppetto sarebbe responsabile anche di altri piccoli incendi appiccati nella zona.


Il ritrovamento di tre bottiglie incendiarie non aveva lasciato dubbi sulla natura dolosa dell’incendio e fin da subito era stata seguita la pista di un atto vandalico ad opera di ragazzini. Due giorni dopo il rogo, tante famiglie hanno portato la loro solidarietà al Gaia: nel pomeriggio di venerdì scorso, dopo il tam tam sui social, alcune centinaia di persone si sono ritrovate davanti al nido per una manifestazione “resa rumorosa solo dalle grida dei bambini”. Alla festa aveva partecipato anche il sindaco Virginio Merola. “Mi auguro che siano individuati i responsabili a cui chiederemo i danni. E mi auguro che non finisca, come quando becchiamo chi imbratta i muri, con i genitori che dicono: poverini” aveva detto in quell'occasione. 

Libertà di espressione, dal 14 al 22 novembre torna "Bologna città dei bambini e delle bambine "


Sarà la libertà di espressione, sancita dall’ art 13 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il filo conduttore della nuova edizione di Bologna città delle bambine e dei bambini. Il diritto alla libertà di espressione comprende la libertà di “ divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo” e quella di ricevere informazioni adeguate.
Nata per celebrare la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, la kermesse, coordinata dal Comune, animerà la citta con nove giorni di eventi dedicati ai bambini e a chi, genitori, educatori, insegnanti si occupa di infanzia.  Dal 14 al 22 novembre biblioteche, teatri, musei e tanti luoghi che quotidianamente ospitano i bambini e le loro famiglie ospiteranno i tanti eventi gratuiti in programma.

Per celebrare la Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, il 20 novembre il Consiglio Comunale si riunirà in seduta solenne. 
Il 14 novembre al Teatro Testoni ci sarà un nuovo convegno dedicato all’Outdoor education, l’educazione all’aperto. Giunto alla sua terza edizione, il convegno, organizzato da Comune, Università, Fondazione Villa Ghigi e Rivista Infanzia, ruoterà intorno agli spazi esterni come risorsa didattico educativa. Quest'anno al centro ci sarà il tema della progettazione degli spazi. 

Domenica 22 novembre nella sala Tassinari di Palazzo d’Accursio, alle 11, Roberto Piumini e Massimo Montanari accompagneranno i più piccoli alla scoperta diSpaghetti e pomodoriAi piccoli lettori e alle loro famiglie è dedicata anche l’iniziativa “la Biblioteca va a teatro” organizzata dal Testoni Ragazzi in collaborazione con la Sala Borsa Ragazzi. È, invece, rivolta  a genitori, educatori ed insegnanti la tavola rotonda “Come (non dirlo) ai bambini" proposta dal Mambo : l’albo illustrato La nonna addormentata di  Roberto Parmeggiani servirà da spunto per una riflessione su cosa sia giusto o meno raccontare ai bambini.


Per il calendario completo clicca qui. 

giovedì 12 novembre 2015

Una legge per l'educatore: parola a Vanna Iori


BoNidi














Vanna Iori è oggi parlamentare, da anni è pedagogista, professoressa all'università e certo è una proficua scrittrice di saggi sull'educazione. Ha un'ampia visione del mondo dell'infanzia da diversi punti di vista. Vanna Iori è anche prima firmataria della proposta di legge 2656, testo che definisce e riconosce il ruolo dell'euducatore e del pedagogista ne abbiamo scritto di recente. Professioni che ad oggi sfuggono ad una vera definizione e che non sono inquadarate neppure per titoli di studio. L'abbiamo incontrata per farci raccontare della proposta di legge ma anche per parlare del nostro tema preferito: i nidi. 

mercoledì 11 novembre 2015

Umberto, il nonno dell'orto





Come tutte le mattine, Ascanio attraversa di corsa il cortile che dal cancello porta all'ingresso del nido. "Guada mamma, nonno otto", esclama entusiasta indicando con il ditino un signore che con una piccola zappa sta smuovendo la terra intorno ad una rigogliosa pianta di rosmarino nell'orto del nido. Il nonno in questione si chiama "nonno Umberto" e da quando suo nipote, oggi quattordicenne, frequentava il nido Martini si prende cura dell'orto, un fazzoletto di terra, davanti alle vetrate di una delle tre sezioni. A volte i piccoli incollano il naso alla vetrata e osservano con curiosità il nonno che zappa, annaffia, controlla una per una le tante piantine: erbe aromatiche, qualche fiore, pomodori. "Tra un po' pianterò il frumento"spiega Umberto.

 "Prima  curavo anche altri due orti in altri due nidi, ora mi occupo solo di questo" mi dice. Avrà poco più di settant'anni e una passione per la terra nata come hobby quando lavorava per una grande azienda. "Il lavoro mi portava spesso in trasferta, l'orto era una passione" racconta ora che è in pensione e che ha più tempo da dedicare alla terra.

Sono circa dodici anni che il signor Umberto si prende cura dell'orto e tante le piante seminate e viste crescere, così come i bambini che grazie al suo impegno hanno potuto vedere da vicino questa magia della natura. "I bambini vengono nell'orto con le educatrici e a volte si fermano con le mamme a controllare le piante che hanno seminato e annaffiato" racconta ancora il nonno, che svolge la sua attività anche grazie all'Auser. " Bravo il nostro Umberto" dice una collaboratrice di passaggio salutando il nonno con calore. Mi attardo ancora un poco a vedere il suo lavoro e immagino lo stupore e la gioia dei bambini quando possono "giocare" a coltivare la terra. "Qual'è il suo ricordo più bello?" gli chiedo senza troppa fantasia. I suoi grandi occhi chiari si illuminano. " Beh - dice dopo averci pensato un attimo, quasi scavando nei ricordi - una volta i bambini grandi hanno piantato i girasoli insieme alle educatrici e ognuno ne ha adottato uno. Sapesse come erano felici quando sono tornati nell'orto e i girasoli erano cresciuti"

Quello del nido Martini non è l'unico orto all'interno di un nido comunale. L'esperienza dell'orto ovviamente non si esaurisce al nido e sono tante anche le scuole dell'infanzia e le primarie che propongono quest'esperienza didattica. Secondo un'indagine condotta nel 2014 dalla Fondazione Villa Ghigi a Bologna sono presenti 66 orti scolastici e di questi 34 appartengono alle scuole dell'infanzia. I dati relativi ai nidi risultavano incompleti ma sono almeno 9 quelli che dispongono di un orto in giardino. Gli orti scolastici n on sono - però - gli unici in cui i bambini possono fare esperienza di orticoltura durante l'orario scolastico: diverse scuole - infatti - coltivano delle aree all'interno degli orti sociali o di quelli didattici gestiti dai centri sociali. Per i bambini la possibilità di coltivare un orto e raccoglierne i frutti coincide con quella, altrettanto importante, di prendersi cura di uno spazio e abbellirlo.  Non da ultimo quello degli orti è uno spazio dove a volte - come nell'orto di cui ho raccontato - si instaurano preziose relazioni tra generazioni.

lunedì 9 novembre 2015

Modena: dopo 46 anni rischia di chiudere il Triva. Sit- in il 20 novembre: "salviamo il nido e il modello emiliano"

foto Gli amici del Triva


Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. A Modena questa ricorrenza si interseca con l’anniversario dell’apertura del nido Bonacini oggi intitolato al ex sindaco Rubes Triva.. Ed è proprio davanti a questo nido, che ha aperto i battenti nel 1969, con due anni di anticipo rispetto all’istituzione ufficiale dei nidi d’infanzia, che si sono dati appuntamento i genitori della città emiliana. Non si incontreranno però solo per festeggiare il compleanno della struttura, che contende a Bologna il titolo di primo nido d’Italia, bensì per chiedere a gran voce che l’amministrazione comunale riveda le sue scelte e non lo chiuda. Lo storico nido – infatti – sembra essere destinato alla stessa sorte del Todi, il primo nido modenese ad essere stato chiuso dal 1969. Il Todi ha smesso di funzionare lo scorso 30 giugno, il Triva, salvo gli auspicati ripensamenti, dovrebbe chiudere alla fine dell’anno educativo in corso, quando i bambini “grandi”, quelli dell’unica sezione rimasta, completeranno il loro percorso.  
“Dal 2004 al 2014, Modena, ha aperto nuovi posti nido in una corsa più veloce dell’aumento della domanda stessa, azzerando le liste d’attesa e stabilendo un invidiabile primato. Oggi la domanda rallenta e proprio nel momento in cui servirebbe andare in direzione ostinata e contraria, le scelte sono altre e i nidi si chiudono, “dimenticando" quella voglia di fare welfare e quella lungimiranza socio-culturale che ha proiettato la città di Modena e i suoi cittadini verso il futuro.” scrivono i genitori amici del Triva sulla loro pagina Facebook. Sono loro che hanno convocato il sit-in delprossimo 20 novembre chiamando a raccolta “ giovani e anziani, genitori di ieri e di oggi”. Davanti al nido, tra le otto e le nove del mattino inizierà anche una raccolta firme contro la chiusura dei nidi comunali. Servizi per l’infanzia con la cui eccellenza  Modena - ricordano gli organizzatori – ha contribuito ad affermare i diritti dell’infanzia.  “ La città di Modena – ricordano ancora i genitori in uno dei tanti post sulla pagina facebook degli amici del Triva -  è stata “una delle poche città italiane ad aver superato l'obiettivo del 33% di iscritti, posto dalla conferenza di Lisbona, arrivando infatti al 41%.”. Gli amici del Triva non nutrono dubbi salvare il Triva equivale a salvare anche “il modello emiliano” dei servizi per l’infanzia e una parte importante dell’identità di Modena.


Il quarantesimo anniversario del nido è stato celebrato con tante iniziative tra cui un annullo filatelico : un altro elemento che permette di capire quanto la struttura sia legata alla storia della città e dunque quanto la sua chiusura abbia anche una valenza simbolica.  Il Triva – spiegano i genitori – “è il simbolo della lungimiranza, che cinquant’anni fa, ha proiettato la città di Modena e i suoi cittadini, verso il futuro”.  La storia di questo nido, infatti, è anche la storia delle lotte, personali e collettive, che hanno segnato l’esperienza di tante donne e di un'intera comunità. All'apertura dell’allora nido Bonacini si arrivò dopo le occupazioni, del terreno e della struttura, da parte delle famiglie del quartiere.  “ Imparare dal passato, soprattutto quando è virtuoso, rimane ancora oggi, tra le ”attività pedagogiche” più significative che possiamo e dobbiamo offrire alla società, per aiutare le nuove generazioni a crescere, seguendo e avendo ben chiare, quelle radici che erano i desideri di menti avvedute e che oggi sono l’eredità inestimabile che abbiamo ricevuto in dote:le conquiste sociali e i diritti.” scrivono ancora i genitori del Triva. Ed anche per questo hanno invitato tutti a postare sulla pagina, che già offre uno spaccato della storia del nido, i loro ricordi personali. 

La chiusura dei nidi, legata alla crisi economica che spinge molte famiglie a rinunciare al servizio, accomuna in questi ultimi anni molte città italiane.  Aosta, Ostia, Trani: al centro Nord, pur con i dovuti distinguo, il copione sembra ripetersi: le rette appaiono troppo elevate, le iscrizioni calano e i nidi, pubblici e convenzionati, chiudono o rischiano di chiudere.  Una dinamica che rischia di innescare o forse ha già innescato un circolo vizioso destinato a compromettere le due identità dei nidi d’infanzia: quelli di servizi di welfare e quella di servizi educativi. I nidi per decenni hanno permesso alle madri di non rinunciare, rimanere o re-inserirsi nel mondo del lavoro e da anni importanti studi dimostrano il nesso positivo tra la frequenza del nido e i risultati scolastici successivi. La chiusura di un nido comporta conseguenze sui due fronti e alimenta l’ impoverimento economico e culturale. Un fenomeno che sembra non lasciare immune neppure l’Emilia dei “servizi modello”.  




sabato 7 novembre 2015

Un tiolo per educare: una proposta di legge in discussione

BolognaNidi











E' da anni che se ne parla, è da anni che si tenta di far chiarezza ma per avere una definizione della figura professionale dell'educatore, dovrà passare con ogni probabiltà, ancora del tempo. Nella giornata di ieri UniBo  esattamente Scienze dell'educazione, ha promosso un'intera giornata per parlare, raccontare e discutere del tema e presentare la proposta di legge 2656 attualmente in discussione. La legge ha per titolo: Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista e l'Onorevole Vanna Iori prima firmataria del testo  era presente in una gremita aula di giovani studenti a raccontare.

venerdì 6 novembre 2015

Incendio doloso al nido Gaia: in via Felice Battaglia la solidarietà della città. Merola: "riflettere sul rapporto tra adulti e adolescenti"



“ Vogliamo dire no con una manifestazione resa rumorosa solo dalle grida dei bambini”. In tanti, mamme papà, nonni e cittadini del quartiere hanno aderito alla manifestazione indetta dai genitori per dimostrare solidarietà e vicinanza al Nido Gaia, danneggiato martedì sera, da un incendio doloso.  Ed era un clima di festa quello che si respirava oggi pomeriggio davanti al nido gestito dalla cooperativa Cadiai, che ha riaperto i battenti questa mattina. Tanti bambini si aggiravano nell’area davanti al nido  mostrando felici palloncini colorati che qualcuno gonfiava per loro, qualcun altro si attardava davanti ai tavoli della merenda. I più grandi giocavano ad inseguirsi come accade ogni giorno nei tanti parchi della città. 

 Palloncini e striscioni con le scritte #iosonoilgaia, #noisiamoilgaia ricordavano a tutti che la festa era in realtà una reazione ad un gesto vissuto dai genitori del quartiere come “attacco alla scuola come bene per tutti e di tutti”. “Chi sfregia Bologna deve essere punito perché colpire scuole e asili significa minare le fondamenta della nostra comunità, i fondamenti del nostro futuro” si legge nel messaggio con cui è stata convocata la mobilitazione. Un messaggio che ha fatto rapidamente il giro del web rimbalzando sui social e sui gruppi whatsApp e che ha portato tante famiglie con bambini davanti al nido Gaia.

Accanto ai genitori e agli educatori del nido c’era anche il sindaco Virginio Merola, accompagnato dalla presidente del consiglio comunale Simona Lembi e dal presidente del quartiere Saragozza Roberto Fattori. “ Gli incendi lasciano solo cenere, questa reazione mostra che Bologna è una città bella che non si lascia impressionare da questi avvenimenti” ha affermato Merola.
 Sull’incendio del Gaia sta indagando la procura di Bologna, l’ipotesi più accreditata è quella secondo cui il gesto sia riconducibile ad un atto vandalico messo in atto da un gruppo di giovani che gravitano nella zona, non certo annoverabile tra quelle degradate della città. “ La questione di fondo è che ci sono adolescenti con famiglie che hanno dei problemi da risolvere” ha commentato il sindaco invocando “uno sforzo di tutte le famiglie per collaborare ed educare al meglio”.“Se non si arriva a capire che buttare dell’alcol su un nido è una bestemmia abbiamo un forte problema di relazione tra adolescenti e genitori” ha commentato ancora il sindaco per il quale è necessario accendere un “faro pedagogico molto forte”.  Se l’ipotesi al vaglio degli inquirenti dovesse essere confermata “dovremmo intensificare la capacità di noi adulti di prevenire questi fenomeni che riguardano una parte dei nostri giovani” aveva detto poco prima in aula l’assessore alla scuola Marilena Pillati che questa mattina ha visitato la struttura e ringraziato il personale del nido. Uno sforzo quello delle educatrici e di tutto il personale che è stato lodato anche dal sindaco. L’auspicio di tutti ora è quello che i responsabili dell’accaduto vengano individuati al più presto.


 “Abbiamo ricevuto una solidarietà che per noi è stata fondamentale e se siamo riusciti a riaprire lo dobbiamo allo sforzo corale di tutte le istituzioni e dei genitori” ha commentato la presidente di Cadiai Franca Guglielmetti. Il nido è stato aperto 5 anni fa e da allora è stato più volte oggetto di atti vandalici: oltre al murales erano stati danneggiati in passato anche un pannello fotovoltaico e  la fontana esterna al nido. L’ultima delle quattro denunce era stata presentata una decina di giorni fa. “ Questo nido è aperto sul giardino e sulla collina e questo anche per insegnare ai bambini chela nostra è una comunità aperta” ha spiegato la presidente che non trova adatta alla struttura l’idea di proteggerla con il filo spinato. L’intenzione è dunque quella di prestare maggiore attenzione senza rinunciare all’apertura agli altri. “ Se davvero sarà dimostrata la responsabilità dei ragazzi coinvolgerli in lavori socialmente utili sarà la via migliore anche per un percorso di ripensamento di quello che hanno fatto” ha concluso Franca Guglielmetti.

 Il nido ha riaperto i battenti ma saranno necessari dei lavori. Il piano di ripristino vedrà impegnati il Comune e Cadiai. Tra le ipotesi che saranno prese in considerazione ci sarà anche il potenziamento dell’illuminazione. L’episodio è stato portato anche all’attenzione del tavolo per l’ordine e la sicurezza ed è stata chiesta una maggiore presenza delle forze dell’ordine nella zona che ospita il Gaia.


mercoledì 4 novembre 2015

Dove sono i mille nidi in mille giorni?


BolognaNidi













Qui a fianco trovate il nostro ultimo lavoro. Lo potete scaricare, consultare a vostro piacere e divulgare a chi meglio credete. Si tratta di un'indagine giornalistica sui nidi in giro per l'Italia. E' il frutto di una lungo lavoro e una accurata raccolta di articoli di giornali. Così tracciamo la salute dei nidi di oggi. Era il settembre del 2014 quando Matteo Renzi annunciava di voler aprire Mille nidi in mille giorni. E' passato più di un anno da quella data, ma i nidi  invece di aprire chiudono. Perché? Il nostro lavoro tenta di individuare alcune possibili risposte.

Incendio doloso al nido Gaia. Merola : "gesto ignobile"




BOLOGNA - Le bottiglie incendiarie sembrano non lasciare spazio ai dubbi: è di natura dolosa l'incendio che nella tarda serata di ieri ha devastato il nido Gaia di via Felice Battaglia in zona Saragozza. Le fiamme sono scoppiate intorno alle 23 e sono state tempestivamente domate dai vigili del fuoco.  Dure le parole dell'assessore alla scuola Marilena PillatiSi tratta di un gesto incomprensibile che ci indigna, perché colpisce uno dei luoghi che meglio rappresentano la cura e l'attenzione della nostra città nei confronti dell'infanzia. Colpire i luoghi dell'educazione significa non solo colpire beni comuni, ma il cuore stesso della nostra comunità." ha detto l'assessore, auspicando che venga fatta al più presto chiarezza su quanto accaduto. 

Indignazione emerge anche dalle parole del sindaco Virginio Merola. "Mi chiedo se queste persone si rendono conto di quale gesto ignobile abbiano compiuto. Chi sfregia Bologna deve essere punito, e questo gesto soprattutto, perché colpire scuole e asili significa minare le fondamenta della nostra comunità, i fondamenti del nostro futuro." ha scritto il primo cittadino su Facebook. "
Chiedo alle Forze dell'Ordine un impegno straordinario per trovare i responsabili. I genitori e i cittadini della zona sono stanchi di subire atti vandalici e io con loro." ha concluso.


Il nido Gaia è un nido privato, convenzionato con il Comune di Bologna. La struttura, gestita dalla coopertiva Cadiai, può ospitare 69 bambini. I piccoli oggi sono dovuti restare a casa ma, già da domani, assicura il gestore potranno tornare al nido. La sezione distrutta - spiega la coop in una nota - sarà isolata grazie al particolare tipo di struttura modulare utilizzata per la realizzazione della struttura. «Siamo profondamente sconcertati e indignati per un simile atto - afferma la presidente Franca Guglielmetti -, sempre condannabile, ancora di più in questo caso perché va a colpire una struttura che accoglie bambini e che quindi colpisce i nostri piccoli e le loro famiglie. " "Non è  rassicurante pensare che chiunque, con materiale così facilmente reperibile, possa arrecare un così grave danno.". In passato il nido era stato oggetto di atti vandalici e resta da capire se anche l'incendio di ieri sera sia opera di "balordi a cui la situazione è sfuggita di mano".  L'incendio ha danneggiato  anche il murales realizzato per trasformare in decorazione gli scarabocchi lasciati sui muri in precedenti raid vandalici. 



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martedì 3 novembre 2015

Voucher per i nidi e non solo

BoNidi












Nel 2016 per i nidi non c'è un euro ma nello stesso testo del disegno di legge di stabiltà, si trovano risorse per i voucher dedicati al welafare. I voucher possono essere spesi anche per la frequentazione dei nidi. Si tratta economie emesse dalle aziende per restituire ai dipendenti risorse da spendere in modo libero, per i nidi, baby sitter e più in generale per la cura dei familiari. Ma vediamo di cosa si tratta da vicino.

lunedì 2 novembre 2015

2016: niente soldi ai nidi

BolognaNidi















Nella scorsa legge di stabilità si riconoscevano 100 mln di Euro ai nidi. Nel 2016 invece non si vede un euro per i servizi educativi 0-3. La nuova legge di stabilità punta con più manovre, alcune anche molto interessanti, a contrastare la povertà e le disparità sociali e qualcosa fa anche per i piccoli.
L'investimento è di 600 mln per il 2016 e 1000 mln sono previsti per il 2017.
La volontà è quella di instituire un Piano Nazionale contro le povertà che sarà gestito dal ministero del lavoro.   

venerdì 30 ottobre 2015

I genitori bocciano il progetto didattico.

taliesin











Succede in una scuola. Non importa dove o in quale scuola, l'importante è il fatto in sé che è questo: le maestre propongono un progetto sulla fratellanza dei paesi e i genitori bocciano l'iniziativa, anzi non l'iniziativa, ma il paese: "No Israele, no!" Protestano un paio di famiglie. E le maestre per tutta risposta cambiano programma e migrano verso un'altra nazione. Ma scendiamo nei dettagli che in realtà sono pochi e fughiamo tutti i dubbi fin da qua, le proteste non erano per questioni razziali.

giovedì 29 ottobre 2015

I geologi : "In Italia metà delle scuole non ha il certificato di agibilità". Tredici anni fa la tragedia di San Giuliano di Puglia




Sono passati 13 anni dal 31 ottobre del 2002.  Alle 11 e 32 una scossa  di magnitudo 6.0 della scala Mercalli fece tremare il Molise. Durante il terremoto crollò parte del solaio della scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia: 27 bambini e una maestra persero la vita.  L’edificio, che ospitava scuola media, materna ed elementare era stato appena ristrutturato e fu l’unico di San Giuliano a crollare.  La scuola– come dimostrano anche gli esiti giudiziari della vicenda –  crollò a causa di errori e inadempienze nella costruzione e ristrutturazione dell’edificio.  
La tragedia portò al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli edifici scolastici. Un problema che resta irrisolto ed attuale. “Purtroppo a 13 anni da quel giorno, in Italia, c’è ancora il problema della messa in sicurezza delle scuole, il 50% delle quali non ha il certificato di agibilità. Si pensi a quanto c’è da fare nella direzione della sicurezza, in un Paese in cui ben 28.000 scuole su 42.000 si trova in zone ad elevato rischio sismico” ha denunciato il presidente del Consiglionazionale dei geologi Gian Vito Graziano.  “Oggi in Italia  non conosciamo il reale stato di salute degli edifici scolastici anche perché non abbiamo ancora il tanto auspicato Fascicolo del Fabbricato per gli edifici pubblici” ha aggiunto spiegando che oltre il 60% delle scuole italiane sono state costruite prima del 1974, anno delle prime norme antisismiche.

Vaccini: i pediatri tornano a scuola.



BolognaNidi










I pediatri tornano a scuola, lo fanno per parlare, spiegare e raccontare tutto ciò che c'è da sapere a proposito di vaccini. Succede a Pavia, anzi meglio dire che sta succedendo a Pavia, perché l'iniziativa si sta pianificando in questi giorni. Il ragionamento parte dall'ordine dei medici e viene