venerdì 30 gennaio 2015

Mense, ferraglia, centri pasto e linee guida



" Fortunatamente non è accaduto nulla al bambino che ha ritrovato l'oggetto, ma episodi di questa natura ancorché unici non devono accadere nelle mense del Comune di Bologna". Questo uno dei passaggi con cui l'assessore alla Scuola Marilena Pillati ha commentato il ritrovamento ritrovamento di una rondella in una crocchetta di verdure servita ad un bimbo di una scuola dell'infanzia. "La responsabilità di quanto avvenuto deve essere accertata" ha affermato l'assessore spiegando che Seribo sta concludendo l'ispezione avviata e che in base all'esito e all'accertamento delle responsabilità dovrà valutare tutte le possibilità per tutelare gli utenti e la società.
Intanto Seribo ha fatto sapere che  dopo le verifiche svolte ritiene "altamente improbabile che la contaminazione con il corpo estraneo sia avvenuta durante la preparazione e il confezionamento del pasto". In una nota viene spiegato che in nessuno dei macchinari utilizzati è stata "   rilevata la mancanza di componenti o altre parti meccaniche". Inoltre, sottolinea l'azienda  la rondella ritrovata non corrisponde, per dimensioni, a quelle presenti all'interno delle attrezzature. "Avendo quindi escluso la presenza della rondella all'interno del Centro Pasti - sostiene ancora Seribo -, si è provveduto a verificare le materie prime utilizzate nella produzione della pietanza. A seguito dei controlli, confermiamo che le imprese fornitrici di tali materie prime sono tutte dotate, per le fasi di produzione e confezionamento degli elementi di sistemi di rilevazione di corpi estranei (come ad esempio metal detector, valvole di blocco e filtri) tali da interrompere il processo di produzione nel caso venissero rilevati negli alimenti corpi estranei". "Seribo - conclude il comunicato - esprime rammarico per quanto accaduto e impiegherà il massimo impegno al fine di individuare le cause di quanto accaduto"

 La notizia della rondella trovata dal piccolo Andrea ha fatto il giro delle redazioni in un momento delicato per il futuro delle mense scolastiche bolognesi: dopo l'annuncio di voler liquidare la partecipata e affidare ad un privato il servizio di refezione scolastica la Giunta è impegnata in una serie di confronti in vista della preparazione della gara. Un tema su cui si sta concentrando anche l'attenzione dei genitori più impegnati sul fronte mensa.
" I nostri obiettivi sono chiari e puntano a garantire sicurezza massima e qualità per i bambini e le famiglie utenti del servizio" ha spiegato ancora la Pillati. Sicurezza e qualità sono anche le parole chiave delle "Linee di indirizzo per lo sviluppo del servizio di refezione scolastica", un documento condiviso ieri dalla Commissione mensa cittadina al termine di un percorso avviato oltre un anno fa. Il documento che "guiderà il capitolato di gara per la refezione scolastica" si può consultare sul sito del comune e saranno oggetto di una consultazione pubblica.

Le linee guida - Il documento parte dal presupposto che l'alimentazione in età scolare rappresenti la base delle abitudini alimentari future, abitudini che possono contribuire ad una vita sana.  La refezione scolastica deve quindi assolvere anche ad un compito di educazione alimentare prestando grande attenzione alla sicurezza degli alimenti proposti. Sicurezza che deve coniugarsi con la sostenibilità ambientale. A tal fine viene indicata la necessità di privilegiare prodotti biologici e provenienti da una "filiera corta locale". Il documento contiene una lista dettagliata degli alimenti che devono necessariamente provenire da agricoltura biologica o in alternativa essere dotati di riconoscimento DOP o IGP.  Tra i primi figurano  tra gli altri: la carne, la pasta, i prodotti ortofrutticoli e l'olio, mentre tra i secondi ci sono il prosciutto di Parma o Modena, la mortadella di Bologna e l'asparago verde di Altedo. Il pane dovrà essere fresco di giornata ben lievitato e ben cotto.
Prodotti di provenienza extra UE come il cacao dovranno essere equo -solidali e preferibilmente biologici.
Dovranno essere promosse azioni di educazione alimentare e tra queste potrà rientrare anche la sostituzione del latte, offerto alla mattina, con frutta fresca. Operazione questa che potrebbe partire in via sperimentale già durante l'anno scolastico in corso.
I cibi dovranno necessariamente essere cotti in giornata e il condimento dei primi e delle verdure dovrà essere effettuato nei refettori. Il trasporto dovrà avvenire in modo che intercorra il minor tempo possibile tra la preparazione e la consegna dei pasti nelle scuole.
La gradibilità dei pasti dovrà essere monitorata e entro dicembre dovrà essere messo a punto un sistema di rilevazione.
Dovrà essere garantito l'uso di stoviglie lavabili o almeno ecocompatibili e dovrà essere estesa la raccolta differenziata. Gli sprechi dovranno essere ridotti attraverso il recupero dei cibi non facilmente deteriorabili e di quelli eventualmente non manipolati. Al fine di minimizzare gli sprechi dovrà anche essere messo a punto un nuovo sistema di rilevazione delle presenze basato sul registro elettronico.
Il soggetto gestore dovrà redigere una "Carta della qualità dei servizi" che dovrà essere aggiornata annualmente e sarà tenuto a promuovere incontri periodici con le commissioni mensa. Il gestore dovrà sottostare ai controlli stabiliti dall'amministrazione attraverso un apposito disciplinare.

I nuovi centri pasto -  Quelli elencati sopra sono solo alcuni punti estrapolati da una prima lettura del documento. Va da se che diverse tra le linee guida potranno diventare realmente operative solo quando verrà superato il problema dei centri pasto obsoleti. Non a caso il tema viene affrontato anche nelle Linee guida. Nel documento alla voce "investimenti" viene ribadita la necessità di completare il nuovo centro pasti del Lazzareto e di procedere alla ristrutturazione di quello di Casteldebole. Quest'ultimo dovrà essere operativo nella sua nuova veste a partire dall'anno scolastico 2017-2018.
Sul tema dei centri pasto è tornata quest'oggi anche la vicesindaco Silvia Giannini. " Posso dire - ha affermato rispondendo ad un quesito in merito alla privatizzazione posto dal consigliere 5 stelle Marco Piazza -   che  la  parte di attivo che sarà incassata dal Comune in base alla  sua  quota  nella  liquidazione  della  società  sarà reinvestita nel servizio  di  refezione  scolastica,  soprattutto  per  quanto  riguarda la realizzazione  dei  nuovi  Centri  pasto."   "I Centri pasto sono del Comune e
quindi  ciò  che  il  Comune  riceverà  dalla  liquidazione di Seribo - ha aggiunto la vicesindaco - verrà reinvestito   per   i   nuovi   Centri   pasto,  che  hanno  già  una  loro calendarizzazione  come tempi".

Dalla crocchetta spunta una rondella















"Martedì vado a prendere Andrea e le maestre mi chiamano da parte - a raccontare è Jessica Righetti una mamma delle scuole Rocca- essendo Andrea un bambino particolarmente vivace, temevo già qualche sua marachella, invece.." Invece nelle crocchette servite al bambino,spunta una rondella di una

Parma: i gentori scendono in piazza


BolognaNidi














Parma. Domani (31 gennaio) alle 18 da via Verdi partirà la fiaccolata di genitori, educatori, insegnanti di sostengo e non, sindacati, associazioni e presidi di scuola. Ad unire i cittadini in una fila compatta è l'indignazione rispetto ai tagli del servizio d'integrazione scolastica per i disabili. I tagli “sono

mercoledì 28 gennaio 2015

Quali prospettive per le mense scolastiche di Bologna? Parola al professor Carullo


la pappa dei bambini















Bologna. Il professor Antonio Carullo è uno dei massimi esperti in fatto di diritto pubblico ed economia. Già direttore del dipartimento di discipline giuridiche dell'azienda e dell'economia, insegna Diritto pubblico e tra i vari incarichi ricoperti, che sono davvero tanti sia a Bologna, che non, è componente del Comitato dei Garanti del Comune di Bologna. L'abbiamo incontrato per chiedergli un parere a proposito della scelta dell'Amministrazione di abbandonare Seribo e cercare di capire   quale possibilità future si affacciano, anche rispetto alle richieste dell'osservatorio della mensa

Mense, dubbi e proteste: Roma e Viareggio



Mense e proteste, basta digitare su Google queste due parole per rendersi immediatamente conto che la refezione scolastica non è al centro dell'attenzione solo a Bologna. Qualità del cibo servito, gestione del servizio e caro mensa sembrano essere le parole chiave che accomunano le preoccupazioni e le azioni dei tanti genitori in diverse città italiane. Oggi provo a raccontare in sintesi cosa sta accadendo a Roma e Viareggio, due realtà molto diverse tra loro.

Roma - Recentemente i genitori hanno mostrato il loro disappunto nei confronti dei "menù europei lanciati dall'ex assessore alla Scuola Alessandra Cattoi. Partito a inizio dicembre il progetto prevede che due o tre volte al mese ai bambini vengano serviti piatti appartenenti alla tradizione culinaria di altri paesi europei: dal Fish and Chips al Gulash. L'iniziativa però non è piaciuta ai genitori che con un tam tam rimbalzato sui social hanno espresso non pochi dubbi sulla qualità e quantità dei cibi offerti e sulla loro idoneità ad essere proposti ai bambini. Le proteste hanno spinto il nuovo assessore Paolo Masini a correggere il tiro: il progetto, volto a far conoscere ai bambini i paesi vicini attraverso la loro gastronomia, è stato confermato ma, nei giorni in cui sarà servito, il menù sarà affiancato da un primo piatto della tradizione italiana.
Wurstell e patatine non sono stati però i soli a far finire le mense scolastiche della capitale sulle pagine dei giornali. Nei giorni scorsi un dossier presentato dalla Uil ha gettato non poche ombre sulla refezione scolastica e sulle aziende che la gestiscono. L'inchiesta condotta dal sindacato di Roma e Lazio, con la collaborazione dell'Eures, mostra una fotografia del settore non troppo rassicurante: aziende note all'Inps per truffe, coinvolgimenti in vicende giudiziarie, legami con personaggi finiti sotto la lente di "Mafia capitale".
In tutto sono sei le aziende che forniscono i pasti e tutte, tranne una, sono sempre le stesse almeno dal 2007.  Viene descritto un bando al ribasso con un costo del pasto proposto dalle ditte appaltatrici inferiore a quello della base d'asta. Circostanza a cui si collegano dubbi sulla quantità e sulla qualità  del cibo servito.
Una delle aziende, la Cns,  sottolinea inoltre la Uil, è stata commissariata nell'inchiesta su Mafia Capitale.
La Uil inoltre esprime perplessità anche sulle condizioni di lavoro dei 5000 operatori del settore molti dei quali hanno contratti a tempo determinato o a chiamata.  Il quadro emerso dallo studio ha portato il sindacato a chiedere al sindaco verifiche sugli appalti della refezione scolastica e maggiore trasparenza su quanto ruota intorno alle mense.

Viareggio - Quanto sta accadendo nella città toscana ruota attorno al tema del caro mensa. La protesta dei genitori è iniziata a novembre  quando il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, insediatosi dopo le dimissioni del sindaco Leonardo Betti, ha varato un aumento delle tariffe nel tentativo di risanare il dissesto finanziario.  Gli aumenti hanno riguardato le tariffe di nidi, mense e scuole. I genitori sono scesi in piazza con i passeggini vuoti e molte famiglie hanno deciso di fare ricorso al Tar. Per quanto riguarda la mensa in diverse scuole i genitori hanno dato vita anche allo sciopero del panino: una o due volte alla settimana i bambini non consumano il pasto fornito dall'Asp ma mangiano un panino portato da casa. Il numero dei pasti consumati cala e porta l'azienda ad annunciare che " qualora il numero dei pasti si riduca per motivi di protesta" l'Asp potrebbe essere costretta a sospendere il servizio. L'azienda inoltre ha sottolineato  che il protrarsi della protesta potrebbe avere ripercussioni sul livello occupazionale e generare un nuovo aumento delle tariffe.
La protesta contro il caro mensa sarà al centro di un incontro, in programma oggi, tra i vertici dell'azienda, l'amministrazione e i dirigenti scolastici.

lunedì 26 gennaio 2015

Liquidazione Seribo: i genitori chiedono garanzie



La decisione di liquidare Seribo e affidare ad un privato la gestione delle mense scolastiche sembra non aver fatto breccia nel cuore dei genitori. L'Ossevatorio Cittadino Mense scolastiche, che lo scorso anno ha animato gli "scioperi del panino", ha convocato un'assemblea nel corso della quale i genitori si sono confrontati sull'annuncio di Palazzo d'Accursio. "La questione centrale - si legge in uno dei passaggi del comunicato diffuso dopo l'assemblea - è che scelte così importanti e strategiche non possano essere effettuate con cambiamenti così repentini". I genitori hanno elaborato 9 richieste, un pacchetto che ha, ancora una volta, come destinatario l'amministrazione comunale guidata da Virginio Merola.
Tra le misure che i genitori chiedono vengano recepite nel prossimo bando/capitolato figurano: la clausola di salvaguardia che dovrebbe permettere agli istituti comprensivi di scegliere un eventuale servizio alternativo di fornitura dei pasti; la possibilità di consumare a scuola pasti portati da casa; il rafforzamento del ruolo di controllo dei genitori.
I genitori inoltre chiedono che il nuovo appalto abbia una durata massima di tre anni e invitano il Comune ad impegnarsi per un progressivo riacquisto delle infrastrutture dedicate alla preparazione dei pasti. Questo, secondo i genitori, non solo offrirebbe migliori garanzie sul piano qualitativo ma permetterebbe al Comune in caso di insolvenza di poter affidare ad altri le proprie strutture senza dover attendere i tempi giudiziari e renderebbe possibile una futura internalizzazione del servizio. Tra le richieste c'è anche quella del vincolo  per il vincitore della gara di sottostare agli obblighi di trasparenza previsti per la pubblica amministrazione.
Infine l'Osservatorio rinnova la richiesta al Comune di impegnarsi per una riduzione delle tariffe, affinché Bologna, città con un costo del pasto tra i più cari in Italia, possa allinearsi, se non ai capoluoghi più virtuosi, almeno alle realtà prossime come quella fiorentina.
La macchina della protesta dunque non si ferma e tra le iniziative proposte c'è quella di convocare   un' assemblea pubblica per invitare la giunta ad illustrare i criteri e le motivazioni della propria scelta.
L'annunciata liquidazione di Seribo ha messo in allarme anche i sindacati che lunedì prossimo incontreranno la giunta. Le organizzazioni sindacali, infatti, temono che la liquidazione della partecipata possa avere ripercussioni negative sul futuro dei 220 lavoratori di Seribo.

Questo è solo un piccolo sunto di quanto sta accadendo in città. Le aziende che gestiscono i servizi di refezione scolastica però sono al centro di polemiche e proteste anche in tante altre città italiane. Un tema complesso a cui saranno riservati degli altri post.

domenica 25 gennaio 2015

Perché Bologna pensiona Seribo?


La pappa dei piccoli














Bologna. Dal comune giunge l'annuncio della dismissione di Seribo. Si scioglie la società partecipata che gestisce le mense delle scuole, fornendo circa 18 mila pasti al giorno. In futuro, la gestione del servizio sarà rimessa a soggetti privati, scelti mediante gara di appalto. L'annuncio, che verrà formalizzato con delibera, è stato lungamente dibattuto sia online che tra i genitori. La mensa in questi anni è stata criticata aspramente, sia per i costi elevati (le rette sono tra i più alte in regione) che per la qualità delle materie prime e la quantità delle porzioni (come quella volta che per merenda è stato servito UN biscotto). La società partecipata però è prospera, con un buon fatturato e utili non indifferenti.

giovedì 22 gennaio 2015

Nidi: la capitale si blocca e la regione avanza




















Roma. L'attuale normativa regionale parla chiaro: il rapporto numerico tra bambino e insegnante è di 1:7, un rapporto da calcolare sui bambini iscritti ai servizi 0-3 e non su quelli presenti. La modifiche contrattuali portate avanti dal giunta Marino, ha però stravolto il rapporto numerico. In alcuni nidi e in alcune ore del giorno, si raggiungono rapporti di 1/20, cifre assurde...assurde, non solo per la legge ma per il buon senso. C'è poi una grande confusione che

mercoledì 21 gennaio 2015

Bologna: è tornato "un film nello zaino"



La sala buia, gli occhioni sgranati, le immagini de " Il mio vicino Totoro"  di Miyazaki che scorrevano sul grande schermo. La prima volta che l'ho portata al cinema Giuditta non aveva ancora compiuto tre anni e l'esperienza è tra quelle entrate di diritto nel libro dei ricordi. Il cinema come la lettura costituisce una affascinante scoperta per i bambini ed una bellissima esperienza da vivere insieme. Bologna ha sempre mostrato grande attenzione per il binomio cinema-bambini. Tra i tanti eventi che si succedono in città non si può certo trascurare la rassegna Un film nello zaino, la cui diciannovesima edizione ha preso il via oggi  La rassegna è stata aperta dalla prima italiana di The Blue Tiger del regista ceco Petr Ourkopec che narra le vicende di un gruppo di ragazzini impegnati a salvare un giardino zoologico dalla speculazione edilizia.
La rassegna, dedicata ai bambini tra i sette e i tredici anni, è curata come sempre dall' Associazione gli anni in tasca. In programma ci sono sette lungometraggi internazionali che saranno proiettati da oggi fino al 16 maggio. Come da tempo accade nelle grandi città europee da Amsterdam a Copenhagen, da Oslo a Berlino i giovani spettatori potranno assistere a proiezioni in lingua originale aiutati dal doppiaggio in oversound delle attrici Lara Ballestri e Olga Durano. La rassegna si concluderà il 16 maggio nella Sala del silenzio del Quartiere San Vitale quando verranno premiate le migliori recensioni scritte dai ragazzi.
Per consultare il programma completo basta visitare la pagina web dedicata alla rassegna.
Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria verrà proiettato Secret of Wars di Dennis Bots. La pellicola, ambientata nell'Olanda occupata dai nazisti, narra la guerra e la persecuzione degli ebrei attraverso gli occhi dei bambini. Bambini sono infatti Tuur, Lambert e Maartje una ragazzina ebrea rifugiata sotto mentite nelle spoglie, protagonisti del film insieme alla loro amicizia. La visione è consigliata a partire dagli undici anni.
Il 3 febbario sarà la volta di Couting Dreams e del piccolo Arjun che in un quartiere povero di Mumbai insegue il sogno di diventare un campione di pattinaggio. Il 18 febbraio, invece, è in programmazione Lisa Limone and Maroc, un mix di musical e animazione, che racconta ai bambini le difficoltà e le tragedie affrontate dai migranti.
Il quinto appuntamento è previsto per il 4 marzo con The Boy with the Golden pants tratto dall’omonimo bestseller di Max Lundgren. Il 9 aprile invece sarà la volta di Rosso Malpelo di Pasquale Scimeca, una storia di solitudine e sfruttamento ambientata in un luogo e in un'epoca imprecisati ma non per questo ancora oggi meno reali. L'ultima proiezione è programmata per il 22 aprile, quando sul grande schermo del cinema Odeon scorreranno le immagini di Casper and Emma's Winter Vacation, film che racconta le imprese di un piccolo gruppo di cinquenni alle prese con sci, amicizia, gelosie e imprese impossibili.





 
 

martedì 20 gennaio 2015

Tantestorie tutte bellissime contro i pregiudizi



Leggere, leggere insieme, leggere ad alta voce, leggere in biblioteca. Leggere con i miei bambini è per me una cosa sempre nuova ed affascinate, un rituale quotidiano che si ripete uguale e diverso ogni volta che prendiamo in mano un nuovo libro, rileggiamo per l'ennesima volta un albo illustrato o andiamo in biblioteca per conoscere una nuova storia insieme ad altri bambini. Nella mia avventura di mamma i libri sono stati e restano fidati collaboratori per volare con la fantasia, superare le paure, affrontare i piccoli e i grandi cambiamenti, cercare di conoscere e capire realtà diverse dalla nostra.
Ecco perchè cercherò di segnalare appuntamenti che abbiano al centro il fantastico mondo dei libri e della lettura.
Il primo appuntamento di cui vi parlo è quello con Tante storie tutte bellissime che il 24 gennaio farà tappa presso la Biblioteca di Borgo Panigale in via Legnano, 2. Al centro di questo primo incontro del 2015 ci sarà il libro Il trattore della nonna di Anselmo Roveda ( Edizioni Edt, 2014).
Protagonisti del racconto sono un nonno e una nonna decisamente fuori dagli schemi. La lettura sarà seguita da un laboratorio in cui i piccoli lettori potranno cimentarsi con torte e trattori.
Lettura animata e laboratorio inizieranno alle 10 e sono rivolti a bambini e bambine dai 6 ai 10 anni. La partecipazione è gratuita, i posti disponibili 15. La prenotazione si effettua chiamando la biblioteca ( 051-404920).
Se non doveste trovare posto ma credete sia importante avvicinare i bambini a temi come gli stereotipi di genere e la libertà di espressione, non vi preoccupate : tante storie tutte bellissime proseguirà fino a giugno con tanti appuntamenti per i bimbi da 3 a 10 anni. Potete consultare il calendario sul sito dell'istituzione biblioteche o sul blog dedicato alla rassegna.

ante storie tutte bellissime - Il progetto Tante storie tutte bellissime è stato lanciato nel 2012 dal Centro Documentazione il Cassero in collaborazione con le associazione Famiglie Arcobaleno e Frame. Realizzato con il sostegno del Comune di Bologna, insieme all' Istituzione Biblioteche e all?ufficio Pari Opportunità e tutela delle differenze, il progetto ha tra i suoi principali obiettivi quello di contrastare il pregiudizio.

 

giovedì 15 gennaio 2015

La regione cambia la legge sugli asilo nido

BoNidi














La regione Lazio si impegna nel terzo settore- Lo fa in grande stile con un fondo economico Europeo. Si prevedono grandi cambiamenti strutturali. Il finanziamento è di 64 mln: 14 nell'anno e gli altri 50 da dipartire per i prossimi due.

mercoledì 14 gennaio 2015

Roma fa male i conti: troppi bambini per educatore


BolognaNidi











Roma. La confusione continua a registrarsi nei servizi educativi. Le modifiche contrattuali cambiano tra le altre cose anche i rapporti numerici tra bambino e insegnante. Lo abbiamo già racconta in una recente intervista all'educatrice Carla. La confusione però oltre che a livello pratico, si fa largo, anche a livello legale. Vediamo insieme perché.

lunedì 12 gennaio 2015

Non sono scarabocchi

BoNidi










I bambini a circa due anni, a volte un po' prima, a volte un po' dopo, imparano a disegnare. Alcuni amano molto questa pratica e impugnato il pennarello tracciano lunghe righe, punteggiano, scavano nel foglio, lo bucano, lo stracciano...a volte provano ad esprimersi su mobili, pavimenti, muri, libri. Tracciano linee lunghe, ondulate, o dritte, a volte girano il pennarello tracciando spirali concentriche, poi sospendono all'improvviso e passano ad un altro foglio. I disegni possono durare pochi istanti o alcuni minuti. Troppo spesso noi grandi liquidiamo questi esperimenti con una parola poco lusinghiera: scarabocchi.

domenica 11 gennaio 2015

Cosa succede nei nidi di Roma?


mensatic

 

















Roma. A gennaio nidi e scuole d'infanzia si sono svegliate nel caos. Non è la prima volta che i servizi romani sono messi sotto pressione da tagli economici e mutamenti d'orario. Da pochi giorni si sono aggiunti anche pesanti modifiche contrattuali che vanno ad abbassare il salario e aumentano i carichi di lavoro.
Per la prima volta nella capitale le difficoltà dell'impiego pubblico si riescono a cogliere a colpo d'occhi. E' il lavoro pubblico e in generale i servizi rivolti ai cittadini ad essere penalizzati in modo squalificante. La modifica del contratto è stata lungamente dibattuta con sindacati, lavoratori e capi di distretto "messi nell'angolo e resi semplici spettatori" come dichiara un dirigente funzione pubblica della  Cisl.La giunta Marino è accusata di procedere sorda e cieca alle difficoltà di lavoratori che sono ben 24 mila. Ma cerchiamo di capire cosa succede nello specifico dei nidi. Abbiamo incontrato un'educatrice, Carla, che vuole mantenersi anonima per ovvi motivi. Carla ci racconta con rabbia e sfiducia cosa accadendo.

venerdì 9 gennaio 2015

Grande schermo e bebè, piccola mappa delle sale amiche dei neo genitori



Pare sia stata Berlino la prima città ad aprire le porte delle sale cinematografiche agli spettatori con bebè al seguito. In Italia negli anni si sono moltiplicate, anche se non in modo capillare, le sale che offrono ai neo genitori la possibilità di andare al cinema con bambini anche piccolissimi. Con l'arrivo di un bebè tante neo mamme e tanti neo papà si sentono costretti a rinunciare  alla magia del grande schermo e il loro rientro in sala segue un percorso quasi obbligato fatto di cartoni animati e film per bambini. Le sale "baby friendly", se così possiamo chiamarle, sono destinate a tutti quei genitori, cinefili e non, che non potendo o non volendo affidare il pargolo a qualcuno, non vogliono rinunciare al cinema. Va da se che si tratta di proiezioni durante le quali poppate, pannolini, pianti, gattonamenti e passeggiate in sala non devono destare preoccupazione.

Bologna - Nel nostro paese una delle prime città a proporre rassegne dedicate ai neo genitori è stata Bologna. Cinenido, visioni disturbate ha visto la luce nel 2005. La prima proiezione per genitori e nonni con poppanti al seguito è avvenuta il 17 dicembre di 10 anni fa con La fabbrica di cioccolato di Tim Burton.
L'iniziativa è curata dalla Cineteca di Bologna. Il sabato pomeriggio, da settembre a maggio, il Cinema Lumière apre le sue porte alle neomamme e ai neopapà che possono così tornare al cinema con il proprio bebè senza paura di disturbare. Gli altri spettatori sono avvisati: i bambini possono farsi sentire e muoversi in sala. Alle casse è disponibile uno spazio in cui lasciare passeggini e carrozzine e in bagno c'è il fasciatoio. I titoli rivolti ai neo genitori vengono decisi settimanalmente in base alle prime visioni del Cinema Lumière. Per conoscere la programmazione ci si può iscrivere alla newsletter.
Sotto le due Torri lo scorso anno è stato sperimentato anche il Mummy Cinema ospitato dal Cinema Odeon. L'iniziativa, nata da un'idea di Laurell Boyers Bastiani, era rivolta alle mamme e ai loro bambini da 0 a 18 mesi e prevedeva quattro appuntamenti, uno ogni due settimane.
In occasione delle proiezioni, il sabato mattina, la sala veniva resa "baby friendly": luci soffuse, audio ribassato, possibilità di accedere in sala con le carrozzine e naturalmente possibilità di allattare e di
non preoccuparsi di pianti e urletti. Il titolo del film veniva scelto dalle mamme attraverso la pagina
Facebook di mummy cinema. Pagina che si può consultare anche per sapere se l'iniziativa verrà ripetuta in futuro.

Torino - A Torino non poteva che essere il Museo nazionale del cinema ad organizzare le proiezioni rivolte alle famiglie con bambini piccoli. La rassegna Cinema con bebè, curata dal museo in collaborazione con l' associazione Giovani genitori, è ospitata dal Cinema Massimo. Il primo appuntamento del 2015 è per domenica 11 gennaio con Vicky, vichingo. Come negli anni scorsi, la proiezione mattutina sarà a volume ridotto con luci soffuse e a disposizione delle famiglie ci saranno fasciatoio, scaldabiberon e un area riservata al parcheggio dei passeggini. I bambini fino a tre anni non pagano, mentre per adulti e bambini più grandi il biglietto costa 4 euro. Prevista anche la merenda offerta da Sweetland e Centrale del latte con il sostegno di The Milk Bar.

Roma Cinemamme è nato nella capitale nella primavera del 2009, ospitato dal Nuovo Cinema Aquila al Pigneto.  Rivolto alle mamme e ai papà di bambini fino a 18 mesi, il Cinemamme è stato organizzato fin dalla sua prima edizione da Città delle mamme, associazione di volontariato che promuove e realizza progetti a sostegno della genitorialità. Nato come momento di svago e socializzazione il Cinemamme ha tra i suoi obiettivi anche quello di scongiurare l'isolamento delle neomamme.
Anche in questo caso le proiezioni avvengono a volume ridotto per non disturbare i piccoli e a luci soffuse per permettere ai genitori di prendersi cura dei bambini. A disposizione ci sono fasciatoio e scaldabiberon. Le carrozzine possono essere introdotte in sala.
La settima edizione, iniziata a novembre si concluderà il 21 gennaio, con Big Eyes di Tim Burton. Le proiezioni, spostate al mercoledì mattina, iniziano alle 11 ma le socie di Città delle mamme accolgono i genitori a partire dalle 10,30 per un momento di scambio e condivisione. Il biglietto costa 5 euro.

Milano -  Nato a Roma, Cinemamme ha preso piede in diverse città italiane. A Milano le proiezioni
organizzate in collaborazione con ARCI e AIED, avvengono al Anteo spazio cinema. Cinema e sala sono ovviamente " baby friendly" e le partecipanti possono votare e  scegliere il titolo del film.
A Milano è stata sperimentata anche un'altra rassegna dedicata alle neomamme,  si tratta di Schermi e biberon, organizzato e ospitato dall' Area Metropolis 2.0 della Cineteca di Milano. La rassegna dovrebbe riprendere a febbraio e proseguire fino ad aprile. I film in prima visione verranno proiettati il sabato pomeriggio alle 17.

Monza - Cinemamme è presente anche a Monza ospitato dal Cinema Teodolinda di via Cortelonga. Ogni due settimane il venerdì alle 15 viene proiettato un film di prima visione. La programmazione è disponibile sulla pagina web dedicata alla rassegna.

Padova - Partirà il 22 gennaio a Padova la nuova edizione di Cinemamme. Le proiezioni a misura di bebè saranno seguite da incontri in cui si parlerà di allattamento, gioco, nanna e di tanti altri temi cari ai neogenitori. Anche quest'anno la rassegna sarà ospitata dal Cinema Portoastra

Sesto San Giovanni - Cinemamme è presente anche a Sesto San Giovanni. Un giovedì al mese il  Cinema Rondinella apre le sue porte a mamme e bebè con una proiezione mattutina. I film iniziano alle 11 e il biglietto costa 4 euro. Nella sala "baby friendly", viene allestito uno "spazio gioco" per i bimbi. La rassegna proseguirà fino a giovedì 7 maggio.

Nel 2014 Cinemamme è stato ospitato anche dal Cinema Dante di Venezia e dal multisala Wiz di Brescia.  In passato, inoltre, rassegne dedicate alle neomamme hanno preso vita a Trento, Udine, Frascati,Terni e Sesto Fiorentino, esperienze che spero possano essere replicate in futuro. Questo post non vuole essere una guida completa alle rassegne dedicate ai neogenitori con bebè a seguito e dunque se qualcuna mi è sfuggita o sta per essere inaugurata vi chiedo cortesemente di segnalarmelo.
















giovedì 8 gennaio 2015

Rientro al nido: che pazienza!

Il periodo di Natale è passato tra pranzi interminabili e grande riposo. Ora si tratta di riprendere il ritmo del lavoro, del nido, e delle solite abitudini. Per i grandi è faticoso, per i piccoli è un grande impegno da affrontare. Gli orari sono fondamentali per i bambini e il rientro al nido è davvero duro. Proviamo per un momento ad immaginarci al posto, prendiamo il solito nome ad esempio, di Cesarino.