giovedì 30 luglio 2015

Una questione di contratto


melschmitz















Mirco Sergi è educatore a Imola, città dove lavora. Dopo anni di precariato e molte esperienze nel settore tra nido, scuola d'infanzia e progetti con adolescenti, è quasi convinto a lasciare la professione per dedicarsi ad altro. Eppure ha sempre lavorato con grande determinazione 

venerdì 24 luglio 2015

Roma incentiva l'illegalità


Onda gialla



















Il comune di Roma incentiva l'illegalità. Lo permette quotidianamente e lo fa sulla pelle dei bambini. Potrebbero sembrare parole esagerate ma è questo, detto in modo brutale, quello che sta succedendo. Ricapitoliamo la vicenda che è

mercoledì 22 luglio 2015

Nuove tariffe per la refezione scolastica: cosa cambia




 
A settembre i bambini delle mense bolognesi potranno assaggiare i pasti forniti dall' ATI ( associazione temporanea di impresa) Gemeaz formata da Elior e Camst, che si è aggiudicata la gestione del servizio per il periodo 2015-2020.  La società, formata dagli ex soci privati di Seribo, ha infatti, vinto la gara  indetta dall'amministrazione dopo la decisone, presa nel corso dello scorso anno scolastico, di dare in appalto il servizio.  Tra le novità figurano una percentuale di biologico superiore al 90%, materie prime di filiera corta, rilevazioni costanti del gradimento dei bambini, incontri con i genitori, programmi di educazione ambientale ed alimentare. 
 Le novità oltre che il piatto dei bambini  e il coinvolgimento dei genitori riguarderanno anche il bilancio delle famiglie. Il nuovo sistema tariffario, presentato oggi in conferenza stampa, permetterà ai genitori un risparmio di 175 euro all'anno ad utente per un totale di 3,5 milioni di euro. La tariffa massima, al centro in passato di polemiche e contestazioni, passerà dagli attuali 6,70 euro a 5,20 euro, una riduzione pari a circa il 20%.  Inoltre, il nuovo sistema tariffario prevede 15 fasce ISEE e questo dovrebbe permettere una maggiore gradualità della progressione delle quote agevolate. Le famiglie pagheranno una tariffa unica per ogni pasto consumato: il nuovo sistema manda, infatti, in soffitta il meccanismo in base al quale veniva richiesta una quota fissa mensile ed una a pasto. Un'altra novità riguarda le famiglie con più figli che godranno di sconti più sostanziosi rispetto al passato. Le famiglie con un Isee inferiore a 30.000 euro potranno usufruire di uno sconto del 15% per il primo figlio, del 40% per il secondo e del 75% dal terzo figlio in poi. Per le famiglie con un Isee inferiore a 19.000 euro gli sconti saranno del 20%, 50% e 80%, mentre  per quelle con un Isee inferiore ai 9.000 euro le percentuali di sconto raggiungeranno il 30%, 60% e 90%. Per farsi un'idea del risparmio per le famiglie occorre tener presente che con il sistema in vigore fino all'anno scolastico da poco concluso gli sconti, per Isee inferiori ai 30.000 euro, ammontavano al 10%, 20% e 30%.
"Abbiamo raggiunto un risultato straordinario grazie alla collaborazione dei genitori, abbiamo davvero co-progettato insieme il nuovo servizio di refezione scolastica" ha commentato soddisfatto il sindaco Virginio Merola.
Soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti dei genitori.  "Ora Bologna è tra le città virtuose per quanto riguarda il costo dei pasti" ha sottolineato Sebastiano Moruzzi della Commissione Mensa Cittadina. Lo stesso Moruzzi, scrivono i quotidiani bolognesi, a margine della conferenza stampa  ha ribadito che  "gli indebiti profitti ottenuti da Seribo negli scorsi anni", circa un milione e mezzo all'anno a fronte di una media di mercato di 300.000 euro,  "dovrebbero essere restituiti alla collettività, e i privati dovrebbero vendere le loro quote alla cifra simbolica di un euro". Una convizione questa che ha portato l'Osservatorio cittadino mense scolastiche a promuovere una petizione online a cui hanno già aderito quasi 1300 persone.
Una battaglia condivisa dal consigliere 5 stelle Marco Piazza che, sul suo profilo facebook invita a sostenere la petizione. "Le tariffe della refezione scolastica finalmente calano, e calano tanto. La qualità inoltre (almeno sulla carta) andrà persino a migliorare" scrive sul social facendo notare che  "gli stessi gestori di prima, con lo stesso personale, nelle stesse strutture, nella stessa città, con gli stessi utenti fa molto meglio a molto meno". Questo per Piazza è la conferma che "le tariffe erano assurdamente alte". "Resta l'amaro in bocca di aver pagato troppo per anni " conclude il consigliere.
 

 
 
 



 

Nidi: due buone notizie

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Italia. Due sono le buone notizie in un mare di guai. La prima è di qualche giorno fa: la buona scuola è legge. Per i nidi significa finanziamenti regolari e continui da parte dello Stato cosa che non è mai accaduta prima. La seconda buona notizia è che gli Enti locali potranno assumere personale per i servizi educativi. (Quindi a Bologna si assumono le maestre). Queste due notizie le aspettavamo da tempo e sono state dure da conquiste nonostante l'evidente della necessità. da qui in poi ci saranno tante cose a cui porre attenzione. Ciò che è certo è che le buone notizie arrivano in un momento davvero drammatico.
Oggi i nidi hanno la possibilità di continuare a vivere ma anni di incuria, disfacimento e mala gestione, si notano e i danni perpetrati saranno cari da pagare.
Molto del lavoro è stato svolto dalla senatrice Francesca Puglisi, che con un colpo di qua e una botta di là, all'interno del suo stesso partito, il Pd, ha saputo portare avanti, nonostante tutto, la causa dei nidi. Tanto lavoro va anche riconosciuto al Gruppo Nazionale Nidi che da anni, lontano dai riflettori, ha lottato per questa riforma.
Ora si dovrà stare attenti a tante cose. per primo c'è da capire quanti soldi andranno effettivamente ai servizi 0-3. Ad oggi non è chiaro quanto andrà a chi e tutti sappiamo quanto le scuole abbiano bisogno di economie.
Ma c'è di più.
Si dovranno mettere in fila anni di danni per riparare ciò che in tanti comuni è stato fatto male e non è stato fatto per niente. Le chiusure dal 2010 ad oggi sono state tante, per capire quante, aspetteremo ancora qualche giorno, quando l'Istat ci darà un quadro della situazione in punti percentuali. Ci sono poi altre faccende che l'Istat non è in grado di analizzare (per i tempi e mancanza di dati) che sono: la qualità educativa: si è abbassata? Perché la domanda da parte dei genitori, è calata di molto e in tutto lo stivale? La crisi non può essere l'unica risposta. (Stateci a seguire perché su questi punti stiamo lavorando ad un report.)
Anni di incuria vogliono dire tanti soldi da spendere per ritornare a ciò che è stato e su cui tante economie erano già state spese.
Se le politiche avessero lavorato in modo diverso oggi il sistema avrebbe potuto espandersi, così tutto sommato pare che i soldi siano stati buttati dalla finestra. C'è poi tutto il sud da valutare che rimane avvolto da un alone di mistero. Sono arrivati mln  e tanti dall'Europa già da un paio di anni per ampliare l'offerta dei servizi educativi 0-3. Anche di questo potremmo capire da qui a breve ma a giudicare da quel poco detto, i fondi sono stati spesi poco e male.

sabato 18 luglio 2015

Una classe di soli stranieri. Una maestra racconta

clarita











Una classe di soli bimbi stranieri. E' successo lo scorso anno a Bologna. Un caso più unico che raro e un'esperienza indimenticabile per le insegnati. Per capire la situazione e in generale le difficoltà che si possono incontrare in classi con una forte presenza di stranieri, abbiamo incontrato una delle protagonista della vicenda: la maestra Alessandra.

mercoledì 15 luglio 2015

Le non risposte dell'assessore Pillati


jober788











Mi è capitato quando ero piccola, allora non capivo bene e la cosa mi coglieva davvero alla sprovvista. Ancora oggi ricordo il fatto con stupore. La mia vicina di casa, la signora Pinna, signora attempata e fortemente antipatica a tutto il vicinato, mi diceva con fare gentile: "Entra, entra in casa..." e nel mentre mi chiudeva il cancello in faccia impedendomi l'ingresso. C'è molta violenza nell'ipocrisia e quando sei bambino ti ferisce e a dire il vero, anche oggi ho serie difficoltà a capire quando i cancelli, nonostante appaiano aperti, mi si chiudono in faccia. Giovedì scorso in udienza conoscitiva, l'assessore Pillati ha risposto alla nostra richiesta di partecipazione, in modo del tutto simile. La nostra associazione ha presentato una modifica al regolamento all'istituzione scuola, per prevedere e consentire una rappresentanza della cittadina attiva che coinvolgesse genitori e associazioni. La richiesta precisa e puntuale è stata evasa e rimandata ad altre date e ad altri luoghi. Quali? Non ci è dato a sapere. Eppure abbiamo formulata e motivato l'introduzione dell'Art 22 bis, (che potete leggere qui), tenendo presenti altre esperienze già operative e molto positive. Le finalità che ci hanno spinto ad una richiesta simile era il tentativo di rendere l'istituzione una sorta di casa per l'infanzia aperta alla cittadinanza per incontrarsi, confrontarsi, relazionarsi e discutere...Il cancello ci si è chiuso in faccia dopo tre appuntamenti (partiti ad aprile e richiesti da dicembre) ed è stato chiuso senza una vera motivazione e dopo che molti dei presenti: sindacati, genitori, associazioni, il presidente dell'istituzione, rappresentanti del consiglio e la stessa assessore, abbiano dichiarato e sottoscritto l'importanza e l'utilità della partecipazione dei genitori e cittadini! Ora le domande che ci rimangono da fare, da dietro il cancello, sono semplici: se non ora, quando? Se non qui, dove? Forse il 30 febbraio dell'anno duemilaemai? La parola di replica non è stata data nemmeno ai consiglieri presenti al tavolo che per l'occasione sono stati invitati solo all'ascolto. Nel mentre noi continueremo a lavorare, e se le nostre idee, non saranno accolte dalla politica, troveremo nuovi orizzonti. Il potere della partecipazione nei confronti della politica lo esprimeremo nel luogo e nel tempo consentito: durante le votazioni.


lunedì 13 luglio 2015

Buona scuola e gender. Parola al senatore Lo Giudice

Sergio Lo Giudice














Mi accoglie senza troppe formalità a casa sua in un salone inondato di luce che affaccia su un giardino verdeggiante. Sergio Lo Giudice prima di sedere in senato è stato capogruppo del Pd in consiglio comunale Bologna. Prima ancora è insegnante di filosofia al liceo Copernico. Ha un forte accento meridionale che fa intuire la provenienza. "Sono originario di Messina” mi dice sistemandosi gli occhiali. Iniziamo l'intervista attorno ad un tavolo con al centro una bottiglia d'acqua che cala di livello, man mano che le parole scorrono.

giovedì 9 luglio 2015

Anita: educatrice al nido ci racconta il suo lavoro


BoNidi





















Anita è una ragazza di 32 anni. E' educatrice da sei e lavora presso la cooperativa Cadiai. Lavora in un nido della provincia. E' molto appassionata del sul lavoro, ha una laurea triennale in educatore di prima infanzia e una laurea magistrale in pedagogia. Come tanti non è di Bologna, l'ha scelta come metà di studi “perché ho sempre saputo che questa è la culla della pedagogia...e non sono rimasta delusa”. Anita lavora 25 ore settimanali ed ha uno stipendio di 800 euro mensili circa. E' colta e particolarmente informata, ha una visione a tutto tondo del mondo dei servizi educativi, conosce la politica, il mondo dei sindacati ma anche la pedagogica... “finché non avrò una mia famiglia, potrò permettermi di continuare così, con uno stipendio modesto, arrotondando nel periodo estivo quando non lavoro e non sono pagata, poi non so”. La incontro una calda mattinata di luglio. Ha un aspetto deciso, capelli cortissimi, maglia e jeans, senza trucco e uno sguardo diretto. Parla con un filo di voce ma ciò che dice è incisivo e forte. E' facile parlare con lei, come raramente mi è capitato di riuscire a fare con un lavoratore del privato sociale “E di cosa dovrei aver paura? -mi chiede- Quello che dico è vero e verificabile. Non ho niente da temere”. Poi continua mentre sorseggia un te ghiacciato.
“Lavorare mi piace, il mio lavoro mi piace, lo faccio con coscienza... ma ci sono delle cose che mi stanno strette. Intanto le condizioni contrattuali, e poi per quanto possa sembrare sciocco, sono infastidita dalla nuova divisa” (nella foto)

mercoledì 8 luglio 2015

0-6 e Buona Scuola: parola alla Cgil











Micol Tuzi è pedagogista e delegata Cgil a Bologna. In città tutti la conosciamo. Non possiamo dire che sia una persona che passi indifferente, c'è chi la ama e c'è chi la odio, ma in generale accende grandi passioni. Da qualche tempo la Tuzi ha costituito una rete di delegati cgil che si sta muovendo sul territorio nazionale in modo compatto. Il gruppo di lavoro si è incontrato più volte fino alla produzione di un documento molto ampio che ha messo insieme tante idee e temi per tentare di definire nel complesso scenario attuale cosa il settore 0-6 dovrebbe fare e significare. Le cose che vengono menzionate sono, tantissime e troppe per elencarle tutte. Ci tocca una brutale sintesi in cui tenteremo di far emergere le cose più significative. Il documento è stato già presentato in più contesti sia a Bologna in un convegno collettivo che a Roma durante la presentazione della rete democratica del pd dove dal documento è partito un interessante commento rispetto alla Buona Scuola. E vist l'importanza del ddl partiamo da lì per darne notizia.

martedì 7 luglio 2015

Maternità e lavoro? Giorgia Campana racconta




















Giorgia Campana è da poco mammadelle terza bambina ed è consigliera delle pari opportunità presso la provincia di Bologna. Si tratta di una carica ministeriale poco conosciuta e molto delicata. Il suo compito è ampio: si occupa di disparità fra uomini e donne sul lavoro e di rilevare ed agire anche legalmente contro le discriminazioni di genere. Conduce studi, seminari e divulgazione per consolidare anche in Italia una cultura della parità, già realtà in UE. Oggi siamo con lei per parlare donne e lavoro, con una particolare attenzione di mamme e lavoro e in particolare uno studio sulle condizioni della donna nel territorio della città metropolitana. “Lo studio è condotto all'associazione nazionale del mobbing- specifica la Campana- e ci restituisce dati importanti: sono circa 800mila le madri in Italia che in due anni hanno subito mobbing e sono in aumento rispetto a periodi precedenti del 30%. Il mio ufficio ha seguito negli ultimi anni oltre un centinaio di casi che coinvolgevano donne lavoratrici madri, e circa una trentina fra queste avevano subito anche mobbing.”

lunedì 6 luglio 2015

Tutti i bimbi al nido


GaborfromHungary













 Bologna. Gli iscritti ai nidi anche quest'anno (2015-16) sono tanti. Anche quest'anno i posti non bastano per tutti e le liste d'attesa sono lunghe, anzi lunghissime, sono quasi 850 gli esclusi (oltre i 2000 gli accolti). Come sempre i numeri fanno notizia e come tutti gli anni, in questo periodo, si parla di nidi. Sfogliando il Corriere di Bologna scorgo una lunga lettera, firmata da un giovane papà di nome Gabriele Mingardi, che fa una denuncia accorata, quasi commovente. Scrive della frustrazione per l'esclusione del figlio al nido. La giovane moglie di 26 anni non lavora ma studia e così si esclude il bambino dal

servizio educativo. Sono tanti i pensieri che ho mentre leggo la lettera, una lettera che ha avuto anche una replica dall'assessore alla scuola, che tenta di spiegare il difficile lavoro per scegliere i criteri d'accesso. Non voglio dilungarmi sui criteri d'accesso, spiegati benissimo altrove o soffermarmi sul singolo caso. Voglio  invece allargare la riflessione, diciamo sociale, sui contenuti della lettera, che ci racconta molte cose. Sul bancone degli imputati ci sono le regole d'accesso e la scarsità dei nidi. Le regole difficilmente comode, ci danno sempre un po' fastidio, ne abbiamo tante tutti i giorni,  e quasi mai sono convenienti. Non vanno mai bene! Magari ci accontentano da una parte e ci scontentano dall'altra, magari sono profondamente ingiuste e ci fanno arrabbiare, altre volte le troviamo condivisibili e ci fa arrabbiare chi non le rispetta...le regole possono fare anche male... ma sono un accordo di convivenza che ci siamo dati tra le tante esigenze di tutti per convivere gli uni accanto agli altri. (Possibile?)
I nidi dovrebbero essere per tutti i bimbi, sempre aperti e sempre di qualità, perché se ben gestiti, sono il primo ingresso nel mondo civile per i bambini. Dovrebbero interessare tutti noi, sempre, e comunque non solo quando i bimbi sono piccoli o quando sono respinti. Invece non è così e ci si accorgiamo della loro assenza e incompletezza quando ci vengono meno.
Forse le cose stanno andando così male per i servizi educativi 03, che chiudono, non vengono richiesti da tanti genitori e si stanno impoverendo sempre più, perché li stiamo trascurando. Personalmente metterei la frequentazione del nido d'obbligo (almeno per un anno) a tutti i bambini, li farei  gratuiti  e pagherei le educatrici e collaboratori il doppio se non o il triplo, di quello che sono oggi, perché ne esistono pochi di lavori tanto delicati....
E' un sogno che non vedrò mai realizzare. Perché di questo passo sarà più verosimile che il bimbo del giovane papà, diventando a sua volta genitore non troverà alcun nido dove iscrivere il figlio...perché avranno chiuso. Cosa che sta succedendo da anni in tutto il paese.          








Bologna. Gli iscritti ai nidi anche quest'anno (2015-16) sono tanti. Anche quest'anno i posti non bastano per tutti e le liste d'attesa sono lunghe, anzi lunghissime, sono quasi 850 gli esclusi (oltre i 2000 gli accolti). Come sempre i numeri fanno notizia e come tutti gli anni, in questo periodo, si parla di nidi. Sfogliando il Corriere di Bologna scorgo una lunga lettera, firmata da un giovane papà di nome Gabriele Mingardi, che fa una denuncia accorata, quasi commovente. Scrive della frustrazione per l'esclusione del figlio al nido. La giovane moglie di 26 anni non lavora ma studia e così si esclude il bambino dal

servizio educativo. Sono tanti i pensieri che ho mentre leggo la lettera, una lettera che ha avuto anche una replica dall'assessore alla scuola, che tenta di spiegare il difficile lavoro per scegliere i criteri d'accesso. Non voglio dilungarmi sui criteri d'accesso, spiegati benissimo altrove o soffermarmi sul singolo caso. Voglio  invece allargare la riflessione, diciamo sociale, sui contenuti della lettera, che ci racconta molte cose. Sul bancone degli imputati ci sono le regole d'accesso e la scarsità dei nidi. Le regole difficilmente comode, ci danno sempre un po' fastidio, ne abbiamo tante tutti i giorni,  e quasi mai sono convenienti. Non vanno mai bene! Magari ci accontentano da una parte e ci scontentano dall'altra, magari sono profondamente ingiuste e ci fanno arrabbiare, altre volte le troviamo condivisibili e ci fa arrabbiare chi non le rispetta...le regole possono fare anche male... ma sono un accordo di convivenza che ci siamo dati tra le tante esigenze di tutti per convivere gli uni accanto agli altri. (Possibile?)
I nidi dovrebbero essere per tutti i bimbi, sempre aperti e sempre di qualità, perché se ben gestiti, sono il primo ingresso nel mondo civile per i bambini. Dovrebbero interessare tutti noi, sempre, e comunque non solo quando i bimbi sono piccoli o quando sono respinti. Invece non è così e ci si accorgiamo della loro assenza e incompletezza quando ci vengono meno.
Forse le cose stanno andando così male per i servizi educativi 03, che chiudono, non vengono richiesti da tanti genitori e si stanno impoverendo sempre più, perché li stiamo trascurando. Personalmente metterei la frequentazione del nido d'obbligo (almeno per un anno) a tutti i bambini, li farei  gratuiti  e pagherei le educatrici e collaboratori il doppio se non o il triplo, di quello che sono oggi, perché ne esistono pochi di lavori tanto delicati....
E' un sogno che non vedrò mai realizzare. Perché di questo passo sarà più verosimile che il bimbo del giovane papà, diventando a sua volta genitore non troverà alcun nido dove iscrivere il figlio...perché avranno chiuso. Cosa che sta succedendo da anni in tutto il paese.          

venerdì 3 luglio 2015

I bambini scavano e trovano un tesoro


anitapeppers










E' una bella giornata e i bambini sono fuori a giocare, un gruppetto di alcuni bimbi sta scavando vicino ad un albero. Gli altri giocano intorno nei modi più svariati, come raramente capita nessuno litiga, le maestre sono sedute a parlare e ne approfittano per programmare qualche attività per la prossima festa di fine anno. Ad un certo punto Andrea, Lucia e Giovanni corrono verso la maestra Francesca "Guarda cosa abbiamo trovato!" I bambini pongono alla sua