giovedì 26 novembre 2015

Violenza assistita: l'altra faccia della violenza contro le donne



Ieri è stata la giornata contro la violenza sulle donne, ricorrenza che ogni 25 novembre, da quando nel 1999 la giornata internazionale è stata istituita dall'ONU, porta il mondo politico e la società civile a riflettere su un fenomeno bollato dalle Nazioni unite come "una seria minaccia per il progresso".
Un fenomeno che ha tante facce e spazia dai crimini atroci commessi contro le donne e le ragazze nelle zone di conflitto agli abusi domestici. La giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne è stata anche il primo dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, 16 giorni che termineranno simbolicamente il 10 dicembre, giornata per i diritti umani.  Nel mondo una donna su tre ha subito nel corso della sua vita violenza fisica o sessuale, percentuale che sale drasticamente fino a raggiungere in alcuni paesi il 70% della popolazione femminile. 
Tante sono le forme di violenza contro le donne, tante quelle che, anche da noi, si celano dietro le mura domestiche, gravi e drammatiche le conseguenze. Maltrattamenti che spesso si ripercuotono sui bambini vittime di quella che viene definita violenza assistita. Un fenomeno che si verifica ogni volta che un minore assiste ad atti violenti tra familiari.



martedì 24 novembre 2015

A proposito di crisi....












"La crisi economica, politica ed istituzionale di questi anni ha avuto, tra gli altri effetti, quello di creare un profondo disorientamento nel delicato settore dei servizi destinati alla donna e al bambino..." Susanna Mantovani e Rita Perani da "Un nido Educativo" 1982.


   

lunedì 23 novembre 2015

Bambini senza. Mettiamoci in ascolto












Il rapporto sull'infanzia di Save the cildren sull'infanzia ha fatto riflettere. Per qualche giorno tutti i media ne hanno parlato e nonostante ci siamo anestetizzati alle cattive notizie, questa ha fatto presa. Colpisce il fatto che nel nostro paese, un paese ricco, ci siano tanti poveri (1,8 mln minori sono in povertà assoluta).
Il documento li chiamo "bambini senza". Sono senza tante cose che riteniamo indispensabili l'abbiamo già scritto. In uno dei paese più ricchi al mondo stanno affiorando profonde crepe, in un sistema che pensavamo fosse destinato a crescere all'infinito, in una continua ricchezza per tutti. Ma non è così e forse non lo è mai stato. Oggi è evidente quello che tanti economisti hanno denunciato e continuano a denunciare cioè il fatto che si allargano le "forbici sociali": molti più ricchi, ricchi, molti più poveri poveri. Bambini Senza ci ha mostrato la parte più sgradevole, i poveri esistono e spesso sono i nostri vicini di casa.
Ma cosa possiamo fare noi tutti i giorni? Come approcciarci?

sabato 21 novembre 2015

Parigi, il terrorismo e il diritto dei bambini all'informazione.



Ieri si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dei bambini. Nessuno degli articoli della  convenzione  può essere tralasciato e tutti i diritti sanciti nella carta approvata dalle nazioni unite il 20 novembre del 1989 meriterebbero un approfondimento. Tanti sono quelli ancora non o poco rispettati nel mondo.

Mi soffermo sul diritto a ricevere informazioni adeguate è contenuto nell'articolo 13 della convenzione, quello che sancisce la libertà di espressione. Qui e ora, gli attentati di Parigi, hanno portato genitori ed educatori ad interrogarsi sul diritto dei bambini a ricevere un'informazione adeguata su fatti e immagini che tv, computer e smartphone hanno portato anche sotto gli occhi dei più piccoli.
In questi otto giorni ci si è interrogati sul come spiegare ai bambini quello che sta accadendo e tutti i grandi giornali, almeno qui da noi, hanno dedicato spazio a psicologi e psicoterapeuti per capire come affrontare un tema così delicato con i più piccoli a seconda delle età. Tra i tanti articoli apparsi ne ho scelti due: i consigli della neuropsichiatra Antonella Costantino e il messaggio, rimbalzato sui social, di Alberto Pellai.

venerdì 20 novembre 2015

Come rispettare i diritti dei bambini?


NDPetitt


















Oggi la Carta dei diritti dei bambini compie gli anni. La carta è un documento complesso e firmato praticamente da tutto il mondo. Per raccontarla, capirla e sentirla più vicino a noi, abbiamo incontrato Vanessa Niri pedagogista e autrice per la rivista Wired. La carta è lunga e conta oltre 50 articoli ma può essere sintetizzata in 4 grandi aree tematiche. Abbiamo chiesto alla Niri, di aiutare noi genitori a rispettare questi diritti nella vita quotidiana.

giovedì 19 novembre 2015

Bambini senza...senza scarpe, senza libri, senza feste, senza mense...



BolognaNidi

E' stata presentato ieri in Senato il documento redatto da Save the Children dal titolo "Bambini Senza". In oltre 200 pagine e attraverso la voce di tanti rappresentati della Onlus, si è fatto un ritratto inquietante del nostro paese. Un paese che presta poca cura ai suoi bambini. Sono state messe sul piatto più questioni, molte delle quali economiche. Vediamole insieme.

mercoledì 18 novembre 2015

Dove sono i soldi per i nidi?

BolognaNidi











Ci sono delle volte che non riesco a capire bene le regole del gioco. Questo post contiene più domande che informazioni. O forse è meglio dire, che queste le domande che genera premettono informazioni e che le informazioni a nostra disposizione colgono grandi confusioni putroppo non solo della sottoscritta.
Le domande nascono dopo un ragionamento e il ragionamento, abbiate pazienza, parte da un comunicato stampa della scorsa settimana della regione Veneto.
La giunta regionale del Veneto annuncia di aver richiesto di maggiori economie rispetto alle politiche educative al Ministero per il lavoro e delle politiche sociali. Ecco e qui si concentro la mi confusione: le economie per i servizi educativi rivolti all'infanzia oggi da quale ministero dovrebbero essere sborsate? Dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali? O dal Ministero dell'istruzione? Così ci indicava in una recente intervista l'On Vanni Iori. 
Il fatto è che da entrambi i Ministeri  di finanziamenti non se ne vedono.
Le regioni che dovrebbero ben sapere chi finianzia, cosa, non hanno pare ancora capito bene e se non è chiaro a loro, figuriamoci  noi giornalisti che dovremmo dare informazioni o ai cittadini. E mentre le regione e i diversi ministeri si rimbalzano le responsabiltà economiche i nidi chiudono...

lunedì 16 novembre 2015

Integrazione scolastica: non ci sono scorciatoie














Si è svolto a Rimini per la durata di tre giorni un convegno sull'integrazione scolastica, il decimo organizzato del Centro Studi Erikson. Il discorso si è concentrato esattamente sulla qualità dell'integrazione, l'integrazione vista a 360 gradi. In tre giorni, dal 13 al 15 novembre, sono passati quasi cinquemila insegnanti, hanno parlato 200 relatori, si sono consumati 80 workshop e svolte  3 sessioni plenarie. Ai microfoni si sono succedute voci illustri, come quella del sociologo Bauman Zygmunt (l'inventore della modernità liquida), dello psicoterapeuta Massimo Recalti e del filosofo Edgar Morin

sabato 14 novembre 2015

Chiusi due nidi nuovi

BolognaNidi














Cosa succede nei nidi di Trani? Cose strane che però all'amministrazione pubblica non sembrano tanto strane viste le risposte che ci danno a domande informali e generiche  che rivolgiamo al telefono.
"Mi scusi a Trani ci sono nidi comunali?"
"No- mi risponde la centralinista- hanno chiuso quest'anno: Però ora ce n'è uno  privato bilingue"

venerdì 13 novembre 2015

Individuati i presunti responsabili del rogo al Gaia: tutti minorenni, avrebbero agito per divertimento




Avrebbero agito senza secondi fini per puro atto di vandalismo i ragazzini, tutti minorenni, ritenuti responsabili dell’incendio che lo scorso 3 novembre ha danneggiato una sezionedel nido Gaia in via Felice Battaglia. I presunti responsabili del rogo sono stati individuati dalla Squadra Mobile: si tratta di un gruppo di tre, forse quattro, ragazzini tra i 14 e i 15 anni.  Il gruppetto sarebbe responsabile anche di altri piccoli incendi appiccati nella zona.


Il ritrovamento di tre bottiglie incendiarie non aveva lasciato dubbi sulla natura dolosa dell’incendio e fin da subito era stata seguita la pista di un atto vandalico ad opera di ragazzini. Due giorni dopo il rogo, tante famiglie hanno portato la loro solidarietà al Gaia: nel pomeriggio di venerdì scorso, dopo il tam tam sui social, alcune centinaia di persone si sono ritrovate davanti al nido per una manifestazione “resa rumorosa solo dalle grida dei bambini”. Alla festa aveva partecipato anche il sindaco Virginio Merola. “Mi auguro che siano individuati i responsabili a cui chiederemo i danni. E mi auguro che non finisca, come quando becchiamo chi imbratta i muri, con i genitori che dicono: poverini” aveva detto in quell'occasione. 

Libertà di espressione, dal 14 al 22 novembre torna "Bologna città dei bambini e delle bambine "


Sarà la libertà di espressione, sancita dall’ art 13 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il filo conduttore della nuova edizione di Bologna città delle bambine e dei bambini. Il diritto alla libertà di espressione comprende la libertà di “ divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo” e quella di ricevere informazioni adeguate.
Nata per celebrare la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, la kermesse, coordinata dal Comune, animerà la citta con nove giorni di eventi dedicati ai bambini e a chi, genitori, educatori, insegnanti si occupa di infanzia.  Dal 14 al 22 novembre biblioteche, teatri, musei e tanti luoghi che quotidianamente ospitano i bambini e le loro famiglie ospiteranno i tanti eventi gratuiti in programma.

Per celebrare la Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, il 20 novembre il Consiglio Comunale si riunirà in seduta solenne. 
Il 14 novembre al Teatro Testoni ci sarà un nuovo convegno dedicato all’Outdoor education, l’educazione all’aperto. Giunto alla sua terza edizione, il convegno, organizzato da Comune, Università, Fondazione Villa Ghigi e Rivista Infanzia, ruoterà intorno agli spazi esterni come risorsa didattico educativa. Quest'anno al centro ci sarà il tema della progettazione degli spazi. 

Domenica 22 novembre nella sala Tassinari di Palazzo d’Accursio, alle 11, Roberto Piumini e Massimo Montanari accompagneranno i più piccoli alla scoperta diSpaghetti e pomodoriAi piccoli lettori e alle loro famiglie è dedicata anche l’iniziativa “la Biblioteca va a teatro” organizzata dal Testoni Ragazzi in collaborazione con la Sala Borsa Ragazzi. È, invece, rivolta  a genitori, educatori ed insegnanti la tavola rotonda “Come (non dirlo) ai bambini" proposta dal Mambo : l’albo illustrato La nonna addormentata di  Roberto Parmeggiani servirà da spunto per una riflessione su cosa sia giusto o meno raccontare ai bambini.


Per il calendario completo clicca qui. 

giovedì 12 novembre 2015

Una legge per l'educatore: parola a Vanna Iori


BoNidi














Vanna Iori è oggi parlamentare, da anni è pedagogista, professoressa all'università e certo è una proficua scrittrice di saggi sull'educazione. Ha un'ampia visione del mondo dell'infanzia da diversi punti di vista. Vanna Iori è anche prima firmataria della proposta di legge 2656, testo che definisce e riconosce il ruolo dell'euducatore e del pedagogista ne abbiamo scritto di recente. Professioni che ad oggi sfuggono ad una vera definizione e che non sono inquadarate neppure per titoli di studio. L'abbiamo incontrata per farci raccontare della proposta di legge ma anche per parlare del nostro tema preferito: i nidi. 

mercoledì 11 novembre 2015

Umberto, il nonno dell'orto





Come tutte le mattine, Ascanio attraversa di corsa il cortile che dal cancello porta all'ingresso del nido. "Guada mamma, nonno otto", esclama entusiasta indicando con il ditino un signore che con una piccola zappa sta smuovendo la terra intorno ad una rigogliosa pianta di rosmarino nell'orto del nido. Il nonno in questione si chiama "nonno Umberto" e da quando suo nipote, oggi quattordicenne, frequentava il nido Martini si prende cura dell'orto, un fazzoletto di terra, davanti alle vetrate di una delle tre sezioni. A volte i piccoli incollano il naso alla vetrata e osservano con curiosità il nonno che zappa, annaffia, controlla una per una le tante piantine: erbe aromatiche, qualche fiore, pomodori. "Tra un po' pianterò il frumento"spiega Umberto.

 "Prima  curavo anche altri due orti in altri due nidi, ora mi occupo solo di questo" mi dice. Avrà poco più di settant'anni e una passione per la terra nata come hobby quando lavorava per una grande azienda. "Il lavoro mi portava spesso in trasferta, l'orto era una passione" racconta ora che è in pensione e che ha più tempo da dedicare alla terra.

Sono circa dodici anni che il signor Umberto si prende cura dell'orto e tante le piante seminate e viste crescere, così come i bambini che grazie al suo impegno hanno potuto vedere da vicino questa magia della natura. "I bambini vengono nell'orto con le educatrici e a volte si fermano con le mamme a controllare le piante che hanno seminato e annaffiato" racconta ancora il nonno, che svolge la sua attività anche grazie all'Auser. " Bravo il nostro Umberto" dice una collaboratrice di passaggio salutando il nonno con calore. Mi attardo ancora un poco a vedere il suo lavoro e immagino lo stupore e la gioia dei bambini quando possono "giocare" a coltivare la terra. "Qual'è il suo ricordo più bello?" gli chiedo senza troppa fantasia. I suoi grandi occhi chiari si illuminano. " Beh - dice dopo averci pensato un attimo, quasi scavando nei ricordi - una volta i bambini grandi hanno piantato i girasoli insieme alle educatrici e ognuno ne ha adottato uno. Sapesse come erano felici quando sono tornati nell'orto e i girasoli erano cresciuti"

Quello del nido Martini non è l'unico orto all'interno di un nido comunale. L'esperienza dell'orto ovviamente non si esaurisce al nido e sono tante anche le scuole dell'infanzia e le primarie che propongono quest'esperienza didattica. Secondo un'indagine condotta nel 2014 dalla Fondazione Villa Ghigi a Bologna sono presenti 66 orti scolastici e di questi 34 appartengono alle scuole dell'infanzia. I dati relativi ai nidi risultavano incompleti ma sono almeno 9 quelli che dispongono di un orto in giardino. Gli orti scolastici n on sono - però - gli unici in cui i bambini possono fare esperienza di orticoltura durante l'orario scolastico: diverse scuole - infatti - coltivano delle aree all'interno degli orti sociali o di quelli didattici gestiti dai centri sociali. Per i bambini la possibilità di coltivare un orto e raccoglierne i frutti coincide con quella, altrettanto importante, di prendersi cura di uno spazio e abbellirlo.  Non da ultimo quello degli orti è uno spazio dove a volte - come nell'orto di cui ho raccontato - si instaurano preziose relazioni tra generazioni.

lunedì 9 novembre 2015

Modena: dopo 46 anni rischia di chiudere il Triva. Sit- in il 20 novembre: "salviamo il nido e il modello emiliano"

foto Gli amici del Triva


Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. A Modena questa ricorrenza si interseca con l’anniversario dell’apertura del nido Bonacini oggi intitolato al ex sindaco Rubes Triva.. Ed è proprio davanti a questo nido, che ha aperto i battenti nel 1969, con due anni di anticipo rispetto all’istituzione ufficiale dei nidi d’infanzia, che si sono dati appuntamento i genitori della città emiliana. Non si incontreranno però solo per festeggiare il compleanno della struttura, che contende a Bologna il titolo di primo nido d’Italia, bensì per chiedere a gran voce che l’amministrazione comunale riveda le sue scelte e non lo chiuda. Lo storico nido – infatti – sembra essere destinato alla stessa sorte del Todi, il primo nido modenese ad essere stato chiuso dal 1969. Il Todi ha smesso di funzionare lo scorso 30 giugno, il Triva, salvo gli auspicati ripensamenti, dovrebbe chiudere alla fine dell’anno educativo in corso, quando i bambini “grandi”, quelli dell’unica sezione rimasta, completeranno il loro percorso.  
“Dal 2004 al 2014, Modena, ha aperto nuovi posti nido in una corsa più veloce dell’aumento della domanda stessa, azzerando le liste d’attesa e stabilendo un invidiabile primato. Oggi la domanda rallenta e proprio nel momento in cui servirebbe andare in direzione ostinata e contraria, le scelte sono altre e i nidi si chiudono, “dimenticando" quella voglia di fare welfare e quella lungimiranza socio-culturale che ha proiettato la città di Modena e i suoi cittadini verso il futuro.” scrivono i genitori amici del Triva sulla loro pagina Facebook. Sono loro che hanno convocato il sit-in delprossimo 20 novembre chiamando a raccolta “ giovani e anziani, genitori di ieri e di oggi”. Davanti al nido, tra le otto e le nove del mattino inizierà anche una raccolta firme contro la chiusura dei nidi comunali. Servizi per l’infanzia con la cui eccellenza  Modena - ricordano gli organizzatori – ha contribuito ad affermare i diritti dell’infanzia.  “ La città di Modena – ricordano ancora i genitori in uno dei tanti post sulla pagina facebook degli amici del Triva -  è stata “una delle poche città italiane ad aver superato l'obiettivo del 33% di iscritti, posto dalla conferenza di Lisbona, arrivando infatti al 41%.”. Gli amici del Triva non nutrono dubbi salvare il Triva equivale a salvare anche “il modello emiliano” dei servizi per l’infanzia e una parte importante dell’identità di Modena.


Il quarantesimo anniversario del nido è stato celebrato con tante iniziative tra cui un annullo filatelico : un altro elemento che permette di capire quanto la struttura sia legata alla storia della città e dunque quanto la sua chiusura abbia anche una valenza simbolica.  Il Triva – spiegano i genitori – “è il simbolo della lungimiranza, che cinquant’anni fa, ha proiettato la città di Modena e i suoi cittadini, verso il futuro”.  La storia di questo nido, infatti, è anche la storia delle lotte, personali e collettive, che hanno segnato l’esperienza di tante donne e di un'intera comunità. All'apertura dell’allora nido Bonacini si arrivò dopo le occupazioni, del terreno e della struttura, da parte delle famiglie del quartiere.  “ Imparare dal passato, soprattutto quando è virtuoso, rimane ancora oggi, tra le ”attività pedagogiche” più significative che possiamo e dobbiamo offrire alla società, per aiutare le nuove generazioni a crescere, seguendo e avendo ben chiare, quelle radici che erano i desideri di menti avvedute e che oggi sono l’eredità inestimabile che abbiamo ricevuto in dote:le conquiste sociali e i diritti.” scrivono ancora i genitori del Triva. Ed anche per questo hanno invitato tutti a postare sulla pagina, che già offre uno spaccato della storia del nido, i loro ricordi personali. 

La chiusura dei nidi, legata alla crisi economica che spinge molte famiglie a rinunciare al servizio, accomuna in questi ultimi anni molte città italiane.  Aosta, Ostia, Trani: al centro Nord, pur con i dovuti distinguo, il copione sembra ripetersi: le rette appaiono troppo elevate, le iscrizioni calano e i nidi, pubblici e convenzionati, chiudono o rischiano di chiudere.  Una dinamica che rischia di innescare o forse ha già innescato un circolo vizioso destinato a compromettere le due identità dei nidi d’infanzia: quelli di servizi di welfare e quella di servizi educativi. I nidi per decenni hanno permesso alle madri di non rinunciare, rimanere o re-inserirsi nel mondo del lavoro e da anni importanti studi dimostrano il nesso positivo tra la frequenza del nido e i risultati scolastici successivi. La chiusura di un nido comporta conseguenze sui due fronti e alimenta l’ impoverimento economico e culturale. Un fenomeno che sembra non lasciare immune neppure l’Emilia dei “servizi modello”.  




sabato 7 novembre 2015

Un tiolo per educare: una proposta di legge in discussione

BolognaNidi











E' da anni che se ne parla, è da anni che si tenta di far chiarezza ma per avere una definizione della figura professionale dell'educatore, dovrà passare con ogni probabiltà, ancora del tempo. Nella giornata di ieri UniBo  esattamente Scienze dell'educazione, ha promosso un'intera giornata per parlare, raccontare e discutere del tema e presentare la proposta di legge 2656 attualmente in discussione. La legge ha per titolo: Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista e l'Onorevole Vanna Iori prima firmataria del testo  era presente in una gremita aula di giovani studenti a raccontare.

venerdì 6 novembre 2015

Incendio doloso al nido Gaia: in via Felice Battaglia la solidarietà della città. Merola: "riflettere sul rapporto tra adulti e adolescenti"



“ Vogliamo dire no con una manifestazione resa rumorosa solo dalle grida dei bambini”. In tanti, mamme papà, nonni e cittadini del quartiere hanno aderito alla manifestazione indetta dai genitori per dimostrare solidarietà e vicinanza al Nido Gaia, danneggiato martedì sera, da un incendio doloso.  Ed era un clima di festa quello che si respirava oggi pomeriggio davanti al nido gestito dalla cooperativa Cadiai, che ha riaperto i battenti questa mattina. Tanti bambini si aggiravano nell’area davanti al nido  mostrando felici palloncini colorati che qualcuno gonfiava per loro, qualcun altro si attardava davanti ai tavoli della merenda. I più grandi giocavano ad inseguirsi come accade ogni giorno nei tanti parchi della città. 

 Palloncini e striscioni con le scritte #iosonoilgaia, #noisiamoilgaia ricordavano a tutti che la festa era in realtà una reazione ad un gesto vissuto dai genitori del quartiere come “attacco alla scuola come bene per tutti e di tutti”. “Chi sfregia Bologna deve essere punito perché colpire scuole e asili significa minare le fondamenta della nostra comunità, i fondamenti del nostro futuro” si legge nel messaggio con cui è stata convocata la mobilitazione. Un messaggio che ha fatto rapidamente il giro del web rimbalzando sui social e sui gruppi whatsApp e che ha portato tante famiglie con bambini davanti al nido Gaia.

Accanto ai genitori e agli educatori del nido c’era anche il sindaco Virginio Merola, accompagnato dalla presidente del consiglio comunale Simona Lembi e dal presidente del quartiere Saragozza Roberto Fattori. “ Gli incendi lasciano solo cenere, questa reazione mostra che Bologna è una città bella che non si lascia impressionare da questi avvenimenti” ha affermato Merola.
 Sull’incendio del Gaia sta indagando la procura di Bologna, l’ipotesi più accreditata è quella secondo cui il gesto sia riconducibile ad un atto vandalico messo in atto da un gruppo di giovani che gravitano nella zona, non certo annoverabile tra quelle degradate della città. “ La questione di fondo è che ci sono adolescenti con famiglie che hanno dei problemi da risolvere” ha commentato il sindaco invocando “uno sforzo di tutte le famiglie per collaborare ed educare al meglio”.“Se non si arriva a capire che buttare dell’alcol su un nido è una bestemmia abbiamo un forte problema di relazione tra adolescenti e genitori” ha commentato ancora il sindaco per il quale è necessario accendere un “faro pedagogico molto forte”.  Se l’ipotesi al vaglio degli inquirenti dovesse essere confermata “dovremmo intensificare la capacità di noi adulti di prevenire questi fenomeni che riguardano una parte dei nostri giovani” aveva detto poco prima in aula l’assessore alla scuola Marilena Pillati che questa mattina ha visitato la struttura e ringraziato il personale del nido. Uno sforzo quello delle educatrici e di tutto il personale che è stato lodato anche dal sindaco. L’auspicio di tutti ora è quello che i responsabili dell’accaduto vengano individuati al più presto.


 “Abbiamo ricevuto una solidarietà che per noi è stata fondamentale e se siamo riusciti a riaprire lo dobbiamo allo sforzo corale di tutte le istituzioni e dei genitori” ha commentato la presidente di Cadiai Franca Guglielmetti. Il nido è stato aperto 5 anni fa e da allora è stato più volte oggetto di atti vandalici: oltre al murales erano stati danneggiati in passato anche un pannello fotovoltaico e  la fontana esterna al nido. L’ultima delle quattro denunce era stata presentata una decina di giorni fa. “ Questo nido è aperto sul giardino e sulla collina e questo anche per insegnare ai bambini chela nostra è una comunità aperta” ha spiegato la presidente che non trova adatta alla struttura l’idea di proteggerla con il filo spinato. L’intenzione è dunque quella di prestare maggiore attenzione senza rinunciare all’apertura agli altri. “ Se davvero sarà dimostrata la responsabilità dei ragazzi coinvolgerli in lavori socialmente utili sarà la via migliore anche per un percorso di ripensamento di quello che hanno fatto” ha concluso Franca Guglielmetti.

 Il nido ha riaperto i battenti ma saranno necessari dei lavori. Il piano di ripristino vedrà impegnati il Comune e Cadiai. Tra le ipotesi che saranno prese in considerazione ci sarà anche il potenziamento dell’illuminazione. L’episodio è stato portato anche all’attenzione del tavolo per l’ordine e la sicurezza ed è stata chiesta una maggiore presenza delle forze dell’ordine nella zona che ospita il Gaia.


mercoledì 4 novembre 2015

Dove sono i mille nidi in mille giorni?


BolognaNidi













Qui a fianco trovate il nostro ultimo lavoro. Lo potete scaricare, consultare a vostro piacere e divulgare a chi meglio credete. Si tratta di un'indagine giornalistica sui nidi in giro per l'Italia. E' il frutto di una lungo lavoro e una accurata raccolta di articoli di giornali. Così tracciamo la salute dei nidi di oggi. Era il settembre del 2014 quando Matteo Renzi annunciava di voler aprire Mille nidi in mille giorni. E' passato più di un anno da quella data, ma i nidi  invece di aprire chiudono. Perché? Il nostro lavoro tenta di individuare alcune possibili risposte.

Incendio doloso al nido Gaia. Merola : "gesto ignobile"




BOLOGNA - Le bottiglie incendiarie sembrano non lasciare spazio ai dubbi: è di natura dolosa l'incendio che nella tarda serata di ieri ha devastato il nido Gaia di via Felice Battaglia in zona Saragozza. Le fiamme sono scoppiate intorno alle 23 e sono state tempestivamente domate dai vigili del fuoco.  Dure le parole dell'assessore alla scuola Marilena PillatiSi tratta di un gesto incomprensibile che ci indigna, perché colpisce uno dei luoghi che meglio rappresentano la cura e l'attenzione della nostra città nei confronti dell'infanzia. Colpire i luoghi dell'educazione significa non solo colpire beni comuni, ma il cuore stesso della nostra comunità." ha detto l'assessore, auspicando che venga fatta al più presto chiarezza su quanto accaduto. 

Indignazione emerge anche dalle parole del sindaco Virginio Merola. "Mi chiedo se queste persone si rendono conto di quale gesto ignobile abbiano compiuto. Chi sfregia Bologna deve essere punito, e questo gesto soprattutto, perché colpire scuole e asili significa minare le fondamenta della nostra comunità, i fondamenti del nostro futuro." ha scritto il primo cittadino su Facebook. "
Chiedo alle Forze dell'Ordine un impegno straordinario per trovare i responsabili. I genitori e i cittadini della zona sono stanchi di subire atti vandalici e io con loro." ha concluso.


Il nido Gaia è un nido privato, convenzionato con il Comune di Bologna. La struttura, gestita dalla coopertiva Cadiai, può ospitare 69 bambini. I piccoli oggi sono dovuti restare a casa ma, già da domani, assicura il gestore potranno tornare al nido. La sezione distrutta - spiega la coop in una nota - sarà isolata grazie al particolare tipo di struttura modulare utilizzata per la realizzazione della struttura. «Siamo profondamente sconcertati e indignati per un simile atto - afferma la presidente Franca Guglielmetti -, sempre condannabile, ancora di più in questo caso perché va a colpire una struttura che accoglie bambini e che quindi colpisce i nostri piccoli e le loro famiglie. " "Non è  rassicurante pensare che chiunque, con materiale così facilmente reperibile, possa arrecare un così grave danno.". In passato il nido era stato oggetto di atti vandalici e resta da capire se anche l'incendio di ieri sera sia opera di "balordi a cui la situazione è sfuggita di mano".  L'incendio ha danneggiato  anche il murales realizzato per trasformare in decorazione gli scarabocchi lasciati sui muri in precedenti raid vandalici. 



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martedì 3 novembre 2015

Voucher per i nidi e non solo

BoNidi












Nel 2016 per i nidi non c'è un euro ma nello stesso testo del disegno di legge di stabiltà, si trovano risorse per i voucher dedicati al welafare. I voucher possono essere spesi anche per la frequentazione dei nidi. Si tratta economie emesse dalle aziende per restituire ai dipendenti risorse da spendere in modo libero, per i nidi, baby sitter e più in generale per la cura dei familiari. Ma vediamo di cosa si tratta da vicino.

lunedì 2 novembre 2015

2016: niente soldi ai nidi

BolognaNidi















Nella scorsa legge di stabilità si riconoscevano 100 mln di Euro ai nidi. Nel 2016 invece non si vede un euro per i servizi educativi 0-3. La nuova legge di stabilità punta con più manovre, alcune anche molto interessanti, a contrastare la povertà e le disparità sociali e qualcosa fa anche per i piccoli.
L'investimento è di 600 mln per il 2016 e 1000 mln sono previsti per il 2017.
La volontà è quella di instituire un Piano Nazionale contro le povertà che sarà gestito dal ministero del lavoro.