giovedì 24 dicembre 2015

Auguri da BolognaNidi



Auguri a tutti nostri lettori, lontani e vicini, piccoli e grandi, genitori e nonni, insegnanti e educatori...Auguri a tutti e tutte. La redazione chiude fino al sette gennaio. Intanto ci diamo ai festeggiamenti, al mangiare, al cucinare, ai brindisi, alle dormite, al gioco, ai baci di amici e parenti, alla lettura...e all'ordine tra appunti, idee, libri, disegni, immagini e sogni. Torneremo per il 2016 con tante novità editoriali che speriamo vi saranno gradite. Auguri da Laura e Francesca

mercoledì 23 dicembre 2015

La priorità dell'infanzia? Investire.














Capire quanti soldi la regione assegna ai bambini significa capire se la politica guarda al futuro. Nel nostro caso significa capire che direzione ha preso la giunta Bonaccini che da oltre un anno è a capo della regione Emilia Romagna. Per addentrarci nella questione abbiamo incontrato la vicepresidente e assessore al welfare Elisabetta Gualmini. Ha risposto alle tante domande che le abbiamo rivolto che toccano tanti argomenti, sia generali, economia e sociale, che specifici, come gli orari dei servizi. Il quadro che ne emerge nel complesso è duro: da una lato ci sono le tante difficoltà dei cittadini, che sono sempre più poveri, dall'altra un grande impegno politico al cambiamento. Solo il tempo ci dirà se tanto lavoro frutterà un buon raccolto.

martedì 22 dicembre 2015

Cambia la legge per nidi e scuole d'infanzia

BoNidi











Cambia la legge per i servizi educativi. L'ha annunciato l'assessore al Piemonte Gianna Pentenero durante un seminario dedicato ai Servizi alla prima infanzia svoltosi giovedì scorso a Torino. La legge regionale risale al 1973 e come spiega l'assessore e va modificata, anche tenendo presente i contenuti, inerenti il tratto 0-6, che sono presenti nella Buona Scuola.

lunedì 21 dicembre 2015

Nidi: in arrivo 100 mln dell'anno passato

BoNidi










Due buone nuove per il mondo nidi. Due notizie e una domanda che vaga da tempo e non trova risposta. Iniziamo dalle notizie: "Entro l'anno verranno erogate risorse relative al Fondo nazionale infanzia e adolescenza e al Piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia" ci racconta la vicesindaco di Firenze Cristina Giachi che è anche presidente dell'istruzione per associazione nazionale dei comuni (Anci).
Quanti soldi?
In soldoni: ci saranno 29 mln da distribuire su 15 comuni. Tra i comuni ricordiamo: Milano, Roma, Bologna, Catania, Firenze, Torino, Palermo, Venezia. (Molte di queste città si trovano in serie difficoltà, come abbiamo di recente scritto, e queste economie potranno essere una boccata d'ossigeno anche se si tratta di economie ridotte). Ma le notizie non finiscono qui.
Legge di stabiltà 2015
Si affiacciano nuovamente sul panorama i 100 mln erogati l'anno scorso dalla legge di stabiltà per il 2015 di cui avevamo perso traccia. La Giachi annuncia "Si tratta di risorse che i Comuni attendono con urgenza, avendole già previste nei propri bilanci". (E dato che l'anno è quasi concluso ci apre anche abbastanza ovvio). Le risorse erano dedicate al rilancio e all'innalzamento dei livelli di copertura territoriale delle domanda dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. le coperture rimangono modeste con circa un 2% in Sicilia e in Calabria, e un 27% nella regione messe meglio, pecentuale che è comunque rimane inferiore al 33% che ci chiedeva l'UE.
Per riassumere 
A fronte di un impegno di oltre 100 mln di euro per il 2015 i risultati sono stati : continuao calo delle iscrizioni e tante chiusure. Ora c'è da chiedersi ma sono i soldi che non bastano o sono spesi male? Indagheremo su entrambi i fronti.

giovedì 17 dicembre 2015

Infanzia: quanto investe lo Stato?


BoNidi

















Abbiamo rivolto alcune domande all'Onorevole Maria Cecilia Guerra, senatrice e professoressa all'UniMoRe, esperta di economia. La Guerra ha la rara capacità di tradurre temi difficili, e apparentemente astratti, in un linguaggio semplice e nella pratica quotidiana. Ci siamo concentrati sui finanziamenti previsti nelle legge di stabilità (che è una sorta di piano programmatico di spesa dello Stato) per capire come intende muoversi lo Stato a proposito d'infanzia e famiglia per il 2016 . 

Mensa scolastica e lamentele su facebook, a Nichelino licenziate due dipendenti

archivio


Immaginiamo che nostro figlio trovi un insetto in una delle pietanze servite alla mensa scolastica. La notizia salterebbe rapidamente di genitore in genitore e rimbalzerebbe di bacheca in bacheca su facebook e probabilmente anche su twitter. Immaginiamo ora che a condividere il post di lamentele sia una mamma che oltre ad avere un figlio che mangia in mensa sia anche dipendente della ditta che prepara e distribuisce i pasti nelle scuole. Lamentele di un genitore preoccupato e arrabbiato per la qualità del cibo o condotta lesiva dell’immagine dell’azienda per cui si lavora? A Nichelino, in provincia di Torino, sembra prevalere la seconda ipotesi. La storia, raccontata dai quotidiani locali, è quella di Daniela Ciampa, licenziata da Euroristorazione, per aver condiviso su Facebook un post in cui i genitori si lamentavano per la presenza di un insetto nel cibo servito ai propri figli. Il licenziamento è arrivato dopo una sospensione di 5 giorni. La donna ha spiegato di aver agito da genitore e non da dipendente, ma la giustificazione non ha convinto l’azienda.

mercoledì 16 dicembre 2015

Se non paghi: chiudo scuola e mensa


BolognaNidi












Chiusa la mensa scolastica per 500 alunni e per quasi 50 posti tra nido e scuola d'infanzia. Il sindaco di Corsico, comune in provincia di Milano, ha deciso di chiudere le porte ai bambini delle famiglie che non pagano rette e bolletini.
Il problema non è da poco, c'è un ammanco per oltre 1,2 mln di euro di riscossioni. E Filippo Errante, il primo cittadino, dopo aver attivato gli amministratori, per verificare le situazioni irregalari, dopo aver rastrellato i ritardari, dopo aver proposto un piano di rientro, scaglionato in tre rate , ha scelto di passare alle maniere forti. Delle mille raccomandate, circa 300, non hanno  avuto esito, non sono state ritirate “Un atteggiamento inaccettabile- ha commentato Errante- e di assoluta mancanza di rispetto verso le istituzioni e coloro che, invece, pagano regolarmente”. E così al rientro a scuola, il 7 gennaio, molti bambini non troveranno un posto in mensa e non troveranno posto al nido (22) o alle scuole d'infanzia (24). Molti sono stati i commenti di protesta di fronte a questa scelta. Il sindaco ha ribattuto che "i soggetti interessati non sono cittadini attenzionati dai servizi sociali, sono soggetti obbligati a pagare che invece in maniera scientifica non pagavano". Non tutti i morosi hanno ancora i figli a scuola "per loro -continua Errante- partirà il fermo amministrativo del veicolo o il pignoramento dell'immobile".

martedì 15 dicembre 2015

Parkinson: una malattia non solo da vecchi. In Italia 20.000 bambini hanno i genitori malati.


Una bimba bionda che gioca con un puzzle di legno, accanto a lei una frase che suona come un pugno nello stomaco: “Anche io ho il Parkinson”. È volutamente provocatoria l’immagine scelta da Parkinson Italia Onlus per la sua campagna di sensibilizzazione attiva da alcuni giorni su facebook.  Tra gli obiettivi della Onlus, che riunisce le associazioni di volontariato che si occupano delle persone malate e delle loro famiglie, c’è quello di modificare l’immagine più diffusa di questa malattia. È convinzione comune che il Parkinson sia una malattia che colpisce solo gli anziani, i numeri però mostrano una realtà differente. Nel nostro paese il Parkinson, per il quale non esiste una cura, riguarda almeno 250.000 persone, cifra che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe raddoppiare nei prossimi 15 anni. L’età media di insorgenza della malattia è 58 anni ma il 25% dei malati ha meno di 50 anni e il 10% meno di 40.  In non pochi casi si tratta di persone che hanno figli o genitori anziani da assistere. Nel nostro paese – questa la stima della Onlus – sono almeno 20.000 i minori, bambini e ragazzi in età scolare, che hanno un genitore con questa malattia degenerativa che incide anche sulla loro qualità della vita. Il Parkinson, infatti, porta alla perdita dell’autonomia e all’impossibilità di svolgere anche le più semplici attività quotidiane.  « Non esistono studi scientifici sull’impatto sociale di questa malattia e infatti Parkinson Italia ONLUS sta per lanciare il progetto di un “Libro Bianco sulla MdP” che indagherà anche questo aspetto» annuncia il presidente pro tempore dell’associazione Antonino Marra.  
Secondo la confederazione, l’Italia sta vivendo una “situazione di vera emergenza” dovuta all’idea sbagliata che il Parkinson sia “una malattia dei vecchi”, un’immagine che rischia di offuscare molti dei risvolti sociali e delle ricadute che la malattia ha sui nuclei familiari. «Nella nostra campagna di sensibilizzazione – spiega Gianguido Saveri, coordinatore nazionale e responsabile della Comunicazione di Parkinson Italia ONLUS – abbiamo deciso di evidenziare un aspetto particolare del fenomeno, la ricaduta sui figli dei malati di Parkinson, perché è un dato emblematico di quanto grave sia l’impatto della malattia su queste famiglie”.
Tra gli aspetti meno noti di questa malattia la Onlus sottolinea anche l’aumento dell’incidenza del Parkinson Giovanile, che colpisce le persone al di sotto dei 40 anni. Un fenomeno che, secondo la Onlus, richiede interventi legislativi per “frenare il più possibile la perdita del lavoro” e far sì che i malati, almeno nella fase iniziale, “possano restare attivi e contribuire all’economia del Paese, invece di diventare anzitempo degli “assistiti” a carico della collettività.”


lunedì 14 dicembre 2015

Firma la petizione: più nidi per tutti i bimbi

BoNidi











Nel dicembre 1971 si approvò la legge 1044 che istituì i nidi d'infanzia. E' passato molto tempo e purtroppo oggi i servizi educativi 0-3, non stanno affatto bene. Per festeggiare il 44 compleanno della 1044 e per portare attenzione su questo delicato settore educativo, la nostra associazione, lancia una petizione tramite charge.org che potete leggere qui. Preghiamo tutti i nostri lettori di firmare e condividere quanto più possibile. Nella petizione chiediamo un sostegno economico da parte dello Stato, che in oltre 40 anni di attività ha finanziato i nidi, solo in due occasioni, mentre per l'anno prossimo non c'è un Euro. E' un disimpegno che arriva in un momento estremamente difficile. I nidi stanno chiudono e si impoveriscono per tanti motivi, perché la crisi del lavoro lascia a casa tanti genitori e sopratutto tante donne, ma anche perché le nascite diminuiscono... Stiamo perdendo un pezzo importante della nostra storia, ma anche qualcosa che ha saputo dare tante risposte vere e concrete.
I nidi hanno contribuito in tanti modi a miglirare le vite degli italiani. Lo hanno fatto in modo diretto ed evidente: si sono presi cura dei bambini e hanno permesso alle mamme di continuare a lavorare. Ma lo hanno fatto anche in modo meno evidente ma altrettanto reale e concreto. Hanno saputo integrare bambini stranieri o in difficoltà economica e sociale, hanno contribuito indirettamente ad incrementare il pil del paese... Con tante firme possiamo fare capire quanto siano importanti questi servizi.  

venerdì 11 dicembre 2015

Mamma torni al lavoro?

Aggiungi didascalia














La crisi del lavoro non è uguale per tutti. A rimetterci di più sono le donne e i bambini. Lo sanno bene tutte le donne che tentano di lavorare e avere una famiglia, ormai pare un lusso avere entrambre le cose. Mentre il carico del lavoro spesso non è equamente diviso in famiglia (lo è mai stato?) Ma ora abbiamo una consolazione, possiamo confermare ciò che viviamo quotidianamente  trale parete domestiche con dati nazionali freschi di stampa. I dati che riportiamo sono stati presentati ieri a Roma e derivano da una articolata ricerca condotta dall'istituto per lo sviluppo della formazione dei lavoratori (isfol ). Il titolo della ricerca è chiarificatore: Lavoro e crisi economica: evidenze, riforme e prospettive.

giovedì 10 dicembre 2015

Integrazione fa rima con prevenzione


jdurham









Manca integrazione, informazione e cura. Tante disparità ci sono tra le donne e dividono le giovani italiane, dalle giovani straniere che non sono integrate nemmeno nel sistema sanitario e in particolare quello ginecologico. Durante la presentazione del congresso "Salute al femminile tra sostenibiltà e società multietnica" della società italiana ginecologia e ostetricia (sigo) che si terrà a Roma molti relatori hanno presentato dati, hanno aperto riflessioni e ipotizzato soluzioni. Soluzioni che si sono ricondotte tutte ad un ragionamento: ci vuole più informazione sia sessuale che affettiva, da sviluppare e praticare in diversi luoghi. 

mercoledì 9 dicembre 2015

Un fondo per abbattere le tariffe del nido

BolognaNidi










Succede a Predamano, il comune in provincia di Udine, dove si istituisce un fondo "salva famiglie" che potrebbe rivelarsi nel tempo un efficace fondo "salva nidi". Le famiglie potranno far domanda entro oggi, presso gli uffici comunali

lunedì 7 dicembre 2015

Nidi di Venezia: aumentano le rette, calano gli iscritti


BolognaNidi




















A Venezia per la prima volta dagli anni '90 c'è un sindaco di destra: risponde al nome di Luigi Brugnaro è imprenditore e dirigente sportivo ed è stato eletto il giugno scorso. Brugnaro arriva dopo un periodo di commissariamento durato circa un anno, sotto il controllo del prefetto Zappalorto che ha sempre dichiarato “di non dover fare scelte politiche” ma traghettare Venezia verso il nuovo sindaco. Non si capisce bene cose significhi “non fare scelte politiche” visto che spendere i soldi pubblici, significa necessariamente fare scelte politiche, ma sorvoliamo e arriviamo al centro del nostro discorso che sono i servizi educativi. Come se la cavano i nidi a Venezia?

giovedì 3 dicembre 2015

Welfare : Lidl e Unicredit, nidi aziendali che fanno notizia



In Italia, quando si parla di nidi aziendali viene immediatamente in mente l’esperienza di Camillo e Adriano Olivetti. Il nido inaugurato nel 1941 ad Ivrea per i figli dei dipendenti viene spesso citato come un modello pionieristico di servizi per l’infanzia tesi a conciliare le esigenze familiari e lavorative delle dipendenti. Nel nostro paese però i nidi aziendali hanno conosciuto alterne fortune. Negli anni’70, contemporaneamente al Piano quinquennale per l’istituzione di 3800 nidi pubblici,  molti nidi aziendali vennero rilevati dallo Stato e affidati ai Comuni. In questi primi quindici anni del nuovo millennio si è assistito ad una sorta di riscoperta di questi servizi per l’infanzia. L’apertura di nuove strutture non passa inosservata alla stampa, locale e nazionale. Tra i nuovi nati uno dei nidi di cui più si è parlato è stato il Centro per l’infanzia realizzato da Lidl, colosso della grande distribuzione, non lontano dal suo quartier generale italiano ad Arcole in provincia di Verona. Ampia anche l’attenzione dedicata dai media al nido Mini Tree, all'interno dell’Unicredit Pavilion di Milano.

Costruito dove prima sorgeva un supermercato della stessa catena Il magico mondo di Lupilù, che ospita un nido e una scuola per l’infanzia, è stato inaugurato, alla presenza del management aziendale e delle autorità locali, compreso il sindaco della vicina Verona Flavio Tosi, all’inizio dell’anno scolastico. Celebrato come modello per l’architettura e le ispirazioni pedagogiche, il centro può ospitare 120 bambini tra i tre mesi e i sei anni. Costato due milioni di euro, il centro è totalmente privato ed ospita soltanto i figli dei dipendenti del gruppo. Con i suoi 3200 metri quadri di giardino la nuova struttura viene considerata all'avanguardia anche per la sostenibilità ambientale. Tante le attività proposte, a seconda dell’età: dalla cura dell’orto e della serra agli atelier creativi.

L’altro nido a trovare spazio sui media nazionali è il nido aziendale voluto da Unicredit all'interno del Pavilion di Piazza Gae Aulenti a Milano. Progettato secondo l’ispirazione pedagogica di Reggio Children il nido può ospitare 60 bambini tra i 3 e i 36 mesi.  Il nido, come detto, trova spazio nel Pavilion realizzato dall’archistar Michele de Lucchi: alla base di questa scelta l’idea di uno scambio e di un’interazione continua tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli. Voluto per i figli dei dipendenti il nido, il quarto in Italia del gruppo bancario, si apre anche alla città: alle famiglie della zona è, infatti, riservato il 20% dei posti disponibili.  Nel nido i bimbi hanno a disposizione un grande schermo touch screen, un tavolo multimediale e spazi dedicati alla cucina e al giardinaggio.


Il nido Lidl e quello di Unicredit sono due esempi di welfare aziendale. Un tema al centro dell’attenzione di molti economisti che trova spazio anche nella nuova legge di stabilità. 

mercoledì 2 dicembre 2015

Contro il calo delle vaccinazioni l'Australia sceglie la via del portafoglio



L’Australia ha scelto la linea dura contro chi sceglie di non vaccinare i figli. Annunciata ad aprile è stata recentemente approvata la legge che mette uno stop ai sussidi statali per le famiglie che scelgono di non vaccinare i bambini.  La nuova norma entrerà in vigore il primo gennaio 2016.

martedì 1 dicembre 2015

Adriana Lodi: la mamma dei nidi

Aggiungi didascalia













La Fondazione Del Monte ha dedicata una serata in onore di Adriana Lodi, che con orgoglio, ricordo essere anche nostra associata. Amici vicini e lontani sono stati raccolti ieri all'oratoria di San Filippo Neri a Bologna per la proiezione di un breve documentario a lei dedicato e ad un dibattito. Per chi non conoscesse questa straordinaria donna credo doveroso spendere due parole di presentazione.