venerdì 23 dicembre 2016

Caro Babbo Natale...















Caro Babbo Natale, 

quest’anno vorrei che portassi, nel tuo grande sacco pieno di doni, anche tanti nuovi nidi per tutti i bimbi. 
Per i bambini nati sotto il duomo di Milano, per quelli che piangono davanti al Vesuvio, per i piccoli color rosa pallido e per quelli neri carboncino, per quelli di tutti i colori e sfumature, per quelli tristi e senza genitori, per quelli pieni di parenti e coperti di coccole, per quelli malati, e per quelli che scoppiano di salute, per quelli che dormono buoni e tranquilli e per quelli che urlano tutta notte… 
Se portassi tanti nuovi nidi ci sarebbero un cambiamento epocale, quasi eccezionale!
Le strade si riempirebbero di culle e passeggini spinti da genitori, nonni, zii e cugini, tutti più contenti, pieni di sorrisi e parole gentili. 
Il nostro paese finirebbe sui giornali di tutto il mondo e tutti verrebbero a conoscerci e vedere come tanti nidi ci rendono felici. 
Vinceremmo di certo dei premi e in ogni piazza ci sarebbe una statua, a forma di educatrice, dove si poserebbero uccellini venuti da lontano per cantare nel paese dei bambini...
E tutti direbbero: “Oh che bel paese l’Italia!”


Auguri a tutti i nostri lettori e ai loro bambini.
Ci vediamo il 9 gennaio. 

mercoledì 21 dicembre 2016

Tanti educatori e troppi psicologi: parola a Alessandro Prisciandaro











"Il disegno di legge ha subito una battuta d'arresto quando il Governo Renzi è caduto. Mi auguro vivamente i lavori si riprendano quanto prima e la legge approvata in tempi snelli." Ci racconta Alessandro Prisciandaro presidente dell'associazione pedagogisti educatori italiani (APEI). La legge a cui si riferisce Prisciandaro è la 2656, la prima firmataria è l'Onorevole Vanna Iori, che abbiamo intervistato circa un anno fa. La legge punta a far chiarezza sui titoli di studio richiesti per praticare la professione di educatore. E' da anni che si tenta una definizione legislativa senza successo. E proprio quando i tempi parevano maturi, i lavori rallentano. Il testo di legge ha appianato le controversie sollevate, in buona sostanza, dagli esclusi, cioè i tanti educatori che già operavano senza laurea.

lunedì 19 dicembre 2016

Che freddo alle scuole d'infanzia di Bologna!





Cronaca cittadina. Che freddo che fa alle scuole d'infanzia Marsili e Attilia Neri di Bologna! "I bambini hanno freddo sopratutto durante la nanna" ci racconta Agnese Pignoloni genitore della scuola Neri. E non c'è da dubitare perché i gradi, nelle scuole in questione, si aggirano intorno ai 17, mentre le indicazioni e il buon senso, ci dicono che la temperatura negli edifici scolastici dovrebbero essere di 20 gradi. A memoria dei genitore le temperature nelle scuole sono così basse almeno da 5 anni. A febbraio del '15 sono scese anche a 15 gradi. L'Istituzione Educazione e Scuola (IES) alle segnalazioni da parte degli utenti rispetto: al cattivo isolamento dell'edificio, al cattivo stato degli infissi, e alla sommaria manutenzione e pulizia dell'impianto di riscaldamento, hanno risposto più o meno così: "accenderemo i termosifoni prima, verso le 4 di notte, invece che aspettare le sei del mattino". Il problema però non c'è solo in inverno ma si verifica anche in estate, quando le temperature salgono a 40 gradi. Per essere più precisi i genitori si sono equipaggiati con termometri che hanno disposto nelle diverse sezioni. In questi giorni che il problema del freddo si è ripresentato, Lucia Melotti, genitore della scuola Neri, ha fotografato e inviato l'immagine dei termometri a chi di dovere: vicesindaco, amministratori comunali, pedagogisti e presidente di quartiere. "Ci hanno risposto che si accenderanno di più i termosifoni, 24 ore al giorno, anche sette la settimana- ci racconta la Melotti- ma questa è un tamponamento all'emergenza. E' una soluzione che non ci può soddisfare sia per lo spreco energetico che per lo spreco di risorse pubbliche. Quello che vorremmo sapere è quando si avvieranno i lavori di ristrutturazione dell'edificio." Gli edifici che ospitano nidi e scuole d'infanzia che sono in cattive condizioni sono tanti in città, secondo di genitori, ma ad oggi, non è stata comunicata alcuna pianificazione dei lavori. 

domenica 18 dicembre 2016

5 nuove scuole e lo strano caso Loghena







Cronaca cittadina. Era il 2015 quando il sindaco Virginio Merola annunciava la realizzazione di 5 scuole nuove in città. Un progetto "...fortemente innovativo, di partenariato pubblico-privato, il primo in Italia" Sottolineava il Sindaco Merola e continuava "Presto si apriranno i bandi di concorso rivolti ad architetti e ingegneri che ci aiuteranno a realizzare le nuove scuole coniugando bellezza architettonica e funzionalità, nel pieno rispetto della sostenibilità. Si faciliterà lo sviluppo di una didattica innovativa".  Le scuole interessate al progetto sono sparse sul territorio cittadino e riguardano: la primaria e secondaria Carracci, la prevista scuola d'infanzia e la primaria nell'area ex mercato Ortofrutticolo,

sabato 17 dicembre 2016

Legge di bilancio 2017 e infanzia


BoNidi















La legge di bilancio è stata approvata in coincidenza con la caduta del Governo Renzi e in tempi record. E' una legge complessa che ci racconta, quanto e come, lo Stato intende investire. Noi facciamo un approfondimento sugli investimenti che riguardano nidi e scuole d'infanzia. La manovra presenta alcune novità che è utile conoscere prima di addentrarci sul tema di nostro interesse. Quest'anno la sola legge di Bilancio ricomprende e somma anche la ex legge di stabilità.Si riferisce ad un periodo di tre anni ed è articolata in due sezioni. La prima sezione svolge essenzialmente le funzioni dell'ex disegno di legge di stabilità mentre la seconda assolve in sostanza la legge di bilancio. Credo interessante sottolineare che il debito pubblico non si riduce nonostante i molti tagli avvenuti in tanti servizi. Il debito cresce dal 2016 e passa da 1,2% rispetto al Pil al 1,6% per una strabiliante cifra che supera i 2000 mld di euro. Nel testo di legge che potete leggere per intero da qui la parola sostegno ricorre 23 volte si accosta ai più svariati argomenti, ma il più delle volte va a braccetto con la parola impresa. Per i nidi non si spende o investe, se preferite, un solo Euro, come nella scorsa legge di stabilità.  

venerdì 16 dicembre 2016

Storie d'infanzia una mostra itinerante

Letizia Galli: Agata abbandonata 












Arte Bambina "Storie d'infanzia" raccoglie oltre duecento disegni dell'illustratrice Letizia Galli, si tratta di una mostra che racconta le storie di tanti bambini: Igor, Michelangelo, Federico, Dora e Willi... Ognuno ha un'avventura diversa da narrare, ma la vera protagonista è Agata Smeralda, la prima bambina affidata alla Ruota degli Esposti. La storia di Agata (che sarà un libro per Panini  editore) accende le luci su un capitolo importante del nostro paese, quella dell'Istituto degli innocenti di Firenze, che fu il primo orfanotrofio pubblico d'Europa, realizzato nel 1400 circa. La mostra è visitabile fino al 28 febbraio alla Real Casa dell'Annunziata di Napoli. Proseguirà dal 25 marzo al 18 giugno 2017 proprio a Firenze per poi fare tappa a Venezia, all'Istituto di Santa Maria della Pietà, a Milano agli Istituti Milanesi Martinitt e Stelline per finire a Roma nel 2018 in un progetto triennale.

giovedì 15 dicembre 2016

Nidi: tutti al privato in un mese?

BoNidi











Cronaca cittadina. «Siamo venuti a conoscenza di quello che sembra un progetto di radicale riorganizzazione degli asili nido: trasferire interamente la gestione di alcuni plessi alla società partecipata del Comune ICare e alla Cooperativa Crea, stravolgendo l'organico già a partire dal mese di gennaio 2017, con il rientro dalle vacanze natalizie». Scrivono in un lungo comunicato i genitori di Viareggio Unita per il diritto allo studio. 
Il sindaco Giorgio del Ghingaro, insediato nuovamente e di recente al ruolo di primo cittadino, non si espone ne con la stampa ne' con i genitori.

martedì 13 dicembre 2016

Dati istat: i servizi socio educativi in numeri














Dopo due anni di silenzio l'Istat pubblica "la prima indagine che colma un vuoto informativo". Ogni anno e fino al 2014 l'Istituto di ricerca ha divulgato i dati riguardanti i nidi in Italia. Da queste indagini si può capire: quanti nidi ci sono, quanto costano, come sono gestiti, quanti bambini possono usufruirne ecc ecc Sono dati molto complessi e anche molto grossolani e lo sono per più motivi. L'ultimo report quello del '14 indicava una flessione dei servizi e delle iscrizioni. Oggi dopo due anni di vuoto, abbiamo un nuovo report, che per la prima volta non si riferisce solo ai nidi, ma fa una lettura complessiva dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Si comprendono quindi: nidi, micronidi tages mutter nido famiglia e sezioni primavera. Teniamo bene a mente anche un altro fatto: i dati pubblicati oggi, si riferiscono alla situazione di due anni prima 2013-14. E in due anni le cose sono certo molto cambiate Insomma l'Istat ci da un quadro abbastanza chiaro di una situazione già superata. Ora scendiamo insieme nel dettaglio. I dati sono tutt'altro che confortanti. I report lo potete leggere qui.

venerdì 9 dicembre 2016

Aumentano le rette? Il ricorso si può (e si deve) fare














Cronaca cittadina. Aumentano le rette fino a 50 euro mensili. La decisione è presa e l’amministrazione del comune di Savona, che non aspetta il prossimo anno per aumentare le rette, ma fa partire da subito le tariffe da gennaio. Le famiglie inviano una lettera che esprime disappunto. Il fatto è che il Consiglio comunale ridefinendo l’articolazione delle spesa destinate alla famiglie incrementa le rette già al prossimo 1° gennaio 2017. L'assessore Cristina Bellingeri ribatte “Mi rendo conto delle difficoltà che questa soluzione può ingenerare ma, purtroppo, questa misura si è resa necessaria anche in considerazione del fatto che le precedenti tariffe risultavano tra le più basse a livello regionale e invariate da ben dodici anni”. La cassa si batte anche tra i più poveri. Le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 7500 euro andranno a spendere (se potranno permetterselo) 84 euro mensili. E le rette salgono in proporzionale al reddito. Pare la storia di Robin Hood, peccato che questa volta l'eroe in calzamaglia, non si vede all'orizzonte. Chissà se i genitori riusciranno a fare rete e a consultare un avvocato, come già successo in altre città? Si perché di battaglie legali sull'aumento in corso d'anno i genitori ne hanno fatte e vinte tante, ad esempio a Bologna e a Roma. qui trovate l'ultima sentenza TAR Campania, Salerno, Sez. II, 8/11/2016 n. 2398.  I genitori hanno sempre e invariabilmente vinto:  perché aumentare le tariffe in corso d'anno, dopo aver partecipato ad un bando pubblico, non è semplicemente consentito. Ma forse visti gli aumenti, il gioco vale la candela, e l'amministrazione ci sta provando. Tanto se dovesse andar male, i soldi spesi in ricorsi e avvocati, sarebbero comunque pubblici e quindi andrebbero a gravare sulle tasche dei contribuenti, genitori compresi.       

giovedì 8 dicembre 2016

Vaccinazioni,domenica a Casalecchio la scienza incontra i genitori. Colloquio con Pierdomenico Memeo



Raccontare, spiegare ma anche, e forse soprattutto, ascoltare. Ascoltare le esigenze, le paure e i dubbi dei genitori su un tema delicato quello delle vaccinazioni. Questo lo spirito dell’incontro Vaccini:parliamone insieme che si terrà domenica 11 dicembre al Play Planet di Casalecchio di Reno. L’incontro sarà guidato dal divulgatore scientifico e presidente  della Cooperativa Ossigeno Pierdomenico Memeo. Insieme a lui a dialogare con i genitori ci saranno Pietro Arina, medico e consulente del sito di debunking Butac Bufale un tanto alchilo; la blogger Miriam Maurantonio e Alice Pignatti, la mamma di Cesena che lo scorso anno ha lanciato la campagna #io vaccino e una petizione su change.org per chiedere l’introduzione dell’obbligo di vaccinare i bambini per poterli iscrivere a scuola. Un tema quello delle vaccinazioni obbligatorie per frequentare scuole e servizi educativi che è tornato a far discutere dopo l’approvazione daparte della regione Emilia Romagna di una legge che impone di essere stati sottoposti ad antitetanica, antiepatite b, antidifterica e antipolio per accedere ai nidi pubblici e accreditati della regione. Un tema caldo che però non sarà l’unico trattato nel corso dell’appuntamento di domenica. Spazio troverà anche un altro tema fondamentale: quello delle bufale, messe da tanti sul banco degli imputati per il calo delle vaccinazioni. “Bisogna utilizzare gli stessi strumenti della disinformazione, trasformando un circolo vizioso in un circolo virtuoso” creando una sorta di “vaccino antibufale” spiega Memeo 

Perché un incontro informale per parlare di vaccini?
Perché pensiamo che la scienza debba appartenere a tutti, e debba mettersi al servizio dei cittadini. Ci sono moltissime occasioni e opportunità per informarsi in maniera scolastica su moltissimi temi che riguardano la salute. Noi come divulgatori scientifici non siamo qui solo per raccontare. Siamo qui per ascoltare. Per questo pensiamo che un incontro informale, senza titoli accademici ma tra cittadini e genitori, sia il modo migliore per arrivare al cuore della comunità.
  

mercoledì 7 dicembre 2016

"Vaccinazioni obbligatorie alla primaria? Non solo una provocazione". Intervista a Sergio Berlato



È giusto imporre l’obbligo di vaccino per frequentare i servizi educativi? Una domanda a cui le regioni italiane continuano a rispondere in ordine sparso. Poco meno di tre settimane fa l’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha approvato la legge di riforma dei servizi educativi, provvedimento con cui ha introdotto l’obbligo, per i bimbi che li frequentano di essere stati sottoposti alle vaccinazioni antipolio, antidifterica, antiepatiteb, antitetanica.
Quest’obbligo è una novità nel panorama italiano perché, a livello nazionale non sono previste sanzioni o ripercussioni per chi non rispetta l’obbligo vaccinale” ha recentemente ricordato l’epidemiologo Donato Greco. 

Come c’era da aspettarsi il provvedimento di viale Aldo Moro ha acceso o riacceso il dibattito anche in altre regioni. Lombardia e Liguria sembrano intenzionate a non introdurre alcun obbligo. La Toscana sta ragionando da tempo sull’opportunità di introdurre l’obbligo e di estenderlo anche alle scuole dell’infanzia, così come recentemente fatto a Trieste. L’estensione dell’obbligo anche alla scuole dell’infanzia potrebbe essere la linea seguita anche dalla Sicilia. In Puglia c’è chi vorrebbe estendere la nuova norma anche alle scuole dell’obbligo e il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti ha annunciato di voler seguire lavia emiliana.

In Veneto è stata scelta, invece, la strada del compromesso. La regione, che con la legge del 2007 è stata la prima a sospendere l’obbligo vaccinale, non intende introdurre alcuna norma generale che vieti l’accesso al nido e alla scuola dell’infanzia. A questa decisione se ne accompagna un’altra che sta facendo discutere: l’ammissione dei bambini non vaccinati potrebbe essere negata qualora nella struttura scelta dai genitori la copertura vaccinale scendesse al di sotto della soglia del 90%. Nei giorni scorsi, il consigliere regionale Sergio Berlato, eletto nella lista Fratelli d’Italia AN, ha presentato una mozione in cui chiede alla giunta non solo di introdurre l’obbligo ma di estenderlo anche alle scuole elementari. “ Può sembrare una provocazione, ma vorrei sollevare il dibattito sulla necessità di garantire la più alta copertura possibile” spiega in quest’intervista.

L’Emilia Romagna ha approvato una legge regionale che impone l’obbligo di vaccinazione per frequentare i nidi. Il comune di Trieste ha esteso l’obbligo anche alle materne. La sua mozione presentata in Veneto allarga l’obbligo anche alla scuola primaria. Perché?
Potrebbe sembrare una provocazione per far discutere, in realtà ho voluto inserire questa previsione per stimolare il dibattito in merito alla necessità di garantire la copertura più ampia possibile, considerato che si può accedere alla scuola primaria anche senza frequentare la materna.

martedì 6 dicembre 2016

Adriana Lodi racconta: una legge per una rivoluzione




E' il 1971 quando nelle vie e nelle piazze di Roma si riversano uomini, donne e carrozzine, la folla che si scorge nelle fotografie dell'epoca è varia, diversi i volti che instancabilmente sorridono. Il fermento è grande. Tutti chiedono a viva voce un posto per i loro bambini. E' dalla volontà collettiva che nascono i nidi d'infanzia, così come li conosciamo oggi. Adriana Lodi e a quel tempo, da pochissimo, sedeva in parlamento con il PCI. E aveva un'idea in mente: dare ai bambini un servizio diverso da quelli che aveva sperimentato per suo figlio: l'omni (opera maternità nazionale italiana). Ed è così che nasce la legge 1044, una legge ancora oggi in vigore e che ha cambiato, nella sua semplicità, la faccia dell'Italia.ascoltiamo dalla protagonista questa affascinante storia.

lunedì 5 dicembre 2016

Donne, lavoro, economia e nidi ...














Donne al lavoro è il titolo del primo festival dedicato al tema in Italia che si è svolto sabato a Roma. Mancava un festival del genere... non c'è che dire. Il quando che emerge, dai documenti in discussione, è devastante, di un nero cupo e profondo. Non ci raccontano nulla di nuovo, anzi non fanno che confermare la vita quotidiana di molte donne. Si citano percentuali del tutto ovvie che alla fine dimostrano che di lavoro ce n'è poco, e quel poco che c'è, va prima agli uomini. L'Italia nel quadro europeo è fanalino di coda. Come tasso di occupazione siamo penultimi in classifica, solo Malta, ci supera. Lo scarto dell'occupazione è di 20 punti percentuali  tra femmine e maschi. Le prime guadagnano in media -200 euro rispetto ai colleghi.

giovedì 1 dicembre 2016

Nidi tra leggi e bandi: parola a Giuseppina Morolli di Uil











Oggi si pubblica il bando che vede l'esternalizzazione di 5 scuole d'infanzia e un nido a Rimini. Tra qualche giorno, esattamente il 6 dicembre, torneremo a festeggiare la 1044, la legge che istituì tutti i nidi in Italia. Intanto la nostra regione Emilia-Romagna riscrive un'altra legge, quella che regola i servizi 0-3. Insomma ci sono tanti temi vicini e importanti per i nidi. oggi abbiamo incontrato la sindacalista Giuseppina Morolli di UIL che sta seguendo in prima persona la complessa situazione di Rimini e che ha una visione complessiva dello scenario nazionale.

mercoledì 30 novembre 2016

Longhena: il (non) stradario dello scontento




Manca ancora qualche mese all’apertura delle iscrizioni alla scuola primaria, ma basta conoscere anche un solo un pugno di genitori di bambini e bambine che frequentano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia per sapere che la ricerca della scuola che ospiterà i loro figli per i prossimi cinque anni è già iniziata. Su questo tema a Bologna la notizia del giorno è la delibera con cui la Giunta comunale ha stabilito il nuovo bacino d’utenza delle scuole Longhenache per anni è stata “scuola all’aperto”, una scuola pensata per i bambini con problemi di salute a cui avrebbe giovato un contesto scolastico immerso nel verde dei colli bolognesi. Questo faceva di Longhena una scuola della città, non inserita negli stradari. Le scuole all’aperto non esistono più dal 1994 ma Longhena è rimasta una scuola “diversa” se non altro perché è stata mantenuta la scelta di non farne una scuola di stradario.

martedì 29 novembre 2016

Trieste: vaccinazione obbligatoria per nidi e materne


A meno di una settimana dall’approvvazione della legge da parte dell’EmiliaRomagna, Trieste sceglie la strada della vaccinazione obbligatoria e la estende anche alle scuole materne comunali e convenzionate. I genitori che iscriveranno i propri bambini ai nidi e alle scuole dell'infanzia dovranno presentare un'autocertificazione in cui dichiareranno di averli sottoposti alle vaccinazioni antidifterica, antipoliomelite, antiepatite B e antitetanica. L'amministrazione si dice pronta ad attivare controlli a tappeto. 

lunedì 28 novembre 2016

La scuola apre senza maestre
















Cronaca cittadina. Venerdì c'è stata una giornata tutta speciale per i piccoli studenti di una scuola d'infanzia di Viareggio. In aula non c'erano le solite maestre e non nemmeno delle supplenti,  ma delle signore dell'amministrazione comunale che hanno animato la giornata come hanno potuto. Non si tratta di un incontro programmato o di qualche nuova sperimentazione didattica. Si tratta di vera emergenza. Un'emergenza che dura da anni e da cui Viareggio non riesce a riemergere. La storia è appassionante e degna della trama di un romanzo di fine Ottocento. Questa volta però i piccoli protagonisti, non sono ospiti in un collegio, o in un orfanotrofio, ma sono "studenti" di scuole d'infanzia e nidi di una cittadina agiata. Un quadro della "serena" provincia italiana. 

venerdì 25 novembre 2016

Prevenzione alla violenza: comincia dal nido

BoNidi














Oggi è la giornata contro la violenza delle donne. Sono contenta che si sia istituito un giorno per narrare quello che è vero che è reale e che succede tutti i giorni. Ogni  femmina sa che succede, ma spesso non racconta, non discute, non svela. La violenza sulle donne ha molte facce, c'è quella violenza che arriva all'eliminazione come ricorda oggi la nostra presidente Laura Boldrini e capita spesso. Ogni due giorni una donna muore per mano di un uomo che dovrebbe amarla. Poi c'è un'altra violenza più sottile, continua e quotidiana, che avviene per strada, nelle case e nei luoghi pubblici. La violenza dei commenti e delle toccate... la violenza quella degli esibizionisti, che poverini saranno anche malati, ma fanno male e fanno violenza reale anche sui bambini. Di questa seconda violenza personalmente potrei scrivere un libro di diverse pagine. E' iniziata da quando ero bambina e un estraneo mi ha fermata per strada per chiedere un'informazione e intanto mi facevano vedere il membro che teneva

giovedì 24 novembre 2016

I nidi e il terremoto. Tanti progetti educativi.















Bambini che costruiscono con fango, foglie e rametti. Bambini che continuano a frequentare il nido nonostante la paura del terremoto. Genitori che mandano i bambini al nido nonostante tutto. Abbiamo incontrato Francesca Ciabotti pedagogista e formatrice e responsabile del progetto educativo degli AgriNido nelle Marche, l'abbiamo incontrata per farci raccontare come continua la vita nei servizi e Francesca inizia prontamente a raccontare e racconta con estrema lucidità e sintesi. “Dopo il 30 ottobre l’attenzione dei media è scemata eppure il terremoto ha cambiato le nostre vite. I danni non si sono concentrati nella zona del cratere, sono estesi a tutta la nostra regione e ci vorrà molto, molto tempo, forse anni, per risanare la situazione.”

mercoledì 23 novembre 2016

Una nuova legge per i nidi in Emilia Romagna

BoNidi














Via libera dell'assemblea regionale. Ieri è stata approvata una nuova legge per i servizi educativi 0-3 in Emilia Romagna. Così si manda in pensione la 1/2000, una legge che ha semplicemente fatto storia ed è stata presa a modello da tante altre regioni. Il cambiamento lo dobbiamo alla vicepresidente E-R  Elisabetta Gualmini che dichiara "la legge è stata scritta dopo aver ascoltato amministratori, operatori, educatori in tanti contesti". Sull'ascolto ci sarebbero molte obiezioni possibili, così come si potrebbero aprire attente valutazioni sulla norma. Le faremo. E le faremo con più esperti del settore, prima però dobbiamo aspettare il testo definitivo che non è ancora pubblico. Intanto possiamo indicare le novità generali e tentare di capire le ragioni del NO del M5S e le proteste dell'associazione Codacons.

martedì 22 novembre 2016

Rimini esternalizza senza motivo?









Cronaca cittadina. E' interessante l'intervista rivolta all'assessore di Rimini Mattia Morolli, che è stata trasmessa sabato scorso a Si può fare, un programma di Radio 24.  In modo semplice ma puntuale i due conduttori hanno messo in fila un po' di concetti sull'esternalizzazione, di 1 nido e 5 scuole pubbliche che è osteggiata da cittadini, genitori e sindacati. La domanda che rimane dopo l'intervista è: perché esternalizzare? Perché farlo quando la normativa (decreto Madia) concede agli Enti locali la possibilità di assumere il personale per nidi e scuole? Perché esternalizzare se non c'è  risparmio economico? Come dichiara candidamente l'assessore Morolli. L'assessore spiega che l'esternalizzazione è una questione di quantità: esternalizzando si possono offrire più posti  per i bambini. Eppure non si parla di ampliare l'offerta che rimane immutata. La qualità dei servizi riminensi è riconosciuta dagli stessi utenti, i genitori, con una valutazione vicina al 10. Eppure si procede al privato..

lunedì 21 novembre 2016

Diritti e integrazione. Due mamme "speciali" raccontano

















“I miei bambini parlano poco e si lamentano poco. Sono preparati e consapevoli del fatto che nel mondo c’è violenza e paura nei confronti del “diverso”. Se ripenso a quando ero piccola io, non so quanto le cose siano cambiate. Forse sono cambiate poco e forse qualcosa si è proprio fermato” Mi racconta A. una mamma di origini Eritree a cui ho chiesto un’intervista su un tema delicato, scottante, e certo difficile. Com’è essere mamma dalla pelle scura oggi a Bologna? A. ha scelto di mettersi in gioco, sopratutto dopo che le ho spiegato che volevo intervistarla per commentare con lei la carta dei dirittidell’infanzia. La carta compie gli anni il 20 novembre. E’ un documento importante e vasto che appartiene al mondo intero o quasi. La leggiamo con un’altra mamma a cui ho chiesto di raccontarci la sua esperienza. C. non è visibilmente diversa, alla richiesta d’intervista mi ha accolta con il suo sorriso di sbieco e lo sguardo un po’ canzonatorio. Lei è una mamma speciale per la composizione della sua famiglia, che è composta da due donne e una bambina. “Io e lei non stiamo neanche più insieme...forse non siamo rappresentativa di niente, forse ti conveniva chiedere l’intervista ad un genitore delle famiglie arcobaleno.” Ma la mia doppia intervista non vuole rappresentare qualcuno in genere.

sabato 19 novembre 2016

Un sostegno per il nido














Cronaca cittadina. Nel 2014 la nostra associazione ha svolto un report che fotografava lo stato di salute dei nidi in Italia. Dalla fotografia scattata emergevano alcune tendenze, che oggi, a distanza di oltre due anni, possiamo dire che sono confermate e si anzi si sono consolidate.

venerdì 18 novembre 2016

I diritti dei bambini: tanti eventi in giro per l'Italia

Nicoletta Costa









Il 20 novembre si festeggia la giornata dei diritti dei bambini. La giornata celebra la sottoscrizione della carta dei diritti del fanciullo che contiene più articoli che fissano diritti, doveri e responsabilità dei minori. Gli articoli si possono raggruppare in 4 principi fondamentali: 1 non discriminare, 2 il diritto all'essere ascoltato, 3 il diritto alla vita e alla salute e infine 4 il dovere degli adulti a porre il benessere dei bambini sempre davanti ad altri interesse. Quasi tutto il mondo ha sottoscritto la carta, stabilendo così, almeno in linea di principio, che i bambini sono nostro bene comune che noi adulti abbiamo il compito di difendere e proteggere. Tutt'Italia festeggia la carta e i bambini con tantissime manifestazioni alcune ludiche e giocose, altre più impegnative e

giovedì 17 novembre 2016

Senza nido
















Cronaca cittadina. Pescara offriva un sistema misto pubblico e privato che accoglieva la maggior parte delle domande. Oggi invece ci sono tanti bimbi in lista d’attesa e senza possibilità di accedere ad un nido. Cosa è successo? Il progetto Un nido per tutti è stato cancellato dall’attuale giunta, guidata dal sindaco Marco Alessandrini, ed è stata approvata la legge regionale che ha complicato tutto. "Durane il nostro mandato- racconta Guido Cerolini coordinatore cittadino di Forza Italia e assessore con la giunta precedente- per aiutare i genitori a sostenere le spese del nido, abbiamo avviato delle convenzioni con il progetto Un nido per tutti". Al cambio di giunta la convenzione non è stata rinnovata e a settembre 2016 110 bambini si sono ritrovati in cerca di un posto. "Interrompendo le convezioni- racconta ancora Cerolini- si sono danneggiate tante famiglie. Chi è fortunato riuscirà a pagare rette per intero, altri sono in cerca di soluzioni di tamponamento. Affidano i figli ai nonni o a alla babysitter". Ieri il forzista in commissione ha avanzato delle proposte per rilanciare di Un Nido Per Tutti fin da gennaio. La lista dei bambini nel mentre è scesa da 110 a circa 70 fuori asilo.  Ma oltre al mancato sovvenzionamento c'è un altro grande problema. Nel 2014 è stata approvata la nuova legge regionale che stabilisce le linee guida e gli standar a cui i servizi si devono adeguare per l’accreditamento e il convenzionamento. Approvata la legge molti nidi, che non erano adeguati, hanno chiuso i battenti. "Erano 12 i nidi a cui i cittadini potevano accedere, scegliendo il nido più comodo. La retta del privato era la medesima del nido comunale la differenza, la metteva lo stesso comune”. Con la legge regionale tutto è cambiato, il sistema si è tanto complicato a tal punto che i bambini fuori dal nido, i gestori sono in sofferenza. Speriamo che in una situazione tanto difficile non proliferi l’abusivismo che in tante realtà abbiamo incontrato.

mercoledì 16 novembre 2016

Lettera di un papà: Allattare che passione!














Cara BolognaNidi, sono un papà di oltre 40, ho due bambine ormai grandicelle, la maggiore ha quasi dieci anni, mentre la piccola va per gli otto. Non sono un genitore navigato ma nemmeno alle prime armi e pur non essendo un esperto
dell'infanzia, certe cose, credo di averle capite a proposito dei bambini e anche delle loro madri. Oggi mentre ero al bar per una pausa caffè leggevo distrattamente il giornale e al tavolo di fronte al mio, sedava dandomi le spalle,

martedì 15 novembre 2016

Nidi gratis per tante famiglie














Cronaca Cittadina. Bergamo offre ai suoi cittadini 12 strutture dedicate all'infanzia 0-3 per 515 posti. Di questi 515 posti circa la metà dei bambini non pagheranno la retta, per essere precisi saranno 223 con retta a zero. «Nidi gratis – spiega l’assessore all’Istruzione Loredana Poli – è una misura finanziata dalla Regione, grazie a un fondo statale che non prevedeva vincoli su come utilizzarla. Alcune Regioni hanno preferito aumentare i posti nei nidi, altre, come la Lombardia, hanno voluto offrire un voucher alle famiglie che rispondevano a specifici requisiti per dar loro la possibilità di frequentare gratis il nido».

lunedì 14 novembre 2016

Nidi scuole e le responsabilità politiche












Cronaca cittadina. "Non c'è niente di strano nel fatto che la direttrice della Istituzione (IES) sia stata spostata alla gestione dei quartieri. E' un ruolo in cui ha grande competenza ed esperienza" Ci spiega Paolo Marcheselli consigliere dell'Istituzione nidi e scuole di Bologna. La Direttrice Marina Cesari con una delibera di giunta a fine ottobre, cambia ruolo. Pochi giorni dopo il Presidente Massimiliano Tarozzi non ripresenta la candidatura alla IES. Tarozzi è Professore ha grande competenza sul piano pedagogico, ed è figlio del celebre assessore alla scuola che Bologna amò molto negli anni settanta. Tarozzi durante il nostro primo incontro mi raccontò: "Non ho intenzione di stravolgere o apportare grandi modifiche al modello bolognese, funziona già molto bene così". Eppure a soli due anni dalla fondazione la IES può raccontare più di un cedimento del sistema. Il personale è esasperato al punto da aver diffidato il Comune. Educatrici e maestre hanno rotto con i sindacati e mentre i genitori ci raccontano nidi dove ci sono, in alcuni momenti della giornata, anche venti bambini con un solo educatore... Siamo così sicuri che il modello funzioni bene? E l'istituzione?

sabato 12 novembre 2016

Nidi in vendita














Cronaca cittadina. Il paese è: Montelupo Fiorentino. Il sindaco è: Paolo Masetti. Il fatto è: la chiusura del nido pubblico. La motivazione? Troppi pochi iscritti, nell'anno 2016-17, sarebbero stati solo due i bambini del paese in età da lattanti. "Capiamo il dispiacere delle famiglie i cui figli hanno frequentato e frequentano la struttura e non abbiamo niente da eccepire sull’operato della cooperativa che gestisce il servizio – afferma il sindaco– Come ente, tuttavia, abbiamo la necessità di avere una visione più ampia: l’offerta dei nidi è sovradimensionata alle esigenze della nostra comunità, la struttura è inadeguata e necessiterebbe un investimento per la ristrutturazione. Costi, questi che ricadono su tutta la comunità, per una reale esigenza di due bambini. È una spesa che non ci possiamo permettere". Un bambino al nido al comune costa circa 5mila euro l'anno. Le ristrutturazioni poi sarebbero state molto costose, i locali non sono adeguati, manca lo spazio cucina, e ci sono mille altre pecche che emergono tutte insieme. Conclusione: si vende! La scelta infatti è quella vendere lo stabile, dove oggi risiede il nido e che poterebbe 300mila euro nelle casse comunali. E i bambini? Si smistano nel nido vicino  (vicino ma non a Cantelupo) . Gli Amministratori annunciano pubblicamente la chiusura del nido Giuggiolo dopo essere stati incalzati da una lettere a firma dei genitori. La lettera è stata inviata agli amministratori ed alla cooperativa Arca che oggi gestisce la struttura. 
"... Il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia". La conferma è arrivata dopo qualche giorno e la decisione è presa: alla cooperativa Arca scade il contratto, gli iscritti saranno solo due e così si vende e si chiude.  Ovvio che aprire il nido ai bambini di comuni limitrofi non è stato nemmeno preso in considerazione, troppo costoso!
noi genitori di Montelupo Fiorentino che attualmente utilizziamo il servizio del nido Giuggiolo e anche i genitori che hanno goduto in passato più o meno recente dell’alta qualità di questo nido riflettiamo se sia fondamentale all’economia del Comune vendere proprio questo immobile e cessare il servizio di nido oppure si possa individuare un’altra fonte di reddito per le casse pubbliche. E siccome il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/11/09/chiude-lasilo-giuggiolo/
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noi genitori di Montelupo Fiorentino che attualmente utilizziamo il servizio del nido Giuggiolo e anche i genitori che hanno goduto in passato più o meno recente dell’alta qualità di questo nido riflettiamo se sia fondamentale all’economia del Comune vendere proprio questo immobile e cessare il servizio di nido oppure si possa individuare un’altra fonte di reddito per le casse pubbliche. E siccome il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia.

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«Capiamo il dispiacere delle famiglie i cui figli hanno frequentato e frequentano la struttura e non abbiamo niente da eccepire sull’operato della cooperativa che gestisce il servizio. – afferma il sindaco Paolo Masetti – Come ente, tuttavia, abbiamo la necessità di avere una visione più ampia: l’offerta dei nidi è sovradimensionata alle esigenze della nostra comunità, la struttura è inadeguata e necessiterebbe un investimento per la ristrutturazione. Costi, questi che ricadono su tutta la comunità, per una reale esigenza di due bambini. È una spesa che non ci possiamo permettere».

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venerdì 11 novembre 2016

Videosorveglianza nei servizi educativi. C'è chi dice no


Rubo il titolo di una canzone di Vasco per tornare a parlare di telecamere nei servizi educativi. Sono passate ormai tre settimane dall'approvazione da parte della Camera dei deputati del ddl 2574 che punta ad introdurre misure per prevenire e contrastare maltrattamenti e abusi negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture che ospitano anziani e disabili. Il testo derivante dall'unificazione di più disegni di legge d'iniziativa parlamentare, introduce l'installazione di telecamere a circuito chiuso e delega al governo un disegno di legge per la valutazione psico-attitudinale degli insegnanti.

Il disegno di legge, che deve ancora essere esaminato dal Senato, è nato sulla scia degli episodi di violenze nei nidi, nelle scuole d'infanzia e nelle strutture socio assistenziali per anziani e disabili. Episodi che finiscono con sempre maggiore frequenza sulle pagine dei giornali e i cui responsabili devono essere, vale la pena ribadirlo, perseguiti. Episodi, anche ciò credo vada ripetuto, che stanno anche alla base dell'entusiasmo con cui in tanti hanno accolto la possibile introduzione dei sistemi di videosorveglianza nei nidi.

giovedì 10 novembre 2016

Renzi annuncia nuovi finanziamenti ai nidi








E' Matteo Renzi ad assicurarlo: i soldi per sostenere e aprire nuovi nidi ci sono.  Il governo punta a raggiungere il 33% della diffusione sul territorio Nazionale quanto prima. Il premier lo ha confermato ieri durante l'incontro avvenuto al Miur con i sindacati, quando si è discusso della legge delega 107 e sopratutto del comma che dovrebbe unire il tratto educativo 0-6. Durante l'incontro è ribadito che nonostante l'unione dei due ordini educativi, i nidi e le scuole d'infanzia manterranno le differenze che già esistono. Le cose da chiarire rimangono comunque tante anche perché il testo di legge 1260, che aveva previsto per prima l'unione 0-6, era articolato in diversi articoli e precisava tante questioni. Nella legge delega il testo è stato riassunto in poche righe. Quel che è certo è che non sarà facile coordinare nidi e  scuole d'infanzia sotto un unico denominatore. I Servizi educativi 0-3 sono complessi, sono gestiti dai comuni, finanziati e normati da regioni e dallo Stato. Lo Stato a sua volta divide in 5 Ministeri le economie e le competente dello 0-3. Cosa significa? Significa che  oggi è difficile parlare di Nidi, è difficile capire quanti sono e che qualità offrono. Farne una fotografia generale è arduo ogni territorio si muove in modo diverso, con regole diverse. E' difficile anche capire chi finanzia cosa. Le scuole d'infanzia dal canto loro, pur godendo di una salute un po' migliore rispetto ai nidi, hanno diverse difficoltà da affrontare e pochi soldi con cui campare. Anche loro conoscono diversi amministratori: Stato,  soggetti privati e Comuni. Insomma in generale c'è bisogno di una nuova legge che unifichi e accentri il sistema e ce n'è bisogno quanto prima, ma vedremo come sarà attuata, si dovrà vigilare con attenzione. 

Bando nidi e scuole di Rimini: alcune considerazioni











Cronaca cittadina Il comune di Rimini la scorsa settimana ha pubblicato il bando per esternalizzare un nido e 5 scuole d'infanzia, nonostante la procedura sia già in atto, le proteste dei cittadini continuano. E nonostante non ci sia un chiaro e conclamato risparmio economico, rispetto alla gestione diretta, la giunta prosegue per la sua strada. Bando alla mano possiamo fare alcune considerazioni e porci delle domande.

mercoledì 9 novembre 2016

La scuola e i bambini in carne ed ossa. BolognaNidi incontra la Rete di Cooperazione educativa. Intervista a Carlo Ridolfi


Si chiama Rete di Cooperazione educativa, C’è speranza seaccade@, un nome e un cognome che fondono passato e futuro. Riunisce insegnanti, educatori, genitori e cittadini che hanno a cuore l’educazione e la cultura dei bambini e dell’infanzia. La rete è nata nel 2011 dal desiderio di “fare rete” per far conoscere e ampliare tante esperienze educative sperimentate su e giù per il paese.  La rete si ispira a esperienze come quelle di Mario Lodi e don Lorenzo Milani con il desiderio di contribuire a far crescere “una scuola di qualità e di ricchezza a disposizione di tutti", una definizione che può apparire utopica ma che ha a che fare con tanti temi di grande concretezza ed attualità come la tendenza a esternalizzare e privatizzare e l’introduzione dei sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi 0-6. Questioni che hanno ricadute su migliaia di bambini e bambine. Bambini reali, come ricorda più volte in quest’intervista il presidente della rete Carlo Ridolfi.

In un suo articolo sul vostro recente incontro nazionale si parla di "una scuola di qualità, di ricchezza, di bellezza" a disposizione di tutti. La scuola italiana, dai nidi alle superiori, risponde a queste caratteristiche?
Nella scuola italiana sono numerosissime - noi ne incontriamo in continuazione - le esperienze e le attività che rispondono a criteri di qualità, ricchezza pedagogica e didattica e bellezza. Purtroppo, molto spesso, si tratta di attività ed esperienze che non sono in comunicazione tra loro e che rispondono più alla buonissima volontà di gruppi di insegnanti, di studenti e di genitori, che non a orientamenti e decisioni istituzionali. È possibile realizzare una scuola di questo tipo solo se si mettono "a sistema" le buone pratiche, che andrebbero attentamente conosciute e valorizzate.

martedì 8 novembre 2016

Senza supplenti? Tenete i bambini a casa
















Cronaca cittadina.  Scuole e nidi nel panico, la carenza delle supplenti getta nel caos l'intero sistema. I dirigenti  alle lamentele dei genitori consigliano di tenere a casa i bambini e nel mentre le maestre sono spostate da un servizio all'altro come tappabuchi nel tentativo di non far crollare il tutto. Ce lo racconta un puntuale articolo del Mattino di Napoli che potete leggere qua. Ci sono anche video interviste a genitori che descrivono la quotidianità offerta. Napoli naviga in cattive acque, anche se la giunta De Magistris in più occasioni non fa che

lunedì 7 novembre 2016

Caro nidi e crisi: le soluzioni politiche














Si prevedono sgravi delle rette per i nidi e un sostegno generale ai genitori. Ci sono più manovre in essere nelle legge di bilancio 2017. All'orizzonte si profila un assegno di 800 euro per tutte le neo mamme, senza distinzione di redditto. Si riconferma il Buonus bebè, già in essere dall'anno scorso che stanzia 600 Euro mensili, per le madri in congedo ed è estendibile per sei mesi. per pagare un servizio educativo o una babysitter. Da quest'anno si aggiunge anche il Bonus Nido: 1000 euro l'anno per sostenere le spese del nido ed è ripetibile per tre anni. Dovremmo aspettare l'approvazione e i decreti attuativi per capire bene come si potrà far richiesta dei bonus e chi ne avrà diritto. Quel che è certo è che la nuova legge prevede una strategie di sostegno alle famiglie. Di fronte ad un innalzamento, a volte molto consistente, di inadempienti e morosità per il pagamento delle rette, il Governo e gli Enti locali rispondono.

venerdì 4 novembre 2016

Nidi in Crisi: aumentano rette e morosi













All’Istituto degli Innocenti in occasione del seminario tutto dedicato ai servizi per l’infanzia, sono state presentate due ricerche parallele, una condatta dallo stesso Istituto l'altra da Anci (associazione nazionale comuni Italiani). I dati conformano ciò che ormai è risaputo e non solo dagli esperti. Solo il 20% dei bambini tra 0 e 6 anni ha accesso al nido, contro l'obiettivo del 33% stabilito a livello comunitario e che avremmo dovuto raggiungere ormai da qualche anno. Continuano anche le sostanziali differenze tra Centro-Nord e Sud Italia, in termini di diffusione dei servizi , nonostante le sovvenzioni pubbliche destinate al sud  con i Fondi Pac, di cui abbiamo da poco parlato con il prefetto Riccio. Al Centro-Nord la copertura del servizio è del 26,7% mentre al Sud la copertura è ferma all’’8%.

giovedì 3 novembre 2016

Il primo nido in Italia chiude i battenti















Calano le domande e il nido chiude. Peggio perché sono due i nidi a chiudere i battenti in due anni. A Modena le domande d'iscrizione nel 2011 erano tante, oltre 1400, nel 2016 sono ridotte a poco più di 1000, e anche se quest'anno, sono un po' cresciute (1105) rimangono molte meno di un tempo. Succede poi a Modena, è un città che da sempre ha particolare attenzione all'infanzia. Si contende con Bologna il primato del primo nido pubblico in Italia. Qui però furono le donne ad aprirlo con l'occupazione e una contestazione che poi fu accolta dalla politica locale. Modena ancora oggi accoglie tantissimi bambini, ben oltre il limite imposto dall'UE (il 33%) . Eppure anche qui i servizi chiudono. Di fronte "alle esigenze delle famiglie che chiedono orari e calendari d'accesso diversi- dichiara vicesindaco e assessore Gianpietro Cavazza "abbiamo scelto di far rivivere il Triva, come un nuovo centro sperimentale e innovativo per i bambini e le famiglie". Il nido in questione, tanto per rimanere ancorati alla storia, è proprio il primo nido italiano: quello aperto con la lotta delle donne e secondo una donna, che i nidi li conosce bene,l'ex assessore  Adriana Querzè le cose sono molto diverse da quelle racconta dalla giunta e da Cavazza. L'abbiamo incontrata per ascoltare la sua versione dei fatti.

sabato 29 ottobre 2016

Una risoluzione semplicistica per un grosso problema ...



 Il giorno 20 ottobre 2016 è stato  approvato e licenziato dalla Camera dei deputati  un disegno di legge    avente il seguente oggetto:   “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità” e, nonostante sia  ancora in corso di approvazione definitiva da parte del Parlamento, ne è stata diffusa  un’ ampia informazione  mediatica con accenti e declamazioni  non sempre completi dei dovuti approfondimenti e conseguenze

Crescere a Bucarest oggi. Nidi, scuole e...











Incontro Andreea in un'elegante e sofisticato locale del centro. E' una giovane mamma Rumena, bella al naturale, capelli raccolti e viso con poco trucco. Siede di fronte a me e mi racconta con estrema semplicità il sistema dei nidi e delle scuole d'infanzia di Bucarest città dove vive e lavora. Il sistema non è molto diverso da quello italiano per tanti aspetti, per altri lo è e molto. A volte poi le regole imposte dal regime di Ceausescu fanno capolino nella sua narrazione e nonostante passi enormi sono stati compiuti verso l'Europa ancora oggi, il regime ha lasciato un'eredità davvero pesante anche sui bambini.

venerdì 28 ottobre 2016

Un bando da invalidare













Cronaca cittadina. Reggio Calabria rischia di rimanere senza nidi? A quanto pare, si. Uil scuola denuncia e sottolinea alcune irregolarità nel bando per l'affido di due nidi pubblici per un valore di oltre 1,4 mln di euro. L'irregolarità presuppone disattenzione o poca conoscenza della legge regionale. La legge è la 15 del 2013 e indica le modalità di funzionamento dei servizi educativi. Il Bando pare confonde le garanzie necessarie per l'accreditamento con quelle per l'autorizzazione. Detta così non pare molto grave, ma in realtà quello che si rischia è di perdere preziose risorse elargite dall'Unione Europea a cui i comuni possono accedere se presentano progetti. I progetti sono approvati e finanziati solo se rispettano tutte le tempistiche, le regole e la normativa di riferimento, che varia da regione a regione. I fondi Pac, hanno subito diversi rallentamenti e le amministrazioni locali, delle 4 regioni del sud a cui sono destinati, hanno dimostrato inefficienze non trascurabili, come ci ha raccontato da poco il Prefetto Silvana Riccio che gestisce i fondi.  

mercoledì 26 ottobre 2016

Rimini: 5 scuole e un nido al privato














Cronaca cittadina Genitori che scendono in piazza, nonni che scrivono lettere, politici che denunciano....Rimini è una città divisa e perplessa, nel mentre l'amministrazione locale  procede a spron battuto. La strada che percorre il sindaco Andrea Gnassi è la solita, quella di cui scriviamo circa tutti i giorni da qualche anno a questa parte: si privatizzano i servizi educativi, o più precisamente, si esternalizzano in una gestione indiretta. Questa volta sul piatto ci sono 1 nido e 5 scuole d'infanzia. Ma l'esternalizzazione è già partita da qualche tempo, con l'affido delle pulizie e del sostegno ai disabili. Un'esternalizzazione passata quasi sotto l'indifferenza generale. La situazione attuali ha due principali risvolti: uno è politico-economico, l'altro si consuma sul  piano educativo. Entrambi questi temi dovrebbe essere al centro di un forte dibattito ma non lo sono. Il bando intanto è stato pubblicato e dalla sua lettura possiamo ricavare alcune riflessioni. 

Modena: aperte le iscrizioni per l'Officina del sabato



Cronache cittadine
Potranno frequentarlo i bambini iscritti ai nidi d’infanzia di Modena. Si chiama Officina del sabato e sarà ospitato nel nuovo polo d’Infanzia Triva. Il nuovo polo, inaugurato sabato scorso, sorge negli spazi che per anni sono stati quelli dello storico nido modenese. Il progetto, annunciato nelle scorse settimane, è ai nastri di partenza perché il Comune ha comunicato l’apertura delle iscrizioni.

martedì 25 ottobre 2016

Barricate contro i migranti e la violenza quotidiana.














Fa il giro veloce on-line. La notizia è sensazionale e quasi scandalosa: in un piccolo centro della provincia di Ferrara Gorino (e chi l'aveva mai sentito?) i cittadini costruiscono barricate per respingere un bus "carico" di migranti. Il bus si scopre poi, che è "carico" di 12 donne e 8 bambini. La notizia fa ancora più orrore: "Ma come non si accolgono bambini e mamme?" e poco valgono le giustificazioni dei cittadini del ferrarese che in radio dichiarano..."Pensavamo fossero uomini!" e ai giornali raccontano "Se li prendano in casa la Boldrini e Renzi" I media sottolineano come tra le donne ce n'è anche una in cinta di otto mesi. Ora i passeggeri del bus hanno trovato rifugio nei centri vicini e la situazione è stata tamponata. Quello che rimane è la notizia: perché questa reazione?

Noelia, la maestra con un cromosoma in più


Infanzia nel mondo

Oggi BolognaNidi guarda lontano. Digitando su google la parola "scuola dell'infanzia" oggi, infatti, la rete ci porta in America Latina, più precisamente in una scuola di Cordoba nel nord dell'Argentina: una normale scuola dell'infanzia, frequentata da bambini di due e tre anni, dove insegna Noelia Gorella. Noelia ha 31 anni e come tante bambine ha sognato fin da piccola di fare l'insegnante, un sogno la cui realizzazione però non era scontata: Noelia ha un cromosoma in più e il suo nome sta facendo il giro del mondo perché lei è la prima maestra con sindrome di down in tutta l'Argentina e una delle poche al mondo.

lunedì 24 ottobre 2016

Quali tappe nel percorso 0-6?













Quali tappe nel percorso da 0 a 6 anni è il titolo del convegno che si è tenuto sabato, a Bologna, in una gremita sala del Royol Hotel. Si è discusso sulla riforma legislativa che riguarda i nidi e le scuole d'infanzia. La riforma prevede l'unificazione dei due tratti educativi 0-3 e 3-6 e prevede, di stanziare economie permanenti dedicate allo 0-3 da parte dello Stato. Mentre oggi i nidi sono finanziati dai comuni e dalle rette dei genitori. ma qual'è stato il tema centrale della discussione? Vediamo di capire insieme. La scuola è scuola "Per noi- della cisl dichiara della segreteria nazionale Ivana Barbacci- la scuola d'infanzia è e deve rimanere vera scuola, a tutti gli effetti, senza confusioni e snaturamenti”. L'Onorevole Francesca Puglisi ha accolta, qui come altrove questa sottolineatura, ribadendo che la legge delega vuole valorizzare il ruolo delle scuole d'infanzia ed estendere la diffusione dei nidi, senza far retrocedere quello che già si è stato conquistato e consolidato.

venerdì 21 ottobre 2016

Cosa succede quando non c'è il supplente?










 





Cronaca cittadina. Mancano maestri, educatori e supplenti. E come spesso accade, tagli, su tagli, la qualità offerta finisce per consumarsi, impoverirsi e declinare. La situazione che sta vivendo Venezia è di profonda crisi, una situazione che parte da lontano, e che porta inevitabilmente ad una protesta serrata. Domani (sabato 22 ottobre) sindacati, lavoratori e genitori scenderanno in piazza per farsi ascoltare. Ai lavoratori viene chiesto di fare da tappa buchi, per non assumere supplenti che sarebbero necessarie. Al personale dei nidi viene chiesto di ampliare l’orario, ai genitori di arrangiarsi, perché per non assumere, hanno ridotto le capacità di accoglienza dei nidi. Cosa succede? Vediamo di capire insieme.

giovedì 20 ottobre 2016

Telecamere al nido: un'opportunità mancata











Ieri il primo si, dalla Camera sull'uso delle telecamere nei servizi di cura d'infanzia e per anziani. Il testo di legge, a mozione parlamentare, disciplina l'istallazione e l'uso di mezzi di videosorveglianza nei servizi. Le immagini registrate saranno a disposizione di personale preposto in caso di indagini. L'attuale legge è frutto di un riassunto di molti altri testi di legge. La nostra associazione lo ha discusso a Roma lo scorso luglio, con molti altri interlocutori, sindacati e il garante dell'infanzia tra gli altri. Il risultato che abbiamo maturato a nostro avviso è una mancata opportunità. L'opportunità era quella di portare

mercoledì 19 ottobre 2016

Fondi pac per l'infanzia: a che punto siamo?














Il Piano di Azione e Coesione (d’ora in poi PAC) è un programma che incentiva i servizi ad anziani e bambini nelle 4 regioni del sud Calabria, Sicilia, Campania, Puglia. Circa 340 mln del complessivo finanziamento, sono destinati ai servizi educativi d’infanzia, per intenderci ai nidi e affini. I fondi PAC sono stati avviati durante il Governo Monti nel 2012 e gestiti dal Ministero dell'Interno. Oltre ad incentivare e diffondere servizi aveva anche il compito di diffondere più qualità. Il finanziamento totale è stato diviso in due trance più precisamente in due riparti ed il primo è scaduto il 31 agosto mentre tutto il progetto si concluderà a giugno 2018. Abbiamo incontrato il Prefetto Silvana Riccio, responsabile del progetto globale per capire e che punto siamo oggi e capire l’impatto ottenuto fino ad oggi.