venerdì 29 aprile 2016

Il lavoro fa male (anche) ai bambini











Sono 150 milioni i bambini che lavorano in tutto il mondo. Sono tanti. E questo numero non può che far pensare. In occasione del primo maggio l'Unicef porta attenzione a questo grande problema, e lo fa come sempre, in modo gentile. Da domani saranno 1700 le piazze in cui sarà possibile comprare un'orchidea, per aiutare questi bimbi. Lino Banfi, da sempre sponsor della causa, lancia anche un bello slogan: "Ci sono milioni di bambini in pericolo. E' ora di piantarla!" Una bella iniziativa che segnaliamo con piacere. Per tutti i riferimenti potete consultare questo link. Ma ci sono altre notizie e numeri su cui riflettere. Questa notizia arriva in un giorno il cui molto si parla di lavoro. La disoccupazione in Italia, secondo l'Istat, è calata con un meno 8,6% in un anno, anche se i  dati rimangono allarmanti: tra i giovani (ragazzi tra i 15 e i 24 anni) la disoccupazione è del 36,7%. E mentre in Italia il ministro Poletti dichiara " Il Jobs Act funziona", in Francia, sullo stesso tema, "Ci si incazza!" (come mi diceva

giovedì 28 aprile 2016

Un cane al nido: una novità?

butkovicdub











Oggi mi concedo un caffè al bar. Apro i giornali locali e leggo del bellissimo progetto in un nido di Bologna, dove è arrivato il cane Boris addestrato a prender coccole da tutti i bimbi. Un cane per educare ad amare, a rispettare o se preferite dirla all'inglese: un cane per praticare la Pet terapy. La notizia come ovvio ha molto fortuna e tutti ne parlano anche al bar. Finisco il caffè chiudo il giornale e scopro ancora una volta, quanto i nidi in Italia siano poco conosciuti e poco stimati.

Intendiamoci, il cane al nido mi fa piacere i nostri bambini, sopratutto quelli che crescono in città, conoscono talmente poco la natura, che ogni riferimento, non può che fare bene... Anche Boris addestrato a prendere coccole, è bello, di più è splendido! La notizia però mi fa anche un po' sorridere. Per il clamore che suscita, non si tratta di una novità. C'è almeno un precedente, sempre in nido bolognese, di un cane introdotto da un'educatrice, che aveva pensato di aiutare una bimba con difficoltà comunicative. I risultati? Sorprendenti! Sono cose che riempiono il cuore e fanno bene, non c'è che dire...ma il fatto è che di queste storie i nidi sono pieni zeppi, ce ne sono tutti i giorni e in tante città. Perché non le conosciamo queste meraviglie? Non saprei, ma è così ed un vero peccato.
I nidi da sempre, fin dalla loro nascita, offrono spazi aperti e verdi dove uscire è un'attività integrata, al percorso formativo ed educativo del bimbo. Adriana Lodi la mamma di tutti i nidi che nel 1971 li istituì, li aveva previsti con due elementi necessari al funzionamento: il giardino e la cucina. Lei non era una pedagogista ma un politico con sale in zucca (tanto!) Queste scelte non si sono fatte perché c'era la necessità di Green Terapy, ma perché si sapeva, con molto buon senso, che giocare è importante e giocare all'aria aperta fa bene... Un tempo di sarebbe detto "è igienico". Le cucine sono state pensate interne con lo stesso buon senso: la pappa è un momento educativo e di convivialità. Fare laboratori di cucina è venuto automatico e si fanno spesso al nido. Ecco quando penso a queste cose, solo per citarne due, che tanto poco si sanno, mi dico che i nidi sono nati e sono cresciuti tra gli sguardi indifferenti. Non ne abbiamo la minima cultura... Siamo riusciti a realizzare e mettere in piedi un servizio formidabile, che in molte parti del mondo ci invidiano, anche il premio Nobel Heckman, quando ha deciso di studiare un sistema educativo rivolto ai piccoli, dall'America, è approdato qui, proprio da noi in Italia... ma noi italiani, continuiamo a non lo conoscerli e a non stimarli troppo....Altrimenti non mi spiego lo stupore per un cane al nido. 












    

mercoledì 27 aprile 2016

Nidi a Roma: tra propaganda e fallimenti

madapan













Cronaca cittadina. La Capitale ci offre una visione privilegiata di ciò che sta succedendo nei nidi. Meglio di ogni altro contesto esemplifica cosa può produrre la mala politica. Del resto solo qualche anno fa, sempre a Roma, incontravo Emma Bonino che mi raccontava, quali e quante difficlotà avesse incontrato nel tentativo di aprire un nido in città... 

martedì 26 aprile 2016

Star wars in mostra: dal fumetto al film e ritorno...


Star wars





















Arte-Bambina Per gli appassionati di tutte le età si apre la mostra: Star wars: dal fumetto al cinema e ritorno... Aperta fino al 5 giungo a Milano al museo del fumetto (un museo che è sempre bene tenere sott'occhio per gli appuntamenti dedicati al mondo delle nuvole parlanti). La mostra in questione è una breve ma intensa guida che saprà raccontarvi tutto, ma proprio tutto, sulle vicende stellari che appassionano da anni un pubblico davvero eterogeneo e vasto. L'esposizione sarà in grado di spiegare come e perché, l'ideazione del film, sia intimamente intrecciata alla storia del fumetto... Si ripercorrono così anche le storie di case editrici mitiche: come la Marvel o la Franco Papini. Sotto gli occhi degli spettatori sfilano progetti e idee e ciò che è stato realizzato per far vivere la saga, che affonda le radici temporali nel lontano 1977. Gadget rari, disegni, illustrazioni, locandine, costumi, video, modellini, lego e molto altro ancora...Tanti pezzi sono prestiti da collezionisti o da associazioni e per la prima si trovano insieme in un'esposizione. Se siete amanti del genere sono certa che non potrete mancare, se invece come me, ignorate tutto o quasi di Guerra Stellari (o avete apprezzato solo Balle Spaziali di Mel Brucks) potete farvi una cultura stellare, per potervi così relazionarsi con figli, o i nipoti, che non fanno che parlarvi di personaggi di cui avete solo vaghi ricordi.


Dove? A Milano, viale Campania 12
Quando? Fino al 5 giugno. Martedì venerdì: 15-19 Fin sett: 15-20  
Quanto costa? 5 Euro intero, 3 ridotto
Più info? www.museowow.it
 

venerdì 22 aprile 2016

Bologna: nidi, candidati sindaco e risposte















Elezioni-Bologna "Come tutelare i nidi comunali e i diritti dei lavoratori?" Chiedevo, toccando tanti altri argomenti, ai candidati sindaco delle scorse elezioni. Rileggendo le parole dei tre candidati, che allora come oggi si candidano, non posso che riflettere. Ri-pubblico le risposte in ordine sparso di Manes Beranardini, ex Lega Nord e oggi con Bologna Cambia, Massimo Bugani del M5S e Virginio Merola del Partito Democratico...e invito i lettori ad un gioco: sapreste indovinare chi, dice cosa? Al dà dell'indovinello, è interessante rileggere a distanza di tempo come le cose siano cambiate mentre le domande siano le sempre le stesse. Buona lettura a tutti.

mercoledì 20 aprile 2016

Come scegliere il nido migliore?












Questo è un periodo impegnativo per tanti genitori, si avvia la stagione degli open-day dei nidi e comincia un periodo frenetico dove ci si pongono tante domande. L'ingresso al nido è un passaggio difficile e complesso da affrontare, per la prima volta i nostri figli escono da casa per andare incontro al mondo. E allora come scegliere il nido giusto? E' difficile dare consigli uguali per tutti, ma tenterò di fare un breve elenco di cose da tenere a mente.

martedì 19 aprile 2016

Roald Dahl il Grande Gigante Gentile

Illustrazione di Quentin Blake









 



C'era una volta... Rold Dahl. Scrittore inglese che  forse in molti lo conoscono da film "La Fabbrica di Cioccolato". Dahl nasceva cento anni fa, nel 1916 e per nostro fortuna scrisse molto, molto altro, sia prima che dopo "La fabbrica di cioccolato" come ad esempio: Le streghe, Matilde, Gli sporcelli, La magica medicina, Il GGG.... l'elenco potrebbe continuare per molto ancora, anche con poesie e sceneggiature di film celebri (ad esempio i Gremlins). I suoi libri contengono tutti gli ingredienti per piacere ai bambini e agli intenditori delle buona letteratura, perché sono schietti, semplici, diretti, pieni di magia e tante verità, con adulti crudeli e bambini pieni di risorse.   

lunedì 18 aprile 2016

"La famiglia deve decidere della vita dei propri figli con l’Amministrazione"




Elezioni A Bologna. Merola riproponendosi come sindaco insiste sul concetto di partecipazione dando sostanziale rilievo ai tanti progetti condivisi con i cittadini e condotti durante il suo mandato. A distanza di due anni, ricordo ancora con un nodo allo stomaco, il percorso partecipato sull'infanzia. Era il 19 febbraio del 2013 quando l'assessore Marilena Pillati inviava una lettera aperta alla cittadinanza per annunciare e promuovere il percorso. Un percorso molto articolato con più momenti di incontro, dibattiti e confronto. La domanda di fondo che si poneva era: come migliorare i nostri servizi 0-6? Il percorso, se la memoria non mi tradisce, ha avuto un costo di circa 20 mila euro e ad oggi non ha ancora prodotto quel che avrebbe dovuto: la carta dei servizi educativi. 
(o non è reperibile sul sito apposito)

La mia esperienza Personalmente ho frequentato il corso per "mediatore culturale" appositamente organizzato per l'occasione. Si trattava di tre giorni di incontri con lezioni frontali e attività simulate, per allenare i corsisti, al ruolo di mediatore. Diciamo che se per tre giorni fossi rimasta a guardare il soffitto, avrei imparato di più e sofferto di meno. Organizzato in modo impreciso, con orari sempre sbagliati, con continui spostamenti di aula ecc ecc ma sopratutto con lezioni improbabili. Alle scuole primarie i concetti trattati sarebbero stati più approfonditi e completi. Finiti i tre giorni, uno tra i più imbarazzati e imbarazzanti relatori del corso (Dino Cocchianella) mi spiegò che noi corsisti saremmo dovuti andare ad aiutare persone esperte, impilando sedie o temperando matite. Questa è la mia esperienza personale.  
Cosa è rimasto del percorso partecipato? A testimonianza del tutto c'è un ampio documento che riporta la discussione conclusa in consiglio comunale quando si sono alternati diversi relatori. Cito l'intervento del professor Roberto Farnè che commentava il documento di sintesi presentato dalla cittadinanza per l'occasione: "Ho trovato delle osservazioni, che mi hanno lasciato perplesso. C’è un’affermazione con la quale si dice che - riporto testualmente – “la famiglia deve decidere della vita dei propri figli insieme all’Amministrazione”. Devo dire, scusate, che l’ho trovata un po’ agghiacciante.... Forse è una svista? No, viene ripetuta. “La famiglia deve decidere della vita dei propri figli insieme all’Amministrazione.” Invito alla riflessione." (Potete leggere a leggere l'interessante commento di farnè e di tutti i relatori qui.)
Partecipazione ed elezioni Anch'io invito ad un'attenta riflessione su cosa sia: democrazia, partecipazione e come sia percepita l'infanzia a Bologna. Il giorno in cui ci recheremo alla urne per eleggere il sindaco invito a ricordarsi anche di questo e di come la partecipazione sia stata piegata e anche come siano stati spesi male i nostri soldi pubblici. Ma invito a riflette anche su un altro fatto: l'unico momento in cui la cittadinanza ha davvero possibilità di fare partecipazione è durante le elezioni. Ci siamo. Tra poco si andrà al voto ed è ora di fare sentire ai candidati sindaci cosa la cittadinanza ritiene importante per i propri bambini e servizi educativi. Noi di BolognaNidi ci stiamo lavorando a tutti quelli che vorranno potranno scrivere idee, istanze e opinioni in proposito all'indirizzo: bolognanidi@gmail.com    
 





giovedì 14 aprile 2016

Istituzione, scuole a luglio e scelte politiche










Cronaca cittadina. A  luglio la gestione "estiva delle scuole" bolognesi sarà fatta anche dalla IES (istituzione educativa scuola). La notizia rimbalza sui media e qualcuno annuncia"siamo alla guerra". La guerra ipotizzata dai media è tra maestre, amministrazione pubblica e sindacati. Aprire in luglio significa più lavoro per le maestre e significa un serratissimo confronto anche sulle condizioni contrattuali. Ma la questione non è tutta qui. Non si può chiudere entro contorni netti, perché questo scontro è l'ultimo di una serie di conflitti che hanno costellato la nascita e la crescita di Ies. Questo scontro riguarda non solo maestre e sindacati ma tutti i bambini e le famiglie.  I problemi e i conflitti che hanno attraversato la vita di nidi e scuole d'infanzia sono frutto di scelte politica che la giunta Merola ha fatto. 

Luglio: tra esigenze e costi
Oggi a Bologna alcune scuole rimangono aperte con tante diverse attività. Sono gestite da soggetti privati con costi anche molto differenti. Confrontandomi con mamme e amiche, mi pare di capire, che si articolano attività di ogni genere con qualità profondamente variabili. Pare una minestra d'offerte dove la qualità non sembra amministrata con chiari criteri. Un difetto amministrativo e politico, da una parte, ma anche profondamente sociale. Perché tra i tanti genitori, ce ne sono alcuni dispareti che "purchè mi tengano il bambino, tutto va bene!"
Le scelte della IES
La direttrice di Ies Marina Cesari ha annunciato, anche sul nostro blog, che le scuole comunali apriranno a gestione diretta a luglio. Sarà una gestione pubblica che però assomiglierà ad un'offerta privata con un costo di 85 Euro settimanali. I genitori disperati e squattrinati, che non sono esattamente pochi, continueranno a non poterselo permettere. Un'offerta per alcuni ma non per tutti. Ma oltre ai costi e alla gestione problematica del tempo-famiglia, che tra parentesi non riguardano solo il mese di luglio, c'è un'altra questione che riguarda più in generale l'istituzione scuola e che impone riflessioni precise.
Che aria si respira alla Ies? 
Una coraggiosa Costanza Storaci ex collaboratrice nell'istituzione scuola e poi maestra nel privato, in una nostra intervista, fa precise denunce rispetto al modo di lavorare e al clima che si respira in Istituzione. Arriva ad affermare che preferisce lavorare nel privato, con uno stipendio inferiore, che continuare a stare in Istituzione. (Vhe effetto avrebbe fatto ad un sindaco come Dozza? Meglio non rinvangare il passato) A queste parole dense ed emotivamente coinvolgenti, ha risposto la direttrice Marina Cesari fornendo sempre a BoNidi, la sua versione dei fatti. Oggi via fb interviene una nuova voce.
Le parole di una maestra appassionata (così si firma)
"...Il disagio (alla Ies) nasce dai contratti disparati, dal siglare accordi in linea con una politica destinata a disarcionare i lavoratori laddove non si tutelano i dipendenti ed i cittadini. Una scelta certamente poco armonizzata che rende possibile proseguire con successo soltanto grazie alla professionalità, il coraggio, l'attenzione, la preparazione e l'amore per questo lavoro che contraddistingue i suoi dipendenti (e di questo, pur non dichiarandolo, son certa che sia ben cosciente di ciò la nostra giunta pur maltrattandoci sui rotocalchi definendoci 'cattive maestre'!)....".
Politica maestre e bambini
Sebbene nessun lavoratore voglia parlare riguardo a ciò che succede in istituzione, sono tante le informazioni che in questi ultimi mesi ho raccolto a riguardo. La sfiducia tra i lavoratori è ampia e l'umore a terra. Non si tratta solo di contratti o di lavorare una o due settimana a luglio... Tra le affermazioni più moderate e frequenti che ho sentito dal personale c'è: "Questa volta Merola non lo voto di certo!"
Troppi passaggi
Il passaggio di nidi e scuole d'infanzia alla Ies è stato l'ultimo di una serie. Ci sono stati: spostamenti di personale (ricordate quello ad ASP?), c'è stata la modifica dei contratto, la riduzione del rapporto numerico, l'allungamento dell'orario ecc ecc In questi anni i lavoratori hanno subito molto e visto troppi cambiamenti. La Giunta Merola si è preoccupata di gestire in modo efficiente, di far quadrare i conti e i numeri, di mantenere i servizi e di assumere chi di dovere,  ha lavorato con efficienza sotto molti punti di vista, ma non ha tenuto in considerazione che i nidi e le scuole sono fatte da persone... Persone che vanno ascoltate, accolte, gratificate, incentivate e stimolate... La guerra di orari e contratti forse l'hanno vinta, ma sul campo di battaglia non c'è più nessuno.
Servizio pubblico
Il servizio educativo pubblico non è un'azienda, è fatto da noi e per noi, è quel servizio che dovremmo tutti rendere eccellente per i nostri bambini. Il senso di appartenenza che c'era nei nostri servizi, è un malato grave, quel senso di appartenenza, costruito in anni di lavoro da parte di lavoratori, dirigenti, politici e cittadini, è smantellato. Chi farà più le spese di tutto questo saranno i bambini che sentono energia e voglia di fare, senso di appartenenza e qualità non a parole ma a pelle. 

mercoledì 13 aprile 2016

Cosa succede quando un nido cambia gestione?

Alvimann











Cosa succede quando un nido cambia gestione? Che differenze ci sono tra un nido pubblico e un nido privato? Sono le domande che ci rivolgono i nostri lettori. Partiamo dall'ultima domanda e tentiamo un ragionamento.

martedì 12 aprile 2016

Milano: città amica dei bambini












Cronaca cittadina. "Le città migliori sono quelle che progettano e realizzano gli interventi per essere sempre più a misura di bambino" Commenta il sindaco Giuliano Pisapia, quando il capoluogo lombardo, viene riconosciuto e nominato da Unicef, come la città amica dei bambini. La cittadinanza onoraria ai bambini nati da genitori stranieri, la nomina (niente affatto scontata) del garante infanzia, il bike sharing ideato per i più piccoli, i consigli di zona per i ragazzi, il Muba(Museo Bambini), sono solo alcune delle attività che hanno valso il premio Unicef a Milano.
Il sincado durante l'assegnazione ha aggiunto:"Questo riconoscimento è uno dei più importanti che Milano abbia ricevuto negli ultimi 5 anni"
Come si fa ad ottenere questo riconoscimento?
Per essere "città amica dei bambini" si deve avviare un programma ideato da Unicef, che in sostanza mira a rendere reale e concreto la Carta dei diritti  del fanciullo. La carta, a cui praticamente fa riferimento ed è sottoscritta da tutto il mondo, per quanto sia un bellissima esempio di democrazia e contenga tanti articoli davvero condivisibili, spesso è disattesa e si colloca in un piano solo teorico. Il progetto lanciato dell'Unicef per le città, tenta di accorciare le distanze e tradurre i concetti della carta in modo pratico. Le città che vogliono aderire devono garantire l'attuazione di nove punti. Ne citiamo alcuni dei più importnati: la partecipazione attiva dei bambini rispetto le questioni che li riguardano, un rapporto sulle condizioni dell'infanzia in città, un'unità operativa per far rispettare i diritti dei piccoli...e molto altro ancora.  Il riconoscimento di Milano ci pare essere una piccola ma buona notizia per il mondo dei più piccoli.

    

lunedì 11 aprile 2016

Nidi e scuole tra assunzioni e caos

Aggiungi didascalia















Cronaca cittadina. "C'è bisogno di investire nell'istruzione pubblica e noi abbiamo scelto di partire dall'infanzia" Racconta l'assessore di Prato Maria Grazia Gimbellotti. Il comune ha scelto di assumere a tempo indeterminato 36 tra maestre ed educatrici, per i nidi e le scuole d'infanzia cittadini, tramite un concorso (indetto in marzo e in fase di correzione). Ci saranno poi le assunzioni di 18 insegnanti a tempo determinato. Era da svariati anni, esattamente dal

sabato 9 aprile 2016

L'infanzia all'Omni di Marcello Fois


Marcello Fois



















Incontro Marcello Fois in una tarda mattina in centro a Bologna. Ci sediamo davanti ad un caffè e lui inizia subito a raccontare senza diffidenze o incertezze e con la massima trasparenza. Fois è scrittore e sceneggiatore. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e nonostante il lavoro l'abbia portato e lo porti, in molti luoghi diversi, conserva qualcosa dalla sua terra d'origine: la Sardegna. Nato nel 1960 è “rimasto figlio unico” mi racconta. Con lui continuiamo la nostra narrazione sulle infanzie. Fois è carico di ricordi e profondi affetti, e man mano, che racconta ci fa riflettere su molte questioni spinose e complesse. “Mia madre lavorava in un Omni (oera maternità nazionale Italiana) di Nuoro e io da bambino ho trascorso 4 anni all'Opera... Francamente non so per quale motivo sia rimasto un anno in più del dovuto, ma è stato così.”

venerdì 8 aprile 2016

Un girotondo per i nidi












Cronaca-cittadina. Nell'ambito dello sciopero generale regionale del Pubblico impiego per il rinnovo contrattuale, la riforma delle pensioni, il lavoro dei giovani, a Cesano Boscone è stato fatto un presidio, durato un'intera mattinata, sotto la sede del comune, per contestare la volontà  dell'amministrazione cesanese di esternalizzare i due asili nido comunali CON PERSONALE ANNESSO. "Leonardo, l'asilo è chiuso...ma andiamo!"

Le maestre votano Merola?


 












"Per fortuna si cambia idee! La politica non può essere un'idea granitica e sempre uguale a se stessa. Voi del comitato genitori avete lavorato bene e il risultato raggiunto è un ottimo risultato." Così Adriana Lodi, la mamma dei nidi, commentava nel 2011 la vittoria elettorale di Virginio Merola. In piazza Maggiore, dopo vari tentennamenti, e in chiusura della campagna elettorale,  Merola cambiava idea e promette di mantenere aperti i nidi che, l'allora commissario Cancellieri, voleva chiudere. Oggi a distanza di anni quei nidi sono ancora tutti aperti. Una vittoria che considero anche un po' mia, perché ho fatto parte di quel comitato cittadino. E' stata un'esperienza intensa, stancante ed emozionante. Oggi siamo di nuovo in periodo di elezioni ed è ora di fare bilanci. Cosa ha fatto questa giunta per l'infanzia? Tante cose positive, che potete trovare scritto nel bilancio di fine mandato del sindaco, poi ci sono altre cose: non fatte, fatte così e così, o fatte proprio male...quelle le raccontiamo noi da qui ai prossimi post. Oggi raccontiamo la storia di un nido che non c'è.

mercoledì 6 aprile 2016

Terni: non si fermano le mamme e i papà del "cotto e mangiato"



Ormai è la battaglia del cotto e mangiato. Teatro di questa lotta che vede contrapposti genitori e amministrazione comunale è Terni, la città di San Valentino, in Umbria. Oggetto del contendere, invece, sono le cucine interne ai servizi educativi e scolastici che i genitori vogliono mantenere mentre il comune, appare intenzionato a dismetterle a favore di centri pasto esterni. La mobilitazione dei genitori ternani, riuniti nel Co.SEC (Comitato servizi educativi) però non riguarda solo la mensa ma l’intero sistema dei servizi per l’infanzia e si è inasprita con la bocciatura da parte del consiglio comunale di tutte le loro proposte al Documento Unico di programmazione. “Le nostre non sono critiche a priori, ma si fondano sulle scelte politiche che la Giunta si appresta a fare: chiusura progressiva dei servizi educativi, rendere incompatibili con il bilancio il mantenimento delle cucine in loco e coprire il tutto realizzando un grande show mediatico chiamato “tavolo tecnico” “hanno scritto in uno degli ultimi comunicati stampa
A raccontare a BolognaNidi cosa sta accadendo nella città umbra è Chiara Dottori, mamma di un bimbo che frequenta la scuola dell’infanzia e portavoce del comitato.

BoNidi e il controllo della qualità dei nidi d'infanzia.










Cronaca-cittadina. "Se un nido è a gestione diretta, io come genitore posso conoscere le condizioni contrattuali, posso sapere le ore di formazione, posso sapere come funzionano i turni, le compresenze, posso conoscere i corsi di formazione ecc ecc Nel momento in cui un nuovo soggetto privato gestisce un

martedì 5 aprile 2016

In risposta a Marina Cesari

Alvimann









"Ho letto con attenzione la risposta della Dottoressa Marina Cesari all'intervista da me concessa a BolognaNidi" Ci scrive Costanza Storaci maestra e già collaboratrice scolastico al comune di Bologna " Nella mia intervista si scrive chiaramente che ho lavorato per il Comune di Bologna come collaboratrice scolastica, la cosa però non mi ha impedito nè di ascoltare, ne' di vedere...e dal mio punto di vista, confermo con ancora più forza ciò che ho già dichiarato: molti aspetti sono peggiorati da un punto di vista qualitativo per via dell'organizzazione del lavoro. Sono anche convinta che solo la grande professionalità del personale del comune abbia impedito che ciò fosse percepito in maniera massiccia dall'esterno. Per il comune di Bologna ho lavorato come collaboratrice scolastico ed ho imparato molto, ma continuo ad avere l'impressione che educatrici, maestre, pedagogiste, ora come ora, siano spremute come limoni, sfruttate al massimo le loro energie ed il loro tempo vita.
Molti mi hanno consigliato di partecipare al bando appena uscito che ricerca maestre da impiegare allo IES, ma fino a quando non cambieranno le cose, preferisco rimanere dove sono, in una realtà che sento proteggere maggiormente il personale e di conseguenza i bambini, pur con uno stipendio nettamente inferiore.
Infine vorrei ricordare che una volta, quando una maestra doveva decidere se lavorare per lo Stato o per il Comune di Bologna, sceglieva il Comune. Adesso accade il contrario: perché? Credo che questa sia una domanda da seguire con molta attenzione e senza prese di posizioni. Chiudo poi con una considerazione: nell'intervista la dottoressa Cesari ha voluto contrapporre la verità dei dati, alle mie opinioni, ma vorrei ricordare, come per il caso dei lavoratori di Sala Borsa, che spesso i dati non sono così oggettivi, come si vuol ritenere e non solo rispetto alle opinioni, ma anche alla vita umana vera, nuda e cruda dei lavoratori". Costanza Storaci         

lunedì 4 aprile 2016

Istituzione scuola: parola a Marina Cesari





















Marina Cesari è direttore della IES (istituzione educazione e scuola) una donna decisamente energica. Prima di iniziare con le domande, mi chiede il diritto di replica ad nostra recente intervista ad una educatrice. Nell'intervista Costanza Storaci spiega perché abbia preferito lavorare nei servizi privati con stipendio ridotto, piuttosto che continuare a lavorare al comune di Bologna sotto Ies. In caso fosse sfuggita la potete leggere qui. Partiamo quindi da questo tema che è spinoso e che riguardano molto da vicino i contratti di lavoro.
“Dopo aver letto l'intervista ho controllato i contratti della Storaci con la IES: non ha mai fatto l'insegnate presso di noi, ha operato come collaboratrice scolastica. Chiunque al suo posto avrebbe preferito lavorare nel privato come insegnate, piuttosto che nel Comune come collaboratrice. Inoltre si tratta di due mansioni molto diverse non paragonabili.”

sabato 2 aprile 2016

2 aprile la giornata in blu

lucasmalta












Il numero a cui donare è 45507. Fino al 6 aprile potete farlo tramite messaggio per 2 o per 5 Euro. Oggi è la giornata mondiale dell'autismo. Un giorno in blu. E' il blu il colore delle molte luci che si accenderanno in molte piazze di tutto il mondo. Un colore per far parlare e dare attenzione a questa sindrome che ancora oggi, dopo anni di studio, è sconosciuta e poco nota. Le donazioni sono per continuare la ricerca.

venerdì 1 aprile 2016

Tolle Hefte











Arte-Bambina Attenzione, attenzione: a tutti i piccoli lettori e ai loro genitori, attenzione a tutti gli appassionati di disegni e d'illustrazione dal 4 al 7 aprile si apre la nuova edizione della fiera dell'illustrazione: la Bologna Children's Book fair.
Da oggi partono tantissimi appuntamenti in città tra mostre, laboratori, incontri, spettacoli e chi più ne ha, più ne metta. E Bologna fa parlare di sè per la cosa che sa far meglio: la cultura. Le attività sono talmente tante che c'è da avere un capogiro. Se trovate uno dei 40mila librini stampati e distribuiti gratuitamente in vari punti della città, prendetelo! E inizate a sfogliarlo avidamente c'è tanto da studiare.