martedì 31 maggio 2016

Infanzia e scuola. Parola al candidato sindaco Ermanno Lorenzoni.














Elezioni-Bologna Il candidato sindaco del partito comunista dei lavoratori è Ermanno Lorenzoni, ex ferroviere oggi in pensione, con alle spalle attività politica “fin da ragazzo”.
Iniziamo con lui una serie di interviste sull'infanzia ai candidati che hanno accolto la nostra richiesta.

lunedì 30 maggio 2016

Un curricolo al nido











Un curricolo anche per i nidi. Questa è la risposta conclusiva di un lungo studio condotto da IEA International Association for the Evaluatione. L'associazione ha presentato in questi giorni  ECES (Early Childhood Education Study) il rapporto del 2016 che prende in considerazione i servizi educativi e di cura nella fascia prescolare. Lo studio è molto complesso e interessante per molti aspetti. Mentre fa un quadro normativo, organizzativo e economico di come sono gestiti nidi e scuole infanzia in Italia, USA, Danimarca, Estonia, Cil, Repubblica Ceca, Polonia Federazione Russa si interroga anche su quali risultati questi servizi possano ottenere.

giovedì 26 maggio 2016

Telecamere e scuola. Lettera di una maestra per vocazione

 
 
 
 
 
 
Gentile redazione, ho letto con attenzione i vostri articoli e molti atri sull'uso delle telecamere nei nidi e nelle scuole. Ho letto poi moltissimi commenti sui social e seguito qualche dibattito. Nonostante non ami mettermi in mostra per indole introversa e piuttosto timida, questa volta sento la necessità di aggiungere a tante parole altre parole. Personalmente sono a favore delle telecamere nelle scuole e nei nidi e vorrei spiegare le mie motivazioni. Insegno nella scuola d'infanzia statale da oltre 20 anni. In tanti anni di servizio ho girato molti istituti

lunedì 23 maggio 2016

La riscoperta politica dei nidi e tante nuove chiusure













“Lo Stato deve consentire un piano straordinario di assunzioni per il personale che lavora nei nidi e nelle scuole d'infanzia a gestione comunale" Chiede  qualche giorno fa l'On Manuela Ghizzoni mentre lo scorso aprile Piero Fassino presidente dell'Anci invia una lettera al ministro Madia per chiedere un provvedimento d'urgenza "per procedere all'immissione in ruolo del personale a tempo determinato di asili nido e scuole per l'infanzia". 
E acora qualche giorno fa i sindacati CGIL; CISL,UIL hanno organizzato una manifestazione nazionale per chiedere assunzioni a tutele di garanzia per la qualità educativa nei servizi 0-6. Insomma si direbbe che a livello nazionale qualcosa si stia muovendo per nidi e scuole d'infanzia. Nel mentre però, se ci spostiamo sulle notizie locali, non vediamo alcuna novità positiva, anzi...

giovedì 19 maggio 2016

Dati di oggi su lavoro e nascite...con retorica fascista














L'Inps pubblica i dati sull'occupazione: la fotografia scattata ci mostra una diminuzione del lavoro. Gli esperti gridano allarme pur non essendo tutti concordi sui dati. Si lanciano una vera guerra sui numeri, che non rende facile una lettura univoca e chiara della situazione, c'è ad esempio l'On Pietro Inchino che ai microfoni di Radiotre, spiega perché in realtà i dati siano tutt'altro negativi. Sulla carta, per i profani, rimangono questi numri: -12,9 % di occupati rispetto al trimestre dell'anno precedente, e nel dettaglio si legge un -33% per il lavoro a tempo indeterminato, anche dopo il Jobs Act.
Fermiamoci qui un momento e facciamo un passo indietro a qualche giorno fa. L'Istat pubblica, con un certo allarmismo, i dati rispetto alla natalità. Anche qui la fotografia è impietosa: siamo in un paese dove si contano più morti che vivi. Diminuiscono per il V anno conseguitivo le nascite, mentre aumentano le morti.
ora volgiamo lo sguardo per un momento al passato, quando di allarmi forse se ne facevano di meno, durante il ventennio Benito Mussolini tentò di nutrire il mito della donna feconda e della famiglia numerosa. Chi chiamava i figli: Benito o Emanuele Vittorio, veniva foraggiato, a Roma si premiavano le famiglie numerose e si istituì l'Opera di Maternità Nazionale Italiana (l' antenato dei consultori e degli asilo nido). Ciò nonostante le nascite non aumentarono...
Oggi a distanza di tanti anni anche se i modi sono cambiati, e per fortuna non siamo sotto fascismo, la retorica non pare molto diversa. Sono stati fatti sgravi e incentivi per aumentare le assunzioni , ma se di lavoro non ce n'è, i lavoratori è certo che non aumentano.
I dati sono molto difficili da leggere è vero, ma alcune cose si capiscono anche guardandosi intorno.
E se le politiche sul lavoro da sole non bastano per aumentare il lavoro, sono certa fin da qui, che aumentare i Bonus Bebè a più famiglie e con più soldi, come suggerisce il Ministro Lorenzin (da 80 si vorrebbe incentivare fino a 240 Euro al mese) per quanto positivo e di aiuto, non basterà a far aumentare le nascite.

martedì 17 maggio 2016

Pappa al nido: 15 bambini per 5 pasti?














1,60 per pasto. Un bando con un risparmio di 100mila euro rispetto al precedente e tanti dubbi sulla pappa nei nidi di Bologna. Da poco con il post Pappa al nido: qualità o quantità?  Abbiamo raccontato il bando per le forniture  delle derrate alimentari e abbiano evidenziato inquietanti zone d'ombra. Chiedendo e ascoltando più testimonianze, si individua un risparmio tramite la conta dei bambini.

venerdì 13 maggio 2016

Fondazioni, povertà educative e nidi: che propaganda!















In questi giorni leggo in molti giornali e riviste dei progetti che la fondazione Zancan sta facendo rispetto all'infanzia. In particolare il sociologo Tiziano Vecchiato, si affaccia su La Repubblica e La Stampa, per spiegarcelo. Di che cosa stiamo parlando? Spiego in due parole per chi non avesse letto: la Zancan sta investendo in un progetto che coinvolgerà genitori e  cittadini in un lavoro di volontario per supportare servizi educativi e non solo. Lo chiamano welfare generativo, ed un po' lo stesso concetto che ci spiegava, qualche anno fa, l'economista Stefano Zamagni, con la dicitura welfare circolare. Entrambi questi "nuovi" modi di intendere il welfare si concretizzano in un'idea molto semplice: "Non ci sono più soldi? Invece di piangerci addosso tiriamoci su le maniche, e lavoriamo tutti insieme, per costruire qualcosa di nuovo e funzionante per tutti". Un'idea semplice e vecchia come il mondo, che ci fa tornare in mente il grande Don Milani e la sua idea di comunità educante, ma purtroppo anche qualcosa di doloroso: la carità di pochi ricchi verso i tanti poveri. Perché dico questo?

mercoledì 11 maggio 2016

Pappa al nido. Qualità o economia?












Cronaca cittadina. Quest'anno ci sono arrivate diverse segnalazioni dai nostri associati per ciò che riguarda la pappa al nido. Si tratta di una novità assoluta. Attenzione e lamentale negli anni passati si sono concentrate esclusivamente sulle mense delle scuole. Al nidi la pappa, che si prepara in cucine interne, è sempre stata valutata in modo molto positivo. Si raccoglievano solo o quasi complimenti. Come genitore ricordo con una certa malinconia le "gite" nelle cucine. Una volta l'anno le collaboratrici aprivano le porte dei nidi al sabato e ci raccontavano il loro lavoro... la parte più bella (e buona) era la merenda mattutina. Quest'anno le collaboratrici però hanno lamentato in più occasioni soprauttto all'inizio, ritardi nelle forniture, mentre i gentiori hanno lamentato la prepazione troppo frequente di piatti semplici (pasta in bianco, carote filange...) In alcune strutture si sono segnalati verdura e frutta, non del tutto freschi e porzioni non sempre abbondanti. "...l'olio lo devi chiedere diverse volte, poi arriva ma è una lotta... " "le zucchine arrivano da buttare e l'anternativa è preparare piatti semplici"

lunedì 9 maggio 2016

Povertà educativa? A che punto siamo











Sembrano solo numeri ma non lo sono affatto. In Italia oltre 1 mln di bambini vive in povertà assoluta, lo sappiamo, l'abbiamo scritto tante volte, oggi Save the children ci spiega anche i rischi e le forti relazioni che esistono tra povertà  e la povertà educativa. Si pubblica Bambini dalle povertà educativa: a che punto siamo? un documento dove si racconta un'Italia a due velocità. Da una parte il pigro sud: senza servizi, scuole, senza offerte culturali o ricreative, dall'altra un nord proiettato verso l'Europa.  Un'Europa però che è bene sottolineare non riusciamo mai a nemmeno a sfiorare, perché le regioni dove stiamo meglio, si fermano alle sufficienze degli altri. Per capirci meglio: se L'Emilia Romagna, offre un diffusione servizi 0-2 del 30% rimane lontana dalle punte d'eccellenza dei paesi nordici che in media si attestano alle stesse cifre ma nei territori di eccellenza ci superano alla grande.

domenica 8 maggio 2016

Festa della mamma: una riflessione...














“...le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne.... sono una stirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiavitù sulle spalle...” mentre leggo le statistiche e ai numeri dell'ultimo studio di Save the children “Mamme equilibriste” mi tornano alla mente le parole di Natalia Ginzburg. Con occhio clinico Save the children ci ricorda come in Italia noi donne siamo ultime.

venerdì 6 maggio 2016

Asili nido: i soldi arrivano ma non si spendono











Cronaca-cittadina A denunciare è la situazione è la consigliera di Forza Italia Mary Caracciolo. A noi rimane l'inquietante domanda: apriranno i nidi a settembre? Una domanda che pare lontana da possibili risposte e che si profila molto incerta a Reggio Calabria. Quel che è certo invece è che la giunta Falcomatà del Partito Democratico, stia gestendo la situazione in modo sciatto e inadeguato. "Trattano i bambini come pacchi" ci racconta la battagliera consigliera forzista. Stranamente in questo contesto i soldi ci sono e non sono pochi, arrivano dall'UE. I fondi Pac avrebbero dovuto servire ad incrementare i servizi educativi nel mezzogiorno e quando se n'è dato annuncio eravamo tutti lieti...finalmente si pensa anche al sud...ma dopo anni, non facciamo che raccogliere denunce e sprechi. (Qui la denuncia della Uil)

giovedì 5 maggio 2016

Chiuso il centro per bambini abusati: per mala politica




In questi giorni siamo stati letteralmente sommersi da valanghe di parole e da tanti consigli, di esperti e meno esperti, rispetto alla violenza minorile. Si è scavato nel passato e nel presente di vittime e carnefici. Ci hanno aperto il cuore con notizie orribili e gli approfondimenti hanno fatto leva a facili sentimentalismi. Oggi in mezzo a tanto ciarpame sono incappata in un bell’articolo del Tempo. Un articolo che in modo dettagliato e puntuale, racconta un'altra faccia della medaglia. Una faccia che pone al centro della notizia, come spesso succede, la cattiva politica e lo spreco di risorse pubbliche. Incontriamo un Neuropsichiatra Infantile della Sapienza Università di Roma, il professor Ugo Sabatello. Fin da subito mi dice “I giornali in questi giorni, hanno riportato anche tante sciocchezze, che non aiutano nessuno”. Sabatello gestiva il centro Sacrai a Roma, un centro che accoglieva e curava minori che hanno subito violenza. Oggi il centro, unico nel suo genere in regione, non c'è più. Dopo un investimento di 96 mila Euro di risorse pubbliche, il centro ha chiuso e buttato al vento: competenze, soldi e pazienti... Ecco, forse i pazienti, no “Bisogno essere un po' fessi a fare questo mestiere -racconta Sabatello- e anche se sono finiti i soldi, molti professionisti hanno continuato a lavorare. Avrebbe continuato ma non è stato possibile per via delle coperture legali e assicurative”

lunedì 2 maggio 2016

Cosa sta succedendo nelle scuole d'infanzia?

 














Cronaca Nazionale Siamo di fronte a tanti mutamenti, qualcuno dice che saranno epocali i mutamenti che riguardano le nostre scuole d'infanzia. Per ora non sono cambiamenti dettati da esigenze pedagogiche o culturali. I cambiamenti attuali sono nascosti da tante parole, o titoli poco aderenti alla realtà... i cambiamenti quelli veri e attuali sono dettati dal risparmio economico e dal disimpegno politico. Le materne o le scuole d'infanzia, chiamatele un po' come vi pare, se la passano male. ci sono poi tanti problemi che rimangono all'orizzonte che si avvicinano veloci. Lasciamo stare per un momento concorsi, contratti e insegnanti, sui quali torneremo, e cerchiamo di capire cosa succede dentro le scuole  nel modo più semplice possibile.

Mancano posti. A Bologna ci sono liste d'attesa. Nonostante l'impegno, sempre sottolineato, da parte del sindaco Merola che ha incrementato l'offerta delle scuole d'infanzia, anche chiudendo dei nidi, i posti per i piccoli tra i 3 e i 6 anni non bastano ancora. Sono 253 i bambini in cerca di un posto, su un totale di 2845 iscrizioni e 184 posti liberi. 
A Enna si rischia la chiusura Nel Meridione la situazione scuole è tutta un'altra faccenda. Non ci sono soldi e personale per gestire le mense. Risultato? Con ogni probabilità le scuole passeranno ad un orario complessivo di 25 ore invece di 40, con una riduzione dei posti di lavoro per 12 maestre. 
A Venezia invece non ci sono maestre Manca il personale per sostituiti quello malato e così, succedono cose pazze....Tipo cosa? Scuole aperte con 30-40 bambini affidati alla cura (e non all'educazione) di 3 o insegnanti. I motivi? Sono legati ai problemi di limiti assunzionali e di sostituzione a cui sono vincolati i comuni, che sono moltissimi e NON sono mai stati chiariti o risolti, pur essendo essendo cambiati più governi. I governi di destra, come a sinistra non hanno trovato tempo ed energie per mettere chiarezza su questo versante. Si preferisce tenere aperti servizi mediocri a scapito del benessere dei bambini? a ognuno la sua risposta. Anche a Livorno mancano maestre. Il comune versa soldi in più. L'ha deciso la vicesindaco Stella Sorgente dopo lunghe trattative con i sindacati. L'amministrazione locale ha stanziato per le sostituzioni brevi (inferiori ai 30 giorni) con un budget di 40 mila euro (prima era di 27 mila) per una sperimentazione di 6 mesi . Con questa economia supplementare, a Livorno si cerca con un granello di sabbia di tappare una voragine grande come un montagna, che non può essere risolto localmente.  
E il Governo? Accidente che guazzabuglio! I problemi, spero sia chiaro dopo questo breve e vario elenco, sono tanti e di diversa natura...Al centro ci sono i comuni e lo Stato. I primi semplicemente non ce la fanno e lo Stato semplicemente non investe e non legifera, non prende una decisione. La notizia, quindi cosa sta succedendo tra nidi e scuole, semplicemente non prende un contorno definito, ma si ferma ai giornali locali con esempi piccoli a Livorno, a Firenze, a BolognaMa qualcuno con una visione globale c'è: Marina Castelli presidente dell' AND sezione Latina (associazione nazionale docenti) tuona contro la riforma 0-6. La riforma per chi non lo sapesse prevede un cambiamento consistente e una continuità tra nidi e scuole d'infanzia. Il ragionamento della Castelli non fa una grinza: se le scuole d'infanzia passeranno dalla gestione statale a quella comunale (come si scrive per l'appunto nella legge delega 107 comma 181 lettera e) sarà più facile: Primo inserire rette per gli utenti e Secondo esteranalizzare la gestione a privati. Le esternalizzazioni delle scuole d'infanzia sono già in state avviate ad esempio a Firenze. E lo Stato annuncia la nuova legge fiammante e radicale e intanto  temporeggia, e NON fa. 
Un dato su chi riflettere: nel 2015 praticamente non ci sono state assunzioni per le scuole d'infanzia. La Senatrici Francesca Puglisi, prima firmataria della legge 0-6, asserisce che: non ci sono state assunzioni perché la scuola d'infanzia, non e scuola dell'obbligo. E la Castelli replica che se così fosse, non ci sarebbero dovute essere assunzioni, nemmeno le insegnanti per le scuole superiori...
Risultato: un grande, grandissimo caos. E i bambini che sono sempre meno sono trascurati, da questo governo, come dai precedenti. E la questione è ampia e non si tratta solo di posti scuola. Meno posti per i piccoli significa meno scolarizzazione, meno integrazione, meno possibilità per noi donne di continuare a lavorare dopo la maternità e di lavorare nella scuole... Ma c'è anche un altro fatto trascurato: un'offerta di questo tipo, dove la qualità è trascurata  ha conseguenze pedagogiche che oggi non riusciamo a prevedere ma non saranno indifferenti. Perché se nidi e scuole di qualità, fanno bene, non sappiamo che effetti possano fare servizi educativi di qualità scadente. Il governo del Partito democratico sta traghettando questi servizi verso il basso, verso un parcheggio. Finché continueremo ad essere soli in questa denuncia noi di BolognaNidi? Se credete che la nostra voce sia utile vi chiediamo, non soldi, ma di iscrivervi e partecipare. Potete farlo cliccando qui e un Mi piace alla nostra pagina fb non ci fa certo male! Uniti possiamo fare la differenza. Potete anche scriverteci a bolognanidi@gmail.com