sabato 29 ottobre 2016

Una risoluzione semplicistica per un grosso problema ...



 Il giorno 20 ottobre 2016 è stato  approvato e licenziato dalla Camera dei deputati  un disegno di legge    avente il seguente oggetto:   “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità” e, nonostante sia  ancora in corso di approvazione definitiva da parte del Parlamento, ne è stata diffusa  un’ ampia informazione  mediatica con accenti e declamazioni  non sempre completi dei dovuti approfondimenti e conseguenze

Crescere a Bucarest oggi. Nidi, scuole e...











Incontro Andreea in un'elegante e sofisticato locale del centro. E' una giovane mamma Rumena, bella al naturale, capelli raccolti e viso con poco trucco. Siede di fronte a me e mi racconta con estrema semplicità il sistema dei nidi e delle scuole d'infanzia di Bucarest città dove vive e lavora. Il sistema non è molto diverso da quello italiano per tanti aspetti, per altri lo è e molto. A volte poi le regole imposte dal regime di Ceausescu fanno capolino nella sua narrazione e nonostante passi enormi sono stati compiuti verso l'Europa ancora oggi, il regime ha lasciato un'eredità davvero pesante anche sui bambini.

venerdì 28 ottobre 2016

Un bando da invalidare













Cronaca cittadina. Reggio Calabria rischia di rimanere senza nidi? A quanto pare, si. Uil scuola denuncia e sottolinea alcune irregolarità nel bando per l'affido di due nidi pubblici per un valore di oltre 1,4 mln di euro. L'irregolarità presuppone disattenzione o poca conoscenza della legge regionale. La legge è la 15 del 2013 e indica le modalità di funzionamento dei servizi educativi. Il Bando pare confonde le garanzie necessarie per l'accreditamento con quelle per l'autorizzazione. Detta così non pare molto grave, ma in realtà quello che si rischia è di perdere preziose risorse elargite dall'Unione Europea a cui i comuni possono accedere se presentano progetti. I progetti sono approvati e finanziati solo se rispettano tutte le tempistiche, le regole e la normativa di riferimento, che varia da regione a regione. I fondi Pac, hanno subito diversi rallentamenti e le amministrazioni locali, delle 4 regioni del sud a cui sono destinati, hanno dimostrato inefficienze non trascurabili, come ci ha raccontato da poco il Prefetto Silvana Riccio che gestisce i fondi.  

mercoledì 26 ottobre 2016

Rimini: 5 scuole e un nido al privato














Cronaca cittadina Genitori che scendono in piazza, nonni che scrivono lettere, politici che denunciano....Rimini è una città divisa e perplessa, nel mentre l'amministrazione locale  procede a spron battuto. La strada che percorre il sindaco Andrea Gnassi è la solita, quella di cui scriviamo circa tutti i giorni da qualche anno a questa parte: si privatizzano i servizi educativi, o più precisamente, si esternalizzano in una gestione indiretta. Questa volta sul piatto ci sono 1 nido e 5 scuole d'infanzia. Ma l'esternalizzazione è già partita da qualche tempo, con l'affido delle pulizie e del sostegno ai disabili. Un'esternalizzazione passata quasi sotto l'indifferenza generale. La situazione attuali ha due principali risvolti: uno è politico-economico, l'altro si consuma sul  piano educativo. Entrambi questi temi dovrebbe essere al centro di un forte dibattito ma non lo sono. Il bando intanto è stato pubblicato e dalla sua lettura possiamo ricavare alcune riflessioni. 

Modena: aperte le iscrizioni per l'Officina del sabato



Cronache cittadine
Potranno frequentarlo i bambini iscritti ai nidi d’infanzia di Modena. Si chiama Officina del sabato e sarà ospitato nel nuovo polo d’Infanzia Triva. Il nuovo polo, inaugurato sabato scorso, sorge negli spazi che per anni sono stati quelli dello storico nido modenese. Il progetto, annunciato nelle scorse settimane, è ai nastri di partenza perché il Comune ha comunicato l’apertura delle iscrizioni.

martedì 25 ottobre 2016

Barricate contro i migranti e la violenza quotidiana.














Fa il giro veloce on-line. La notizia è sensazionale e quasi scandalosa: in un piccolo centro della provincia di Ferrara Gorino (e chi l'aveva mai sentito?) i cittadini costruiscono barricate per respingere un bus "carico" di migranti. Il bus si scopre poi, che è "carico" di 12 donne e 8 bambini. La notizia fa ancora più orrore: "Ma come non si accolgono bambini e mamme?" e poco valgono le giustificazioni dei cittadini del ferrarese che in radio dichiarano..."Pensavamo fossero uomini!" e ai giornali raccontano "Se li prendano in casa la Boldrini e Renzi" I media sottolineano come tra le donne ce n'è anche una in cinta di otto mesi. Ora i passeggeri del bus hanno trovato rifugio nei centri vicini e la situazione è stata tamponata. Quello che rimane è la notizia: perché questa reazione?

Noelia, la maestra con un cromosoma in più


Infanzia nel mondo

Oggi BolognaNidi guarda lontano. Digitando su google la parola "scuola dell'infanzia" oggi, infatti, la rete ci porta in America Latina, più precisamente in una scuola di Cordoba nel nord dell'Argentina: una normale scuola dell'infanzia, frequentata da bambini di due e tre anni, dove insegna Noelia Gorella. Noelia ha 31 anni e come tante bambine ha sognato fin da piccola di fare l'insegnante, un sogno la cui realizzazione però non era scontata: Noelia ha un cromosoma in più e il suo nome sta facendo il giro del mondo perché lei è la prima maestra con sindrome di down in tutta l'Argentina e una delle poche al mondo.

lunedì 24 ottobre 2016

Quali tappe nel percorso 0-6?













Quali tappe nel percorso da 0 a 6 anni è il titolo del convegno che si è tenuto sabato, a Bologna, in una gremita sala del Royol Hotel. Si è discusso sulla riforma legislativa che riguarda i nidi e le scuole d'infanzia. La riforma prevede l'unificazione dei due tratti educativi 0-3 e 3-6 e prevede, di stanziare economie permanenti dedicate allo 0-3 da parte dello Stato. Mentre oggi i nidi sono finanziati dai comuni e dalle rette dei genitori. ma qual'è stato il tema centrale della discussione? Vediamo di capire insieme. La scuola è scuola "Per noi- della cisl dichiara della segreteria nazionale Ivana Barbacci- la scuola d'infanzia è e deve rimanere vera scuola, a tutti gli effetti, senza confusioni e snaturamenti”. L'Onorevole Francesca Puglisi ha accolta, qui come altrove questa sottolineatura, ribadendo che la legge delega vuole valorizzare il ruolo delle scuole d'infanzia ed estendere la diffusione dei nidi, senza far retrocedere quello che già si è stato conquistato e consolidato.

venerdì 21 ottobre 2016

Cosa succede quando non c'è il supplente?










 





Cronaca cittadina. Mancano maestri, educatori e supplenti. E come spesso accade, tagli, su tagli, la qualità offerta finisce per consumarsi, impoverirsi e declinare. La situazione che sta vivendo Venezia è di profonda crisi, una situazione che parte da lontano, e che porta inevitabilmente ad una protesta serrata. Domani (sabato 22 ottobre) sindacati, lavoratori e genitori scenderanno in piazza per farsi ascoltare. Ai lavoratori viene chiesto di fare da tappa buchi, per non assumere supplenti che sarebbero necessarie. Al personale dei nidi viene chiesto di ampliare l’orario, ai genitori di arrangiarsi, perché per non assumere, hanno ridotto le capacità di accoglienza dei nidi. Cosa succede? Vediamo di capire insieme.

giovedì 20 ottobre 2016

Telecamere al nido: un'opportunità mancata











Ieri il primo si, dalla Camera sull'uso delle telecamere nei servizi di cura d'infanzia e per anziani. Il testo di legge, a mozione parlamentare, disciplina l'istallazione e l'uso di mezzi di videosorveglianza nei servizi. Le immagini registrate saranno a disposizione di personale preposto in caso di indagini. L'attuale legge è frutto di un riassunto di molti altri testi di legge. La nostra associazione lo ha discusso a Roma lo scorso luglio, con molti altri interlocutori, sindacati e il garante dell'infanzia tra gli altri. Il risultato che abbiamo maturato a nostro avviso è una mancata opportunità. L'opportunità era quella di portare

mercoledì 19 ottobre 2016

Fondi pac per l'infanzia: a che punto siamo?














Il Piano di Azione e Coesione (d’ora in poi PAC) è un programma che incentiva i servizi ad anziani e bambini nelle 4 regioni del sud Calabria, Sicilia, Campania, Puglia. Circa 340 mln del complessivo finanziamento, sono destinati ai servizi educativi d’infanzia, per intenderci ai nidi e affini. I fondi PAC sono stati avviati durante il Governo Monti nel 2012 e gestiti dal Ministero dell'Interno. Oltre ad incentivare e diffondere servizi aveva anche il compito di diffondere più qualità. Il finanziamento totale è stato diviso in due trance più precisamente in due riparti ed il primo è scaduto il 31 agosto mentre tutto il progetto si concluderà a giugno 2018. Abbiamo incontrato il Prefetto Silvana Riccio, responsabile del progetto globale per capire e che punto siamo oggi e capire l’impatto ottenuto fino ad oggi. 

martedì 18 ottobre 2016

Una firma per i bambini malati

 











Antonella Costantino, presidente della società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (SINPIA) denuncia lo stato di grande difficoltà in cui esercitano i servizi dedicati ai bambini con patologie neuropsichiatriche. Lo fa a conclusione della settimana dedicata alla salute mentale e lancia un appello che tutti potete firmare cliccando qui.

lunedì 17 ottobre 2016

La meglio Infanzia: una ricerca sbagliata?
















Di recente abbiamo intervistato il professor Andrea Ichino sulla ricerca La meglio infanzia. Ora ascoltiamo sullo stesso tema la professoressa Francesca Emiliani del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’UniBo, che avanza critiche sostanziali alla ricerca sia per quanto riguarda il suo impianto complessivo, sia, a maggior ragione, per quanto concerne il risultato ottenuto. Potrebbe sembrare un tema molto, troppo, tecnico ma non lo è. E' interessante approfondire e affrontare, ancora una volta, il tema più generale della qualità dei servizi d'infanzia.   

giovedì 13 ottobre 2016

Ma anche al vostro nido i bimbi guardano i cartoni animati?
















"Ma anche al vostro nido mettono i bambini davanti ai cartoni animati?" Chiede una mamma sulla pagina fb di Consigli da mamma a mamma, un luogo di scambio informazioni tra i genitori della regione Emilia-Romagna. Le risposte arrivano veloci sulla pagina, tante web-mamme sono incredule, meravigliate, qualcuna è arrabbiata, altre difendono la qualità di certi cartoni più di altri. E mentre scorro post, inizio il solito giro di telefonate per chiedere conferma,

Crescere che fatica, alla Fondazione Golinelli cinque incontri gratuiti per parlare di genitorilaità


In Agenda
Parlare di genitorialità attraverso libri e film: è questo l’obiettivo di Crescere che fatica, il ciclo di incontri promosso da Fondazione Golinelli e AISMI, Associazione Salute Mentale Infantile. “Dal confronto tra Fondazione Golinelli e Associazione Salute Mentale Infantile è nata l’idea di aprire uno spazio per incontri dedicati a narratori, scrittori e registi, che abbiano rivolto la loro attenzione alla crescita dei bambini e dei ragazzi, ma anche degli adulti che nei diversi ruoli di loro si occupano” spiega Marilisa Martelli, presidente AISMI. Nel corso dei cinque incontri gratuiti le opere verranno commentate con gli autori per favorire un dialogo a più voci- “L’esperienza ci conferma che incontrare i narratori, e commentare insieme la loro opera, aiuta a individuare e condividere come possano emergere energie speciali, individuali e familiari, che consentono la ricostruzione di nuovi percorsi di vita. E come questo possa accadere anche quando la strada è in salita” spiega ancora Martelli.

mercoledì 12 ottobre 2016

Contro i tagli al sostegno: un corteo di bambini











Cronaca cittadina. Un corteo di bambini sfila per le strade della capitale in segno di protesta e solidarietà. La solidarietà è manifestata nei confronti dei compagni disabili, che per motivi di budget, vengono gentilmente messi alle porte della scuola prima dello squillo della campanella. La protesta è contro i tagli al sostegno annunciati a settembre dalla neosindaco Virginia Raggi. Si tratta di un taglio consistente esteso a tutto il comparto dei servizi sociali, ridotti alla misera cifra di 9 mln di Euro, per una città che di mln di abitanti ne ha più di qualcuno. La protesta di ieri è partita dall'istituto Montessori di Montesacro quando ad accompagnare fuori dalla porta i disabili, sono usciti tutti in strada: bambini e genitori. Una scuola vuota e le strade piene con un messaggio di civile condivisione: ridate il sostegno a chi ne ha diritto e bisogno! Sono usciti con un messaggio di umanità: se tagliate le ore di sostegno ci perdiamo tutti. Il corteo e stato colorato con magliette, cartelli e tanti sorrisi. La battaglia però rimane dura, il sostegno è stato ridotto ad una media di 5 ore settimanali per bambino, mentre i casi più gravi avrebbero bisogno di un sostegno anche di 25 ore. La battaglia è all'inizio e si prospetta in salita ma la partenza è davvero bella.     

martedì 11 ottobre 2016

Infanzia e lavoro domestico: il peso che schiaccia le bambine

Bambini nel mondo
Quella delle bambine impegnate nei lavori domestici è per noi un’immagine desueta o che al massimo associamo ai giochi d’imitazione che vedono le nostre figlie e i nostri figli impegnati con minuscole pentole e finti aspirapolvere. Questo però non ci deve trarre in inganno perché per molte bambine, specie nelle aree più povere del mondo, pulizie e faccende domestiche non sono un gioco ma un dovere che limita la possibilità di vivere l’infanzia e ostacola il diritto all’istruzione.
Nel mondo le piccole tra i 5 e i 14 anni sono impegnate 550 milioni di ore al giorno in lavori domestici non pagati e in attività come la raccolta di acqua e legna, un impegno che occupa le bambine il 40% del tempo in più rispetto ai coetanei maschi. Le ore dedicate ai lavori domestici crescono con l’età: le bambine tra i 5 e i 9 anni vi dedicano, in media quattro ore a settimana, quelle tra 10 e 14 più del doppio, ma ci sono paesi in cui l’impegno richiesto alle bambine e alle adolescenti è molto più elevato. I dati sono contenuti nel rapporto Unicef Harnessing the Power of Data for Girls: Taking Stock and Looking Ahead to 2030 presentato nei giorni scorsi in vista della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze (International Girl Day) che si celebra oggi.

lunedì 10 ottobre 2016

Il nido fa bene a TUTTI i bambini?















“La meglio infanzia” è il titolo di un recente studio condotto dall’Università di Bologna che ha fatto discutere e non poco. Per l’indagine sono state intervistate 444 famiglie i cui figli hanno frequentato i nidi d’infanzia bolognesi tra il 2001 e il 2005, al momento dello studio 2013-15 avevano tra gli 8 e i 14 anni.
Per poter comparare in modo quasi sperimentale "bambini simili" gli autori hanno considerato solo famiglie il cui reddito Isee piuttosto "alto". (Un isee appena sotto o appena sopra la soglia che garantiva l’ammissione al servizio preferito). I bambini sono stati sottoposti a test di valutazione del loro quoziente intellettivo, dei tratti della loro personalità... I nidi fanno bene? La risposta è articolata e non del tutto ovvia. Secondo la ricerca restituiscono effetti positivi per ciò che riguarda l’alimentare, nessuna differenza rilevante per la personalità e i comportamenti  ma i bambini che lo hanno frequentato hanno oggi un quoziente d’intelligenza inferiore. Dopo anni in cui anche la UE ci raccomanda d’investire nei nidi perché "fanno bene" ecco che "la meglio infanzia" crea scompiglio e solleva dubbi(?) Abbiamo incontrato uno degli autori, il Professor Andrea Ichino, per capire meglio il tutto. Il tema è delicato e merita attenzione.

venerdì 7 ottobre 2016

Il nido aprirà tra qualche settimana....forse...
















Cronaca cittadina. A Cesano Boscone i nidi funzionano a basso regime, sono pochi i bambini che li frequentano fino ad oggi. Molti piccoli "studenti" saranno inseriti "tra qualche settimana"così scrive il comune nel sito. Non sappiamo quando esattamente perché una data certa non c'è. Il fatto è complicato e merita attenzione. Le due cooperative Genera e Orsa che avrebbero dovuto gestire da settembre i due servizi (prima a gestione diretta) ad oggi non si sono ancora insediate. In un nido ci sono 16 bambini con 5 educatrici della vecchia guardia, quelle che già lavoravano per il comune e accoglie solo i bambini che erano già frequentanti gli anni precedenti. Il sistema funziona a basso regime con sprechi di risorse pubbliche, perché 5 educatrici potrebbero accogliere molti più bimbi, ma non si tratta solo di questo. Cerchiamo di capire insieme cosa è successo, cosa succede e cosa succederà per quanto sia possibile fare previsioni.

Cosa è successo? I tempi dell’esternalizzazione
La scelta di esternalizzare i due nidi pubblici di Cesano Boscone, è stata annunciata il 21 marzo. Dopo proteste e tensioni il bando di gara è stato pubblicato il 6 giugno e aggiudicato dalle cooperative ad agosto. A settembre il servizio avrebbe dovuto aprire con il doppio (o quasi) dei posti che il comune offriva prima, con un calendario più ampio (con aperture ad Agosto, Natale e Pasqua). La nuova gestione offrirebbe poi corsi vari, dall'inglese allo yoga. Tutto molto bello sulla carta, ma le cose stanno andando esattamente così? Ad oggi  i sindacati sono impegnati nell'armonizzare diversi contratti delle educatrici ex comunali e delle nuove educatrici di cooperativa. La faccenda non si risolve solo un aggiustamento di stipendio, le difficoltà sono tante. Contratti diversi significano diversi: orari, contributi, ferie, permessi che pesano sull'organizzazione del lavoro e su molte altre questioni, non ultima il clima tra colleghi. I risultati non sono affatto scontati le trattative saranno difficili. 
Cosa succede al nido? La qualità educativa
Il fatto che tanti bambini, la maggior parte, saranno inseriti tra qualche settimana comporta svariate conseguenze. Crea instabilità alle famiglie che non frequentano i servizi e crea instabilità ai bambini che già lo frequentano e che vedranno arrivare tanti nuovi compagni ed educatrici tra qualche settimana, quando finalmente forse si sarà creato un certo clima di relax. E quando si potrà fare la progettazione pedagogica? La progettazione pedagogica è quella che indirizza l'anno, è una sorta di diario di bordo, che guida esperienze, lavoro, attività e finalità educative. Ogni anno ha un diverso progetto pedagogico,perché i gruppi di bambini e di lavoro sono diversi, perché si sceglie  di prediligere delle attività più di altre... Inoltre è bene ricordarlo, il nido è fatto di tante piccole cose, cose all’apparenza trascurabili e senza importanza, che però, per bimbi di pochi mesi, sono importantissime. Routine e orari, sono tra i fattori di benessere essenziali.
La scelta politica
La brusca manovra d'esternalizzazione, l'unica possibile secondo sindaco e giunta, non ha portato fino ad ora i risultati sperati. Esternalizzare non è stata una scelta indifferente. non è indifferente sul un piano economico, perché ha significato un risparmio in fatto di spesa per l'amministrazione ma anche perché ha  spostato economie e lavoro ad un soggetto privato, per oltre 2 mln di Euro. Esternalizzare è stata una scelta politica. Una scelta affrettata perché nel frattempo gli impedimenti normativi che non consentivano ai comuni di assumere personale, durante l'estate sono cambiati. E quello che prima era impossibile, oggi si può fare. L'esternalizzazione ricadrà, per il momento, sulla qualità dell'offerta, ci auguriamo che una volta avviato il sistema, i problemi si appianino. Per ora sarebbe un bel gesto da parte del sindaco scontare le rette alle famiglie che frequentano quest'anno educativo che si mostra difficile e imprevedibile.

giovedì 6 ottobre 2016

#laconoscenzacheprotegge: il 15 ottobre a Bologna torna il Babyloss. Intervista a Sara Pariani de LAURorA Onlus



Ogni anno nel nostro paese una gravidanza su sei si interrompe. Spesso questo accade durante il primo o l’inizio del secondo trimestre meno frequentemente a fine gravidanza o dopo il parto. Un tema delicato e spesso ignorato o trascurato che da dieci anni vede l’associazione CiaoLapo impegnata nell’assistenza alle famiglie colpite e nella promozione della consapevolezza sul lutto perinatale. Consapevolezza a cui è dedicato l’intero mese di ottobre nel corso del quale ogni anno si celebra il Babyloss Awareness Day. Come avviene in molti altri paesi del mondo anche in decine di piazze italiane le famiglie si danno appuntamento per ricordare i loro bambini e promuovere una cultura che riconosca e accolga coloro che stanno vivendo o hanno vissuto la perdita. I tanti eventi del 15 ottobre, coordinati da CiaoLapo, saranno accomunati dall’hashtag #laconoscenzacheprotegge per sottolineare l’importanza che la conoscenza ad ogni livello, medico psicologico, comunitario, riveste per le persone in lutto, per chi le assiste e per chi vive loro accanto.
Bologna gli eventi sono organizzati da l’associazione LAURorA  Onlus che opera in stretta sinergia con CiaoLapo. Alle 19 anche quest’anno verranno accese le candele che uniranno idealmente Piazza Santo Stefano all’onda di luce che attraverserà il mondo. “Un momento molto toccante” lo definisce Sara Pariani, che insieme al marito ha fondato LAURorA dopo la morte, a pochi giorni dalla nascita, della figlia Laura.

mercoledì 5 ottobre 2016

In ritardo al nido? Scatta la multa
















Cronaca cittadina. Il tempo è denaro! Così se si ritarda nel "prelevare" il pargolo al nido scatta la multa. Lo ha deliberato il consiglio comunale di San Vendemiano (provincia Treviso) nel tentativo di far rispettare l'orario di chiusura del nido a tutti i genitori. Le tariffe della multa sono di 10 Euro per i primi  29 minuti, 20 Euro per mezz’ora e 40 se si superano i sessanta minuti. Tra i motivi per cui si è arrivati ad una scelta tanto radicale, certo c’è il disagio arrecato alle educatrici, che sono obbligate a fermarsi oltre l’orario di lavoro per non lasciare soli i piccoli . Ma forse la multa vorrebbe essere anche una sorta di “punizione esemplare” per gli irriducibili ritardatari. Il rischio è che qualcuno consideri le multe convenienti e il sistema, risulti dannoso. Dannoso non solo per i lavoratori, ma anche per i bambini, perché essere dimenticati sistematicamente non fa bene a nessuno, nemmeno a chi l'orologio non lo sa leggere, ma vede partire tutti i compagni e rimanere solo in sezione. Del resto i ritardi possono sempre capitare anche al più attento dei genitori. Tutto sommato non saprei scegliere se sia una buona misura o un sistema da scartare?

sabato 1 ottobre 2016

Come cambieranno i nidi in Emilia Romagna?












Cronaca cittadina "I bambini dell'Emilia Romagna. Ne parliamo tutti insieme" è il titolo di un lungo e alquanto confuso convegno che si è tenuto ieri al palazzo della regione a Bologna. Quasi 5 ore, dalle 14 alle 18,30, di maratona per parlare più che d'infanzia, di nidi e più che di nidi, dei cambiamenti che la nuova legge, in fase di attuazione, regolerà la vita dei servizi educativi, in particolare i servizi 0-3. Al microfono si sono succedute tantissime voci di amministratori dai diversi comuni che sono stati coinvolti in questa riforma. I relatori presenti erano gli assessori di Modena, Reggio Emilia, Bologna, Forlì, Parma e l'assessore regionale per la salute Sergio Venturi.   

Modena: al Triva un nido al sabato e un centro invernale




Liste d’attesa accorciate, un nido il sabato mattina e un servizio per bambini da uno a tre anni aperto durante la chiusura natalizia delle altre strutture educative. Sono alcune delle novità annunciate dall’assessore alla scuola del comune di Modena Gianpietro Cavazza che nei giorni scorsi ha risposto alle interrogazioni dei consiglieri Simona Arletti (Pd) e Domenico Campana (Per me Modena).