mercoledì 30 novembre 2016

Longhena: il (non) stradario dello scontento




Manca ancora qualche mese all’apertura delle iscrizioni alla scuola primaria, ma basta conoscere anche un solo un pugno di genitori di bambini e bambine che frequentano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia per sapere che la ricerca della scuola che ospiterà i loro figli per i prossimi cinque anni è già iniziata. Su questo tema a Bologna la notizia del giorno è la delibera con cui la Giunta comunale ha stabilito il nuovo bacino d’utenza delle scuole Longhenache per anni è stata “scuola all’aperto”, una scuola pensata per i bambini con problemi di salute a cui avrebbe giovato un contesto scolastico immerso nel verde dei colli bolognesi. Questo faceva di Longhena una scuola della città, non inserita negli stradari. Le scuole all’aperto non esistono più dal 1994 ma Longhena è rimasta una scuola “diversa” se non altro perché è stata mantenuta la scelta di non farne una scuola di stradario.

martedì 29 novembre 2016

Trieste: vaccinazione obbligatoria per nidi e materne


A meno di una settimana dall’approvvazione della legge da parte dell’EmiliaRomagna, Trieste sceglie la strada della vaccinazione obbligatoria e la estende anche alle scuole materne comunali e convenzionate. I genitori che iscriveranno i propri bambini ai nidi e alle scuole dell'infanzia dovranno presentare un'autocertificazione in cui dichiareranno di averli sottoposti alle vaccinazioni antidifterica, antipoliomelite, antiepatite B e antitetanica. L'amministrazione si dice pronta ad attivare controlli a tappeto. 

lunedì 28 novembre 2016

La scuola apre senza maestre
















Cronaca cittadina. Venerdì c'è stata una giornata tutta speciale per i piccoli studenti di una scuola d'infanzia di Viareggio. In aula non c'erano le solite maestre e non nemmeno delle supplenti,  ma delle signore dell'amministrazione comunale che hanno animato la giornata come hanno potuto. Non si tratta di un incontro programmato o di qualche nuova sperimentazione didattica. Si tratta di vera emergenza. Un'emergenza che dura da anni e da cui Viareggio non riesce a riemergere. La storia è appassionante e degna della trama di un romanzo di fine Ottocento. Questa volta però i piccoli protagonisti, non sono ospiti in un collegio, o in un orfanotrofio, ma sono "studenti" di scuole d'infanzia e nidi di una cittadina agiata. Un quadro della "serena" provincia italiana. 

venerdì 25 novembre 2016

Prevenzione alla violenza: comincia dal nido

BoNidi














Oggi è la giornata contro la violenza delle donne. Sono contenta che si sia istituito un giorno per narrare quello che è vero che è reale e che succede tutti i giorni. Ogni  femmina sa che succede, ma spesso non racconta, non discute, non svela. La violenza sulle donne ha molte facce, c'è quella violenza che arriva all'eliminazione come ricorda oggi la nostra presidente Laura Boldrini e capita spesso. Ogni due giorni una donna muore per mano di un uomo che dovrebbe amarla. Poi c'è un'altra violenza più sottile, continua e quotidiana, che avviene per strada, nelle case e nei luoghi pubblici. La violenza dei commenti e delle toccate... la violenza quella degli esibizionisti, che poverini saranno anche malati, ma fanno male e fanno violenza reale anche sui bambini. Di questa seconda violenza personalmente potrei scrivere un libro di diverse pagine. E' iniziata da quando ero bambina e un estraneo mi ha fermata per strada per chiedere un'informazione e intanto mi facevano vedere il membro che teneva

giovedì 24 novembre 2016

I nidi e il terremoto. Tanti progetti educativi.















Bambini che costruiscono con fango, foglie e rametti. Bambini che continuano a frequentare il nido nonostante la paura del terremoto. Genitori che mandano i bambini al nido nonostante tutto. Abbiamo incontrato Francesca Ciabotti pedagogista e formatrice e responsabile del progetto educativo degli AgriNido nelle Marche, l'abbiamo incontrata per farci raccontare come continua la vita nei servizi e Francesca inizia prontamente a raccontare e racconta con estrema lucidità e sintesi. “Dopo il 30 ottobre l’attenzione dei media è scemata eppure il terremoto ha cambiato le nostre vite. I danni non si sono concentrati nella zona del cratere, sono estesi a tutta la nostra regione e ci vorrà molto, molto tempo, forse anni, per risanare la situazione.”

mercoledì 23 novembre 2016

Una nuova legge per i nidi in Emilia Romagna

BoNidi














Via libera dell'assemblea regionale. Ieri è stata approvata una nuova legge per i servizi educativi 0-3 in Emilia Romagna. Così si manda in pensione la 1/2000, una legge che ha semplicemente fatto storia ed è stata presa a modello da tante altre regioni. Il cambiamento lo dobbiamo alla vicepresidente E-R  Elisabetta Gualmini che dichiara "la legge è stata scritta dopo aver ascoltato amministratori, operatori, educatori in tanti contesti". Sull'ascolto ci sarebbero molte obiezioni possibili, così come si potrebbero aprire attente valutazioni sulla norma. Le faremo. E le faremo con più esperti del settore, prima però dobbiamo aspettare il testo definitivo che non è ancora pubblico. Intanto possiamo indicare le novità generali e tentare di capire le ragioni del NO del M5S e le proteste dell'associazione Codacons.

martedì 22 novembre 2016

Rimini esternalizza senza motivo?









Cronaca cittadina. E' interessante l'intervista rivolta all'assessore di Rimini Mattia Morolli, che è stata trasmessa sabato scorso a Si può fare, un programma di Radio 24.  In modo semplice ma puntuale i due conduttori hanno messo in fila un po' di concetti sull'esternalizzazione, di 1 nido e 5 scuole pubbliche che è osteggiata da cittadini, genitori e sindacati. La domanda che rimane dopo l'intervista è: perché esternalizzare? Perché farlo quando la normativa (decreto Madia) concede agli Enti locali la possibilità di assumere il personale per nidi e scuole? Perché esternalizzare se non c'è  risparmio economico? Come dichiara candidamente l'assessore Morolli. L'assessore spiega che l'esternalizzazione è una questione di quantità: esternalizzando si possono offrire più posti  per i bambini. Eppure non si parla di ampliare l'offerta che rimane immutata. La qualità dei servizi riminensi è riconosciuta dagli stessi utenti, i genitori, con una valutazione vicina al 10. Eppure si procede al privato..

lunedì 21 novembre 2016

Diritti e integrazione. Due mamme "speciali" raccontano

















“I miei bambini parlano poco e si lamentano poco. Sono preparati e consapevoli del fatto che nel mondo c’è violenza e paura nei confronti del “diverso”. Se ripenso a quando ero piccola io, non so quanto le cose siano cambiate. Forse sono cambiate poco e forse qualcosa si è proprio fermato” Mi racconta A. una mamma di origini Eritree a cui ho chiesto un’intervista su un tema delicato, scottante, e certo difficile. Com’è essere mamma dalla pelle scura oggi a Bologna? A. ha scelto di mettersi in gioco, sopratutto dopo che le ho spiegato che volevo intervistarla per commentare con lei la carta dei dirittidell’infanzia. La carta compie gli anni il 20 novembre. E’ un documento importante e vasto che appartiene al mondo intero o quasi. La leggiamo con un’altra mamma a cui ho chiesto di raccontarci la sua esperienza. C. non è visibilmente diversa, alla richiesta d’intervista mi ha accolta con il suo sorriso di sbieco e lo sguardo un po’ canzonatorio. Lei è una mamma speciale per la composizione della sua famiglia, che è composta da due donne e una bambina. “Io e lei non stiamo neanche più insieme...forse non siamo rappresentativa di niente, forse ti conveniva chiedere l’intervista ad un genitore delle famiglie arcobaleno.” Ma la mia doppia intervista non vuole rappresentare qualcuno in genere.

sabato 19 novembre 2016

Un sostegno per il nido














Cronaca cittadina. Nel 2014 la nostra associazione ha svolto un report che fotografava lo stato di salute dei nidi in Italia. Dalla fotografia scattata emergevano alcune tendenze, che oggi, a distanza di oltre due anni, possiamo dire che sono confermate e si anzi si sono consolidate.

venerdì 18 novembre 2016

I diritti dei bambini: tanti eventi in giro per l'Italia

Nicoletta Costa









Il 20 novembre si festeggia la giornata dei diritti dei bambini. La giornata celebra la sottoscrizione della carta dei diritti del fanciullo che contiene più articoli che fissano diritti, doveri e responsabilità dei minori. Gli articoli si possono raggruppare in 4 principi fondamentali: 1 non discriminare, 2 il diritto all'essere ascoltato, 3 il diritto alla vita e alla salute e infine 4 il dovere degli adulti a porre il benessere dei bambini sempre davanti ad altri interesse. Quasi tutto il mondo ha sottoscritto la carta, stabilendo così, almeno in linea di principio, che i bambini sono nostro bene comune che noi adulti abbiamo il compito di difendere e proteggere. Tutt'Italia festeggia la carta e i bambini con tantissime manifestazioni alcune ludiche e giocose, altre più impegnative e

giovedì 17 novembre 2016

Senza nido
















Cronaca cittadina. Pescara offriva un sistema misto pubblico e privato che accoglieva la maggior parte delle domande. Oggi invece ci sono tanti bimbi in lista d’attesa e senza possibilità di accedere ad un nido. Cosa è successo? Il progetto Un nido per tutti è stato cancellato dall’attuale giunta, guidata dal sindaco Marco Alessandrini, ed è stata approvata la legge regionale che ha complicato tutto. "Durane il nostro mandato- racconta Guido Cerolini coordinatore cittadino di Forza Italia e assessore con la giunta precedente- per aiutare i genitori a sostenere le spese del nido, abbiamo avviato delle convenzioni con il progetto Un nido per tutti". Al cambio di giunta la convenzione non è stata rinnovata e a settembre 2016 110 bambini si sono ritrovati in cerca di un posto. "Interrompendo le convezioni- racconta ancora Cerolini- si sono danneggiate tante famiglie. Chi è fortunato riuscirà a pagare rette per intero, altri sono in cerca di soluzioni di tamponamento. Affidano i figli ai nonni o a alla babysitter". Ieri il forzista in commissione ha avanzato delle proposte per rilanciare di Un Nido Per Tutti fin da gennaio. La lista dei bambini nel mentre è scesa da 110 a circa 70 fuori asilo.  Ma oltre al mancato sovvenzionamento c'è un altro grande problema. Nel 2014 è stata approvata la nuova legge regionale che stabilisce le linee guida e gli standar a cui i servizi si devono adeguare per l’accreditamento e il convenzionamento. Approvata la legge molti nidi, che non erano adeguati, hanno chiuso i battenti. "Erano 12 i nidi a cui i cittadini potevano accedere, scegliendo il nido più comodo. La retta del privato era la medesima del nido comunale la differenza, la metteva lo stesso comune”. Con la legge regionale tutto è cambiato, il sistema si è tanto complicato a tal punto che i bambini fuori dal nido, i gestori sono in sofferenza. Speriamo che in una situazione tanto difficile non proliferi l’abusivismo che in tante realtà abbiamo incontrato.

mercoledì 16 novembre 2016

Lettera di un papà: Allattare che passione!














Cara BolognaNidi, sono un papà di oltre 40, ho due bambine ormai grandicelle, la maggiore ha quasi dieci anni, mentre la piccola va per gli otto. Non sono un genitore navigato ma nemmeno alle prime armi e pur non essendo un esperto
dell'infanzia, certe cose, credo di averle capite a proposito dei bambini e anche delle loro madri. Oggi mentre ero al bar per una pausa caffè leggevo distrattamente il giornale e al tavolo di fronte al mio, sedava dandomi le spalle,

martedì 15 novembre 2016

Nidi gratis per tante famiglie














Cronaca Cittadina. Bergamo offre ai suoi cittadini 12 strutture dedicate all'infanzia 0-3 per 515 posti. Di questi 515 posti circa la metà dei bambini non pagheranno la retta, per essere precisi saranno 223 con retta a zero. «Nidi gratis – spiega l’assessore all’Istruzione Loredana Poli – è una misura finanziata dalla Regione, grazie a un fondo statale che non prevedeva vincoli su come utilizzarla. Alcune Regioni hanno preferito aumentare i posti nei nidi, altre, come la Lombardia, hanno voluto offrire un voucher alle famiglie che rispondevano a specifici requisiti per dar loro la possibilità di frequentare gratis il nido».

lunedì 14 novembre 2016

Nidi scuole e le responsabilità politiche












Cronaca cittadina. "Non c'è niente di strano nel fatto che la direttrice della Istituzione (IES) sia stata spostata alla gestione dei quartieri. E' un ruolo in cui ha grande competenza ed esperienza" Ci spiega Paolo Marcheselli consigliere dell'Istituzione nidi e scuole di Bologna. La Direttrice Marina Cesari con una delibera di giunta a fine ottobre, cambia ruolo. Pochi giorni dopo il Presidente Massimiliano Tarozzi non ripresenta la candidatura alla IES. Tarozzi è Professore ha grande competenza sul piano pedagogico, ed è figlio del celebre assessore alla scuola che Bologna amò molto negli anni settanta. Tarozzi durante il nostro primo incontro mi raccontò: "Non ho intenzione di stravolgere o apportare grandi modifiche al modello bolognese, funziona già molto bene così". Eppure a soli due anni dalla fondazione la IES può raccontare più di un cedimento del sistema. Il personale è esasperato al punto da aver diffidato il Comune. Educatrici e maestre hanno rotto con i sindacati e mentre i genitori ci raccontano nidi dove ci sono, in alcuni momenti della giornata, anche venti bambini con un solo educatore... Siamo così sicuri che il modello funzioni bene? E l'istituzione?

sabato 12 novembre 2016

Nidi in vendita














Cronaca cittadina. Il paese è: Montelupo Fiorentino. Il sindaco è: Paolo Masetti. Il fatto è: la chiusura del nido pubblico. La motivazione? Troppi pochi iscritti, nell'anno 2016-17, sarebbero stati solo due i bambini del paese in età da lattanti. "Capiamo il dispiacere delle famiglie i cui figli hanno frequentato e frequentano la struttura e non abbiamo niente da eccepire sull’operato della cooperativa che gestisce il servizio – afferma il sindaco– Come ente, tuttavia, abbiamo la necessità di avere una visione più ampia: l’offerta dei nidi è sovradimensionata alle esigenze della nostra comunità, la struttura è inadeguata e necessiterebbe un investimento per la ristrutturazione. Costi, questi che ricadono su tutta la comunità, per una reale esigenza di due bambini. È una spesa che non ci possiamo permettere". Un bambino al nido al comune costa circa 5mila euro l'anno. Le ristrutturazioni poi sarebbero state molto costose, i locali non sono adeguati, manca lo spazio cucina, e ci sono mille altre pecche che emergono tutte insieme. Conclusione: si vende! La scelta infatti è quella vendere lo stabile, dove oggi risiede il nido e che poterebbe 300mila euro nelle casse comunali. E i bambini? Si smistano nel nido vicino  (vicino ma non a Cantelupo) . Gli Amministratori annunciano pubblicamente la chiusura del nido Giuggiolo dopo essere stati incalzati da una lettere a firma dei genitori. La lettera è stata inviata agli amministratori ed alla cooperativa Arca che oggi gestisce la struttura. 
"... Il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia". La conferma è arrivata dopo qualche giorno e la decisione è presa: alla cooperativa Arca scade il contratto, gli iscritti saranno solo due e così si vende e si chiude.  Ovvio che aprire il nido ai bambini di comuni limitrofi non è stato nemmeno preso in considerazione, troppo costoso!
noi genitori di Montelupo Fiorentino che attualmente utilizziamo il servizio del nido Giuggiolo e anche i genitori che hanno goduto in passato più o meno recente dell’alta qualità di questo nido riflettiamo se sia fondamentale all’economia del Comune vendere proprio questo immobile e cessare il servizio di nido oppure si possa individuare un’altra fonte di reddito per le casse pubbliche. E siccome il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/11/09/chiude-lasilo-giuggiolo/
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noi genitori di Montelupo Fiorentino che attualmente utilizziamo il servizio del nido Giuggiolo e anche i genitori che hanno goduto in passato più o meno recente dell’alta qualità di questo nido riflettiamo se sia fondamentale all’economia del Comune vendere proprio questo immobile e cessare il servizio di nido oppure si possa individuare un’altra fonte di reddito per le casse pubbliche. E siccome il passaparola resta un mezzo fondamentale di comunicazione fra popolani si gira per negozi, si parla al mercato, si chiede ai giardini e alle casse del supermercato. Nessuno ha confermato di essere a conoscenza di questa notizia.

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«Capiamo il dispiacere delle famiglie i cui figli hanno frequentato e frequentano la struttura e non abbiamo niente da eccepire sull’operato della cooperativa che gestisce il servizio. – afferma il sindaco Paolo Masetti – Come ente, tuttavia, abbiamo la necessità di avere una visione più ampia: l’offerta dei nidi è sovradimensionata alle esigenze della nostra comunità, la struttura è inadeguata e necessiterebbe un investimento per la ristrutturazione. Costi, questi che ricadono su tutta la comunità, per una reale esigenza di due bambini. È una spesa che non ci possiamo permettere».

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venerdì 11 novembre 2016

Videosorveglianza nei servizi educativi. C'è chi dice no


Rubo il titolo di una canzone di Vasco per tornare a parlare di telecamere nei servizi educativi. Sono passate ormai tre settimane dall'approvazione da parte della Camera dei deputati del ddl 2574 che punta ad introdurre misure per prevenire e contrastare maltrattamenti e abusi negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture che ospitano anziani e disabili. Il testo derivante dall'unificazione di più disegni di legge d'iniziativa parlamentare, introduce l'installazione di telecamere a circuito chiuso e delega al governo un disegno di legge per la valutazione psico-attitudinale degli insegnanti.

Il disegno di legge, che deve ancora essere esaminato dal Senato, è nato sulla scia degli episodi di violenze nei nidi, nelle scuole d'infanzia e nelle strutture socio assistenziali per anziani e disabili. Episodi che finiscono con sempre maggiore frequenza sulle pagine dei giornali e i cui responsabili devono essere, vale la pena ribadirlo, perseguiti. Episodi, anche ciò credo vada ripetuto, che stanno anche alla base dell'entusiasmo con cui in tanti hanno accolto la possibile introduzione dei sistemi di videosorveglianza nei nidi.

giovedì 10 novembre 2016

Renzi annuncia nuovi finanziamenti ai nidi








E' Matteo Renzi ad assicurarlo: i soldi per sostenere e aprire nuovi nidi ci sono.  Il governo punta a raggiungere il 33% della diffusione sul territorio Nazionale quanto prima. Il premier lo ha confermato ieri durante l'incontro avvenuto al Miur con i sindacati, quando si è discusso della legge delega 107 e sopratutto del comma che dovrebbe unire il tratto educativo 0-6. Durante l'incontro è ribadito che nonostante l'unione dei due ordini educativi, i nidi e le scuole d'infanzia manterranno le differenze che già esistono. Le cose da chiarire rimangono comunque tante anche perché il testo di legge 1260, che aveva previsto per prima l'unione 0-6, era articolato in diversi articoli e precisava tante questioni. Nella legge delega il testo è stato riassunto in poche righe. Quel che è certo è che non sarà facile coordinare nidi e  scuole d'infanzia sotto un unico denominatore. I Servizi educativi 0-3 sono complessi, sono gestiti dai comuni, finanziati e normati da regioni e dallo Stato. Lo Stato a sua volta divide in 5 Ministeri le economie e le competente dello 0-3. Cosa significa? Significa che  oggi è difficile parlare di Nidi, è difficile capire quanti sono e che qualità offrono. Farne una fotografia generale è arduo ogni territorio si muove in modo diverso, con regole diverse. E' difficile anche capire chi finanzia cosa. Le scuole d'infanzia dal canto loro, pur godendo di una salute un po' migliore rispetto ai nidi, hanno diverse difficoltà da affrontare e pochi soldi con cui campare. Anche loro conoscono diversi amministratori: Stato,  soggetti privati e Comuni. Insomma in generale c'è bisogno di una nuova legge che unifichi e accentri il sistema e ce n'è bisogno quanto prima, ma vedremo come sarà attuata, si dovrà vigilare con attenzione. 

Bando nidi e scuole di Rimini: alcune considerazioni











Cronaca cittadina Il comune di Rimini la scorsa settimana ha pubblicato il bando per esternalizzare un nido e 5 scuole d'infanzia, nonostante la procedura sia già in atto, le proteste dei cittadini continuano. E nonostante non ci sia un chiaro e conclamato risparmio economico, rispetto alla gestione diretta, la giunta prosegue per la sua strada. Bando alla mano possiamo fare alcune considerazioni e porci delle domande.

mercoledì 9 novembre 2016

La scuola e i bambini in carne ed ossa. BolognaNidi incontra la Rete di Cooperazione educativa. Intervista a Carlo Ridolfi


Si chiama Rete di Cooperazione educativa, C’è speranza seaccade@, un nome e un cognome che fondono passato e futuro. Riunisce insegnanti, educatori, genitori e cittadini che hanno a cuore l’educazione e la cultura dei bambini e dell’infanzia. La rete è nata nel 2011 dal desiderio di “fare rete” per far conoscere e ampliare tante esperienze educative sperimentate su e giù per il paese.  La rete si ispira a esperienze come quelle di Mario Lodi e don Lorenzo Milani con il desiderio di contribuire a far crescere “una scuola di qualità e di ricchezza a disposizione di tutti", una definizione che può apparire utopica ma che ha a che fare con tanti temi di grande concretezza ed attualità come la tendenza a esternalizzare e privatizzare e l’introduzione dei sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi 0-6. Questioni che hanno ricadute su migliaia di bambini e bambine. Bambini reali, come ricorda più volte in quest’intervista il presidente della rete Carlo Ridolfi.

In un suo articolo sul vostro recente incontro nazionale si parla di "una scuola di qualità, di ricchezza, di bellezza" a disposizione di tutti. La scuola italiana, dai nidi alle superiori, risponde a queste caratteristiche?
Nella scuola italiana sono numerosissime - noi ne incontriamo in continuazione - le esperienze e le attività che rispondono a criteri di qualità, ricchezza pedagogica e didattica e bellezza. Purtroppo, molto spesso, si tratta di attività ed esperienze che non sono in comunicazione tra loro e che rispondono più alla buonissima volontà di gruppi di insegnanti, di studenti e di genitori, che non a orientamenti e decisioni istituzionali. È possibile realizzare una scuola di questo tipo solo se si mettono "a sistema" le buone pratiche, che andrebbero attentamente conosciute e valorizzate.

martedì 8 novembre 2016

Senza supplenti? Tenete i bambini a casa
















Cronaca cittadina.  Scuole e nidi nel panico, la carenza delle supplenti getta nel caos l'intero sistema. I dirigenti  alle lamentele dei genitori consigliano di tenere a casa i bambini e nel mentre le maestre sono spostate da un servizio all'altro come tappabuchi nel tentativo di non far crollare il tutto. Ce lo racconta un puntuale articolo del Mattino di Napoli che potete leggere qua. Ci sono anche video interviste a genitori che descrivono la quotidianità offerta. Napoli naviga in cattive acque, anche se la giunta De Magistris in più occasioni non fa che

lunedì 7 novembre 2016

Caro nidi e crisi: le soluzioni politiche














Si prevedono sgravi delle rette per i nidi e un sostegno generale ai genitori. Ci sono più manovre in essere nelle legge di bilancio 2017. All'orizzonte si profila un assegno di 800 euro per tutte le neo mamme, senza distinzione di redditto. Si riconferma il Buonus bebè, già in essere dall'anno scorso che stanzia 600 Euro mensili, per le madri in congedo ed è estendibile per sei mesi. per pagare un servizio educativo o una babysitter. Da quest'anno si aggiunge anche il Bonus Nido: 1000 euro l'anno per sostenere le spese del nido ed è ripetibile per tre anni. Dovremmo aspettare l'approvazione e i decreti attuativi per capire bene come si potrà far richiesta dei bonus e chi ne avrà diritto. Quel che è certo è che la nuova legge prevede una strategie di sostegno alle famiglie. Di fronte ad un innalzamento, a volte molto consistente, di inadempienti e morosità per il pagamento delle rette, il Governo e gli Enti locali rispondono.

venerdì 4 novembre 2016

Nidi in Crisi: aumentano rette e morosi













All’Istituto degli Innocenti in occasione del seminario tutto dedicato ai servizi per l’infanzia, sono state presentate due ricerche parallele, una condatta dallo stesso Istituto l'altra da Anci (associazione nazionale comuni Italiani). I dati conformano ciò che ormai è risaputo e non solo dagli esperti. Solo il 20% dei bambini tra 0 e 6 anni ha accesso al nido, contro l'obiettivo del 33% stabilito a livello comunitario e che avremmo dovuto raggiungere ormai da qualche anno. Continuano anche le sostanziali differenze tra Centro-Nord e Sud Italia, in termini di diffusione dei servizi , nonostante le sovvenzioni pubbliche destinate al sud  con i Fondi Pac, di cui abbiamo da poco parlato con il prefetto Riccio. Al Centro-Nord la copertura del servizio è del 26,7% mentre al Sud la copertura è ferma all’’8%.

giovedì 3 novembre 2016

Il primo nido in Italia chiude i battenti















Calano le domande e il nido chiude. Peggio perché sono due i nidi a chiudere i battenti in due anni. A Modena le domande d'iscrizione nel 2011 erano tante, oltre 1400, nel 2016 sono ridotte a poco più di 1000, e anche se quest'anno, sono un po' cresciute (1105) rimangono molte meno di un tempo. Succede poi a Modena, è un città che da sempre ha particolare attenzione all'infanzia. Si contende con Bologna il primato del primo nido pubblico in Italia. Qui però furono le donne ad aprirlo con l'occupazione e una contestazione che poi fu accolta dalla politica locale. Modena ancora oggi accoglie tantissimi bambini, ben oltre il limite imposto dall'UE (il 33%) . Eppure anche qui i servizi chiudono. Di fronte "alle esigenze delle famiglie che chiedono orari e calendari d'accesso diversi- dichiara vicesindaco e assessore Gianpietro Cavazza "abbiamo scelto di far rivivere il Triva, come un nuovo centro sperimentale e innovativo per i bambini e le famiglie". Il nido in questione, tanto per rimanere ancorati alla storia, è proprio il primo nido italiano: quello aperto con la lotta delle donne e secondo una donna, che i nidi li conosce bene,l'ex assessore  Adriana Querzè le cose sono molto diverse da quelle racconta dalla giunta e da Cavazza. L'abbiamo incontrata per ascoltare la sua versione dei fatti.