venerdì 23 dicembre 2016

Caro Babbo Natale...















Caro Babbo Natale, 

quest’anno vorrei che portassi, nel tuo grande sacco pieno di doni, anche tanti nuovi nidi per tutti i bimbi. 
Per i bambini nati sotto il duomo di Milano, per quelli che piangono davanti al Vesuvio, per i piccoli color rosa pallido e per quelli neri carboncino, per quelli di tutti i colori e sfumature, per quelli tristi e senza genitori, per quelli pieni di parenti e coperti di coccole, per quelli malati, e per quelli che scoppiano di salute, per quelli che dormono buoni e tranquilli e per quelli che urlano tutta notte… 
Se portassi tanti nuovi nidi ci sarebbero un cambiamento epocale, quasi eccezionale!
Le strade si riempirebbero di culle e passeggini spinti da genitori, nonni, zii e cugini, tutti più contenti, pieni di sorrisi e parole gentili. 
Il nostro paese finirebbe sui giornali di tutto il mondo e tutti verrebbero a conoscerci e vedere come tanti nidi ci rendono felici. 
Vinceremmo di certo dei premi e in ogni piazza ci sarebbe una statua, a forma di educatrice, dove si poserebbero uccellini venuti da lontano per cantare nel paese dei bambini...
E tutti direbbero: “Oh che bel paese l’Italia!”


Auguri a tutti i nostri lettori e ai loro bambini.
Ci vediamo il 9 gennaio. 

mercoledì 21 dicembre 2016

Tanti educatori e troppi psicologi: parola a Alessandro Prisciandaro











"Il disegno di legge ha subito una battuta d'arresto quando il Governo Renzi è caduto. Mi auguro vivamente i lavori si riprendano quanto prima e la legge approvata in tempi snelli." Ci racconta Alessandro Prisciandaro presidente dell'associazione pedagogisti educatori italiani (APEI). La legge a cui si riferisce Prisciandaro è la 2656, la prima firmataria è l'Onorevole Vanna Iori, che abbiamo intervistato circa un anno fa. La legge punta a far chiarezza sui titoli di studio richiesti per praticare la professione di educatore. E' da anni che si tenta una definizione legislativa senza successo. E proprio quando i tempi parevano maturi, i lavori rallentano. Il testo di legge ha appianato le controversie sollevate, in buona sostanza, dagli esclusi, cioè i tanti educatori che già operavano senza laurea.

lunedì 19 dicembre 2016

Che freddo alle scuole d'infanzia di Bologna!





Cronaca cittadina. Che freddo che fa alle scuole d'infanzia Marsili e Attilia Neri di Bologna! "I bambini hanno freddo sopratutto durante la nanna" ci racconta Agnese Pignoloni genitore della scuola Neri. E non c'è da dubitare perché i gradi, nelle scuole in questione, si aggirano intorno ai 17, mentre le indicazioni e il buon senso, ci dicono che la temperatura negli edifici scolastici dovrebbero essere di 20 gradi. A memoria dei genitore le temperature nelle scuole sono così basse almeno da 5 anni. A febbraio del '15 sono scese anche a 15 gradi. L'Istituzione Educazione e Scuola (IES) alle segnalazioni da parte degli utenti rispetto: al cattivo isolamento dell'edificio, al cattivo stato degli infissi, e alla sommaria manutenzione e pulizia dell'impianto di riscaldamento, hanno risposto più o meno così: "accenderemo i termosifoni prima, verso le 4 di notte, invece che aspettare le sei del mattino". Il problema però non c'è solo in inverno ma si verifica anche in estate, quando le temperature salgono a 40 gradi. Per essere più precisi i genitori si sono equipaggiati con termometri che hanno disposto nelle diverse sezioni. In questi giorni che il problema del freddo si è ripresentato, Lucia Melotti, genitore della scuola Neri, ha fotografato e inviato l'immagine dei termometri a chi di dovere: vicesindaco, amministratori comunali, pedagogisti e presidente di quartiere. "Ci hanno risposto che si accenderanno di più i termosifoni, 24 ore al giorno, anche sette la settimana- ci racconta la Melotti- ma questa è un tamponamento all'emergenza. E' una soluzione che non ci può soddisfare sia per lo spreco energetico che per lo spreco di risorse pubbliche. Quello che vorremmo sapere è quando si avvieranno i lavori di ristrutturazione dell'edificio." Gli edifici che ospitano nidi e scuole d'infanzia che sono in cattive condizioni sono tanti in città, secondo di genitori, ma ad oggi, non è stata comunicata alcuna pianificazione dei lavori. 

domenica 18 dicembre 2016

5 nuove scuole e lo strano caso Loghena







Cronaca cittadina. Era il 2015 quando il sindaco Virginio Merola annunciava la realizzazione di 5 scuole nuove in città. Un progetto "...fortemente innovativo, di partenariato pubblico-privato, il primo in Italia" Sottolineava il Sindaco Merola e continuava "Presto si apriranno i bandi di concorso rivolti ad architetti e ingegneri che ci aiuteranno a realizzare le nuove scuole coniugando bellezza architettonica e funzionalità, nel pieno rispetto della sostenibilità. Si faciliterà lo sviluppo di una didattica innovativa".  Le scuole interessate al progetto sono sparse sul territorio cittadino e riguardano: la primaria e secondaria Carracci, la prevista scuola d'infanzia e la primaria nell'area ex mercato Ortofrutticolo,

sabato 17 dicembre 2016

Legge di bilancio 2017 e infanzia


BoNidi















La legge di bilancio è stata approvata in coincidenza con la caduta del Governo Renzi e in tempi record. E' una legge complessa che ci racconta, quanto e come, lo Stato intende investire. Noi facciamo un approfondimento sugli investimenti che riguardano nidi e scuole d'infanzia. La manovra presenta alcune novità che è utile conoscere prima di addentrarci sul tema di nostro interesse. Quest'anno la sola legge di Bilancio ricomprende e somma anche la ex legge di stabilità.Si riferisce ad un periodo di tre anni ed è articolata in due sezioni. La prima sezione svolge essenzialmente le funzioni dell'ex disegno di legge di stabilità mentre la seconda assolve in sostanza la legge di bilancio. Credo interessante sottolineare che il debito pubblico non si riduce nonostante i molti tagli avvenuti in tanti servizi. Il debito cresce dal 2016 e passa da 1,2% rispetto al Pil al 1,6% per una strabiliante cifra che supera i 2000 mld di euro. Nel testo di legge che potete leggere per intero da qui la parola sostegno ricorre 23 volte si accosta ai più svariati argomenti, ma il più delle volte va a braccetto con la parola impresa. Per i nidi non si spende o investe, se preferite, un solo Euro, come nella scorsa legge di stabilità.  

venerdì 16 dicembre 2016

Storie d'infanzia una mostra itinerante

Letizia Galli: Agata abbandonata 












Arte Bambina "Storie d'infanzia" raccoglie oltre duecento disegni dell'illustratrice Letizia Galli, si tratta di una mostra che racconta le storie di tanti bambini: Igor, Michelangelo, Federico, Dora e Willi... Ognuno ha un'avventura diversa da narrare, ma la vera protagonista è Agata Smeralda, la prima bambina affidata alla Ruota degli Esposti. La storia di Agata (che sarà un libro per Panini  editore) accende le luci su un capitolo importante del nostro paese, quella dell'Istituto degli innocenti di Firenze, che fu il primo orfanotrofio pubblico d'Europa, realizzato nel 1400 circa. La mostra è visitabile fino al 28 febbraio alla Real Casa dell'Annunziata di Napoli. Proseguirà dal 25 marzo al 18 giugno 2017 proprio a Firenze per poi fare tappa a Venezia, all'Istituto di Santa Maria della Pietà, a Milano agli Istituti Milanesi Martinitt e Stelline per finire a Roma nel 2018 in un progetto triennale.

giovedì 15 dicembre 2016

Nidi: tutti al privato in un mese?

BoNidi











Cronaca cittadina. «Siamo venuti a conoscenza di quello che sembra un progetto di radicale riorganizzazione degli asili nido: trasferire interamente la gestione di alcuni plessi alla società partecipata del Comune ICare e alla Cooperativa Crea, stravolgendo l'organico già a partire dal mese di gennaio 2017, con il rientro dalle vacanze natalizie». Scrivono in un lungo comunicato i genitori di Viareggio Unita per il diritto allo studio. 
Il sindaco Giorgio del Ghingaro, insediato nuovamente e di recente al ruolo di primo cittadino, non si espone ne con la stampa ne' con i genitori.

martedì 13 dicembre 2016

Dati istat: i servizi socio educativi in numeri














Dopo due anni di silenzio l'Istat pubblica "la prima indagine che colma un vuoto informativo". Ogni anno e fino al 2014 l'Istituto di ricerca ha divulgato i dati riguardanti i nidi in Italia. Da queste indagini si può capire: quanti nidi ci sono, quanto costano, come sono gestiti, quanti bambini possono usufruirne ecc ecc Sono dati molto complessi e anche molto grossolani e lo sono per più motivi. L'ultimo report quello del '14 indicava una flessione dei servizi e delle iscrizioni. Oggi dopo due anni di vuoto, abbiamo un nuovo report, che per la prima volta non si riferisce solo ai nidi, ma fa una lettura complessiva dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Si comprendono quindi: nidi, micronidi tages mutter nido famiglia e sezioni primavera. Teniamo bene a mente anche un altro fatto: i dati pubblicati oggi, si riferiscono alla situazione di due anni prima 2013-14. E in due anni le cose sono certo molto cambiate Insomma l'Istat ci da un quadro abbastanza chiaro di una situazione già superata. Ora scendiamo insieme nel dettaglio. I dati sono tutt'altro che confortanti. I report lo potete leggere qui.

venerdì 9 dicembre 2016

Aumentano le rette? Il ricorso si può (e si deve) fare














Cronaca cittadina. Aumentano le rette fino a 50 euro mensili. La decisione è presa e l’amministrazione del comune di Savona, che non aspetta il prossimo anno per aumentare le rette, ma fa partire da subito le tariffe da gennaio. Le famiglie inviano una lettera che esprime disappunto. Il fatto è che il Consiglio comunale ridefinendo l’articolazione delle spesa destinate alla famiglie incrementa le rette già al prossimo 1° gennaio 2017. L'assessore Cristina Bellingeri ribatte “Mi rendo conto delle difficoltà che questa soluzione può ingenerare ma, purtroppo, questa misura si è resa necessaria anche in considerazione del fatto che le precedenti tariffe risultavano tra le più basse a livello regionale e invariate da ben dodici anni”. La cassa si batte anche tra i più poveri. Le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 7500 euro andranno a spendere (se potranno permetterselo) 84 euro mensili. E le rette salgono in proporzionale al reddito. Pare la storia di Robin Hood, peccato che questa volta l'eroe in calzamaglia, non si vede all'orizzonte. Chissà se i genitori riusciranno a fare rete e a consultare un avvocato, come già successo in altre città? Si perché di battaglie legali sull'aumento in corso d'anno i genitori ne hanno fatte e vinte tante, ad esempio a Bologna e a Roma. qui trovate l'ultima sentenza TAR Campania, Salerno, Sez. II, 8/11/2016 n. 2398.  I genitori hanno sempre e invariabilmente vinto:  perché aumentare le tariffe in corso d'anno, dopo aver partecipato ad un bando pubblico, non è semplicemente consentito. Ma forse visti gli aumenti, il gioco vale la candela, e l'amministrazione ci sta provando. Tanto se dovesse andar male, i soldi spesi in ricorsi e avvocati, sarebbero comunque pubblici e quindi andrebbero a gravare sulle tasche dei contribuenti, genitori compresi.       

giovedì 8 dicembre 2016

Vaccinazioni,domenica a Casalecchio la scienza incontra i genitori. Colloquio con Pierdomenico Memeo



Raccontare, spiegare ma anche, e forse soprattutto, ascoltare. Ascoltare le esigenze, le paure e i dubbi dei genitori su un tema delicato quello delle vaccinazioni. Questo lo spirito dell’incontro Vaccini:parliamone insieme che si terrà domenica 11 dicembre al Play Planet di Casalecchio di Reno. L’incontro sarà guidato dal divulgatore scientifico e presidente  della Cooperativa Ossigeno Pierdomenico Memeo. Insieme a lui a dialogare con i genitori ci saranno Pietro Arina, medico e consulente del sito di debunking Butac Bufale un tanto alchilo; la blogger Miriam Maurantonio e Alice Pignatti, la mamma di Cesena che lo scorso anno ha lanciato la campagna #io vaccino e una petizione su change.org per chiedere l’introduzione dell’obbligo di vaccinare i bambini per poterli iscrivere a scuola. Un tema quello delle vaccinazioni obbligatorie per frequentare scuole e servizi educativi che è tornato a far discutere dopo l’approvazione daparte della regione Emilia Romagna di una legge che impone di essere stati sottoposti ad antitetanica, antiepatite b, antidifterica e antipolio per accedere ai nidi pubblici e accreditati della regione. Un tema caldo che però non sarà l’unico trattato nel corso dell’appuntamento di domenica. Spazio troverà anche un altro tema fondamentale: quello delle bufale, messe da tanti sul banco degli imputati per il calo delle vaccinazioni. “Bisogna utilizzare gli stessi strumenti della disinformazione, trasformando un circolo vizioso in un circolo virtuoso” creando una sorta di “vaccino antibufale” spiega Memeo 

Perché un incontro informale per parlare di vaccini?
Perché pensiamo che la scienza debba appartenere a tutti, e debba mettersi al servizio dei cittadini. Ci sono moltissime occasioni e opportunità per informarsi in maniera scolastica su moltissimi temi che riguardano la salute. Noi come divulgatori scientifici non siamo qui solo per raccontare. Siamo qui per ascoltare. Per questo pensiamo che un incontro informale, senza titoli accademici ma tra cittadini e genitori, sia il modo migliore per arrivare al cuore della comunità.
  

mercoledì 7 dicembre 2016

"Vaccinazioni obbligatorie alla primaria? Non solo una provocazione". Intervista a Sergio Berlato



È giusto imporre l’obbligo di vaccino per frequentare i servizi educativi? Una domanda a cui le regioni italiane continuano a rispondere in ordine sparso. Poco meno di tre settimane fa l’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha approvato la legge di riforma dei servizi educativi, provvedimento con cui ha introdotto l’obbligo, per i bimbi che li frequentano di essere stati sottoposti alle vaccinazioni antipolio, antidifterica, antiepatiteb, antitetanica.
Quest’obbligo è una novità nel panorama italiano perché, a livello nazionale non sono previste sanzioni o ripercussioni per chi non rispetta l’obbligo vaccinale” ha recentemente ricordato l’epidemiologo Donato Greco. 

Come c’era da aspettarsi il provvedimento di viale Aldo Moro ha acceso o riacceso il dibattito anche in altre regioni. Lombardia e Liguria sembrano intenzionate a non introdurre alcun obbligo. La Toscana sta ragionando da tempo sull’opportunità di introdurre l’obbligo e di estenderlo anche alle scuole dell’infanzia, così come recentemente fatto a Trieste. L’estensione dell’obbligo anche alla scuole dell’infanzia potrebbe essere la linea seguita anche dalla Sicilia. In Puglia c’è chi vorrebbe estendere la nuova norma anche alle scuole dell’obbligo e il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti ha annunciato di voler seguire lavia emiliana.

In Veneto è stata scelta, invece, la strada del compromesso. La regione, che con la legge del 2007 è stata la prima a sospendere l’obbligo vaccinale, non intende introdurre alcuna norma generale che vieti l’accesso al nido e alla scuola dell’infanzia. A questa decisione se ne accompagna un’altra che sta facendo discutere: l’ammissione dei bambini non vaccinati potrebbe essere negata qualora nella struttura scelta dai genitori la copertura vaccinale scendesse al di sotto della soglia del 90%. Nei giorni scorsi, il consigliere regionale Sergio Berlato, eletto nella lista Fratelli d’Italia AN, ha presentato una mozione in cui chiede alla giunta non solo di introdurre l’obbligo ma di estenderlo anche alle scuole elementari. “ Può sembrare una provocazione, ma vorrei sollevare il dibattito sulla necessità di garantire la più alta copertura possibile” spiega in quest’intervista.

L’Emilia Romagna ha approvato una legge regionale che impone l’obbligo di vaccinazione per frequentare i nidi. Il comune di Trieste ha esteso l’obbligo anche alle materne. La sua mozione presentata in Veneto allarga l’obbligo anche alla scuola primaria. Perché?
Potrebbe sembrare una provocazione per far discutere, in realtà ho voluto inserire questa previsione per stimolare il dibattito in merito alla necessità di garantire la copertura più ampia possibile, considerato che si può accedere alla scuola primaria anche senza frequentare la materna.

martedì 6 dicembre 2016

Adriana Lodi racconta: una legge per una rivoluzione




E' il 1971 quando nelle vie e nelle piazze di Roma si riversano uomini, donne e carrozzine, la folla che si scorge nelle fotografie dell'epoca è varia, diversi i volti che instancabilmente sorridono. Il fermento è grande. Tutti chiedono a viva voce un posto per i loro bambini. E' dalla volontà collettiva che nascono i nidi d'infanzia, così come li conosciamo oggi. Adriana Lodi e a quel tempo, da pochissimo, sedeva in parlamento con il PCI. E aveva un'idea in mente: dare ai bambini un servizio diverso da quelli che aveva sperimentato per suo figlio: l'omni (opera maternità nazionale italiana). Ed è così che nasce la legge 1044, una legge ancora oggi in vigore e che ha cambiato, nella sua semplicità, la faccia dell'Italia.ascoltiamo dalla protagonista questa affascinante storia.

lunedì 5 dicembre 2016

Donne, lavoro, economia e nidi ...














Donne al lavoro è il titolo del primo festival dedicato al tema in Italia che si è svolto sabato a Roma. Mancava un festival del genere... non c'è che dire. Il quando che emerge, dai documenti in discussione, è devastante, di un nero cupo e profondo. Non ci raccontano nulla di nuovo, anzi non fanno che confermare la vita quotidiana di molte donne. Si citano percentuali del tutto ovvie che alla fine dimostrano che di lavoro ce n'è poco, e quel poco che c'è, va prima agli uomini. L'Italia nel quadro europeo è fanalino di coda. Come tasso di occupazione siamo penultimi in classifica, solo Malta, ci supera. Lo scarto dell'occupazione è di 20 punti percentuali  tra femmine e maschi. Le prime guadagnano in media -200 euro rispetto ai colleghi.

giovedì 1 dicembre 2016

Nidi tra leggi e bandi: parola a Giuseppina Morolli di Uil











Oggi si pubblica il bando che vede l'esternalizzazione di 5 scuole d'infanzia e un nido a Rimini. Tra qualche giorno, esattamente il 6 dicembre, torneremo a festeggiare la 1044, la legge che istituì tutti i nidi in Italia. Intanto la nostra regione Emilia-Romagna riscrive un'altra legge, quella che regola i servizi 0-3. Insomma ci sono tanti temi vicini e importanti per i nidi. oggi abbiamo incontrato la sindacalista Giuseppina Morolli di UIL che sta seguendo in prima persona la complessa situazione di Rimini e che ha una visione complessiva dello scenario nazionale.