martedì 28 febbraio 2017

Disostruzione pediatrica, in Lombardia un video in tutti i nidi e scuole dell'infanzia




Una voce fuori campo spiega come prevenire e come intervenire in caso di ostruzione delle vie aeree, le immagini mostrano cosa fare e il modo corretto per agire. Il video sarà distribuito nei nidi e nelle scuole dell'infanzia della Lombardia all'interno del progetto "Salvare un bambino: guida alle manovre di disostruzione pediatrica". Il filmato dura poco meno di 4 minuti ed è stato realizzato dalla regione Lombardia in collaborazione con Areu, l'azienda regionale di emergenza urgenza.

lunedì 27 febbraio 2017

Lettera di un papà. Al nido? Prima i bambini più dotati...







Cara BolognaNidi,
ho letto che la Regione Veneto ha approvato una legge che esclude i bambini extracomunitari dai suoi nidi. Forse le cose non sono esattamente così, ma il risultato è proprio questo. (....) Continuo poi a scorrere i giornali e leggo che in diverse città, o forse in alcune regioni, hanno stabilito che solo i bambini vaccinati possono andate al nido.
Sono due casi che hanno fatto un certo clamore e in tanti, almeno tra i genitori che frequentiamo, io e mia moglie, stiamo parlando. Ho ascoltato tante opinioni su entrambi i fatti (...) Alcune opinioni erano aperte e indignate, sopratutto rispetto ai vaccini, altre opinioni erano più nascoste e consenzienti, sopratutto sulla negazione di accesso alle famiglie extracomunitarie (...)
personalmente sono d'accordo con quello che scrivete: si limitano gli accessi perché ci sono pochi posti nido e perché le lunghe liste d'attesa fanno danni ai politici. Manca la volontà di ampliare la platea agli utenti ed è più popolare, e più facile, chiudere agli stranieri o ai non vaccinati, che aprire altri nidi.
Ma se i nidi sono pochi e se non possiamo permetterci di aprirne di nuovi, perché non possiamo trovare altre formule d'accesso? Credo che l'Italia dovrebbe guardare a paesi che sanno fare meglio di noi. In Germania l'accesso alla scuole è determinato da un test che si rivolge ai bambini per valutare le capacità d'apprendimento. A seconda dei risultati si stabilisce se i bambini frequenteranno licei o scuole professionali. (....)
In Giappone ho letto che i genitori farebbero carte false per entrare in un asilo più di un altro. Perché allora non introdurre dei criteri che valutino le capacità dei bambini? Chi va al nido, ho letto ancora e da più esperti, è più facilitato nello studio. (...) Se si accolgono i più meritevoli quelli più portati allo studio, i nostri pochi soldi per il sistema scolastico e dei nidi sarebbero meglio spesi per avviare i più meritevoli verso una carriera scolastica. Così l'accesso si baserebbe sulle competenze e la competitività, fattori con cui tutti dobbiamo fare i conti. 

Alessando V. 

sabato 25 febbraio 2017

Mio marito, la radio e il cesso...ovvero i bambini e i tablet













I pediatri e i pedagogisti hanno arricciato il naso per anni "No" ai telefonini, ai tablet e ad ogni sorta di mezzo tecnologico nelle mani dei bambini. Così si perpetrava la vecchia scuola del dissenso alla novità. Un dissenso che per anni  aveva riguardato un altro schermo, quello della TV. E per sbaragliare il campo da sovrapposizioni un recente studio ha chiarito che oggi la tv è stata messa in seconda fila ed è meno usata rispetto ai nuovi schermi portatili.
Ma gli schermi e il web fanno male e sempre male?
Se il mondo degli esperti si schiera (o si è schierato) molto spesso dalla parte del no, i genitori si sono messi dall'altra parte della barricata con un bel SI secco.  Sono tanti i bambini a cui si piazza in mano uno schermo, a qualunque età. Basta passeggiare per le vie dei centri per incontrare tanti bambini che durante la passeggiata hanno gli occhi rivolti al telefonino. E non è un bello spettacolo... fa anzi molto pensare
Mio marito, la radio e il cesso
Anni fa quando io e mio marito siamo andati a vivere insieme con poche carabattole, ho portato con grande orgoglio nella nostra nuova casa una radio e l'ho piazzata in bagno. Erano di anni '90 e a quel tempo nessuno dei due aveva un cellulare (pare l'età del neolitico, a ripensarci oggi).  Lui appena vide la radio in bagno alzò il sopracciglio con disappunto. Perché la radio in bagno no? ho chiesto, è  tanto comodo il mattina quando ti lavi ascoltare le notizie e come spesso capita anche oggi, lui mi rispose con una frase spiazzante: "perché fare due cose contemporaneamente? che bisogno c'è?" Scoppia a ridere e la radio rimase in bagno. Da allora dopo tante case e traslochi la radio è sempre rimasta in bagno. A distanza di anni però devo ammettere che aveva ragione lui e la domanda rimane molto attuale: perché fare due cose insieme? Lo penso spesso mentre tento di mandare sms ai semafori rossi e lo penso ancora di più quando vedo i bambini (comprese le mie) che con uno schermo in mano che tentano di fare un'altra cosa, magari guardare la tv...
Lo smartphone e il tumore
Non sono stati trovate correlazioni tra il tumore e l'uso di dispositivi tecnologici anche se il consiglio superiore di Sanità invita alla prudenza e il dirigente di oncologia del policlinico di Roma pur smorzando allarmismi invita ad un uso moderato di un mezzo che alla fine non è nemmeno tanto utile ad un bambino.
AAP e il Family Media Plan
Di recente l'American Academy Pediatric, organizzazione che si è sempre schierata dalla parte del NO, oggi smorza i toni e definisce delle regole all'uso dei dispositivi per i bambini distinguendo età, mezzo, programma e modi di usarlo. Se continua il divieto per i bambini da nido, il Family Media Plan invita a passare del tempo davanti a dispositivi con i bambini fino ai 5 anni e oltre. Limita il tempo a poche ore la settimana ecc ecc.
Il vecchio buon senso: vale anche con i mezzi più innovativi
Le proibizioni sono davvero poco efficaci sopratutto quando riguardano dei mezzi che sono indispensabili oggi e in continua evoluzione. Le regole e l'intelligenza degli educatori (genitori compresi) sono valide per la tecnologia come per qualsiasi altra cosa. Perché anche stare solo al parco potrebbe essere deleterio e diseducativo se non fosse accompagnato da altre attività e momenti. Infine l'uso intelligente di questo o quello strumento passa al bambino non tanto a parole ma con i fatti. Quindi i primi a dover fare attenzione dobbiamo essere noi grandi con questi mezzi dai quali rischiamo di essere fagocitati.    

giovedì 23 febbraio 2017

Quando il pedofilo è un prete. Francesco Zanardi racconta

















Alla mia corposa agenda di contatti aggiungo il nome di Franceso Zanardi. Non si tratta, come ovvio, del mitico sindaco di Bologna del “Pane e Alfabeto”. Questo Francesco Zanardi ha 47 anni, vive a Savona e ha una voglia inarrestabile di dire la verità. Una verità che colpisce, spiazza e a volte imbarazza. Da anni, circa 15, si occupa con la sua associazione Rete L'abuso di denunciare i sacerdoti pedofili. La Onlus offre assistenza legale e psicologica alle vittime e i suoi famigliari. E offre anche tanti dati, dati poco noti e troppo poco divulgati. L’associazione è composta da sole persone che hanno subito violenze da sacerdoti. I casi in Italia accertati sono tanti, incredibilmente e drammaticamente tanti. E sebbene la mappa non sia completa, rende l’idea. Ad ogni puntino corrisponde alla storia di uno, e più facilmente tanti bambini che hanno subito violenza. Oggi incontriamo Zanardi per farci raccontare il suo lavoro e dare molte informazioni utili.

mercoledì 22 febbraio 2017

Minori in protesta: vogliamo andare a scuola!















E’ successo il 15 febbraio scorso in un centro di prima accoglienza per Minori stranieri a Cassano delle Murge, in Puglia. Il Garante dell’infanzia Filomena Albano e altri delegati in visita, sono stati tenuti in ostaggio, per circa un ora, dai ragazzi. “Vogliamo andare a scuola” chiedevano a gran voce. E per sedare la sommossa sono dovute intervenire le forze dell’ordine. La notizia ha fatto il giro dei media e poi è stata messa nel dimenticatoio. Il centro di Cassano ha aperto da pochi mesi e in poco tempo si sono verificati più casi di disordine. A dicembre alcuni educatori hanno chiamato il pronto intervento per un tso (ricovero psichiatrico forzato) di un ragazzo. I medici però una volta sul posto, non hanno proceduto al ricovero. Altri ragazzo del centro sono intervenuti in sua difeso mentre lui chiedeva di andare a Milano. Ma oggi il ragazzo è ancora nel centro chiedo a Francesco Monopoli uno dei gestori della struttura “Si, è ancora con noi. Ci tengo però a specificare che non abbiamo chiamato per un tso ma per avere aiuto. Comunque la domanda mi pare poco rispettosa nei confronti dei ragazzi. Qui la situazione è delicata e molto difficile. Sono molti i ragazzi ad avere difficoltà e squilibri emotivi. Loro vogliono, e giustamente, iniziare un percorso di integrazione, cosa che in un centro di prima accoglienza, non si può garantire.” Per capire meglio cosa è successo e cosa accadrà  abbiamo incontrato Rosy Paparella, Garante per la regione  Puglia anche lei sequestrata lo scorso 15 febbraio.

martedì 21 febbraio 2017

A Roma gli stati generali di classe capovolta, la didattica 3.0 che piaceva a De Mauro



Non solo nidi
Gli insegnanti che si riconoscono nella didattica capovolta si sono dati appuntamento a Roma: qui, infatti, il 24 febbraio si terrà il terzo convegno internazionale della classe capovolta.  Professori, maestri, pedagogisti ed accademici si confronteranno su "Imparare ad imparare", il tema che farà da filo conduttore alla giornata.
Il convegno è promosso dall'associazione Flipnet in collaborazione con la Fondazione Mondo digitale. Tanti i temi che saranno affrontati dai relatori,una squadra ampia e variegata che spazia da Jon Bergmann, pioniere insieme a Aaron Sams di questo modello di didattica, ad Anna Maria Testa.

lunedì 20 febbraio 2017

Lettera di una mamma impudente...

 

















Carissima BolognaNidi, ti scrivo per sottoporti una riflessione su alcuni episodi, apparentemente slegati tra loro. Si è discusso tanto un anno fa, sull'opportunità di aprire gli asili nido anche la notte: luoghi confortevoli dove relegare bambini con genitori super-impegnati o super-vessati dai propri datori. Si è discusso tanto, più di recente, apprendendo che il 2015 è stato l'anno con la più bassa natalità dai tempi dell'Unità d'Italia, per poi trovarsi con un 2016 peggiore. Per mostrare di voler arginare la denatalità, il nostro Ministero della Salute ha escogitato un improbabile Piano per la Fertilità” con Fertility Day associato, che tante ire funeste ha scatenato (tra cui la

venerdì 17 febbraio 2017

Al nido? Prima i Veneti...














Cronaca cittadina. Ci sono due cose che trovo particolarmente divertenti in questa notizia. La prima è il giorno, la seconda è la motivazione. Di cosa stiamo parlando? Della legge varata dalla regione Veneto che di fatto esclude tanti bambini dai nidi. La nuova legge modifica i criteri di accesso a favore di "chi paga le tasse da almeno 15 anni alla regione" (forse tra un po' si farà anche un test di conoscenza del dialetto??). Il testo di legge è stata approvata, casi della vita,  proprio il giorno dedicato all'amore: il 14 febbraio dell'anno 2017. La cosa che mi diverte di più però sono le parole con cui la "politica" Giovanna Negro accompagna la legge "Riteniamo che si debbano privilegiare quei cittadini che dimostrino di avere un serio legame con il territorio della nostra Regione». Forse la Negri non sa che i bambini appena nati non sanno nemmeno dove sono nati...In una regione dove i servizi educativi raggiungono, a mala pena, il 10% della potenziale copertura, in una regione dove fino all'altro giorno, migravano frotte di NON VENETI da tutto il mondo per lavorare, ecco i politici non rispondendo in nessun modo alla necessità reale e prevedibile: di aprire altri servizi, ma si coprono dietro il razzismo che impone "Prima i Veneti!" Complimenti alla Negri al collega Maurizio Conte e ai tanti che hanno votato a favore.
Ad ogni modo presto o tardi la legge arriverà sul tavolo di un giudice. Allora la ragione Veneto e tutti i suoi cittadini, anche quelli che non pagano le tasse meno di 15 anni, dovranno pagare, non tanto indirettamente come credono, queste scelte razziste.
Forse così la prossima volta, quando si tornerà a votare, i cittadini, si renderanno conto che la politica non si fa sul sentire comune, sui mal di pancia, o sui pensieri da bar, ma sulle reali priorità delle persone. Tra i tanti esclusi ci saranno anche i miei giovani amici, che da Bologna, hanno scelto di tonare a vivere in Veneto per dare maggiore serenità ai loro due figli: l'italianissimo Giuseppe di due anni e il neo nascituro Vittorio.          

mercoledì 15 febbraio 2017

Educhiamo i bambini all'uso (gentile) del web










Parole O-stili è un convegno, un dibattito e un confronto che si svolgerà venerdì 17 e sabato 18 febbraio a Trieste. Ad aprire i lavori sarà presente anche la Presidente della Camera Laura Boldrini. L'argomento centrale è l'uso dei social e il linguaggio, un argomento che in apparenza è molto lontano dai temi del nostro blog, ma si tratta solo di apparenza. Infatti di bambini in rete ce ne sono tanti, ce ne sono sempre di più e sono sempre più piccoli (come ha testimoniato uno studio condotto da Telefono Azzurro). Parole O_Stili ha tante voci, tanti argomenti da proporre e per l’occasione ha creato l’Acchiappatroll. Si tratta di un supereroe virtuale che incarna i valori del convegno e che in questi giorni potete incrociare anche sul canale TV Super. Per ragionare su questo complesso convegno e in generale sul web e infanzia, abbiamo incontrato Daniela Pavone, una professionista della comunicazione che ha lavorato per aziende come Mattel e Disney. Lei coordinerà il tavolo Bambini e social Media fissato sabato 18 tra le 14,30 e le 16,30. Due ore dense di dati, analisi ma anche di esempi pratici e tanta informazione.

martedì 14 febbraio 2017

Quando il cinema entra al nido

In questo mare









Siamo di nuovo alla scoperta della cultura d'infanzia. Oggi ci fermiamo alla Cineteca di Bologna. Qui incontro Elisa Giovannelli responsabile per la rassegna Schermi e Lavagne che ci racconta con voce argentina, parole gentili e misurate, le tante attività e proposte dedicate ai più piccoli. La Giovannelli Ci porta a spasso tra "semplici" cartelloni cinematografici, laboratori creativi, la Cinnoteca, e ci racconta anche di nidi e scuole d'infanzia. Da due anni infatti sono partiti i primi laboratori nei nidi d'infanzia, e i bambini come sempre, dimostrano le loro grandi competenze. Per capire di cosa stiamo parlando vi invito a visionare questi video.  Sono realizzati dai bambini e tra cartoni animati e film la fantasia e la creatività viaggia libera.

Reggio Calabria: riapre il nido comunale di Gebbione.



Cronache cittadine
“Promessa mantenuta”, non possono che essere trionfalistici i toni con cui il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha annunciato l’imminente apertura del nido di Gebbione, popoloso quartiere della città sullo stretto. Il “Piccolo Principe” sarà inaugurato alle 10 del 16 febbraio. La riapertura dei nidi, la cui chiusura aveva portato Reggio Calabria, anche grazie alle proteste dei genitori, sulle pagine dei quotidiani nazionali, era stata annunciata dal sindaco nella tarda primavera del 2015. L’inaugurazione del nido di Gebbione, dato che non sfugge all’opposizione, sarebbe dovuta avvenire a settembre con l'avvio dell'anno scolastico.
La riapertura’comunque, non può che essere una bella notizia. Dei tre nidi chiusi nel 2013, l’unico  ad essere stato riaperto è stato quello del Cedir, il palazzo che ospita il centro direzionale del comune. L’inaugurazione del nido di Gebbione dovrebbe essere seguita a breve da quella del nido di Archi.

lunedì 13 febbraio 2017

Nidi e scuole d'infanzia al via la formazione per la continuità











Cronaca cittadina. Costruire un'identità educativa tra nidi e scuole d'infanzia  che getti un ponte tra zero e i sei anni è tutt'altro che semplice. Scrivere e approvare una legge, com'è avvenuto di recente, per quanto sia un passo importante, non basta ad armonizzare quello che fino ad oggi sono stati due  percorsi formativi distinti. Due percorsi che sono diversi sia per contenuti pedagogici ma anche in merito alla gestione. La città di Ancona che ha scuole d'infanzia statali e tanti nidi in convenzione, ci sta provando e ha avviato un seminario che lavora sulla conoscenza reciproca. L'idea ci pare stimolante e raggiungo al telefono l'assessore alle politiche educative Tiziana Borini 

giovedì 9 febbraio 2017

Roberto Frabetti: trent'anni di nido e teatro

Roberto Frabetti











Roberto Frabetti ha voglia di chiacchierare. Racconta tante cose sui bambini, la famiglia, la scuola, i nidi, il teatro e racconta con tanta passione e profondità, che la mia penna fa fatica a seguirlo, sebbene scorra veloce sul foglio. Da dove patire per raccontare? Forse è bene partire dalle presentazioni: Roberto Frabetti è fondatore, direttore, attore e autore de La Baracca - Testoni Ragazzi di Bologna. Il Testoni Ragazzi è uno dei rari teatri dedicato ad un pubblico di soli bambini e ragazzi. E il cartellone è davvero incredibile, sono tantissimi gli appuntamenti e tantissimi gli artisti che calcano le scene. In controtendenza ad ogni aspettativa o del credere comune, che immagina il teatro sempre in crisi e semivuoto, il pubblico qui farebbe carte false per avere un biglietto. Frabetti mi riceve nel suo studio in una mattina nebbiosa, ha un ufficio semplice, ordinato e colorato, dai tanti manifesti degli spettacoli svolti, mentre alle pareti si trovano schedari catalogati per anno e tema, come nel migliore degli uffici di contabilità. Lui lavora con i bambini anche nei nidi e nelle scuole d’infanzia, di cui ci parlerà lungamente.

mercoledì 8 febbraio 2017

Primo Sport: il parco per bambini 06 anni











"Mi fa molto piacere che il Parco Primo Sport apra anche qui a Napoli. Mi fa piacere come presidente dell'associazione laboratorio 0246, ma anche come mamma e come atleta" dichiara Valentina Vezzali più volte campionessa italiana alle Olimpiadi. Lo annuncia a margine della conferenza tenuta ieri a Napoli che ha visto la sottoscrizione di un patto collaborativo tra Regione Campania e Laboratorio 0246. Il parco Primo Sport aprirà nell'area che ospitava la base Nato di Bagnoli, oggi in disuso. Primo Sport ha dei precedenti ne esiste infatti uno a Treviso, uno a Roma e a primavera ne aprirà uno a San Lazzaro Savena paese appena fuori Bologna.
Un investimento tra pubblico e privato
Tutti i parchi in questione sono stati voluti e realizzati dall'associazione Laboratorio 0246 che riunisce un gruppo di investitori tra i quali Benetton, Pirelli e Boston Consultin, il suolo è invece pubblico dei comuni che lo ospitano. I parchi sono  aperti al pubblico gratuitamente e finanziati da soggetti privati e pubblici. Nel caso di Napoli il costo complessivo di 57 mila Euro è stato suddiviso tra Regione Lazio (40 mila) e la Fondazione Banco di Napoli (17 mila).
Cosa offre il parco?
Sono previste 4 aree tematiche: una dedicata alla manualità, una alla mobilità, una all'equilibrio e una al gioco simbolico. Le aree hanno la finalità di promuovere lo sviluppo psicomotorio. Sia a San Lazzaro che a Napoli sorgerà un frutteto e un'area dedicata all'orto. Questo per affiancare alla cultura dello sport, anche la cultura alimentare. I parchi sono aperti in alcuni orari esclusivamente agli studenti di scuole d'infanzia e di nido. Mentre in altri orari, spesso il pomeriggio, sono aperti a tutti.  I Parchi sono stati progettati in collaborazione con l'Università di Verona e sono previsti corsi di formazione al personale educativo di nidi e scuole d'infanzia.
Bologna boccia il Parco Primo Sport
Il progetto che a Napoli si è avviato senza intoppi e stato presentato e proposto anche a Bologna. E più esattamente al quartiere residenziale di Savena, ma una petizione cittadina prima, e un parere negativo della commissione architettura poi, ha indirizzato verso altri lidi Primo Sport. L'attenzione per un periodo si è spostata al quartiere Navile, il quartiere con una popolazione multietnica. Ma dopo un tira e molla, l'associazione ha scelto di spostarsi nel vicino comune di San Lazzaro che subito ha accolto il progetto con entusiasmo. Ora i cittadini del quartiere Savena, che per primi hanno bloccato il progetto si troveranno il parco praticamente in casa. Il parco dei Gessi che include entrambi i comuni è il luogo dove sorgerà è Primo Sport, ed era lo stesso luogo dove era stato previsto inizialmente e solo per una questione di perimetro geografico, è nel comune di San Lazzaro, e non più in quello di Bologna, ad accogliere Primo sport e l'offerta formativa e didattica annessa.   



 
  
          

martedì 7 febbraio 2017

Savona: a settembre un nido comunale chiuderà

Ancora non è stato chiarito quale, ma a settembre uno dei sei nidi comunali di Savona chiuderà. La notizia, apparsa sull'edizione locale de La Stampa in edicola ieri e su molti siti web locali, è stata data dal sindaco della città ligure Ilaria Caprioglio. Oltre alla chiusura di uno dei sei nidi comunali, inoltre, è stata annunciata anche l'esternalizzazione di un'altro nido. Operazione che porterà i nidi comunali a gestione diretta a 4. 


lunedì 6 febbraio 2017

Il valore di un nido: tra bambini e mercato













Basta scorrere la pagina FB di Io Amo gli Asili comunali di Taranto per capire da quanto va avanti il braccio di ferro tra cittadini e amministrazione pubblica. . E' circa un anno che il sindaco Stefàno, pare tentare di eliminare una fastidiosa spesa dal bilancio e dall'altra parte genitori, educatori e cittadini fanno barriera. Fino ad oggi i danni registrati ammontano alla chiusura di 1nido. Chiuso urgentemente per lavori il 2 novembre e non ha ancora riaperto i battenti. Una storia che sembra semplice, ma lo è solo in apparenza, questa vicenda ci fa volgere lo sguardo al passato solo così possiamo immaginare scenari futuri plausibili.
Chiuso urgentemente per lavori. Il due novembre, dopo il ponte dei Santi,  genitori e i bambini si trovano davanti ad un portane chiuso. Con un'ordinanza il nido Del Vasto viene dichiarato inagile per problemi non meglio specificati. I controlli tecnici si sono effettuati in settembre, quando tutte le strutture sono state esaminate, prima della consueta riapertura. Il controllo di settembre ha portato alla chiusura "immediata" il 2 di novembre.
Il nido riaprirà tra 90 giorni
Fonti ufficiali annunciano che il nido riaprirà dopo 90 giorni. I bambini vengono trasferiti all'Istituto Santa Teresa, struttura privata, adibita alla formazione di persone adulte. Il trasferimento porta con sè tutte le conseguenze, immaginabili, non ultima, la mancanza di una cucina interna. Oggi i pasti vengono affidati al catering.
Nessun lavoro è stato avviato
Il 4 febbraio davanti al nido Del Vasto si sono radunati genitori, bambini, educatori, collaboratori e cittadini in protesta e con tante domande. La domanda delle domande è però una: Quando riaprirà il nido? Forse tra 6 mesi. Secondo una determina comunale, datata 19 gennaio, dove nero su bianco si scrive, che il comune verserà un canone d'affitto all'Istituto Santa Teresa per i prossimi 6 mesi. Quindi a luglio. 
I nidi sono una questione politica 
I nidi a Taranto sono stati realizzati intorno agli anni '80 durante il mandato di Giuseppe Cannata. Il 4 febbraio in protesta per la chiusura del nido Del Vasto, c'era anche il nipote di Giuseppe, Angelo Cannata. "Il nido Del Vasto- ci racconta-  si colloca nel centro storico ed è un ex-Omni. Tutti gli altri nidi sono stati realizzati tra il '76 e '83. Allora la città era in forte espansione e si promosse un progetto urbanistico per la città, premiato anche ad Amsterdam." Il progetto aveva il compito di costruire Taranto, che da piccolo porto, si avviava a diventare una grande polo industriale. Nascevano nuovi quartieri, che furono pensati come tanti piccoli centri, dove c'erano servizi pubblici "Per realizzare: biblioteche, scuole, centri per anziani e nidi, si impiegò il 2 per mille del fondo salariale, dei dipendenti della Ital Sider. Era un progetto innovativo e una visione politica che immaginava una città sociale, con servizi pubblici". Oggi con ogni probabilità si sta progettando, in modo altrettanto consapevole, una città con una visione molto diversa. La chiusura dei servizi pubblici e l'abbandono di un certo territorio, sono le premesse per un "risanamento". "Si tratta di un'espulsione centrifuga, un processo ormai visto e consolidato in molti contesti. Il principio segue le logiche di mercato, si impoverisce una zona, così gli stabili e gli immobili si deprezzano. E c'è chi compra a poco, ristrutturare e rivende poi a prezzi molto maggiorati". E' come spesso accade si tratta di una questione economica, avvallata da scelte politiche.  
   

venerdì 3 febbraio 2017

Quando il vigile diventa educatore al nido

 








Cronaca cittadina A volte la realtà supera la fantasia e questa volta la realtà è tanto triste e tanto incredibile da apparire surreale. Se il Governo ha di recente approvato la legge 0-6, grazie al lavoro incessante della Senatrice Puglisi, e dopo un grande  lavoro del Gruppo Nazionale Nidi, Venezia pare prendere le distanze da ciò che la legge sancisce e trascina i suoi servizi verso una nuova stagione medioevale. Torniamo nuovamente in laguna e nuovamente riscontriamo un impoverito dei nidi oltre ad un certo sprezzo nei confronti di un sistema educativo che era basato sulla qualità. Cosa succede? L'abbiamo già raccontato: i rapporti numerici saltano, le educatrici sono fatte girare come trottole da una struttura all'altra e di recente 5 vigili (con diploma adeguato) sono state trasferite a lavorare nei nidi come educatrici. A raccontarci questa incredibile vicenda abbiamo incontrato i presidenti del consiglio dei nidi, quello che comunemente si chiama comitato dei genitori. Loro rappresentano i genitori dei 28 nidi in città e sebbene siano consapevoli che la lotta sarà dura sono anche molto determinati a difendere questi servizi tanto importanti.