mercoledì 31 maggio 2017

Maltrattamenti al nido: al via la commissione comunale

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Cronaca Bambina. Il comune di Collecchio due anni fa è apparso su tutti i giornali. E' stato ripreso da diverse televisioni e ha suscitato molto clamore. La notizie che lo ha portato alla ribalta riguardava maltrattamenti avvenuti al nido d'infanzia Allende. La sonnolenta cittadina si è svegliata in un incubo che ha coinvolto e preoccupato tutti. Oggi l'educatrice Erika Grandis, rea confessa, ha patteggiato e a processo concluso, il caso è caduto nel dimenticatoio. Ma a Collecchio è successo qualcosa d'interessante. Qualcosa che certo non susciterà lo stesso clamore mediatico, ma dovrebbe suscitare grande attenzione e anche possibili repliche. Di cosa stiamo parlando? Il comune ha aperto un'indagine interna e parallela a quella della magistratura, per accertare come l'amministrazione pubblica abbia lavorato, come avrebbe dovuto lavorare, e quali azioni potrà intraprendere per evitare fatti analoghi. Abbiamo incontrato il consigliere ("sempre di minoranza" come ci tiene a sottolineare) Luigi Tanzi che ha portato avanti con una buona dose di coraggio l'indagine, che come prevedibile, è stata scomoda e osteggiata, ma ha potato in evidenza tante mancanze e inefficienze.

martedì 30 maggio 2017

Le diseguaglianze dei bambini

 








Pensieri e parole... Oggi sul La Stampa c'è un articolo interessante sull'infanzia. Sono i Garanti dell'infanzia a narrare. Cosa ci raccontano? Poche le novità a dire il vero, ma è sempre bene riportare i dati. Due sono particolarmente eloquenti. Il primo dato: oltre il 32% dei minori è a rischio povertà e esclusione sociale (media superiore a quella EU per oltre 4 punti percentuali). Secondo dato: l'Italia spende la metà degli altri paesi per il welfare destinato all'infanzia. Migriamo ora verso altre pagine e andiamo al quotidiano La Repubblica dove troviamo un'altra notizia interessante. Il quotidiano annuncia e anticipa il festival dell'economia che si terrà a Trento (dodicesima edizione) dal 1 al 4 giungo. Anche quest'anno il festival si concentrerà sulla diseguaglianza. Venerdì 2 giugno saràla sociologa Chiara Saraceno a parlare d'infanzia e diseguaglianze.

lunedì 29 maggio 2017

Vaccini, cure omeopatiche e politica...Parola a Paolo Sarti

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Intervista a... Paolo Sarti è pediatra ed è anche un politico. Siede in consiglio regionale con la lista Toscana a Sinistra. Oltre a fare il medico e il politico si occupa di tantissime cose. Il suo impegno è speso tra organizzazione di corsi di accompagnamento alla nascita, dibattiti e convegni sull'educazione sanitaria e pediatrica e spesso collabora con la Rai e Radio tre come divulgatore scientifico. Ha pubblicato tanti libri tra i quali ricordiamo: Neonati Maleducati e Crescere è un'arte. Insomma è quello che si può dire un vero esperto in materia d'infanzia. Il suo è uno sguardo particolarmente interessante perché duplice. Critico e poco prevedibile l'abbiamo incontrato per parlare della legge sui vaccini. Il dottore Sarti ha un'idea molto precisa e dalle sue parole passano forti e chiari due concetti. Primo concetto: in Italia non c'è allarme sulla copertura dei vaccini. Secondo concetto: questa legge ha una convenienza politica. Sarti parla e spiega anche di omeopatia, (materia che tratta con rispetto) ma su cui fa un ragionamento politico molto interessante e di grande attualità, viste le ultime notizie.

sabato 27 maggio 2017

Bonus Nido per molti ma non per tutti. Domanda dal 17 luglio


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L’Inps da le istruzioni operative per accedere al Bonus Nido. Il Bonus individuato con la legge di bilancio del 2017 è oggi attivo. Si tratta di 1000 Euro l’anno per la frequentazione di nidi pubblici e privati, 1000 euro sono previsti anche per le cure domiciliari per bambini affetti da patologie gravi. Vediamo insieme come fare e chi ne ha diritto.

Meno 300 iscritti...la guerra dei nidi lascia i segni



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Cronaca bambina 300 domande in meno rispetto allo scorso anno. Le famiglie romane hanno fatto altre scelte e affidato i loro bambini ad altre cure, diverse da quelle del nido. L’esodo dei servizi 0-3 prosegue, anche lo scorso anno le domande sono diminuite in modo vertiginoso. I motivi con ogni probabilità sono tanti: l’aumento delle rette, la crisi del lavoro, il calo delle nascite, le scelte politiche. La Giunta Raggi ha corretto le modalità diaccesso, nel tentare di controvertire la tendenza a segno negativo. Nelle domande d’iscrizione di quest’anno, salvo alcune eccezioni, il modulo prevedeva che si scegliessero prima gli asili pubblici, a gestione diretta, e in ultima posizione i nidi “privati” a gestione indiretta. Il cambio ha portato tanti malumori tra i gestori e gli educatori e con ogni evidenza tante difficoltà ai genitori. I risultati oggi, sono qui da vedere, anzi da contare: -300. La consigliera capitolina del PD Valeria Bagli incalza “Il primo obiettivo di questa amministrazione è fermare l'esodo di iscrizioni, ed è stato mancato. Più volte abbiamo chiesto un confronto con assessora e sindaca per fare un'analisi del bando e del suo impatto e siamo stati ignorati". Ora da parte della Giunta (a buoi scappati) c’è un invito al confronto rispetto al bando con genitori e operatori. L’incontro è fissato al 1 Giugno. Il gruppo Pd ha annunciato la presentazione di una mozione per la riapertura delle iscrizioni con bandi che non ripartano a ottobre, ma entro il mese di luglio.

venerdì 26 maggio 2017

Cosa ha da insegnare il nido alla scuola?

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Pensieri e opinioni... Mi capita spesso di sentire attrito tra le maestre di scuola e le educatrici di nido. Mi scuso se scrivo queste le professioni al femminile ma mentre scrivo, non posso che avere davanti agli occhi, i tanti volti delle tante professioniste che ho conosciuto in questi anni che erano tutte donne.
nel ricordare le loro parole e commenti riaffiora un certo senso di superiorità delle scuole, nei confronti dei nidi, un sentimento un sentire che esiste e resiste ancora oggi che i nidi sono stati riconosciuti come il primo ciglio formativo del bambino. La legge non spazzerà via in poco tempo una mentalità che è radicata nel tempo. I motivi di questa mentalità sono da ricercare nella storia dei due ordini educativi: i primi sono di cura, di affido, gli altri istruiscono formano il fanciullo,spesso anticipando competenze quali, la scrittura o una lingua straniera...

giovedì 25 maggio 2017

Nidi a Napoli: parola all'assessore Palmieri

















Intervista a.... Non si tratta di abbandonare o chiudere alcun nido. L'assessore Annamaria Palmieri ha certezze assolute sul nido Lotto O "Il nido non chiude" Finiti i fondi Pac la Pubblica Amministrazione sta valutando altre strade. Ascoltiamo la visione dei fatti dalla parte politica. La Palmieri è generosa e ci riserva tempo per spiegare sia la situazione del nido Lotto 0, che sull'operato che ha compiuto in questi anni nei nidi. Ma nonostante le sicurezze una data certa per la riapertura del nido non c'è, così come manca la certezza del personale che lo gestirà in futuro.

mercoledì 24 maggio 2017

Chiudono il post-scuola e spostano le maestre al nido

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Cronaca Bambina. La sua voce arriva da lontano. Da Ragusa. Ha un tono deciso e sicuro. La storia che ci racconta la consigliera Elisa Marino è inquietante e svela, ancora una volta, la mala gestione dei servizi 0-3. Le responsabilità sono "spalmare" tra Stato, Regione e Comune. La storia riguarda due nidi aperti con soldi pubblici che arrivano dalla UE. Le economie fanno parte dei fondi PAC, fondi su cui abbiamo indagato a più riprese, con diversi approfondimenti, compresa l'intervista al Prefetto Riccio. Il comune di Ragusa ha fatto richiesta dei fondi per avviare due nuovi nidi. Tutto molto positivo. Ma finiti i soldi? Cosa succede? I fondi sarebbero dovuti servire a garantire nuovi servizi nel tempo e non solo a ridosso dei finanziamenti. Ma le difficoltà sono tante e la soluzione dalla giunta del pentastellato Federico Piccitto non accontenta (quasi) nessuno. Ascoltiamo cosa succede dalla Marino.

martedì 23 maggio 2017

Salvato dalla camorra. Rischia comunque la chiusura. La strana storia del nido Lotto O













Cronaca Bambina. Ci sono storie che aspettano solo di essere raccontate. Ci sono fatti che danno ragione al lavoro che porto avanti da anni. Sono semplici e chiare come luce del giorno. Sono spaventose e buie come la notte più profonda. Questa storia ha una cronista coraggiosa che è una donna, una collega giornalista, che tutti i giorni affronta un mondo e un lavoro che posso solo immaginare. Le nostre strade si incrocino a Ponticelli un quartiere di Napoli dove la camorra fa da padrone. Le parole si congiungono al nido Lotto O, un luogo che porta speranza in un distretto pericoloso e povero. Un luogo che la camorra non è riuscito a chiudere. Un luogo che lo Stato e il comune con precise responsabilità politiche, stanno facendo finta di non vedere. Il loro voltar la faccia significherà la morte del nido? Ascoltiamo la vicenda racconta dal direttore responsabile del quotidiano Napolitan Luciana Esposito.

lunedì 22 maggio 2017

Come chiude il primo nido italiano?


BolognaNidi




















Il primo Nido in Italia chiude e non si sa, se, e quando riaprirà. Non si sa quanto costerà la ristrutturazione e non si capisce dove saranno reperiti i soldi. I bambini nel mentre saranno smistati in diversi servizi e le educatrici comunali, si troveranno a lavorare con educatrici del privato. Un vero pasticcio all'Italiana fatto di scorciatoie, spreco di soldi pubblici e nessuna garanzia di qualità. Diamo la parola al consigliere Francesco Comotto di Ivrea, che con l'aiuto del consigliere Alberto Tognoli, si batte per l'asilo più famoso d'Italia: il Nido voluto e aperto da Adriano Olivetti.

venerdì 19 maggio 2017

Aiutare i nidi si può.

 
Mission Bambini









Cronaca Bambina. Sabato 20 maggio e domenica 21 torna Banco per l'infanzia. In tantissime città sarà possibile comprare e devolvere beni di cura come pannolini, biberon e altro, acquistati nei negozi Prenatal e Bimbostore. E' un progetto ideato e realizzato dalla Fondazione Mission Bambini. L'iniziativa è arrivata alla 4 Edizione. «L'anno scorso- dichiara il presidente Goffredo Modena- l'iniziativa ha raccolto 50 mila euro di beni e mobilitato oltre 500 volontari» . Per capire dove sarà possibile effettuare la devoluzione si può consultare la mappa che viene pubblicata qui.

giovedì 18 maggio 2017

Legge sul cyberbullismo: una lettura pedagogica

 
BolognaNidi









Cronaca Bambina E' stata approvata all'unanimità la legge contro il cyberbullismo. La prima firmataria è il deputato Elena Ferrari, già insegnante di Carolina Picchio, la ragazza che nel 2013 dopo aver subito violenza e dopo aver appreso della violenza tramite immagini diffuse in rete, ha deciso di farla finita a soli 14 anni. Il padre di Carolina ieri ha assistito alla votazione del testo di legge e ha commentato con le lacrime agli occhi "è stata un'emozione grandissima". Da una storia drammatica è nata una soluzione operativa. Una legge che da sola non basta perché il problema grande e complesso ed è troppo spesso offuscato da luoghi comuni.

mercoledì 17 maggio 2017

Legge 0-6. Il sistema integrato secondo il Partito Democratico
















Cronaca Bambina. La polemica suscitata da un articolo di Repubblica e la risposta di una deputata del PD contiene elementi sulla legge 0-6 a cui prestare particolare attenzione. L'articolo, del noto quotidiano, è a firma di Eleonora Capelli e titola: Svolta del PD: Scuola pubblica e privata sullo stesso piano. Uscito sulle pagine locali l'articolo argomenta come il PD stia elargendo soldi alle scuole private. "Se fossimo su Twitter, l’hashtag sarebbe -sistema integrato-. Vuol dire scuole pubbliche e private sullo stesso piano".  
Venerdì scorso a Bologna si è parlato di sistema 0-6 erano presenti: Matteo Renzi, la senatrice Francesca Puglisi e la vicesindaco di Bologna Marilena Pillati. Le dichiarazioni sono state piuttosto inequivocabili. Renzi ha argomenta che non ci si deve vergognare dei bonus, ma dei tagli, mentre la Puglisi ci ha restituito un dato preciso: lo Stato ha previsto 670 MLN per il sistema 0-6. La risposta all'articolo di Repubblica non tarda ad arrivare. E' un breve post a firma della deputata lombarda Simona Flavia Malpezzi. che titola Le inesattezze di Repubblica sulla delega 06 . Il nocciolo della questione è che la giornalista (nel migliore delle ipotesi) non conosce la materia di cui scrive. "Il sistema integrato- scrive la Malpezzi- esiste in Emilia Romagna da molti anni prima del governo Renzi e proprio questa esperienza ha rappresentato una di quelle buone pratiche a cui abbiamo guardato immaginando la scuola dell’infanzia che vorremmo. Per realizzarla abbiamo investito delle risorse". Allora parliamo di Emilia Romagna e vediamo cosa succede e cosa è successo politicamente tra nidi e scuole d'infanzia.

martedì 16 maggio 2017

Cosa succede nei nidi a luglio?

 
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Cronaca bambina. E' un tema ricorrente. Ogni estate, o quasi, torna ad affacciarsi sulle pagine dei media. Di città, in città, si torna a discutere di nidi e scuole d'infanzia aperte anche in estate. I genitori hanno ragioni più che solide  dalla loro: devono continuare a lavorare nonostante tutto. D'altra parte i lavoratori hanno ragioni altrettanto solide: arrivati a giungo stremati e il loro è un lavoro particolarmente delicato. Quest'anno almeno in  due città, Firenze e Bologna, la notizia torna alla ribalta. E sullo sfondo ci sono contese di origine contrattuale e salariale. La vicenda è davvero complessa, ma a noi interessa capire sopratutto cosa succede in estate nei nidi cittadini?

lunedì 15 maggio 2017

Come si crea sicurezza al nido?


BolognaNidi
















Telecamere al nido. Qualche tempo fa il Gruppo Nazionale Nidi si è espresso rispetto all'uso delle telecamera al nido. Lo ha fatto in una lunga lettera aperta scritta della pedagogista Sandra Benedetti che potete leggere qui. "Il tema- mi spiega la Benedetti che ho raggiunto al telefono- è complesso e non si può risolvere in poche battute. Merita attenzione e conoscenza". Oggi sul fronte sicurezza c'è una novità: dalla "semplice" telecamera si è passati all'App. I genitori possono scaricare e vedere le immagini registrate dalla telecamera, mentre i bambini sono al nido. Succede in un solo nido (per il momento) e ne abbiamo dato notizia di recente. Ma cosa comporta emotivamente questo mezzo? E cosa pensano gli esperti e i genitori?

giovedì 11 maggio 2017

La lunga morte del nido sospeso...

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Cronaca Bambina. Da settembre il nido sarà "sospeso". Non accoglierà più lattanti, come ha già fatto quest'anno, non ci saranno più mezzani, ma solo uno sparuto gruppetto di treenni. Succede al nido Carillon di Spoleto. A raccontarci  questa complessa vicenda, che va avanti da tempo, abbiamo incontrato due donne: una politica e una madre. "Ad un certo punto si era ipotizzata l'esternalizzazione del servizio- mi racconta Francesca Conti portavoce del comitato Spoleto per Bambini- abbiamo lottato tanto per mantenere il nido a gestione diretta. Convinti che un nido pubblico sia un bene comune, abbiamo raccolto oltre 900 firme... E ora? L'hanno depredato di tutto. Gli hanno portato via anche la struttura".

mercoledì 10 maggio 2017

Indonesia: matrimoni precoci, la fatwa delle donne islamiche



Le donne che prendono posizione per sostenere i diritti di altre donne devono fare notizia. Ed è per questo che oggi BolognaNidi da spazio ad una notizia che arriva dall'Indonesia, una notizia pubblicata qualche settimana fa dalla BBC e rilanciata in Italia dall'agenzia Dire.
A Cirebon, nell'isola di Giava, al termine di una conferenza che ha riunito le esperte di religione islamica, è stata emessa una fatwa contro i matrimoni contratti a meno di 18 anni.

lunedì 8 maggio 2017

Nidi famiglia cosa sono? Parola a Katiuscia Levi

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Scarabocchiando è un progetto partito a Fiumicino nel 2006 su impulso di Katiuscia Levi. Oggi l’attività conta 200 nidi casa «Una cifra a cui stento a credere io stessa» ci dice con estrema semplicità la Levi. La sua è una storia straordinaria e al contempo molto semplice. Parte da una difficoltà personale che unita alle difficoltà quotidiane di tanti genitori è esplosa come una felice soluzione alternativa. Quando i nidi mancano, quando essere madre diventa un handicap, qualcosa di alternativo emerge e si fa spazio anche tra le diffidenze.

domenica 7 maggio 2017

Arriva l'app per controllare i bambini a nido

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Cronaca Bambina. Era prevedibile che dopo le telecamere sarebbe arrivata anche l'App, per controllare e visionare i pargoli al nido, mentre papà e mamma, sono al lavoro. Succede a La Spezia al nido Piccoli Tesori inaugurato ieri.
I Piccoli Tesori è un  micronido che ospita 15 bambini di età compresa tra l'anno e i 3. Il servizio è gestito da Joseph De Biasi e Valentina Longo che hanno trasformato i locali da ludoteca a micronido. La struttura è già molto aperta al mondo e agli sguardi della comunità, infatti ha pareti di vetro, dove chiunque può verificare cosa fanno i bambini durante la giornata.
Come funziona l'app? 
Piccoli Tesori è il primo nido a dotarsi di telecamere e App di controllo. L'applicazione si può scaricare, dopo essersi registrati via web e dopo aver firmato e acconsentito a filmare i bambini. I genitori del resto si dichiarano felici e sollevati di poter controllare i piccoli anche mentre sono al lavoro e lontani dal nido.
Ma la legge sulle telecamere a che punto è?
Per ora si tratta di solo un disegno di legge. Il testo non è ancora approdato in Senato, anche se la commissione Istruzione Scuola, ha espresso parere negativo  insistendo sul fatto che "imporre telecamere nei servizi è un fallimento della scuola". La nostra associazione fu chiamata in commissione ad esprimere un parere lo scorso Luglio. Il testo di legge, al di là di qualunque parere sull'uso delle telecamere in un luogo tanto delicato, presenta più di una fastidiosa pecca e il suo testo denunciava pochissima conoscenza dei servizi. Seguiremo comunque l'iter della normativa che non sarà certo facile, e parleremo del tema da più punti di vista perché presenta più aree di discussione: pedagogica, psicologica, politica.





venerdì 5 maggio 2017

Cos'é un Asilo Nel Bosco? Parola a Danilo Casertano

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Danilo Casertano ha aperto il primo Asilo Nel Bosco in Italia e più precisamente a Ostia. Da poco sull'onda del successo ne ha aperto uno al mare, sempre ad Ostia, in collaborazione con l'Istituto Amendola Guttuso. Danilo lavora attorno al tema dell’educazione all'aperto su diversi fronti. Il suo è un punto di vista è originale e fuori dagli schemi. L'abbiamo incontrato per farci raccontare come funziona un Asilo Nel Bosco ma anche per narrare la sua visione sull'infanzia .

giovedì 4 maggio 2017

Bologna: liste d'attesa azzerate. Navile e Savena soffrono: nuove sezioni e posti gratis alle private.


Liste d’attesa azzerateÈ un comunicato abbastanza lungo quello con cui Palazzo d’Accursio fa il punto sui numeri delle scuole dell’infanzia cittadine. La nota si apre con un annuncio: “la lista d'attesa delle scuole dell'infanzia del Comune di Bologna è di fatto azzerata: come accuto l'anno scorso, anche quest'anno il numero di domande è circa pari al numero dei posti a disposizione nelle scuole comunali e statali della città”. Ciò per Palazzo d'Accursio è il frutto dell’ “impegno straordinario messo in campo dall'Amministrazione comunale già nello scorso mandato, un impegno che ha consentito di incrementare i posti complessivamente offerti ad oggi di circa 800 unità”. Posti viene spiegato che fanno fronte “non solo alla lista di attesa ereditata all’inizio dello scorso mandato, ma anche all'altrettanto consistente aumento della domanda degli ultimi anni.” Il numero delle domande – viene spiegato – è passato dalle 2705 dell’anno scolastico 2015/16 alle 2904 relative al 
prossimo anno scolastico.
 Savena e Navile continuano a soffrire -  La situazione viene giudicata “complessivamente positiva”, ma l’amministrazione non nasconde le sofferenze esistenti nei quartieri Savena e Navile. Questi due quartieri sono gli unici in cui il numero delle richieste ha superato i posti disponibili. Nel quartiere Navile mancano 11 posti e al Savena 91.

"Porto in scena matrimoni forzati e infanzie rubate". Laura Masielli racconta il suo teatro di impegno civile



Autrice, attrice regista. Al telefono Laura Masielli travolge l'interlocutore con la carica tipica di chi mette passione in ciò che fa. Una voce calda, teatrale che si fa seria quando da voce a ragionamenti complessi su tante piaghe che affliggono l'infanzia vicina e lontana.
Insieme all'associazione I 7 Raccoglifiabe, fondata nel 2007a Roma, porta in scena spettacoli che definisce di "impegno sociale": storie di violenza, di donne e infanzie violate, storie spesso ispirate da fatti di cronaca come Il Volo, basato sulla triste vicenda di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni, morta nel 2014 dopo essere stata gettata dall'ottavo piano a Caivano in provincia di Napoli. Come la storia narrata ne La sposa bambina in cui affronta il tema delicato e attuale dei matrimoni precoci e forzati. 

Recentemente i fatti di cronaca ci hanno mostrato ancora una volta che quello dei matrimoni forzati delle adolescenti è un tema che non riguarda solo paesi lontani ma anche il nostro. A questo fenomeno lei ha dedicato uno spettacolo teatrale: La sposa bambina.  Come è nata l'idea di portare in teatro un tema così complesso e delicato?


Avevo avuto modo di vedere le meravigliose fotografie di Stephanie Sinclair che aveva fatto un lungo reportage durato circa 9 anni in Afganistan e Bangladesh. Aveva fotografato bambine di 8 anni durante la celebrazione del matrimonio  o durante la normale vita di coppia di tutti i giorni. Anche se le foto erano a dir poco bellissime io provai un senso di smarrimento ed incredulità.

mercoledì 3 maggio 2017

A scuola senza vedere. Dialogo con Roberta Zumiani di Irifor Trentino



Sono passati poco più di quarant'anni da quando la legge 360 del 1976 ha permesso ai genitori dei bambini non vedenti di scegliere se far frequentare ai propri figli le scuole speciali o le "classi ordinarie" delle scuole pubbliche. In quest'arco di tempo l'inserimento scolastico delle persone con disabilità visive, ma non solo, ha subito molti mutamenti. Oggi, Roberta Zumiani, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa IRIFOR del Trentino, ci aiuta a capire quali sono le necessità dei bambini e dei ragazzi non vedenti e ipovedenti. Il nostro dialogo parte dall'inserimento scolastico per allargarsi a tanti altri aspetti della vita dei piccoli vedenti e ipovedenti. Roberta Zumiani è la responsabile del progetto di assistenza scolastica della cooperativa trentina, progetto nato nel 2003 e che coinvolge oggi 79 studenti. 

Quando e come è nato il vostro progetto per l’integrazione scolastica degli alunni non vedenti e ipovedenti?
Il progetto di assistenza scolastica degli studenti con disabilità visiva, cecità o ipovisione, è stato avviato da IRIFOR nell’anno scolastico 2003/2004, in via quasi sperimentale. L’obiettivo del progetto è quello di proporre una scuola inclusiva per gli studenti con disabilità sensoriale, a partire dalla scuola dell’infanzia fino al termine delle scuole superiori. Le figure che affiancano bambini e ragazzi nel percorso scolastico ma anche nell’acquisizione di autonomie di studio, prima, e di vita, poi, sono formate appositamente da IRIFOR attraverso corsi di formazione e continui aggiornamenti, per poter sempre fornire risposte efficaci ed efficienti ai bisogni specifici di alunni ciechi e ipovedenti. Gli alunni coinvolti inizialmente erano 7, mentre nell’anno scolastico 2016/2017 IRIFOR affianca ben 79 studenti, e questo incremento numerico sottolinea senza dubbio la bontà del progetto.

martedì 2 maggio 2017

Lettera di una mamma senza nido


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Cara Bologna nidi,


sono una mamma senza nido e senza lavoro. Ho trentadue anni e da dieci  vivo  vicino a Napoli. Mi sono trasferita qui, dopo il matrimonio, per poter star vicina ai miei suoceri che stanno invecchiando e iniziano ad aver bisogno. A mio suocero è stata diagnosticata la demenza senile da un anno e mia suocera inizia a fare fatica. Di servizi per aiutare gente come noi, non ce ne sono, ne' per anziani, ne' per bambini (...) Il mio primo figlio l'ho mandato da una signora che non aveva un vero nido, ma teneva tutti i giorni tanti bambini. Oggi quel "nido" non c'è più, è stato chiuso senza alcuna spiegazione, nonostante fosse molto frequentato. Mio figlio c'è stato bene ed a giocato con tanti  altri bambini. (...) Capisco che i nidi sono un servizio diverso da quello che abbiamo frequentato, ma la signora che lo gestiva era tanto brava. I piccoli avevano uno spazio tutto dedicato a loro, con giochi e lettini ed era tutto pulito in ordine  e per gli orari ci si metteva d'accordo. Forse non  c'era tanta pedagogia, i pannolini e la pappa dovevamo portarla da casa, ma i bambini erano sereni e volevano bene alla signora. Io intanto riuscivo a lavorare e a guadagnare un po'. Oggi con il solo stipendio di mio marito facciamo fatica. (...) E cosa deve fare una madre come me, che è sempre sola, senza lavoro e senza un domani migliore? E' difficile fare la mamma dove non c'è nulla. (...)
Anche il parchetto sotto casa ha pochi giochi e sono tutti rotti. Io seguo Bologna Nidi da tempo e leggendo le lamentale delle educatrici e dei genitori che un nido ce l'hanno, mi viene una grande rabbia, perché qui non c'è nulla e tutto farebbe la differenza. Si è parlato tanto di nuovi nidi al sud, ma qui non si vede nulla, se non la disperazione.

AnnaRosa, mamma senza nido